{"id":1607,"date":"2026-06-17T05:54:05","date_gmt":"2026-06-17T05:54:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/agro-falisco-una-bioregione-culturalmente-e-geomorfologicamente-omogenea-2\/"},"modified":"2026-06-17T05:54:05","modified_gmt":"2026-06-17T05:54:05","slug":"agro-falisco-una-bioregione-culturalmente-e-geomorfologicamente-omogenea-2","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/agro-falisco-una-bioregione-culturalmente-e-geomorfologicamente-omogenea-2\/","title":{"rendered":"Agro Falisco. Una bioregione culturalmente e geomorfologicamente omogenea&#8230;"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"post-title entry-title\">\u00a0<\/h3>\n<div id=\"post-body-2899177894741837205\" class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"m_-8782609003569728110gmail-m_2962693562713701971gmail-separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEh34dRO1AdfXvIZv7BxaQlMdM0uFg5PqAprOKhFIvcu7LXO6xS8It6rEpuXWkSqOu7DWBx-WBQvgh5JQ-gc83KdsH0_0taU1YIrrHDKqskTpEHkZvJWvUoVFn7UWj36iW1Zj5kkI9QchQc\/s1600\/vista+della+valle+del+Treja+da+Calcata+vecchia.jpg\" target=\"_blank\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEh34dRO1AdfXvIZv7BxaQlMdM0uFg5PqAprOKhFIvcu7LXO6xS8It6rEpuXWkSqOu7DWBx-WBQvgh5JQ-gc83KdsH0_0taU1YIrrHDKqskTpEHkZvJWvUoVFn7UWj36iW1Zj5kkI9QchQc\/s1600\/vista+della+valle+del+Treja+da+Calcata+vecchia.jpg&amp;source=gmail&amp;ust=1559643689920000&amp;usg=AFQjCNGHXf4K4uQeo98T5tmz0r0NxIcQRA\" rel=\"noopener nofollow\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"m_-8782609003569728110gmail-CToWUd CToWUd\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEh34dRO1AdfXvIZv7BxaQlMdM0uFg5PqAprOKhFIvcu7LXO6xS8It6rEpuXWkSqOu7DWBx-WBQvgh5JQ-gc83KdsH0_0taU1YIrrHDKqskTpEHkZvJWvUoVFn7UWj36iW1Zj5kkI9QchQc\/s400\/vista+della+valle+del+Treja+da+Calcata+vecchia.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"m_-8782609003569728110gmail-m_2962693562713701971gmail-separator\">Vista della valle del Treja da Calcata<\/div>\n<div class=\"m_-8782609003569728110gmail-m_2962693562713701971gmail-separator\">\u00a0<\/div>\n<p><b>Ricordo che abitando a Calcata, \u00a0la culla della civilizzazione falisca, ed avendo da poco contribuito alla fondazione della Rete Bioregionale Italiana, mi cimentai nel tentare di individuare la mia bioregione di appartenenza, considerando sia l&#8217;aspetto storico-culturale\u00a0 che quello\u00a0 geomorfologico.\u00a0<\/b><br \/><b><br \/>Infatti sapevo che negli USA, dove il concetto bioregionale era riemerso in seguito ad una presa di coscienza sull&#8217;identit\u00e0 dei luoghi, si interpretava il bioregionalismo pi\u00f9 che altro in termini geografici, facendo combaciare i &#8220;limiti&#8221; bioregionali con quelli di un habitat naturalistico, un bacino fluviale, una pianura, un deserto, una montagna.. etc. \u00a0<\/b><\/p>\n<div><b><br \/><\/b><\/p>\n<div><b>Ovviamente la nostra matrice europea e la considerazione del Genius Loci di una specifica area fece s\u00ec che l&#8217;individuazione del territorio bioregionale in cui mi riconoscevo avesse sia le caratteristiche di uno specifico territorio caratterizzato da rocce tufacee, vegetazione e fauna, corsi d&#8217;acqua, etc, \u00a0ma soprattutto contraddistinto da una originale civilt\u00e0 storica, quella dei Falisci.\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Quello che segue \u00e8 un testo discusso e commentato durante un incontro bioregionale tenuto a Faleria, verso l&#8217;autunno del 2008, in cui si parlava tra l&#8217;altro della formazione di un &#8220;parco culturale \u00a0dell&#8217;Agro Falisco&#8221;, un tema che era stato dibattuto in varie sedi e da parecchi anni (a cominciare dalla fine degli anni &#8217;70 del secolo scorso) in vari incontri tenuti a Calcata, a Civita Castellana, a Nepi, a Campagnano, etc.