Ritorniamo all’orto…
“Poi una mattina ci si sveglia, e si scopre che le risposte sono sempre state lì, sulla vecchia zappa arrugginita del nonno. C’è speranza per questa strana creatura che è l’uomo. C’è speranza…” (Stefano Andreoli)
Il 23 agosto 2026, da pochi giorni tornati a Treia dopo una permanenza in Emilia (dove abbiamo organizzato diversi eventi ecologisti e spirituali) Caterina mi ha chiesto di accompagnarla al nostro piccolissimo orticello sotto casa. L’estate virulenta ha seccato parecchio verde, i quattro ulivi sono stati attaccati dalla mosca olearia, il bagolaro ha resistito bene ed hanno resistito anche le piante di bardana, di finocchiella, di cicorie, di borragine, ecc. Anche una striminzita vite cerca di abbarbicarsi alla rete, i capperi si sono propagati su buona parte del muro e l’alberello di mirabolano ha un bell’aspetto…

Non sono necessarie competenze specifiche di botanica o di orticoltura, serve solo tanta buona volontà ed il reperimento di sementi naturali, magari chiedendole a qualche amico contadino. Esistono anche diversi gruppi di seed-sharing che potete trovare su internet.
Si consiglia come prima esperienza di prediligere ortaggi che non hanno bisogno di particolari attenzioni, quindi: insalate da taglio e cicorie, cipolle ed aglio, bietole e broccolacei, zucchine e zucche, erbe aromatiche, peperoncini piccanti, topinambur e pomidorini rustici gialli… seguendo una rotazione stagionale in modo da avere prodotti durante tutto l’arco dell’anno.
Per dare un senso naturalistico a questo discorso aggiungo che è assolutamente necessario integrare la propria alimentazione con alcuni vegetali autoprodotti, questo per una ragione alchemica, ma se ciò fosse impossibile allora e -comunque- consiglio di andare a passeggiare in campagna a cercar erbe bioregionali spontanee.
Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana
Articolo collegato: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2018/03/anche-le-piante-sono-dotate-di.html