{"id":1412,"date":"2025-11-17T06:13:42","date_gmt":"2025-11-17T06:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvaguardia-del-suolo-e-produzione-del-cibo-quotidiano\/"},"modified":"2025-11-17T06:13:42","modified_gmt":"2025-11-17T06:13:42","slug":"salvaguardia-del-suolo-e-produzione-del-cibo-quotidiano","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvaguardia-del-suolo-e-produzione-del-cibo-quotidiano\/","title":{"rendered":"Salvaguardia del suolo e produzione del cibo quotidiano&#8230;"},"content":{"rendered":"<div><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/circolovegetarianotreia.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/758c3-20150625_181358.jpg?w=400&amp;h=300\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/strong><\/div>\n<p><strong><br \/>Sono agricoltore di scuola e tradizione organica, agronomo e storico<br \/>autodidatta che, oltre alla pratica empirica, ricerco e studio da<br \/>decenni la mia materia, l\u2019Agricoltura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che non intendo solo come semplice coltivazione biologica o<\/strong><br \/><strong>biodinamica dei campi, o un settore economico del vigente sistema di<\/strong><br \/><strong>mercato capitalista globale, ma nella sua piena accezione originaria<\/strong><br \/><strong>latina del termine il quale significa: cultura dei campi coltivati,<\/strong><br \/><strong>ossia arte\/mestiere, scienza, societ\u00e0, economia e spiritualit\u00e0;<\/strong><br \/><strong>cultura del rapporto diretto tra uomo e madre terra, tra humanus e<\/strong><br \/><strong>humus, rapporto di humilitas, virt\u00f9 opposta alla superbia: l\u2019uomo \u00e8<\/strong><br \/><strong>terra e torner\u00e0 inumato alla terra come ceneri di azoto, fosforo,<\/strong><br \/><strong>potassio \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mia conoscenza agronomica ed ecologica segue la linea storica che<\/strong><br \/><strong>va dai cacciatori-raccoglitori agli allevatori e coltivatori, in cui i<\/strong><br \/><strong>primi si evolsero, tutti anche artigiani, migliaia di anni fa, creando<\/strong><br \/><strong>quella cultura dei campi coltivati, arrivata sino a noi pochi decenni<\/strong><br \/><strong>orsono, come Civilt\u00e0 Contadina. Non la civilt\u00e0 urbana, perch\u00e9 gli<\/strong><br \/><strong>agricoltori non vivono nelle citt\u00e0 e quella rurale le fu sempre<\/strong><br \/><strong>parallela e complementare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I primi scrittori di agricoltura dei quali sono rimaste le opere sono<br \/>latini e riportano, a loro dire, un sapere che gi\u00e0 fu loro tramandato<br \/>da tempi remoti. Ad uno di questi letterati agronomi si deve la<br \/>definizione originale dell\u2019Agricoltura: \u201cNon solo \u00e8 un\u2019arte, ma anche<br \/>necessaria e di assoluta importanza; ed \u00e8 anche scienza, di quello che<br \/>sia da coltivare e produrre in ciascun campo, affinch\u00e9 la terra renda<br \/>in perpetuo il massimo dei frutti\u201d.<\/strong><br \/><strong><br \/>La sostenibilit\u00e0 agro ambientale che oggi andiamo cercando era gi\u00e0<br \/>caratteristica degli antichi fondi agricoli, complessi organismi<br \/>viventi, unit\u00e0 di ecosistema coltivato, che riproducevano i cicli<br \/>perenni e rinnovabili di quelli naturali e selvatici.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel medioevo solo i monaci cistercensi mantennero memoria e pratica<\/strong><br \/><strong>dell\u2019Agricoltura classica, sino a che, nel Rinascimento, il corpus di<\/strong><br \/><strong>testi noti nell\u2019insieme come De Re Rustica furono riscoperti e<\/strong><br \/><strong>rivalutati e divennero il fondamento della nuova scienza agronomica<\/strong><br \/><strong>europea, la quale fu diffusa, nei secoli successivi, da diversi autori<\/strong><br \/><strong>e scuole che ne ripresero e rielaborarono principi e contenuti, sul<\/strong><br \/><strong>modello della villa rustica autosufficiente romana, diversa dal<\/strong><br \/><strong>latifondo schiavista.