{"id":748,"date":"2023-12-29T09:21:43","date_gmt":"2023-12-29T09:21:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/essere-nel-luogo-in-cui-si-e\/"},"modified":"2023-12-29T09:21:43","modified_gmt":"2023-12-29T09:21:43","slug":"essere-nel-luogo-in-cui-si-e","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/essere-nel-luogo-in-cui-si-e\/","title":{"rendered":"Essere nel luogo in cui si \u00e8&#8230;"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-ayGIrjhTlj8\/UebZ2xo--TI\/AAAAAAAAAdY\/JIjXn7J3e0E\/s400\/tumblr_mclsunrCcw1r65sxto1_500.png\" alt=\"Risultati immagini per bioregionalismo il senso del luogo\" width=\"400\" height=\"262\" \/><\/strong><\/div>\n<p><strong>La nostra frenesia quotidiana e il nostro stile di vita asettico e materialistico ci porta sempre pi\u00f9 ad ignorare la conoscenza del posto in cui viviamo, alienando dalla mente ogni manifestazione naturale e bramando sempre uno status in continuo mutamento ma mai dinamico e creativo. Vivere in armonia con il luogo secondo un\u2019esistenza equilibrata, armonica, profonda.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 necessario tornare alle \u201ccaverne\u201d ma semplicemente ad uno stile di vita consapevole dello spirito del proprio luogo. J. Muir\u201cper vivere la natura selvaggia ed una vera vita\u201d dava molta importanza allo sviluppo del senso del luogo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La bioregione pu\u00f2 essere giustamente definita come la migliore organizzazione naturale nel rapporto tra gli individui che cooperano tra di loro e lo spazio intimamente integrato ed unitario che li circonda. Scrivono Devall &amp; Sessions (1989): \u201cIn un\u2019epoca nella quale organismi governativi ed economisti discutono del \u2018sistema mondiale dell\u2019economia\u2019 e degli usi militari dello spazio extratmosferico, volgere l\u2019attenzione alle nostre bioregioni \u00e8 un atto profondamente legato alla tradizione. La bioregione \u00e8 il luogo migliore in cui cominciare ad acquisire consapevolezza ecologica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La nozione di bioregione non \u00e8 affatto nuova. Per Jim Dodge, &#8230;.. \u2018\u00e8 stata il princpio culturale che ha animato al novantanove per cento la storia dell\u2019umanit\u00e0 ed \u00e8 vecchia almeno quanto la coscienza\u2019.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un secondo elemento della bioregione \u00e8 l\u2019autoregolamentazione. Come dice Dodge \u2018anarchia non significa essere fuori da ogni controllo, bens\u00ec non essere soggetto al controllo di altri\u2019. Le comunit\u00e0 locali ispirate ad un interesse comune per la bioregione, per la crescita libera delle piante e degli animali del luogo, possono prendere decisioni riguardo ad azioni individuali e collettive nel rispetto dell\u2019integrit\u00e0 dei processi naturali presenti. Aver cura di un luogo significa evitare lo sfruttamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2018Un terzo elemento che compone la nozione di bioregione \u00e8 lo spirito\u2019, spiega Dodge. Non esiste una pratica religiosa unica per questo significato di spirito bioregionale&#8230;&#8230; basata su intuizioni ecologiche profonde pu\u00f2 essere espressa in svariati modi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel Nord America la visione della bioregione \u00e8 molto sviluppata tanto che sono nati numerosi movimenti ambientalisti volti all\u2019affermazione del \u201csenso del luogo\u201d. Tra questi merita un particolare cenno la fondazione Planet Drum, fondata nel 1973 da Peter Berg con sede in San Francisco. Pubblica regolarmente un giornale (Raise the Stakes) per la diffusione e l\u2019approfondimento della filosofia bioregionalista. Ecco un breve stralcio (Welcome home!) del documento di apertura del I\u00b0 Congresso Bioregionale del Nordamerica del 1984 (tratto da AA. VV., 1994): \u201cSempre crescente consenso sta ricevendo l\u2019idea che, per assicurare la bont\u00e0 dell\u2019aria, dell\u2019acqua e del cibo che ci permettono di sopravvivere, dobbiamo diventare i custodi del luogo in cui viviamo.