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Bioregionalismo: “La terra racconta” – Conoscere il luogo in cui si è…

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“La Terra racconta” è un manuale,  a cura della Rete Bioregionale Italiana, che vuole fare conoscere il bioregionalismo e fornire le basi per la realizzazione di mappe locali, strumento utile per farci ritornare ad essere seri e consapevoli abitanti della terra. E’ dedicato agli adulti e ai bambini, agli insegnanti delle scuole che potranno trarne spunto per una attività interdisciplinare, agli ecologisti e ai tecnici delle aree protette ed infine a tutti coloro che vivono amore per la Madre terra.   
Il termine “Bioregione” deriva dal greco bios (vita) e dal latino regere (governare). Si tratta, quindi, di un luogo/territorio geografico omogeneo in cui dovrebbero essere predominanti le regole dettate dalla natura e non le leggi che, troppo spesso, l’uomo ha definito artificialmente a proprio uso e consumo. Ognuno di noi vive all’interno di una Bioregione e ciò che dovremmo imparare a fare è di riconoscerla, ritrovarsi in essa come nella propria casa e conoscerne tutte le potenzialità e le risorse naturali, sociali e culturali, alla ricerca di un modo di vivere sostenibile e locale in armonia con le leggi della natura e con tutti gli esseri, viventi e non viventi.
Vi proponiamo un “test” per imparare a riconoscere il “vostro” territorio …
Tratto da “ La Terra racconta” a cura della Rete Bioregionale Italiana (edizioni AAM Terra Nuova) e da uno scritto di Peter Berg.
 
Un modo efficace per cominciare ad acquisire il senso della tua Bioregione è quello di costruirti una semplice mappa che indichi alcune caratteristiche naturali del luogo dove vivi. 
Il processo di realizzazione della mappa costituirà un’esplorazione avvincente, ma sarà anche un arricchimento personale, poiché esso descrive una zona vicina dove mettere in pratica il concetto del ri-abitare ed il divenire nativo nel tuo posto vita. 
Questa mappa mostrerà un territorio mai disegnato prima con simili caratteristiche, dato che essa rappresenta il tuo punto di vista personale.

 
Hai solo bisogno di un foglio di carta bianco abbastanza grande e di penne o matite di almeno 6 colori diversi. 
Fai una X in mezzo al foglio, per rappresentare la tua residenza attuale, che potrà essere: una città, una casa o un appartamento, a seconda della scala di grandezza che avrai scelto per la mappa. 
In alto a destra, nell’angolo del foglio, scrivi la lettera “N” che simboleggia la direzione del nord. Se non sai quale sia la direzione del nord, prova a ricordare dove nasce il sole (est) e da quel punto visualizza ciò che si trova a 90 gradi, oppure gira la testa di un quarto, verso sinistra. 
Puoi rintracciare il nord anche pensando a dove tramonta il sole (ovest) e da quella direzione sposta poi lo sguardo di 90 gradi verso destra. 
Conoscere i punti cardinali è importante per la determinazione delle caratteristiche principali del posto in cui vivi. Per esempio, vorrai sapere quale direzione è più esposta al sole, perciò più calda, poiché le piante e gli animali reagiscono in modi diversi a questo fenomeno. 
Essa sarà anche un’informazione essenziale per posizionare una nuova casa, affinché quest’ultima possa assorbire maggior calore durante i brevi giorni invernali, quando l’arco del sole si abbassa sempre più sull’orizzonte, a seconda della tua distanza rispetto all’equatore. 
I punti cardinali sono necessari anche per costruirti un fedele archivio di informazioni sul tuo luogo di vita. 
Usando la lettera “N” come orientamento, disegna qualche freccia sul foglio per indicare le direzioni da cui provengono, di solito, il vento e la pioggia. 
Potrebbe trattarsi di più luoghi a seconda del periodo dell’anno o di un luogo determinato per ogni stagione. Suggerimento: se in precedenza non hai mai fatto caso a questi fenomeni e non conosci tali direzioni, prova a ricordare quale soglia di casa si bagna di più quando c’è un temporale, quale davanzale interno diventa umido o quali finestre sbattono quando soffia il vento. 
Poi disegna il corpo idrico più vicino alla X che simboleggia il posto dove vivi. Può essere un torrente, un fiume, un lago, uno stagno o persino una palude o un acquitrino. In certi casi può essere il mare. 
A questo punto diventerà evidente la scala della tua mappa: se hai una conoscenza discreta di un’area ampia attorno al posto che hai segnato con la X, avrai rappresentato un grosso corpo idrico, come un fiume principale, un grande lago o una baia marina; se invece non hai dimestichezza con una scala tanto grande, potrai cominciare con un torrente o uno stagno vicino che conosci. Se è possibile, mostra come si collega ad un fiume o ad una palude. 
Nelle città, la maggior parte del terreno è stata coperta con strade e costruzioni così, se sei un cittadino, indica il fiume, il lago o il ruscello che si trova in un parco vicino. 
Indizio: la direzione che segue la pioggia nei fossi può indicarti dove si trova un corpo idrico. Utilizza per questo un colore particolare come il blu, così che risalti chiaramente il sistema d’acqua ed usa altri colori perle parti della mappa ancora da disegnare.

