{"id":1353,"date":"2025-09-14T06:59:22","date_gmt":"2025-09-14T06:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/identita-e-territorio-la-mitica-aquisgrana-e-in-val-di-chienti\/"},"modified":"2025-09-14T06:59:22","modified_gmt":"2025-09-14T06:59:22","slug":"identita-e-territorio-la-mitica-aquisgrana-e-in-val-di-chienti","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/identita-e-territorio-la-mitica-aquisgrana-e-in-val-di-chienti\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 e territorio. La mitica Aquisgrana \u00e8 in Val di Chienti?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/centrostudicarnevale.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CENTRO-STUDI-Giovanni-Carnevale-chiesa-San-Claudio-al-Chienti-2.jpg\" alt=\"L'Aquisgrana di Carlo Magno non \u00e8 ad Aachen - Centro Studi Giovanni  Carnevale\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Nel 1800, mentre in Germania sulla spinta della Cultura Romantica, i tedeschi iniziarono a studiare il medioevo allo scopo di ricercare personaggi ed avvenimenti che giustificassero le origini della nazione tedesca, nel Piceno continuava la totale damnatio memoriae di quanto, in questa parte dell\u2019Italia, era accaduto nel medioevo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli storici tedeschi, nella ricostruzione della loro storia patria, partirono da quanto riferiva Eginardo nella sua \u201cVita di Carlo Magno\u201d e cio\u00e8 che Carlo Magno era morto e sepolto ad Aquisgrana, luogo dove era nato e sempre vissuto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Poich\u00e9, da tempo immemorabile, esisteva ad Aachen una tradizione che attribuiva a Carlo Magno le ossa ivi conservate in una urna, i tedeschi identificarono Aachen con Aquisgrana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa tradizione oggi vacilla perch\u00e9 messa in discussione dalle ricerche del Prof. Giovanni Carnevale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche la storiografia inizia ad avere dubbi sul fatto che la Cappella di Aachen possa essere stata costruita da Carlo Magno. Tali dubbi sono giustificati soprattutto perch\u00e9 ad Aachen non sono stati mai trovati reperti risalenti all\u2019VIII secolo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I tedeschi, tetragoni, ancora oggi si affidano con forza alla tradizione. Nessuno infatti per secoli ha messo in dubbio che le ossa, conservate ad Aachen, siano di Carlo Magno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nessuno ha mai osato affermare che la tomba dell\u2019Imperatore potesse trovarsi altrove, nonostante esistesse una autorevole fonte che indica che nel XII secolo \u00e8 avvenuta una Translatio Santissimi Caroli Imperatoris.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I tedeschi, costretti a forzare a proprio vantaggio tale fonte hanno dato una interpretazione del testo alquanto curiosa, affermando che la Tranlatio era consistita in uno spostamento dei resti di Carlo dalla sua tomba, peraltro mai trovata, ad una urna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ancora oggi nonostante i ripetuti scavi archeologici effettuati all\u2019interno della Cappella Palatina, con esito negativo, non si ha il coraggio di ammette che la tomba di Carlo Magno non sia mai stata all\u2019interno della Cappella Palatina di Aachen.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I tedeschi infatti quando parlano della tomba di Carlo Magno indicano sempre l\u2019urna dove sono conservate le ossa dell\u2019Imperatore. Se provate ad insistere per un chiarimento vi spiegheranno che la tomba \u00e8 sicuramente all\u2019interno della Cappella ma che non \u00e8 stata ancora trovata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni sono stati messi in luce molti elementi di natura archeologica e storica che minano la tesi tedesca e giustificano un\u2019altra verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un interessante studio su questo argomento \u00e8 iniziato nella seconda met\u00e0 del XX secolo allorquando il prof. Giovanni Carnevale fu incuriosito dall\u2019enigma che, archeologicamente parlando, presentava la chiesa di San Claudio a Corridonia (MC). Inizi\u00f2 