“Musica Urbana” di Carla Cuomo – Recensione…

Carla Cuomo *
* Carla Cuomo, laureata in Discipline dell’Arte della Musica e dello Spettacolo nell’Università di Bologna con una tesi su “Fedele D’Amico critico e storico”. Si è addottorata nello stesso Ateneo in Musicologia e Beni Musicali con una tesi su “Massimo Mila, la musica come pensiero”. Si è interessata di problemi dell’ecologia acustica e del rapporto tra uomo e ambiente sonoro. Nell’Ateneo bolognese ha coordinato su questo tema un seminario quadriennale interfacoltà. Si occupa di pedagogia musicale. È pianista e svolge attività concertistica.
Commento ricevuto via email: “Il problema dell’inquinamento musicale è, a mio parere, soprattutto qualitativo, la musica che ci propinano ogni giorno, ovunque, non è musica è rumore, è un’acccozzaglia di suoni, spesso troppo alti e stridenti, che non ha più niente a vedere con la musica. Questa espressione, cosiddetta musicale, dovrebbe essere proscritta e vietata nei luoghi pubblici perché dannosa per l’equilibrio e per la salute. Se si trattasse di pezzi musicali di Vivaldi, di Verdi, di Puccini, di Mozart di Bach o di qualsiasi pezzo di musica classica, personalmente, non avrei niente da ridire, non mi disturba mai, in nessun caso. E’, invece, del tutto inaccettabile oltre che profondamente diseducativo, in particolare per i giovani, che noi, Italiani e Europei, che abbiamo composto la musica più bella che esiste al mondo, dobbiamo consentire di essere aggrediti quotidianamente da rumorate scomposte e disarmoniche che si spacciano per musica.” (Anna Maria Campogrande)