{"id":796,"date":"2024-02-27T08:19:54","date_gmt":"2024-02-27T08:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/un-esperimento-di-agricoltura-bioregionale\/"},"modified":"2024-02-27T08:19:54","modified_gmt":"2024-02-27T08:19:54","slug":"un-esperimento-di-agricoltura-bioregionale","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/un-esperimento-di-agricoltura-bioregionale\/","title":{"rendered":"Un esperimento di agricoltura bioregionale&#8230;"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0<\/div>\n<div><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEg_m7-3AnxTn_rclW9BLLb-9_NkiGGt5ysiRlDS35QNAG6Vcr2DaMRx67xDTFmjG_sfGWRrIBZkh_Tv_WgEQqKx4hM9X8qChg8ZFptWdR1mfVBvGJGBDlkGnQtgsdvVzUDNxbvL6Jt_sjs\/s400\/IMG_2018.jpg\" width=\"232\" height=\"400\" \/><\/div>\n<p><b><br \/><\/b><b>Un terreno qualsiasi, lasciato incolto, o messo a nudo per qualche<br \/>ragione, uno sbancamento, una frana, un incendio \u00e8 una lesione<br \/>all\u2019epidermide di Gaia, viene ricolonizzato dalla Natura e riportato<br \/>al selvatico. Come sulla nostra pelle si cicatrizza una ferita<br \/>superficiale.<\/p>\n<p>Quello agrario si riveste immediatamente di un manto erboso di<br \/>cosiddette \u201cinfestanti\u201d, secondo la vulgata agrochimica, ossia specie<br \/>che nessun agricoltore vorrebbe tra le sue coltivazioni, dalla<br \/>gramigna allo stoppione spinoso, e quindi chenopodio, amaranto,<br \/>persicaria e tante altre erbe i cui semi giacciono latenti nel suolo<br \/>indisturbato e trovano le condizioni adatte per germinare. O semi<br \/>portati dal vento, dagli uccelli e da altri animali, indigeriti e<br \/>rilasciati tra le loro feci che ne fanno da corredo di primo concime<br \/>nutritizio; o semi aggrappatisi nel passaggio attraverso altri luoghi<br \/>incolti alle loro piume e pellicce e da queste caduti su quel terreno.<br \/>Non solo semi di erbe, ma anche di cespugli e piante, dai rovi, alle<br \/>vitalbe e quindi pioppi, acacie, aceri, biancospini, querce, di tutto<br \/>e di pi\u00f9 che ci possa essere disponibile viene impiegato dalla Natura<br \/>alla rigenerazione biologica di quel terreno. Ci sono piante<br \/>azoto-fissatrici, tutte concorrono con il loro decadimento alla<br \/>formazione di humus forestale. Alcune affondano le loro radici in<br \/>profondit\u00e0 per riportare in superficie minerali che verranno quindi<br \/>resi disponibili al nutrimento vegetale di altre piante.<\/p>\n<p>In primavera ed estate un terreno incolto, rivestito, esplode della<br \/>bellezza di fioriture e profumi, attira api ed insetti, inizia a<br \/>popolarsi di vita biologica.<\/p>\n<p>Quel terreno \u00e8 irradiato di luce e calore solare nell\u2019ordine<br \/>misurabile di centinaia di watt a metro quadro, variabili a seconda<br \/>delle stagioni, in cui diverso \u00e8 l\u2019angolo di inclinazione dei raggi<br \/>provenienti dalla nostra fonte primaria della vita. Non dimentichiamo<br \/>mai neppure il fatto che tutti gli elementi terrestri solidi, gassosi<br \/>o liquidi derivano dalla scissione nucleare dell\u2019Idrogeno in Elio, un<br \/>atomo e un elettrone diventano un altro atomo con due elettroni, e<br \/>quindi, tre nel Litio , poi quattro, sei come nel Carbonio, sette<br \/>nell\u2019Azoto o otto come nell\u2019Ossigeno e cos\u00ec via. Elementi che sono<br \/>nell\u2019Universo delle Galassie oltre che componenti della materia<br \/>inorganica ed organica del nostro pianeta. Nel cosmo esistono gi\u00e0,<br \/>inoltre, anche forme di vita organica, molecole e batteri che<br \/>resistono nel vuoto e a enormi sbalzi termici, dallo zero assoluto di<br \/>scala Kelvin alle ustionanti radiazioni solari le quali, oltre la<br \/>nostra pellicola protettiva dell\u2019atmosfera terrestre e delle fasce<br \/>elettromagnetiche, sono mortali al pari del gelo estremo.<\/p>\n<p>Qui, sulla Terra, in quel terreno incolto e spoglio che si rigenera<br \/>alla vita selvatica, gli elementi minerali si compongono su modelli<br \/>predefiniti a creare la struttura delle cellule vegetali, delle<br \/>radici, fusti, foglie, fiori e semi. L\u2019energia solare fa da<br \/>catalizzatore al processo di fotosintesi, in cui dalla linfa radicale<br \/>e dall\u2019atmosfera nelle piante si sintetizza la molecola fondamentale<br \/>di tutta la catena alimentare, quella dell\u2019idrogeno e del carbonio,<br \/>alla quale si aggregano gli altri elementi a formare gli zuccheri, la<br \/>cellulosa ed altri composti dei tessuti ed organismi vegetali.