quindi a studiare ed interpretare la struttura architettonica della chiesa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Scopr\u00ec che San Claudio era identica strutturalmente ad altri tre edifici, tutti ubicati nel Piceno, ma fuori dal Piceno e nell\u2019intera Europa, non si conosceva alcun edificio simile a questo. Scopr\u00ec successivamente che a Germigny des Pr\u00e8s esisteva una chiesa strutturalmente identica a San Claudio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La informazione ancor pi\u00f9 interessante fu quella fornita dalle fonti dell\u2019VIII secolo. Queste indicavano che tale edificio era stato fatto costruire da un dignitario ecclesiastico della corte di Carlo Magno, Theodulf. Risulta inoltre dai documenti che egli afferma di averlo costruito a somiglianza della Cappella Palatina: Basilicam miri operis, instar eius quae Aquis est constituta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Queste informazioni incuriosirono ancora di pi\u00f9 il prof. Carnevale e lo spinsero a proseguire gli studi sull\u2019aspetto archeologico di San Claudio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fin dalle prime indagini il prof. Carnevale notava che tutti gli esperti datavano San Claudio dopo il mille. Tale datazione era basata sulla tipologia costruttiva della chiesa che presentava le volte a crociera. Per gli archeologi infatti l\u2019utilizzo delle crociere, tecnologia acquisita dagli arabi della Spagna, era avvenuto in occidente, dopo il mille.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma le scoperte degli archeologi inglesi, che nella seconda met\u00e0 del XX secolo, hanno studiato il sito archeologico di Khirbet al Mafjar presso Gerico, dimostrano per\u00f2 che le crociere erano presenti nel frigidarium del palazzo omaiade, edificio distrutto da un terremoto agli inizi dell\u2019VIII secolo, durante i lavori della sua costruzione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gernigny des Pr\u00e8s, edificio che i documenti certificano sia stato costruito nell\u2019VIII secolo, utilizza le crociere, ci\u00f2 dimostra che esse erano gi\u00e0 utilizzate ai tempi di Carlo Magno e che l\u2019utilizzo della crociera, nell\u2019VIII secolo era in uso in occidente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il prof. Carnevale si sent\u00ec autorizzato ad affermare che San Claudio poteva essere considerata carolingia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si era in possesso di argomenti per cominciare a combattere Aachen.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andando oltre nella analisi, il dato che Germigny des Pr\u00e8s era stata costruita ad imitazione della Cappella Palatina, costruita da Carlo Magno ad Aquisgrana, port\u00f2 il prof. Carnevale a confrontare questa con la Cappella di Aachen. Si rese conto che tra le due non vi era nessuna somiglianza, mentre Germigny des Pr\u00e8s presentava la stessa struttura di San Claudio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Altro dato interessante \u00e8 che sia Germigny sia San Claudio erano caratterizzate da volte a crociera, imitando l\u2019edificio del vicino oriente, e ci\u00f2 sottolineava una stretta relazione tra loro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A questo punto la ricerca archeologica pone l\u2019\u2019interrogativo: perch\u00e9 questi edifici si rassomigliano?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 ancora una risposta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiarimenti arrivarono quando dall\u2019archeologia il prof. Giovanni Carnevale pass\u00f2 alla lettura delle fonti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Eginardo riferisce che Carlo Magno, per costruire la Cappella Palatina, si serv\u00ec di maestranze venute dall\u2019oriente. Con ogni probabilit\u00e0 le stesse che, trovatesi senza lavoro per la cacciata degli omaiadi, ad opera degli abbassidi, accolsero di buon grado il lavoro offerto dall\u2019Imperatore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Notker descrive che diplomatici di Bagdad, inviati dal Califfo di Bagdad alla corte di Carlo Magno salirono sulla terrazza della Cappella per osservare la vita che si