<\/b><br \/><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b>La culla della civilizzazione falisca.<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>A valle della stretta di Orte, dopo aver ricevuto le acque del Nera, il fondovalle del lume Tevere si allarga gradatamente e, prima di compiere la grande ansa che si \u00e8 dovuto aprire intorno al monte Soratte, viene accresciuto, quasi nello stesso punto, a sinistra dal torrente Aia ed a destra dal Treja. Questo luogo per secoli ha rappresentato il crocevia di due importanti civilt\u00e0 italiche, quella Falisca e quella Sabina. Tutta l\u2019area \u00e8 dominata dalla massiccia presenza del Soratte, una montagna ritenuta sacra, che si solleva unica ed atipica, con il bianco del suo calcare, nel piatto paesaggio vulcanico che la circonda. Questa era la sede del Dio Soranus, l\u2019antico nome di una divinit\u00e0 solare, che dall\u2019alto protegge tutto l\u2019Ager Faliscus.<\/p>\n<p>I Falisci sono una popolazione di origine indoeuropea che prosperarono nell\u2019area bagnata dal fiume Treja e dai suoi affluenti. Questo complesso sistema di corsi d\u2019acqua forma un bacino idrografico piuttosto ampio che, infatti, coincide con la regione anticamente conosciuta come \u201cAgro Falisco\u201d.<\/b><\/div>\n<div><b><br \/>Questo territorio \u00e8 geograficamente delimitato da una serie di colline che si aprono verso nord-est. La parte interiore del bacino ha un andamento Est-ovest, mentre la parte pi\u00f9 alta tende verso Nord-est. \u00c8 in questo settore che si trovano i rilievi maggiori. quali la macchia di Monterosi (mt. 430), Il Monte Roccaromana (mt 812) ed il Monte Calvi, tutti appartenenti all\u2019apparato vulcanico Sabatino; mentre Poggio Cavaliere (mt 809). Poggio Maggiore (mt. 622) ed il Monte San Rocco (mt. 700) fanno parte del complesso Vicano. Nella parte interiore del suo bacino il Treja scorre essenzialmente verso Nord, seguendo in senso inverso la direzione del primordiale percorso del Tevere (Paleotiber) mentre in prossimit\u00e0 di Civita Castellana cambia bruscamente direzione volgendosi a confluire nel Tevere.<\/p>\n<p>Amministrativamente il bacino del Treja \u00e8 compreso fra le due province di Roma (Rignano Flaminio, Sant\u2019Oreste, Magliano Romano, Mazzano Romano, Campagnano di Roma, Sant\u2019Oreste, Morlupo, Capena, ed altri) e Viterbo (Bassano Romano, Calcata, Capranica, Faleria, Corchiano, Caprarola, Castel Sant\u2019Elia, Civita Castellana, Sutri, Monterosi, Nepi, Ronciglione, ed altri), complessivamente la popolazione residente nell\u2019intero bacino \u00e8 di circa 200.000 abitanti e la sua estensione \u00e8 di poco pi\u00f9 di 700 chilometri quadrati. Probabilmente questa \u00e8 la ragione che ha permesso la conservazione degli ecosistemi vegetali delle forre del Treja, aree troppo impervie e di difficile utilizzazione agricola.<\/p>\n<p>Le formazioni vegetali tipiche sono rappresentate da una mescolanza di alberi a foglie caduche e di sempreverdi, definite dai botanici come boschi di transizione di querceti misti. Nel nostro caso alla presenza dei querceti misti \u00e8 connessa una situazione di microclima locale determinato dalla particolare situazione orografica e del suolo. Gli alberi di questi boschi sono per la parte sempreverde il leccio e per la componente caducifoglia la roverella, il ceno, il tarpino nero e l\u2019acero campestre. Nella spalla di tufo, libera da vegetazione, nidificano i passeri, mentre il gatto selvatico riposa al sole di piccole radure. Nelle cavit\u00e0 ricoperte di edera e vitalba si trovano i nidi dell\u2019allocco e del gufo e la tana invernale del gufo.