Vegetariano e laico… è possibile?

Mi scrive un amico: “Mi perdoni se La disturbo. Deduco, visto che è legato al Circolo Vegetariano, che Lei stesso sia vegetariano, giusto? Per un motivo etico, salutistico o entrambe le cose? E poi da ciò che scrive, dal punto di vista spirituale, sembra che Lei si sia formato con l’Advaita Vedanta o con lo Zen e quindi con la Spiritualità Laica, giusto? RingraziandoLa, La saluto cordialmente.”
Mia rispostina: “Gentile amico, diamoci del tu per semplificare, mi definisco “vegetariano” perché non c’è un altro termine adatto per qualificare chi segue una dieta “naturale”, sia dal punto di vista genetico che ecologico ma anche psichico (al proposito ti consiglio la lettura di questo articolo: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2014/05/10/vegani-o-vegetariani-dieta-ideologica-o-fisiologica-la-risposta-sta-nellecologia-alimentare-spiccia/).
Contemporaneamente, col trascorrere del tempo, seguendo le mie propensioni intellettuali ed elettive, mi dedicai allo studio del vedanta, dello zen, del taoismo, etc. tutte vie non dualistiche, ed incontrai diversi realizzati dai quali ricevetti insegnamenti sottili, mai formali. La mia storia “spirituale” è stata da me raccontata nel libro “Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel sé” (Edizioni OM), che è una sorta di diario, una raccolta di aneddoti sugli incontri con personaggi particolari, direi “straordinari”, conosciuti lungo il cammino.

Il percorso di realizzazione è un passatempo che la mente richiede. Noi siamo già quello che vorremmo essere. Però è vero che restare sintonizzati all’interno aiuta, come pure aiuta la lettura di testi spirituali. Purtroppo a volte succede che la comprensione intellettuale possa ingannarci, lasciandoci credere di aver “compreso”. Quindi cosa posso consigliarLe? Forse la cosa migliore è meditare e seguire il proprio intuito che infallibilmente ci guida verso il risveglio. “Quando i fiori sbocciano le api giungono senza essere invitate” diceva il santo Neem Karoli Baba”