svolgeva ad Aquisgrana.Una terrazza era presente sia a Germigny che a San Claudio. Non c\u2019\u00e8 una terrazza a Kirbart al Mafjar anche se aveva una cupola nella copertura. Non ha una terrazza la Cappella Di Aachen, n\u00e8 potrebbe averla. Il prof. cominci\u00f2 ad approfondire sull\u2019aspetto architettonico, ponendosi delle domande e formulando delle ipotesi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Kirbart al Mafjar aveva questa pianta cos\u00ec originale e le crociere? I musulmani avevano conquistato l\u2019Iran ed erano entrati in contatto con un altro tipo di architettura che conosceva la crociera. La tecnica costruttiva che utilizza la crociera poteva essere passata dall\u2019Iran alla Siria a Kirbet al Mafjar e da qui, grazie alle maestranze orientali, di cui parla Eginardo, venute nel Piceno tale tecnica era stata introdotta in occidente e con questa era stata costruita la Cappella Palatina voluta da Carlo Magno cio\u00e8 San Claudio.Non era una grande scoperta, ma era evidente che Aachen, non assomigliando a Germigny, non aveva alcun diritto di proclamarsi l\u2019Aquisgrana a cui Theodulf si era ispirato. San Claudio per queste analisi ed assomigliando a Germigny des Pr\u00e8s poteva essere indicata come la Cappella di Carlo Magno.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una ulteriore prova a favore di San Claudio \u00e8 l\u2019esistenza del matroneo. Questa elemento costruttivo \u00e8 indicativo della presenza di una corte nel luogo. In quell\u2019epoca esistevano matronei in oriente a Costantinopoli, dove risiedeva la corte imperiale ed a Ravenna che dipendeva da Costantinopoli. Germigny, non aveva il matroneo perch\u00e9 era una piccola chiesa, un oratorio, dove Theudulf poteva andare a pregare. Il matroneo \u00e8 fondamentale. La sua esistenza giustifica la presenza di una corte imperiale e quindi di Carlo Magno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nel Capitulare de Villis, legge con la quale Carlo Magno definiva la vita sociale e produttiva di Aquisgrana con i suoi Ministeria, \u00e8 riportato un elenco di piante, che si sarebbero dovute coltivare ad Aquisgrana. La quasi totalit\u00e0 di queste colture era esclusivamente adatta al clima mediterraneo e non sarebbe sopravvissuta a quello di Aachen. Nello stesso Capitulare viene descritta la organizzazione ed il controllo amministrativo e agricolo dell\u2019ager di Aquisgrana: il Palatium di Aquisgrana al centro di una rete di Ministeria (organizzazione presente esclusivamente nel Piceno) nei quali gli iudices esercitavano sia il potere giudiziario che quello amministrativo e ne rispondevano direttamente a Carlo Magno. Identificare Aquisgrana con Aachen renderebbe un falso il Capitulare de Villis in quanto, contrariamente a quanto esiste nella valle del Chienti, in Germania non \u00e8 mai esistita n\u00e8 si ha memoria di tracce di una struttura cos\u00ec descritta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Widukind nel suo \u201cRes gestae saxonicae sive annalium libri tres\u201d descrive l\u2019incoronazione di Ottone I, avvenuta nella Cappella Palatina di Aquisgrana. L\u2019autore riferisce che la Cappella Palatina aveva addossato alla facciata un \u201csolium\u201d al quale si accedeva dalle scale a chiocciola delle torri (per cocleas). Dal \u201csolium\u201d Ottone I si present\u00f2 al suoi sassoni, assiepati nello xistum che lo acclamarono Re. Questi disceso nel presbiterio attraverso la scala a chiocciola, partecip\u00f2 alla successiva celebrazione religiosa, seguita anche da coloro che si trovavano nel matroneo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Le fonti indicano l\u2019esistenza ad Aquisgrana di un \u201cCampomaggio\u201d, praticamente inesistente ad Aachen, mentre qui nel Piceno esiste tuttora una vasta area pianeggiante chiamata \u201cCampomaggio\u201d. Se questa non \u00e8 Aquisgrana, come mai c\u2019\u00e8 ancora oggi un Campomaggio ed anche un Campolungo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 I documenti descrivono che, in prossimit\u00e0 della guerra tra i Longobardi ed i Franchi, dal Piceno, stranamente, \u201comnes abitatores\u201d dei ducati di Osimo, Ancona e di Fermo scappano tutti. Perch\u00e9 mai scappano da terre non coinvolte dalla guerra? Perch\u00e9 mai questi profughi sono accolti e ospitati a Roma dal Papa Adriano che temendo i longobardi chiede aiuto a Carlo Magno? I profughi erano forse franchi che abitavano questa parte del Piceno e quindi temevano la vendetta dei Longobardi?