Natale con pellegrinaggio nel bosco…

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Nella piazza di Treia in questi giorni è stato installato l’abete per la scenografia natalizia, affiancato da una pseudo grotta di Betlemme con la Madonna e San Giuseppe. L’albero, che sembra vivo, sta infilato in un bel vaso grande. Non so se la pianta sia munita di radici e se “finita la festa” sarà trapiantato in un prato. Vedremo…
Approfitto comunque di questa piantumazione che si svolge non solo a Treia ma in quasi tutti i paesi delle Marche e non solo, per riprendere la nostra annuale campagna per il salvataggio di innocenti alberi.
Non tagliamo abeti per le ricorrenze natalizie ed invece rechiamoci in campagna armati di ghiande, come fece l’uomo che piantava gli alberi di Jean Jono, e come atto simbolico, ma denso di concretezza, espressione della volontà di riscatto e vita, ripiantiamo le ghiande delle tante specie autoctone di querce perché avvenga il miracolo millenario della Rinascita.
Il “natale” corrisponde in verità alla ripresa della crescita luminosa che subentra con il solstizio invernale, celebrato in tutto il mondo antico come simbolo del risorgere della vita, perciò è più che giusto che in occasione delle festività natalizie si compia un rito di ritorno alla natura.
Approfitto comunque di questa piantumazione che si svolge non solo a Treia ma in quasi tutti i paesi delle Marche e non solo, per riprendere la nostra annuale campagna per il salvataggio di innocenti alberi.
Non tagliamo abeti per le ricorrenze natalizie ed invece rechiamoci in campagna armati di ghiande, come fece l’uomo che piantava gli alberi di Jean Jono, e come atto simbolico, ma denso di concretezza, espressione della volontà di riscatto e vita, ripiantiamo le ghiande delle tante specie autoctone di querce perché avvenga il miracolo millenario della Rinascita.
Il “natale” corrisponde in verità alla ripresa della crescita luminosa che subentra con il solstizio invernale, celebrato in tutto il mondo antico come simbolo del risorgere della vita, perciò è più che giusto che in occasione delle festività natalizie si compia un rito di ritorno alla natura.
In tal modo onoreremo la vita e potremo approfittarne per abbracciare i grandi alberi e la natura che è matrice universale. In questo momento di obbrobrio consumista che accelera la distruzione del pianeta, attraverso il taglio indiscriminato di alberi addobbandoli poi con palle di plastica e luminarie finte, dimentichiamo la vera tradizione ecologista e spirituale.
La sacralità degli alberi, simbolo per antonomasia di vita e fornitori dell’ossigeno che ci consente ancora di respirare, viene vilificata dalla consuetudine di offrire migliaia di piante alla sceneggiata natalizia. Rinnoviamo l’incontro con la Natura andando in un bosco ed offriamo pensieri d’amore e di riconoscenza verso le piante che ci sostengono… e persino Gesù ne sarà contento!
Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana

Paolo D'Arpini
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