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quindi, intorno alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, l\u2019Agricoltura organica,<\/strong><br \/><strong>giudicata arretrata, superstiziosa e legata all\u2019ancien regime, di cui<\/strong><br \/><strong>era il fondamento dell\u2019economia, fu sconfitta a livello accademico e<\/strong><br \/><strong>politico dal materialismo scientifico, il quale vi oppose il<\/strong><br \/><strong>\u201cprogresso\u201d dell\u2019agrochimica inorganica ed industriale moderna che<\/strong><br \/><strong>oggi predomina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nonostante i profondi cambiamenti politici, culturali, sociali ed<\/strong><br \/><strong>economici portati dalla rivoluzione liberale borghese nell\u2019800,<\/strong><br \/><strong>l\u2019agricoltura organica tradizionale \u00e8 per\u00f2 sopravvissuta resistendo<\/strong><br \/><strong>nelle campagne non solo sino a pochi decenni fa, ma \u00e8 continuata, in<\/strong><br \/><strong>forme e metodi aggiornati come contemporanea agricoltura biologica e<\/strong><br \/><strong>biodinamica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla fine anni \u201870 si parla inoltre di agricoltura permanente, o<\/strong><br \/><strong>Permacultura e di Agro-ecologia, che non sono affatto nuove scienze,<\/strong><br \/><strong>ma hanno radici profonde sino a quei cacciatori raccoglitori da cui<\/strong><br \/><strong>tutto ebbe origine e si inseriscono quindi in un filo conduttore<\/strong><br \/><strong>storico e millenario di tempo ciclico, e non lineare di sviluppo<\/strong><br \/><strong>illimitato e del sempre pi\u00f9 nuovo che avanza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo per il semplice motivo che le cosiddette leggi naturali , le<\/strong><br \/><strong>quali sono dedotte e misurate dall\u2019osservazione dei cicli rinnovabili<\/strong><br \/><strong>e perenni di energia solare e materia vivente, sono immutabili nel<\/strong><br \/><strong>tempo e il rapporto uomo-terra madre non se ne discosta, n\u00e9 pu\u00f2 farlo,<\/strong><br \/><strong>senza uscirne dai suoi parametri biologici, fisici e chimici, andando<\/strong><br \/><strong>contro natura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La catena alimentare \u00e8 per noi umani di latitudini temperate la catena<\/strong><br \/><strong>del pascolo e del detrito, formata da anelli che sono agganciati l\u2019un<\/strong><br \/><strong>l\u2019altro in interrelazione e che non possono essere infranti dall\u2019uomo.<\/strong><br \/><strong>In particolare, l\u2019anello tra vegetali ed erbivori ruminanti, che<\/strong><br \/><strong>trasformano la materia vegetale in humus fertile, \u00e8 il fondamento<\/strong><br \/><strong>dell\u2019agricoltura organica. Oggi abbiamo sostituito l\u2019humus fertile con<\/strong><br \/><strong>i concimi chimici, tolto agli erbivori ruminanti la loro funzione<\/strong><br \/><strong>primaria, li abbiamo rinchiusi in allevamenti intensivi come macchine<\/strong><br \/><strong>da carne e da latte e il loro letame \u00e8 considerato rifiuto<\/strong><br \/><strong>industriale, carico com\u2019\u00e8 di residui di antibiotici.<\/strong><br \/><strong>Altre considerazioni per completare il quadro del mio discorso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019agricoltura organica tradizionale ed i suoi modelli sono finiti in<\/strong><br \/><strong>secondo piano e progressivamente il loro impianto si \u00e8 disgregato,<\/strong><br \/><strong>colpiti al cuore da leggi, burocrazie e tasse del sistema di mercato<\/strong><br \/><strong>capitalista \u201cliberale\u201ded industriale, basato sul profitto e lo<\/strong><br \/><strong>sfruttamento e non pi\u00f9 sulla rendita. Sono mutati paesaggi, societ\u00e0 ed<\/strong><br \/><strong>economia, in modo definitivo dalla seconda met\u00e0 del secolo scorso, ma<\/strong><br \/><strong>questo processo era iniziato, lento ed inesorabile almeno cent\u2019anni<\/strong><br \/><strong>prima, qui in Italia, alla sostituzione del sistema monetario aureo,<\/strong><br \/><strong>sovrano e stabile, legato al valore del grano e del pane, delle merci<\/strong><br \/><strong>artigiane, dell\u2019economia produttiva reale, con quello cartaceo a<\/strong><br \/><strong>inflazione e debito illimitato, utile solo alla speculazione<\/strong><br \/><strong>finanziaria e usuraia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Culture rurali millenarie non si abbattono cos\u00ec facilmente con una<\/strong><br \/><strong>rivoluzione da parte di una minoranza di ricchi borghesi e<\/strong><br \/><strong>neoaristocratici che conquista il potere: per cambiare il paradigma<\/strong><br \/><strong>mentale dell\u2019uomo, strappandolo dalle sue radici native in natura,<\/strong><br \/><strong>dalle sue conoscenze pratiche e modo di vita, \u00e8 occorso un<\/strong><br \/><strong>condizionamento applicato a pi\u00f9 di una generazione, sino a cancellare<\/strong><br \/><strong>ogni memoria storica e recidere il filo che unisce uomo a Natura.