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il grande miracolo della Vita che accade ogni momento, da<br \/>milioni di anni, che passa inosservato e dimenticato, come banale \u00e8<br \/>anche il sorgere e tramontare degli astri e dei pianeti, che avviene<br \/>nell\u2019indifferenza pi\u00f9 inconsapevole degli esseri umani moderni. Gli<br \/>animali sono invece molto pi\u00f9 sensibili, celebrano a modo loro, ogni<br \/>giorno, la Vita: pensiamo al canto degli uccelli all\u2019alba, alle grandi<br \/>sinfonie che in primavera, alla mattina presto, ancora col buio, si<br \/>alzano ovunque, dalle siepi e dagli alberi, dalle erbe dei prati.<br \/>L\u2019arrivo e l\u2019esplosione del nuovo ciclo vitale dell\u2019anno \u00e8 marcato dal<br \/>canto degli uccelli sino all\u2019estate, le cui notti sono intrise dei<br \/>canti di grilli, rane e cicale, degli assoli degli usignoli.<\/p>\n<p>Tornando al tema, l\u2019energia solare, catalizzatrice della fotosintesi,<br \/>si fissa nelle molecole vegetali come energia chimica di legame, la<br \/>quale, ad ogni passaggio nei metabolismi animali viene rilasciata<br \/>sotto forma di calore, secondo la legge della termodinamica, sino<br \/>all\u2019humus fine e principio di ogni processo vitale. I corpi animali<br \/>erbivori si nutrono di materia vegetale, traggono dalla frantumazione<br \/>ruminale e gastrica delle molecole gli elementi minerali materiali<br \/>necessari alla costituzione e mantenimento dei loro tessuti ed al<br \/>funzionamento dei loro organi ma ne traggono anche l\u2019energia vitale<br \/>che si libera come caloria, che noi misuriamo in unit\u00e0 di joule, dai<br \/>corpi caldi degli animali al calore dei compost vegetali e dei cumuli<br \/>di letame. Ci nutriamo anche di energia, di quella degli alimenti come<br \/>del \u201cprana\u201d, dell\u2019ossigeno ed azoto, gas rari dell\u2019atmosfera,<br \/>scientificamente definiti.<\/p>\n<p>In quel terreno incolto, spoglio agli inizi, in cui la natura riprende<br \/>la sua opera di colonizzazione del selvatico, la massa vegetale che si<br \/>crea altro non \u00e8 che un accumulo di energia solare immagazzinata nei<br \/>legami molecolari delle piante, migliaia e milioni di calorie si<br \/>fissano sulle strutture fondamentali del Carbonio e Idrogeno. Il<br \/>Carbonio, in particolare, viene sequestrato, si dice, dall\u2019atmosfera<br \/>in cui si trova come gas e fissato al suolo, nelle piante e nel<br \/>terreno. Quel terreno prima incolto diventa ricco di energia solare<br \/>immagazzinata nella massa vegetale, la quale richiama come ospite e<br \/>nutrimento le specie animali, si popola di vita, dalle forme pi\u00f9<br \/>minuscole di batteri funghi e protozoi, all\u2019edafon sino agli erbivori,<br \/>agli onnivori ed ai carnivori.<\/p>\n<p>Si ricrea un ecosistema naturale, una nicchia di ecosistema che<br \/>provvede autonomamente dall\u2019ingerenza umana all\u2019organizzazione<br \/>spontanea della propria sopravvivenza attraverso cicli vitali perenni<br \/>e rinnovabili. La natura non ha bisogno dell\u2019uomo per esistere, ne<br \/>precede l\u2019avvento di milioni di anni e la nostra comparsa accadde<br \/>quando la natura stessa cre\u00f2 le condizioni adatte e favorevoli ad<br \/>accoglierci nei propri ecosistemi naturali, fornendoci di ogni<br \/>nutrimento e materia prima necessaria alla nostra sopravvivenza,<br \/>sviluppo ed evoluzione. Nella catena, alimentare, non produciamo<br \/>nulla, siamo commensali, ospiti alla mensa di Madre Terra.<\/p>\n<p>Alberto Grosoli \u2013\u00a0 Rete Bioregionale Italiana<\/b><\/p>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/blogger_img_proxy\/AEn0k_viJDCxR1fHoHwlCNvZ-r1WK6C0eEbFt5XcCBn6usN85kbHVecBC5SdF-44zzKl-tpuPHTZRVWvF7a2I6sZWvMuEW6tzNyP0meBNBozt2yOJwmCF5PXo5j4KnsonIuWTlGpOEClsKB6P4A=s0-d\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un esperimento di agricoltura bioregionale... - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/un-esperimento-di-agricoltura-bioregionale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Un esperimento di agricoltura bioregionale... - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0 Un terreno qualsiasi, lasciato incolto, o messo a nudo per qualcheragione, uno sbancamento, una frana, un incendio \u00e8 una lesioneall\u2019epidermide di Gaia, viene ricolonizzato dalla Natura e riportatoal selvatico. 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