{"id":1673,"date":"2026-09-02T06:50:52","date_gmt":"2026-09-02T06:50:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/il-tao-dellecologia-di-edward-goldsmith-recensione-di-italo-carrarini\/"},"modified":"2026-09-02T06:50:52","modified_gmt":"2026-09-02T06:50:52","slug":"il-tao-dellecologia-di-edward-goldsmith-recensione-di-italo-carrarini","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/il-tao-dellecologia-di-edward-goldsmith-recensione-di-italo-carrarini\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Tao dell&#8217;ecologia&#8221; di Edward Goldsmith &#8211; Recensione di Italo Carrarini"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"post-title entry-title\">\u00a0<\/h3>\n<div id=\"post-body-1669612378791162324\" class=\"post-body entry-content\">\n<div><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thomasnevin.files.wordpress.com\/2018\/06\/73c82-bullknudhobart1854autas001124068289.jpg?w=640&amp;h=415\" alt=\"Risultati immagini per Edward Goldsmith\" width=\"400\" height=\"259\" \/><\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong><em>&#8220;La massima priorit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 reintegrarsi nel mondo naturale.&#8221;\u00a0<\/em> (Jonathon Porritt)<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Edward Goldsmith (Parigi 1928 \u2013 Siena 2009) \u00e8 considerato uno dei maggiori precursori del movimento ecologista internazionale. Poco noto in Italia, nonostante vi abbia vissuto e operato, \u00e8 stato il primo a lanciare allarmi contro vari sistemi distruttivi: dai programmi di sviluppo della FAO e del GATT alle politiche della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI); dalla costruzione delle grandi dighe e centrali nucleari ai cambiamenti climatici; dall\u2019introduzione degli OGM e della chimica in agricoltura fino ai disastri della globalizzazione. \u00c8 stato, inoltre, uno dei principali ispiratori di quel movimento di contestazione apparso nel 1999 a Seattle contro la conferenza dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Nel 1969 ha fondato la rivista The Ecologist diventata una delle voci pi\u00f9 credibili del pensiero ecologista a livello mondiale. \u00c8 del 2011 Per un nuovo paradigma, una monografia postuma dedicatagli dall\u2019Ecologist Italiano in cui emerge tutta la profondit\u00e0 del suo messaggio umano, politico e culturale per il quale, nel 1991, gli fu attribuito il Right Livelihood Award, meglio conosciuto come il Premio Nobel Alternativo.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Dalla lettura di quella monografia, dell\u2019interessante saggio di Eugenio Corsi del 2005 (Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/ecoblog.it\/\" target=\"_blank\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=http:\/\/ecoblog.it&amp;source=gmail&amp;ust=1535797572263000&amp;usg=AFQjCNHb8p4CNPdDlF52_HMjVq9N_z5PVA\" rel=\"noopener nofollow\">ecoblog.it<\/a>), e soprattutto della sua opera pi\u00f9 rappresentativa Il Tao dell\u2019Ecologia, alla quale lavor\u00f2 per oltre trent\u2019anni esprimendovi compiutamente la propria visione, si traggono i concetti fondamentali di un pensiero che invita a ritrovare nella parte il tutto e viceversa, che aiuta a comprendere il ruolo della scienza e dell\u2019uomo nella biosfera, e tutta l\u2019insostenibilit\u00e0 di uno sviluppo ad ogni costo ormai drammaticamente deteriorato.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>La sua \u00e8 un\u2019analisi caratterizzata da una spiccata avversione per il mito del progresso visto come negazione stessa dell\u2019evoluzione: \u201cL\u2019intero concetto di sviluppo industriale \u2013 afferma &#8211; \u00e8 responsabile della distruzione degli ecosistemi del mondo e delle societ\u00e0 umane.\u00a0Lo sviluppo \u00e8 il problema, non la soluzione\u201d.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>In nessuna delle sue opere si prospettano soluzioni possibili all\u2019attuale crisi ecologica attraverso una qualsivoglia rivoluzione tecnologica. Nessun provvedimento a breve termine potr\u00e0 essere d\u2019aiuto, se non una decisiva e netta inversione di tendenza capace di restituirci un pianeta ospitale alla sopravvivenza.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Proprio per questo suo ripensare la natura e diffidare del c.d. sviluppo sostenibile senza pregiudizi, ha subito una pesante emarginazione politica riservata a chi si pone al di l\u00e0 delle categorizzazioni ideologiche, e di quel religioso strabismo scientifico e ideologico promulgato da sinistra a destra a sostegno del sistema industriale e finanziario ritenuto responsabile della gravissima crisi sociale e ambientale.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Per lui non c\u2019\u00e8 un futuro utopico da costruire, ma un recupero attivo del passato, anche se \u201c\u2026l\u2019esperienza dell\u2019era moderna non pu\u00f2 essere cancellata\u201d. Guarda alle societ\u00e0 vernacolari come modelli di societ\u00e0 ecologiche a cui ispirarsi, le sole in grado di risolvere in maniera efficace le conflittualit\u00e0 tra natura e cultura. E non lo fa con nostalgica lagnanza per un passato arcadico definitivamente perso, bens\u00ec certo della necessit\u00e0 di un superamento dell\u2019attuale paradigma.