<\/strong><br \/><strong>Si comincia ad avvertire quanto impoverisca il non conoscere i propri vicini, n\u00e9 la natura che pi\u00f9 ci \u00e8 prossima. Si scopre che il modo migliore di pensare a se stessi \u00e8 quello di far attenzione a ci\u00f2 che ci riguarda, di proteggere e, assieme, recuperare la nostra regione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bioregionalismo riconosce, nutre, sostiene e celebra i legami locali: terra, piante e animali, fonti, fiumi, laghi, acque sotterranee, oceani, aria, famiglia, amici, vicini, comunit\u00e0, tradizioni native, sistemi indigeni di produzione e commercio.<\/strong><br \/><strong>Il bioregionalismo afferma che \u00e8 venuto il tempo di conoscere le potenzialit\u00e0 del luogo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di prestare piena attenzione alla sua natura ed alla sua storia, e di mettere in comune le aspirazioni per assicurare un futuro sostenibile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di sostenerci, cio\u00e8, facendo ricorso a fonti rinnovabili di cibo e di energia&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bioregionalismo assicura la soddisfazione dei bisogni primari attraverso le risorse locali.<\/strong><br \/><strong>Locali devono essere l\u2019educazione, la cura della salute ed in genere tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere materia di autogoverno.<\/strong><br \/><strong>La prospettiva bioregionale ricrea un sentimento di partecipazione all\u2019identit\u00e0 locale, fondata su una rinnovata coscienza critica e sul rispetto per l\u2019integrit\u00e0 delle nostre comunit\u00e0 ecologiche&#8230;&#8230;.<\/strong><br \/><strong>La sicurezza della vita comincia con l\u2019assunzione delle responsabilit\u00e0 a livello locale&#8230;. \u201c.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si affida ora alla penna di Giuseppe Moretti (1991) &#8211; profondo conoscitore e sincero cultore del bioregionalismo &#8211; il compito di completare e presentare i concetti base di questa visione filosofica della realt\u00e0 locale. \u201cOggigiorno sembra che l\u2019uomo moderno abbia riscoperto la natura; il bisogno di contatto con essa \u00e8 in continuo aumento; i Parchi Nazionali e le aree protette vedono aumentare il numero dei visitatori anno dopo anno.<\/strong><br \/><strong>La gravit\u00e0 dei problemi ambientali ha messo in moto una frenesia a sostegno di una tesi che vorrebbe ognuno di noi amante e rispettoso della natura, in tutti i settori; economico, sociale, ambientale.<\/strong><br \/><strong>Di colpo, attivit\u00e0, prodotti, mansioni sono diventate ecologiche.<\/strong><br \/><strong>Certo, esistono persone sincere ed iniziative lodevoli, ma decisamente chi ha a cuore le sorti dell\u2019ecosistema Terra ha pi\u00f9 di una ragione di sconcerto.<\/strong><br \/><strong>La protezione della natura e le pratiche cosiddette \u2018ecologiche\u2019 nel nostro sistema economico\/sociale sembrano pi\u00f9 un eco business che un reale tentativo di porre nella giusta dimensione il rapporto fra l\u2019uomo e l\u2019ambiente in cui vive. <\/strong><strong>I luminari della cultura tecnologica\/industriale sembrano agitarsi a vuoto nelle sabbie mobili delle proprie convinzioni filosofiche; i politici, perennemente prigionieri dell\u2019andamento del \u201cprodotto interno lordo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La natura viene convenientemente definita in modo utilitaristico, dando valore e diritto all\u2019esistenza a tutto ci\u00f2 che \u00e8 utile per l\u2019uomo; manca completamente l\u2019umilt\u00e0 che contraddistingue le culture primarie, native, aborigine, per le quali la natura, e tutti gli esseri viventi che dimorano nell\u2019ecosistema, hanno valore in s\u00e9.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Certo, non siamo n\u00e8 Hopi, n\u00e8 Sioux o Kayapo, n\u00e8 Dayak.<\/strong><br \/><strong>Quindi, per quanto incoerente questo ravvicinamento alla natura possa sembrare, \u00e8 saggio non essere negativamente pessimisti, ma piuttosto semplicemente ed umilmente dare il proprio contributo affinch\u00e9 il lavoro da fare trovi il giusto sentiero. Il lavoro da fare \u00e8 molto pi\u00f9 profondo e completo di quanto si possa immaginare. Quanto segue \u00e8 modestissimo contributo al ri-connettere noi stessi con la NATURA. Alla base di questo concetto dimora la convinzione che non ci pu\u00f2 essere reale, effettiva, duratura ri-connessione senza il risveglio del selvatico dentro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non si tratta di un lavoro effimero, platonico ma dinamico, che arricchisca l\u2019uomo di una nuova visione di vita.