<\/p>\n<p>I ruderi abbandonati o le grotte offrono riparo ai tassi ed alle volpi.<\/p>\n<p>Nel fori dei muri nidificano i barbagianni mentre le cime dei grandi alberi e le crepe delle rocce pi\u00f9 ripide permettono ai rapaci, come il falco lanario, di nidificare. Le acque limpide di alcuni fossi ospitano il bel gambero di fiume, che ancora si nasconde sotto i massi di tufo ed \u00e8 una preda notturna della puzzola. Ma la fauna \u00e8 sempre pi\u00f9 messa a repentaglio da una dissennata utilizzazione del territorio che non risparmia nell\u2019uso di fertilizzanti, anticrittogamici ed insetticidi e diserbanti, mentre l\u2019edilizia induce a tagliare sempre nuove fette di territorio vergine. \u00c8 per tutti questi motivi che dalle associazioni protezioniste, soprattutto la Legambiente di Civita Castellana ed il Comitato per l\u2019Agro Falisco di Calcata, giungono continue sollecitazioni per arrivare ad un ampliamento dell\u2019area protetta, allargandola a tutte le forre del bacino del Treja.<\/p>\n<p>Tutto questo territorio \u00e8 oggi sede di importanti attivit\u00e0 umane. L\u2019utilizzazione prevalente \u00e8 quella agricola. Le attivit\u00e0 industriali sono concentrate nell\u2019area che gravita attorno al comune di Civita Castellana. Altra attivit\u00e0 caratteristica \u00e8 quella estrattiva, con la presenza di numerose cave di tufo, che in alcuni casi hanno modificato radicalmente l\u2019assetto originario del paesaggio.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli aspetti colturali si ha una netta divisione fra la parte alta del bacino, in cui prevalgono i noccioleti e castagneti, e quella inferiore con i prati-pascoli e seminativi. Un po\u2019 ovunque sono distribuiti oliveti e vigneti.<\/p>\n<p>Nel territorio di Nepi, dove maggiore \u00e8 la disponibilit\u00e0 di acqua superficiale, \u00e8 particolarmente praticata l\u2019orticoltura. La ceramica \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 industriale pi\u00f9 diffusa, una tradizione che si ricollega alla grande quantit\u00e0 di oggetti in terracotta rinvenuti sin dal periodo falisco, ma oggi essa \u00e8 fonte di grave inquinamento, provocato dai residui chimici degli impasti e dei colori, tra cui desta preoccupazione la presenza di piombo e cadmio. Infatti, malgrado gli impianti debbano essere dotati di depuratori, spesso questi non funzionano a dovere o addirittura non vengono nemmeno azionati.<\/p>\n<p>Di conseguenza si possono incontrare nei fossi che confluiscono nel Treja grandi chiazze giallastre o bianche. C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2 che il maggiore danno ambientale viene causato dagli scarichi civili dei numerosi centri urbani, in quanto le loro reti fognanti scaricano nel fiume senza essere minimamente depurate. Tuttavia anche se questo territorio \u00e8 considerato un ambiente fortemente antropizzato si rinvengono ancora formazioni vegetali di tipo forestale, per lo pi\u00f9 localizzate nella parte centrale del bacino del Treja, dove i corsi d\u2019acqua, incidendo profondamente i depositi vulcanici, danno origine ad una serie di forre, che rappresentano un\u2019unit\u00e0 morfologica di grande interesse naturalistico.