 
Il corpo d’acqua che hai tracciato è circondato da territori più alti che, con la forza di gravità, vi fanno fluire l’acqua piovana o di sorgente. Queste terre più alte possono essere colline, se la tua mappa è fatta in piccola scala, oppure catene montuose se la scala è molto grande.
Da quelle alture l’acqua si riversa a valle, per questo si usa il termine di bacino idrografico” per descrivere tutto il territorio che circonda un particolare corpo idrico, disegna le colline o le montagne che creano il bacino idrografico in cui vivi. 
Indizio: i bacini idrografici possono essere estesi come quello del fiume Mississippi con le Montagne Rocciose da una parte ed i Monti Appalachi/Allegheni dall’altra (in Italia si può citare il bacino del fiume Po, con le Alpi da una parte e gli Appennini dall’altra) o piccoli come un’altura che separa due torrenti o le collinette attorno ad uno stagno in un parco cittadino. Usa un colore diverso dal precedente che rappresentava l’acqua.

 
L’elemento successivo da inserire nella mappa è il suolo. Prova a pensare alle escursioni che hai fatto nelle diverse zone della tua Bioregione, così da riuscire a disegnare i tipi di suolo: sabbioso, argilloso, roccioso, ecc.; in genere i territori d’altitudine sono più rocciosi di quelli situati in basso, poiché il terreno più soffice viene dilavato dalle piogge o asportato dal vento. Se ricordi di aver notato affioramenti rocciosi in cima alle colline, disegnali. 
Il terreno più soffice (dilavato o trasportato dal vento) si deposita nelle valli o in luoghi meno elevati, che si trovano solitamente vicino a corpi idrici. Prova a pensare a dove può essersi depositato questo tipo di terreno ed evidenzialo sulla mappa. 
Indizio: potrai trovare questo suolo laddove hai osservato campi e fattorie, dato che gli agricoltori preferiscono un substrato ricco di sostanze nutritive. 
C’è del terreno sabbioso, oppure argilloso dove vivi ? Per disegnare questi suoli usa uno o più colori diversi. Vedi poi di aggiungere ogni altra caratteristica geologica peculiare della tua Bioregione, come lave, pareti di granito, grotte, depositi salini.

 
Ora raffigura alcuni esempi di piante ed animali nativi del luogo in cui vivi. “Nativi” significa animali selvatici, anziché domestici come cani, gatti o cavalli e vacche. 
Significa anche piante indigene, piuttosto che le piante coltivate per scopi alimentari o che sono state introdotte da altri luoghi per altri motivi. Ad esempio. le querce sono native del Nord America ma non lo sono gli alberi di mele (in Italia si possono sostituire gli alberi di mele, da noi nativi, con piante esotiche come il kiwi). 
Suggerimento: gli esempi di animali vanno dagli insetti ai pesci, dagli uccelli ai mammiferi. Le piante comprendono le graminacee, le erbe officinali, gli arbusti, gli alberi.