<\/strong><br \/><strong>Non \u00e8 cosa che si pu\u00f2 apprendere leggendo un libro, anche se molto utili e stimolanti sono le esperienze di quanto ne hanno scritto, da David H. Thoreau e John Muir, da Aldo Leopold fino al contemporaneo Gary Snyder.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il teatro di questa ricerca \u00e8 il luogo in cui si vive, non importa quanto naturale sia rimasto; avere una situazione Wilderness dietro casa \u00e8 un privilegio per pochi ormai, il vantaggio di questi non deve scoraggiare, \u00e8 comprensibile pensare a posti lontani dove i processi della vita si possono capire meglio, come nella Wilderness appunto, ma si pu\u00f2 imparare altrettanto nel proprio posto concentrandosi con quanto ci sta attorno; certo, in molti casi \u00e8 un mondo nascosto dove dell\u2019equilibrio naturale rimangono solo frammenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si tratta di capire noi stessi in relazione alla comunit\u00e0 naturale di cui si \u00e8 intrinsicamente parte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Risintonizzarsi con il selvatico dentro non pu\u00f2 avvenire separatamente dalla comprensione e dall\u2019apprezzamento dello Spirito del posto, il quale non \u00e8 niente di fantasioso o misterioso: \u2018\u00e8 nient\u2019altro che il verso del Picchio o del Coyote, o della Ghiandaia o del vento che muove le fronde di un albero o una ghianda che casca sul tetto del garage\u2019, come ha scritto Gary Snyder in Good Wild Sacred.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non ci si unisce allo spirito del posto standosene davanti alla TV o ad oziare al bar; bisogna vivere il posto e viverci abbastanza a lungo, passare da mero visitatore ad occupante e pertecipante. <\/strong><strong>Entrando in contatto con il mondo selvatico si impara a guardarsi attorno prestando attenzione alla complessit\u00e0 delle relazioni del paesaggio, dai corsi d\u2019acqua alle piante, dal clima ai venti dominanti, dove il Pendolino ha il suo nido o la Faina la propria tana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 un esercizio meramente scientifico, un elencare quante specie di uccelli sono presenti o quante e quali specie di piante o di fiori, quanto cm. di pioggia cade nel mese di marzo ecc&#8230; <\/strong><strong>Si tratta di un\u2019attenzione, di un grado di attenzione pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 intimo, in relazione, a volte, a una pianta o ad un animale, ad un fiume o ad una roccia in particolare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Terra e le sue creature ci parlano se sappiamo ascoltare.<\/strong><br \/><strong>\u2018L\u2019ecosistema locale ci parla, se sai ascoltare, ma devi prima imparare ad ascoltare bene in un posto, poi puoi andare in altri posti e la Terra cointinuer\u00e0 a parlarti; la Terra non ti parler\u00e0 mai veramente se non hai imparato ad ascoltare bene in un posto in particolare\u2019 (Gary Snyder, citato in Earth Festival di Dolores LaChapelle).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo tipo di relazione conduce ad una identificazione morale basata sull\u2019uso responsabile delle forme di vita necessarie per il nostro sostentamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2018Procurandoci il nostro cibo direttamente dalla terra abbiamo in regalo il sapere da dove esso viene, pulendolo e preparandolo sappiamo pure com\u2019\u00e8 venuto a noi, attraverso il lavoro delle nostre mani e del nostro corpo, sappiamo che cura e rispetto vanno mostrate verso gli animali che ci nutrono. <\/strong><strong>C\u2019\u00e8 un piacere speciale nel prendersi questa responsabilit\u00e0 per il nostro sostentamento e accettare il legame di familiarit\u00e0 con gli animali che ci danno la vita\u2019 (Richard Nelson in The Island Within).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritrovare la propria identit\u00e0, il s\u00e9 profondo, il selvatico dentro pone l\u2019uomo decisamente fuori da considerare la Natura in termini utilitaristici, di fatturato, di capitale. Ci\u00f2 produce un\u2019ampliamento della propria consapevolezza, cominciando ad imparare direttamente dalla Madre Terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A pensare in termini di armonia piuttosto che di prevaricazione, di conservazione piuttosto che di sfruttamento, di stabilit\u00e0 piuttosto che di miope progresso, di diversit\u00e0 piuttosto che di monocultura; comportandoci di conseguenza in relazione al posto in cui si vive, alla propria Bioregione e in relazione alle altre Bioregioni.