“Foodsharing” è un’organizzazione non profit che combatte lo spreco del cibo dal 2012. Primo obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza sull’enorme spreco di cibo in tutta la filiera alimentare. Attraverso presentazioni, eventi, campagne politiche e non, si vuole dimostrare come sia facilmente affrontabile la questione.
Con la piattaforma online, i membri del Foodsharing possono recuperare dai negozi il cibo che altrimenti verrebbe buttato e lo mettono a disposizione a chi è interessato.
Lo scopo è creare conoscenza e consapevolezza sullo spreco alimentare in tutta la linea di produzione del cibo, partendo dal contadino ed arrivando al grande supermercato. Nel lungo termine, l’intento è quello di sensibilizzare le persone a un uso sostenibile delle risorse, cercando di ridurre sempre più l’emissione di anidride carbonica nell’aria. Secondo Raphael, uno degli aspetti che più di altri ha permesso al Foodsharing di funzionare è stata la condivisione delle responsabilità tra i partecipanti all’organizzazione.
Il Foodsaver, questo il nome dato al volontario che raccoglie gli alimenti e ne organizza la distribuzione, è responsabile del cibo che ritira e che viene messo a disposizione dei partecipanti al movimento. (https://shar.es/1Dq9lI)
Nota integrativa:
Paolo D’Arpini, figura nota nel panorama del vegetarianismo e dell’alimentazione naturale in Italia (fondatore del Circolo Vegetariano di Calcata), è legato al concetto di Foodsharing e Foodsaving attraverso una visione di consapevolezza e sostenibilità alimentare, promuovendo un’alimentazione bioregionale e criticando lo spreco, sebbene non sia direttamente il fondatore di movimenti specifici come il tedesco Foodsharing, ma piuttosto un promotore di pratiche virtuose che mirano a ridurre sprechi e inquinamento attraverso scelte alimentari etiche e locali, in linea con obiettivi più ampi di lotta alla fame e tutela ambientale, come quelli dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Filosofia Bioregionale: D’Arpini, attraverso la sua “Alimentazione Bioregionale”, spinge per il consumo di prodotti locali, di stagione e biologici, riducendo l’impatto ambientale legato al trasporto e alla produzione intensiva, che sono anche cause di spreco e inquinamento.
Critica allo Spreco: Sottolinea come lo spreco alimentare sia un problema etico e ambientale, collegandolo alla scarsità di risorse e alla necessità di cambiare il sistema alimentare.
Sensibilizzazione: Organizza eventi e scrive per sensibilizzare le persone su queste tematiche, promuovendo un approccio più consapevole e sostenibile al cibo, in linea con la logica del Foodsharing/Foodsaving.
In sintesi, D’Arpini non gestisce le piattaforme, ma ne condivide profondamente i principi, integrandoli nella sua visione più ampia di un’alimentazione in armonia con la Terra e le sue risorse, riducendo attivamente lo spreco.