 
Finora, in questa mappa non vi sono segni relativi all’uomo. Di solito, questi segni sono così numerosi nei luoghi abitati che quasi non sarebbero appropriati per la mappa. 
Per intonare la mappa alla situazione attuale, traccia due aspetti opposti al rapporto che l’uomo ha con le caratteristiche che hai già descritto. Il primo sarà la rappresentazione delle cose peggiori che sta facendo la gente. 
Suggerimento: per esempio la produzione di rifiuti che minacciano di inquinare l’acqua, oppure le pratiche agricole non corrette che erodono il terreno, le attività di estrazione mineraria che creano pericolose scariche o le dighe che impediscono la risalita dei pesci in un fiume.

 
Come secondo aspetto, cerca di raffigurare le cose migliori che sta facendo l’uomo per vivere in armonia con gli elementi naturali della mappa. 
Suggerimento: fattorie a produzioni biologiche o che attuano la permacultura e perciò mantengono il terreno in salute, oppure progetti di riciclaggio che riducono i rifiuti. Altre attività che apportano benefici potrebbero essere: progetti di energia rinnovabile, il ripristino di fiumi o foreste ed altri tentativi per migliorare l’equilibrio fra le necessità umane e quelle dei sistemi naturali, gruppi di acquisto locale, mercatini biologici e artigianali, associazioni, incontri ecc. Naturalmente, questo dipenderà dalla tua opinione personale del momento, ma sarà un passo importante per conoscere come percepisci il posto in cui vivi.

La mappa che hai fatto è un prospetto della tua Bioregione ed anche una sorta di bandiera del posto. Essa mostra la tua dimora, per mezzo degli elementi naturali che localmente sostengono la vita. Questi elementi hanno bisogno di essere ripristinati laddove sono stati danneggiati e preservati dove sono ancora intatti. Alcuni di essi sono vere sorgenti per i basilari bisogni umani come cibo, acqua, energia e materiali, e questo sarà possibile finché vi saranno metodi sostenibili, sia per la gente, che per le altre forme di vita.
Un senso del posto Bioregionale può diventare la base per la tua idea di comunità. E’ facile intuire che molti problemi della tua comunità ne trarrebbero beneficio. Tra questi, l’uso della terra e le scelte di sviluppo, l’approvvigionamento idrico ed il trattamento delle acque di fogna, l’educazione e la sanità e persino la messa in scena di celebrazioni locali, per salutare eventi naturali unici: fioriture di stagione, la fruttificazione di piante native e la comparsa di animali selvatici.
 
Anche i problemi locali hanno un aspetto Bioregionale: dalla disoccupazione ed indigenza, ai trasporti e servizi pubblici. In parte, essi possono essere risolti con progetti di conversione energetica, affinché veicoli ed abitazioni usino fonti di energia rinnovabile, con progetti che promuovano una certa autoproduzione di cibo, che riciclino materiali ed acqua o ripristinino ecosistemi danneggiati. 
Con una prospettiva Bioregionale avrai un quadro ecologico più completo del posto in cui vivi, ma essa può anche aiutare a giungere a mestieri utili e ad una professione futura. 
Le località rurali e suburbane possono avviarsi verso un determinato ripristino ecologico, sia con i rimboschimenti, il recupero delle popolazioni faunistiche, la ricostituzione del suolo, il miglioramento dei corsi d’acqua danneggiati, che con altri progetti in grande e piccola scala. Attualmente, gli ambienti delle città non sono ecologicamente sostenibili e sarà necessario un arduo lavoro per arrivare a ciò. 
Ci sono molte opportunità per giungere a tale traguardo: ricostruzione di edifici, sviluppo di alternative al trasporto automobilistico privato, orticoltura comunitaria, ricostituzione dell’habitat selvatico urbano, riciclaggio, rivitalizzazione dei quartieri e programmi sociali, come l’impiego dei giovani nei vari aspetti della sostenibilità. Chi pratica il vivere nel posto, possiede una qualità personale non raggiungibile altrimenti !