\u2019In Wilderness is the preservation of the world\u2019 (H. D. Thoreau)\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un nitido esempio di perdita totale del senso del luogo, ci viene offerto dal turista, che, frettolosamente e disarmonicamente, si sposta da un luogo all\u2019altro senza percepire veramente \u201cil luogo\u201d e senza viverlo. Immergersi in un ambiente, capirlo, viverlo fino in fondo, apprezzarne il \u201crespiro\u201d, sono tutte sensazioni che solo il tempo, la calma e la riflessione ci offre. I nativi nordamericani rappresentano, al contrario dei turisti, uno dei migliori esempi del bioregionalismo. La perdita del senso del luogo \u00e8 forse una delle pi\u00f9 gravi mancanze dell\u2019uomo contemporaneo. Nessun essere distrugge integralmente e consapevolmente la fonte del proprio nutrimento!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Molto bella la riflessione di Gussow (1971, da Devall &amp; Sessions 1989): \u201cOggi si fa un gran parlare di salvaguardia dell\u2019ambiente. E\u2019 diventato un dovere, perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u2019ambiente a darci i mezzi di sussitenza. Ma, in quanto uomini, abbiamo bisogno anche di nutrimento spirituale e alcuni luoghi assolvono proprio questa funzione. Sperimentare un incontro diretto e profondo con la natura \u00e8 l\u2019evento catalizzatore che converte un appezzamento di terreno qualsiasi &#8211; un ambiente, se volete &#8211; in un luogo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il luogo \u00e8 una parte dell\u2019intero sistema ambientale che \u00e8 stata rivendicata dai sentimenti. Considerata come un semplice sistema di supporto alla vita, come una risorsa a vantaggio dell\u2019uomo, la terra \u00e8 invece un ambiente, un insieme di luoghi. E\u2019 indicativo il fatto che, ad esempio, non parliamo di un ambiente che abbiamo conosciuto, ma ricordiamo posti e luoghi. Abbiamo nostalgia dei luoghi, li conserviamo nella memoria, e sono ancora i suoni, gli odori e le immagini dei luoghi che ci incalzano e che spesso confrontiamo con il nostro presente\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>O quella di Vincent Vycinas (in Devall e Sessions, 1989): \u201cIl significato originario di abitare non \u00e8 risiedere ma creare e prendersi cura dello spazio in cui qualcosa prende possesso di ci\u00f2 che gli spetta e si sviluppa. Abitare significa fondamentalmente salvare, nel senso pi\u00f9 antico di dare la libert\u00e0 a qualcosa, di diventare se stessa, di diventare ci\u00f2 che \u00e8 essenzialmente (&#8230;). Abitare \u00e8 prestare attenzione alle cose cos\u00ec che se ne rilevi l\u2019essenza (&#8230;)\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong><i>\u201cQuando trovi il tuo posto l\u00ec dove sei, la pratica avviene\u201d (Dogen).<\/i><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/m.media-amazon.com\/images\/M\/MV5BYTAwMmIxMGQtYjFjYy00MjA1LWJlMzUtOWNhN2E2ZGJmZDg5XkEyXkFqcGdeQXVyNzMwNDc1MjE@._V1_.jpg\" alt=\"Zen (2009) - IMDb\" \/><br \/>(Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ecologiaprofonda.com\/?&amp;set=222&amp;dom_id=&amp;dom_sld=ecologiaprofonda&amp;dom_tld=com&amp;no_tags=1&amp;sito_gratis=&amp;sito=&amp;news1_categoria=Bioregionalismo&amp;news1_id=232181&amp;local_page\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.ecologiaprofonda.com<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Essere nel luogo in cui si \u00e8... - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/essere-nel-luogo-in-cui-si-e\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Essere nel luogo in cui si \u00e8... - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0 La nostra frenesia quotidiana e il nostro stile di vita asettico e materialistico ci porta sempre pi\u00f9 ad ignorare la conoscenza del posto in cui viviamo, alienando dalla mente ogni manifestazione naturale e bramando sempre uno status in continuo mutamento ma mai dinamico e creativo. 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