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Ritorniamo all’orto…

 
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“Poi una mattina ci si sveglia, e si scopre che le risposte sono sempre state lì, sulla vecchia zappa arrugginita del nonno. C’è speranza per questa strana creatura che è l’uomo. C’è speranza…” (Stefano Andreoli)  

Il 23 agosto 2026, da pochi giorni tornati a Treia dopo una permanenza in Emilia (dove abbiamo organizzato diversi eventi ecologisti e spirituali)   Caterina mi ha chiesto di accompagnarla al nostro piccolissimo orticello sotto casa. L’estate virulenta ha seccato parecchio verde,  i quattro ulivi  sono stati attaccati dalla mosca olearia, il bagolaro ha resistito bene ed hanno resistito anche le piante di bardana, di finocchiella, di cicorie, di borragine, ecc. Anche una striminzita vite cerca di abbarbicarsi  alla rete, i capperi si sono propagati su buona parte del muro e l’alberello di mirabolano ha un bell’aspetto…

 
Nel complesso la  fortuna  ci ha assistito  e siamo contenti di  averne  a disposizione questo piccolissimo terreno entro le mura  che appartiene alla mia compagna Caterina. Abbiamo a disposizione anche tanto bel verde urbano attorno alle mura di Treia che rappresenta una riserva segreta di erbe selvatiche commestibili e di legni secchi per il camino. 
 
Auser Treia - Circolo di Promozione Sociale: agosto 2018
 
Il messaggio portante è quello di raggiungere  almeno una parziale autosufficienza alimentare. Nessun problema per i fortunati che dispongono di  un pezzo di terra in campagna, li si possono realizzare orti a volontà.  Ma anche se si vive in città, ove  esistono  minuscoli orti urbani, oppure se si dispone di un terrazzo o di un grande balcone, c’è la possibilità di superare questo handicap. Per prima cosa vanno scelti spazi rivolti a Sud-sud-ovest, dove il Sole garantisce diverse ore di luce. Poi va calcolato il peso che la struttura del balcone o del terrazzo può sopportare, quindi le cassette con la terra vanno posizionate a ridosso o sopra i muri portanti dell’edificio. Gli scomparti dell’orto pensile vanno sistemati in modo da facilitare i movimenti sia per la semina, la raccolta e l’innaffiatura delle piantine.

Non sono necessarie competenze specifiche di botanica o di orticoltura, serve solo tanta buona volontà  ed il reperimento di sementi naturali, magari chiedendole a qualche amico contadino. Esistono anche diversi gruppi di seed-sharing che potete trovare su internet.

Si consiglia come prima esperienza di prediligere ortaggi che non hanno bisogno di particolari attenzioni, quindi: insalate da taglio e cicorie, cipolle ed aglio,  bietole e broccolacei, zucchine e zucche,  erbe aromatiche, peperoncini piccanti, topinambur e pomidorini rustici gialli… seguendo una rotazione stagionale in modo da avere prodotti durante tutto l’arco dell’anno.

Per dare un senso naturalistico a  questo discorso aggiungo che è assolutamente necessario integrare la propria alimentazione con alcuni vegetali autoprodotti, questo per una ragione alchemica, ma se ciò fosse impossibile allora e -comunque- consiglio di andare a passeggiare in campagna a cercar erbe bioregionali spontanee. 

Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana