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Il senso che distingue di più un umano da un robot è il tatto: il robot vede, sente ma non può manipolare. Ora grazie alle ricerche del lab di biorobotica della Scuola di S. Anna e della università brasiliana di Uberlandia i robot saranno dotati di una pelle che consentirà loro di interagire con gli oggetti da afferrare e manipolare, valutandone le superfici per le caratteristiche fisiche e meccaniche ed in prospettiva anche per la temperatura. Questi risultati si basano sulle ricerche che hanno valso il Nobel 2021 per Medicina e Fisiologia a David Julius e Ardem Patapoutian
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL FUTURO DELL’ENERGIA:
L’Intelligenza artificiale applicata alla richiesta energetica ha sancito che la domanda di energia è destinata a crescere del 30% nei prossimi 25 anni. Da qui una riconsiderazione delle fonti ed in particolare del nucleare anche se interpretato con nuovi moduli e nuove tecnologie con riferimento alla sicurezza ed alla dimensione dei singoli moduli. Collegato a questa scelta, a cui comunque il mondo sta già rispondendo con oltre 250 centrali in costruzione e150 nella sola Cina, c’è il problema della materia prima l’uranio, oggi del costo di 75 dollari la libbra, più del doppio rispetto a 10 anni fa e destinato ancora a crescere. D’altra parte solo per valori prossimi ai 100 dollari la libbra gli attuali costi estrattivi e produttivi risultano convenienti, ma questo non ha impedito che gli Enti preposti in America raccomandassero di prestare le massime attenzione e risorse a questa attività.
Prof. Luigi Campanella – Fondazione Acqua
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Nota AI: I robot “umani” e l’intelligenza artificiale (IA) sono strettamente collegati: l’IA fornisce ai robot umanoidi la capacità di percepire, imparare e interagire, mentre l’ingegneria robotica costruisce il corpo fisico e i sensori. Questo connubio permette la creazione di macchine in grado di eseguire compiti complessi in ambienti progettati per gli esseri umani, sia in settori industriali che di servizio, e di interagire con le persone in modo più naturale, anche se l’IA attuale non possiede vera coscienza o emozioni.