<\/strong><br \/><strong>Molto pi\u00f9 difficile \u00e8 riallacciare ora questo filo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il nonno contadino \u00e8 distante anni luce dai nipoti cittadini, come lui<\/strong><br \/><strong>lo era gi\u00e0, pur molto meno, da suo padre e suo nonno, gi\u00e0 \u201ccorrotto\u201d<\/strong><br \/><strong>dai tempi nuovi e dall\u2019avanzare ed imporsi di quello che per me, e non<\/strong><br \/><strong>solo, per vari suoi aspetti ed effetti \u00e8 un falso progresso perch\u00e9<\/strong><br \/><strong>deriva da un modello di sviluppo illimitato in un sistema come quello<\/strong><br \/><strong>terrestre che \u00e8 invece limitato e a ciclo chiuso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La memoria storica \u00e8 comunque nei cromosomi, siamo parte inscindibile<\/strong><br \/><strong>della natura terrestre, alla quale il modo di vita urbano moderno \u00e8<\/strong><br \/><strong>sostanzialmente artificiale e alieno, memoria che rimane brace sotto<\/strong><br \/><strong>la cenere di archetipi lontani di vita naturale, cui questo odierno<\/strong><br \/><strong>sistema economico preclude per\u00f2 di fatto ogni via di realizzazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mi riferisco a quell\u2019istinto \u201cprimordiale\u201d che indirizza vari<\/strong><br \/><strong>individui, oggi, ad un ritorno onirico alla terra e in seno alla vita<\/strong><br \/><strong>naturale, ma che si traduce nei fatti, spesso, in avventurismi<\/strong><br \/><strong>inconcludenti e parziali nei risultati, che causano anche delusioni,<\/strong><br \/><strong>nel tentativo di creare ex novo un modo di vita rustica , ma sulla<\/strong><br \/><strong>base di paradigmi propri della cultura progressista urbana: chi va in<\/strong><br \/><strong>campagna si porta dietro il proprio modello cittadino cui \u00e8 stato<\/strong><br \/><strong>educato, le proprie abitudini cittadine, proprie interpretazioni delle<\/strong><br \/><strong>leggi naturali, creando ibridi con compromessi e contraddizioni, i<\/strong><br \/><strong>quali risultano poi di fatto o in situazioni estreme o nello rientrare<\/strong><br \/><strong>negli schemi da cui si era cercato di uscire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci si aggrappa anche ad altre culture lontane, spuntandone alcuni<\/strong><br \/><strong>suggestivi elementi ed adattandoli, innestati a nuovi impianti, si<\/strong><br \/><strong>formulano nuove teorie ideologiche, per colmare un vuoto che<\/strong><br \/><strong>indubbiamente si \u00e8 formato nello sviluppo di una visione materialista<\/strong><br \/><strong>della realt\u00e0. Stiamo cercando nuove identit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi, l\u2019agricoltura biologica \u00e8 settore del mercato di cui sta alle<\/strong><br \/><strong>regole, essendo pressoch\u00e9 totalmente incapace, quanto impossibilitata,<\/strong><br \/><strong>di esprimere una propria autentica cultura ed economia rurale. Si<\/strong><br \/><strong>producono monocolture industriali con \u201cmetodo\u201d biologico, sacrificando<\/strong><br \/><strong>il creare unit\u00e0 organiche di ecosistema coltivato, come si dovrebbe in<\/strong><br \/><strong>teoria, perch\u00e9 sarebbe solo una spesa che non produce profitto e<\/strong><br \/><strong>neppure reddito, ed oggi, il fine del lavoro agricolo, anche bio, non<\/strong><br \/><strong>\u00e8 il lavoro in s\u00e9 a produrre auto sostentamento e surplus per il<\/strong><br \/><strong>mercato, a produrre un modo di vita pi\u00f9 autentico e felice in cui<\/strong><br \/><strong>prendersi cura dell\u2019ambiente e dei nostri simili, ma il denaro, i cui<\/strong><br \/><strong>valori non coincidono con quelli naturali, etica compresa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Certo \u00e8 che, nonostante il paradigma classico portante della villa<\/strong><br \/><strong>rustica, non si tratta affatto, da parte