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Come l\u2019evoluzione biologica ha portato alla nascita e allo sviluppo di milioni di specie viventi, cos\u00ec l\u2019evoluzione sociale ha portato allo sviluppo di una grande e complessa variet\u00e0 di gruppi sociali ed etnici adattatisi nel tempo al loro ambiente. Il progresso procede nella direzione opposta, distruggendo gli ecosistemi climax sostituiti via via da sistemi sempre meno complessi. Basti guardare alle devastazioni dei millenari ecosistemi forestali, rimpiazzati prima da foreste secondarie, poi da piantagioni a crescita rapida, infine da pascoli che preludono le cementificazioni urbane. Parallelamente, e sempre in nome del progresso, intere comunit\u00e0 ed etnie subiscono sradicamenti che le trasformano in masse sempre pi\u00f9 alienate e deprivate. Tale fenomeno trova una spiegazione nel principio di tolleranza ecologica secondo il quale i sistemi naturali possono funzionare adattativamente solo in ambienti le cui caratteristiche non si siano troppo scostate da quelle ottimali.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Nella societ\u00e0 industriale l\u2019uomo \u00e8 spinto fuori dall\u2019intervallo di tolleranza, generando sofferenza emotiva e disadattamento che lo rende incapace di adeguarsi a contesti per i quali non \u00e8 filogeneticamente designato.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Lo stesso Corsi, nel suo saggio sui concetti fondanti del pensiero ecologico di Goldsmith, scrive: \u201cIn natura man mano che l\u2019evoluzione raggiunge ecosistemi climax si assiste ad una riduzione dei comportamenti competitivi in favore di comportamenti cooperativi, fenomeno che in ecologia prende il nome di mutualismo.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Man mano che il progresso si sviluppa si assiste, invece, al fenomeno opposto: un aumento esponenziale delle competizioni intracomunitarie e fra stati. \u00c8 logica conseguenza che l\u00e0 dove gli ecosistemi e le societ\u00e0 climax producono un aumento dell\u2019ordine, le societ\u00e0 progredite producono un aumento del caos. Le societ\u00e0 climax come quelle vernacolari massimizzano il riciclaggio di ci\u00f2 che impiegano per le loro attivit\u00e0 che in effetti non producono residui di alcun tipo perch\u00e9 i prodotti di scarto di un processo sono le materie prime di quello successivo. Questo processo aumenta enormemente il grado di autosufficienza della comunit\u00e0. Ancora una volta nel progresso avviene l\u2019opposto.\u00a0\u00a0Le societ\u00e0 aumentano l\u2019interdipendenza formando grandi aree di libero scambio economico fra gli stati, l\u2019autosufficienza scompare e la produzione di materiali di scarto inutili e spesso tossici aumentano costantemente producendo inquinamento e ponendo le basi per la scarsit\u00e0 futura\u201d.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images-na.ssl-images-amazon.com\/images\/I\/71dFxPVSTJL.jpg\" alt=\"Risultati immagini per Edward Goldsmith\" width=\"215\" height=\"320\" \/><\/strong><\/div>\n<div><strong>Goldsmith \u00e8 stato fra i primi ad intuire che l\u2019unica economia ecologicamente possibile \u00e8 quella bioregionale. Non a caso riprende uno dei principi di Gandhi, lo swadeshi, per il quale il consumo e la produzione nel solo breve periodo \u00e8 minato alla base dalla moderna concezione dello sviluppo economico.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Quando lo swadeshi non ha pi\u00f9 luogo le merci proliferano al di fuori di ogni controllo. Pertanto, la globalizzazione dei mercati acuisce il divario gi\u00e0 formatosi fra l\u2019uomo e il contesto naturale. La riscoperta della dimensione locale \u00e8 obiettivo obbligato per ricucire quel particolare legame di corrispondenza elettiva tra micro e macrocosmo che provoca profondi legami identitari con il territorio bioregionale.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Alla vettorialit\u00e0 del progresso consumistico cresciuto in una cultura monopolizzata da marxismo, liberalismo e fascismo il movimento della sussistenza locale contrappone una cultura della sobriet\u00e0 tesa al reintegro evolutivo nel mondo naturale: una cultura fondata su sistemi consensuali, autoregolati e cooperativi che rendono le comunit\u00e0 protagoniste attive e consapevoli di un agire armonico, creativo e solidale.<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Italo Carrarini &#8211; Bioregionalista ed ecologista<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scontent-mxp2-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.6435-9\/81544128_1366334343545470_3713817620525350912_n.jpg?stp=dst-jpg_tt6&amp;cstp=mx533x784&amp;ctp=s533x784&amp;_nc_cat=100&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=127cfc&amp;_nc_ohc=N4bQlxLNFxEQ7kNvwEDLWDl&amp;_nc_oc=AdouE8_pzKTzyzVKSLx34yAPWg4S1ZcX25SBHkphmMmGen9IuwL9lfziaXYWY8QWlWU&amp;_nc_zt=23&amp;_nc_ht=scontent-mxp2-1.xx&amp;_nc_gid=KMifazrvf0BjyK9gz52oxw&amp;_nc_ss=7b2a8&amp;oh=00_AQIThiQUwVLN-EXAhzE-t6NFzKxvvqCKAlVAZKrGhxctfw&amp;oe=6ABF3F21\" alt=\"Nessuna descrizione della foto disponibile.\" \/><\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;Il Tao dell&#039;ecologia&quot; di Edward Goldsmith - Recensione di Italo Carrarini - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/il-tao-dellecologia-di-edward-goldsmith-recensione-di-italo-carrarini\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;Il Tao dell&#039;ecologia&quot; di Edward Goldsmith - Recensione di Italo Carrarini - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0 \u00a0 &#8220;La massima priorit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 reintegrarsi nel mondo naturale.&#8221;\u00a0 (Jonathon Porritt) \u00a0 Edward Goldsmith (Parigi 1928 \u2013 Siena 2009) \u00e8 considerato uno dei maggiori precursori del movimento ecologista internazionale. 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