\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Su queste ruvide pareti tufacee sono state scolpite le necropoli e le dimore rupestri che sono la caratteristica del paesaggio dell\u2019Agro Falisco, infatti i Falisci trasformarono le rupi in schiere di facciate architettoniche. L\u2019esecuzione di scavi nella roccia tufacea ed il suo uso particolare ha rappresentato un archetipo che serv\u00ec come modello per le popolazioni avvicendatesi sul territorio. Il primo vero e proprio insediamento arcaico, la mitica Fescennium, \u00e8 una citt\u00e0 policentrica (risalente al 1200 a.C.) che \u00e8 stata localizzata fra Narce, Pizzopiede e Monte Lisanti, proprio sulle rive del Treja, in un\u2019area che attualmente ricade nei comuni di Calcata e Mazzano Romano. \u00c8 perci\u00f2 da qui che ebbe origine la trib\u00f9 dei Falisci ed \u00e8 qui che, con decreto regionale del Lazio del 1982, fu costituito il primo lembo dell\u2019area protetta delle forre, denominato Parco suburbano della Valle del Treja. Invero l\u2019Agro Falisco pullula di siti naturali, adatti alla edificazione, infatti molti sono i centri fortificati che punteggiano questo territorio.<\/p>\n<p>Falleri (l\u2019attuale Civita Castellana) fu la citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa, anche se non assurse mai al ruolo di capitale, essendo la civilizzazione dei Falisci costituita in federazione di libere citt\u00e0 stato. Altri centri importanti furono Nepet (Nepi), Sutrium (Sutri) e la gi\u00e0 nominata Fescennium (Narce).<\/p>\n<p>L\u2019identit\u00e0 culturale del popolo falisco, anche dopo la definitiva conquista romana avvenuta nel 241 a.C., rimase sotto forma di religione di cui Giunone Curite (Dea della fertilit\u00e0) era la massima espressione. Durante il periodo romano il bacino del Treja fu attraversato dalla via Amerina che, all\u2019altezza dell\u2019attuale Monterosi deviava in direzione di Amelia (Umbria) ed\u00e8 lungo questa direttrice che si spost\u00f2 la maggior parte della popolazione e delle attivit\u00e0. Fu durante le invasioni barbariche che le genti l\u2019Agro falisco ripresero ad occupare i siti ben protetti del periodo pre-romano e nacquero cos\u00ec centri come Castel Porciano, Filissano, Stabia ed in particolare Castel Paterno (attualmente nel territorio comunale di Faleria) dove l\u2019imperatore Ottone III stabil\u00ec la sua residenza nella speranza di restaurare il Sacro Romano Impero, ed i due centri storici di Calcata e Mazzano Romano, attualmente inseriti nel Parco del Treja.\u00a0<\/b><br \/><b><br \/><\/b><b>La struttura urbanistica di questi abitati era, ed \u00e8, molto semplice: una o due vie mediane longitudinali attraversate da pi\u00f9 strette vie trasversali; al centro, la piazza grande con la chiesa, il municipio e le abitazioni dei nobili; all\u2019estremit\u00e0 della parte accessibile era collocato il castello: come baluardo difensivo sormontato da una torre di avvistamento. Infatti in epoche di grandi sconvolgimenti era pi\u00f9 sicuro abitare in posti piccoli ed isolati mentre in epoche con stabilit\u00e0 economica \u00e8 pi\u00f9 agevole abitare lungo le grandi vie di comunicazione. Ci\u00f2 che \u00e8 un ricordo del passato \u00e8 facilmente verificabile ed attuale anche oggi.\u00a0\u00a0<\/b><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>A cura di Paolo D&#8217;Arpini &#8211; Rete Bioregionale Italiana<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacitta.eu\/images\/yyy\/calcata-fiore.jpg\" alt=\"Da Arx a Calcata, in poche migliaia di anni... Memorie aperte di un ex  calcatese\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Agro Falisco. 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