mia ,di sostegno nostalgico<\/strong><br \/><strong>del modello economico e sociale antiquato, dei contadini mezzadri del<\/strong><br \/><strong>podere tosco-emiliano. Ma la medesima agronomia ed economia era comune<\/strong><br \/><strong>anche a contadini liberi, senza padroni, con possesso quindi diretto<\/strong><br \/><strong>di propri mezzi di produzione, associati per convenienza reciproca in<\/strong><br \/><strong>rete solidale e locale di villaggio, con baratti e scambi d\u2019opera, con<\/strong><br \/><strong>la disposizione di terre ad uso civico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec fu, ed \u00e8 un bene che la struttura dell\u2019antico classismo feudale<\/strong><br \/><strong>sia decaduta, ma si \u00e8 buttata via l\u2019acqua sporca con il bambino,anzi<\/strong><br \/><strong>il contadino, all\u2019imporsi di quel binomio neoclassista di borghesia<\/strong><br \/><strong>capitalista e proletariato, nuovi padroni e nuovi servi, alienati,<\/strong><br \/><strong>questi ultimi, di ogni mezzo proprio di produzione per auto<\/strong><br \/><strong>sostentamento, consumatori passivi, risorsa umana lavorativa inurbata<\/strong><br \/><strong>da sfruttare in economie industriali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 andata cos\u00ec, come contadini, paisan, campesinos, nativi cacciatori,<\/strong><br \/><strong>pescatori e raccoglitori del pianeta, siamo dalla parte dei vinti,<\/strong><br \/><strong>avrebbe potuto andar meglio, se il modello di sviluppo avesse con<\/strong><br \/><strong>lungimiranza e arte di buon governo tenuto conto che chi lavora la<\/strong><br \/><strong>terra, chi vive in natura, ha un\u2019importanza fondamentale nella<\/strong><br \/><strong>custodia e gestione degli ecosistemi coltivati e naturali, e questo a<\/strong><br \/><strong>vantaggio anche e non ultimo di chi vive in citt\u00e0. Non stiamo parlando<\/strong><br \/><strong>dei moderni imprenditori agricoli con mega trattori e diserbanti, dei<\/strong><br \/><strong>bovini chiusi nei lager, munti e macellati come oggetti senz\u2019anima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei tempi che ci attendono, in cui l\u2019agrochimica basata sul petrolio<\/strong><br \/><strong>avr\u00e0 una fine, e si dovr\u00e0 per forza rivolgere lo sguardo indietro alla<\/strong><br \/><strong>terra che ci nutre, ci accorgeremo che tanta \u00e8 andata sprecata sotto<\/strong><br \/><strong>cemento ed asfalto, molta altra resa sterile. Questa crisi economica<\/strong><br \/><strong>che \u00e8 di sistema e non di mercato, non solo sta creando povert\u00e0 e<\/strong><br \/><strong>disoccupazione ma rivela tutta l\u2019insostenibilit\u00e0 ambientale ed umana<\/strong><br \/><strong>del sistema stesso e richiama la necessit\u00e0 di soluzioni possibili che<\/strong><br \/><strong>non sono certo l\u2019emigrazione su altri pianeti o le modificazioni<\/strong><br \/><strong>genetiche di piante ed animali. Piuttosto potrebbe essere il<\/strong><br \/><strong>riprendere in considerazione economie locali a sovranit\u00e0 alimentare e<\/strong><br \/><strong>monetaria, in cui l\u2019uomo sia ricollocato al centro di modi di vita pi\u00f9<\/strong><br \/><strong>naturali, consapevoli che \u00e8 la terra fertile la base della nostra<\/strong><br \/><strong>sopravvivenza e prodursi alimenti e materie prime organiche in modo<\/strong><br \/><strong>sostenibile e rinnovabile \u00e8, da sempre, ricchezza della civilt\u00e0 umana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alberto Grosoli\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.terranuova.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Alberto-e-il-biologico-circolare.jpg\" alt=\"Alberto e il biologico circolare\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Salvaguardia del suolo e produzione del cibo quotidiano... - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvaguardia-del-suolo-e-produzione-del-cibo-quotidiano\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Salvaguardia del suolo e produzione del cibo quotidiano... - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sono agricoltore di scuola e tradizione organica, agronomo e storicoautodidatta che, oltre alla pratica empirica, ricerco e studio dadecenni la mia materia, l\u2019Agricoltura. 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