 
Diventare ri-abitatore ti renderà un membro autentico della tua comunità di vita. La tua mappa mostra un territorio che ha bisogno di sostegno e di difesa. 
Eventualmente, puoi unirti ad altra gente che vive nella Bioregione, per scoprire altre cose su di essa ed esplorare modi di viverci che saranno appropriati per conservare una parte unica della terra.

Come consiglio, prima di iniziare a cimentarsi nella progettazione di una mappa Bioregionale, date una lettura di questo semplice questionario, libera interpretazione di quello scritto da Wendel Berry (contadino, ecologista, pioniere).
  1. Potete citare la specie dell’albero più vicino alla vostra abitazione? 
  2.  E’ una specie indigena? 
  3. A che distanza si trova l’antenna per cellulari più vicina? 
  4. Quanti degli oggetti che avete potete fabbricare da voi? 
  5. Dove si trova la fonte di energia elettrica più vicina? 
  6. Sapete a che ora sorge il sole ? 
  7. Tra quanti giorni c’è la luna piena? 
  8. Quanti sono le verdure, i frutti nel vostro frigo che provengono da meno di 50 Km di distanza? 
  9. Sapete dov’è il nord?  
  10. Potete citare cinque tipi di uccelli non migratori del vostro vicinato? 
  11. E cinque tipi di uccelli migratori? 
  12. Pensate all’oggetto di casa vostra che ha il maggior valore monetario. Sapete dove e come è stato fabbricato, in che condizioni lavorano quegli operai e se sono rispettati i loro diritti? 
  13. Sapete quando è stata costruita la vostra casa, chi l’ha costruita e da dove provengono i materiali da costruzione? 
  14. Che cosa si trovava prima in quell’area? 
  15. Per quante generazioni conoscete l’origine dei vostri antenati? 
  16. Sapete l’origine del nome della città/borgo/villaggio dove abitate? 
  17. Dove vanno a finire i vostri escrementi? 
  18. Conoscete la sorgente che alimenta il vostro rubinetto? 
  19. Quanta acqua consumate in un anno? 
  20. Quando avete prestato l’ultima volta un oggetto ad un vicino di casa? Che cos’era? 
  21. Quanti sacchi di rifiuti gettate via ogni anno? 
  22. Dove finiscono i vostri rifiuti? 
  23. Conoscete il nome della persona che li raccoglie? 
  24. Qual’è la percentuale di rifiuti che viene compostato? 
  25. Conoscete la natura del suolo dove abitate? 
  26. Potete citare cinque piante commestibili che crescono nella vostra regione? 
  27. Sapete in quale stagione consumare queste piante? 
  28. Da quale regione provengono abitualmente le vostre arance? 
  29. Qual’è il livello di precipitazioni dove abitate? 
  30. Sapete dove si trova la fermata dell’autobus più vicina? 
  31. In primavera, quale è il fiore selvatico che fiorisce vicino a voi? 
  32. Sapete più precisamente quando inizia la sua fioritura? 
  33. Quale è la distanza massima che avete percorso a piedi partendo da casa vostra? 
  34. A quando risale la vostra ultima conversazione con un agricoltore locale? Conoscete il suo nome? 
  35. Dove si trova la centrale elettrica più vicina a voi? 
  36. Se il livello del mare si innalza di un metro nei prossimi 50 anni, la vostra casa rischia di essere sommersa? 
  37. A quale distanza si trova la zona selvatica più vicina voi? 
  38. Quante delle persone che vivono a meno di 500 metri conoscete personalmente? 
  39. Quando tirate lo sciacquone, sapete dove va a finire quell’acqua? 
  40. Sapete come sono spese le imposte locali? 
  41. Qual è stata l’attività principale del vostro settore lavorativo negli ultimi 100 anni? 500 anni? 1.000 anni? 
  42. Sapete dove si trova il mercato biologico più vicino e quale è il giorno della settimana in cui ha luogo? 
  43. Se all’improvviso il denaro perdesse tutto il suo valore, quanti giorni potreste sopravvivere nel luogo dove abitate? 
  44. Quante costellazioni potete distinguere dalla vostra camera da letto? Quand’è l’ultima volta che avete guardato il cielo? 
 
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Info: bioregionalismo.treia@gmail.com

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