Energia veramente pulita…

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Energia veramente pulita non una scusa per incentivare il sistema consumista!
Produzione energetica da fonti pulite e rinnovabili? Va bene… ma non con metodi che incentivano il meccanismo consumista ed industriale…
Ancora una volta debbo ritornare sul tema della produzione energetica pulita. Mi spiace doverlo fare perché anche stavolta debbo partire lancia in resta contro “le finte produzioni energetiche pulite”. In questo momento d’attesa sclerotica del picco del petrolio l’opzione nucleare viene spacciata come una soluzione praticabile. In un contesto di risorse pubbliche limitate, si sceglie di finanziare con priorità una tecnologia non disponibile nell’immediato, mentre si continua a sottovalutare il ruolo dell’efficienza energetica, della diminuzione del consumo e di alternative veramente sostenibili.
La relazione tecnica dell’esecutivo, infatti, traccia una road map per il nucleare nella quale i primi impianti nucleari saranno operativi verso il 2035, mentre, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), nel 2050 il nucleare rappresenterà appena il 10% della produzione elettrica mondiale.
A tutto ciò si aggiunge l’incertezza tecnologica ed economica che circonda le soluzioni nucleari di nuova generazione, in particolare i reattori modulari di piccola taglia (SMR), per i quali i costi di realizzazione e di gestione sono ancora non noti, come confermato da numerosi studi internazionali, dalle prime esperienze industriali, fino ad oggi fallimentari, e dall’assenza di SMR già operativi e non sperimentali. ed intanto il sistema industriale e tecnologico spinge contemporaneamente verso processi “alternativi” che soddisfano invece l’esigenza della continua “crescita”…
Energia veramente pulita!
L’Italia paga un prezzo altissimo per l’inquinamento ambientale, per ovvie e conclamate ragioni ad esempio legate alla diffusione di pannelli solari a terra e pale eoliche, che danno solo vantaggi alla produzione industriale e creano inoltre numerosi problemi di smaltimento, è quindi importante riuscire a spostare l’attenzione su fonti energetiche rinnovabili veramente pulite e naturalmente accessibili, come potrebbe essere la produzione energetica da biomassa…
Ad esempio con la produzione bioregionale di canapa o vetiver, che hanno numerosi utilizzi integrativi, oltre alla biomassa, e non quella con combustibili liquidi, come la colza o l’olio di palma, che richiedono una lavorazione industriale e una produzione agricola intensiva e inquinante. Ma questo è solo un esempio…
Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana