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Ancora, mentre i Franchi assediano Pavia, come si giustifica che Carlo nomina il duca di Spoleto e si reca a Roma per trascorrere la Pasqua con il Papa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Carlo Magno fu incoronato Imperatore a Roma il giorno di natale dell\u2019800. Le fonti descrivono che gi\u00e0 all\u2019inizio dell\u2019801 Carlo esercit\u00f2 le prerogative proprie della sua autorit\u00e0. Presiedette in Roma il processo contro i denigratori di Papa Leone III. Nel mese di febbraio dell\u2019801 era ad Aquisgrana come dimostra il diploma da Lui rilasciato a favore dell\u2019abbazia di Farfa. Gli \u201cannales Regni Francorum\u201d riferiscono che per tutto l\u2019inverno (tota hieme non aliud fecit imperator) fu impegnato alla organizzazione dell\u2019impero d\u2019Occidente, ai nuovi rapporti con il Papato e all\u2019assetto dell\u2019intera Italia, dotando Aquisgrana di una \u201cNuova Roma\u201d (Romanae Urbis) in Val di Chienti. Organizz\u00f2 la spedizione militare del figlio Pipino contro Benevento. Celebrate a Roma le festivit\u00e0 Pasquali Carlo si rec\u00f2 a Spoleto dove alla fine di aprile fu sorpreso da un violento terremoto. Successivamente l\u2019Imperatore si reca a Ravenna. Ne abbiamo notizia dal monaco ravennate Agnello che inoltre ci informa che Carlo da Ravenna fa trasportare ad Aquisgrana, in Francia, la statua equestre di Teodorico. Agli scettici che non gli credono Agnello dice: \u201cqui non credit, sunat Franciae iter, eum aspiciat!\u201d, \u201cchi non ci crede, imbocchi la strada della Francia e vada a vederlo!\u201d. Da Ravenna era sufficiente dirigersi a sud dell\u2019Esarcato, imboccare la via Flaminia per raggiungere la Francia. La esigua distanza tra Ravenna e la Francia ci viene confermata dalla lettera che Papa Adriano scrive a Carlo Magno per lamentarsi che i cittadini della Pentapoli e di Ravenna si recano direttamente alla corte carolingia per presentare i loro reclami.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Quanto leggiamo nel Fioretto XIII di San Francesco, \u00e8 estremamente chiaro per chi colloca la Francia nel Piceno ma resta incomprensibile per la storiografia ufficiale, infatti ci viene descritto di come San Francesco con frate Masseo \u201cprese il cammino verso la provincia di Francia\u201d. Dopo aver mendicato, pregato e mangiato, \u201csi levarono per camminare in Francia \u2026 Giunsero a Roma ed entrarono nella chiesa di San Pietro, e santo Francesco si puose in orazione\u201d . Il fioretto si chiude dicendo che L\u2019Apostolo Pietro rassicur\u00f2 Francesco che Dio concedeva a lui ed ai suoi frati il \u201ctesoro della santissima povert\u00e0\u201d. Quindi Francesco e Masseo, \u201cpieni di letizia determinarono di tornare nella valle di Spulito, lasciando l\u2019andare in Francia\u201d. E\u2019 evidente che il racconto si riferisce alla Francia e alla Roma nel Piceno. I Fioretti nacquero infatti nel Piceno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Le fonti indicano che nell\u2019804 Papa Leone III si reca da Carlo Magno per trascorrere insieme il Natale. Viene ospitato a Carisiacum Villa ed il 14 gennaio del 805 l\u2019Imperatore fa accompagnare il Papa a Ravenna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nell\u2019806, subito dopo Natale, il doge Obelerio ed il fratello Beato ed anche il Vescovo di Zara Donato sono ospiti di Carlo Magno a Theodonis Villa. (immaginate il Papa o il doge che in pieno inverno fanno qualche migliaio di chilometri per passare solo qualche giorno con l\u2019Imperatore. Pi\u00f9 plausibile sarebbe se si ipotizza che il Doge avesse preso una nave e fosse sbarcato qui nel Piceno.Il Papa invece, percorrendo la Salaria, facilmente avrebbe raggiunto Aquisgana cio\u00e8 San Claudio).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Claudio, vescovo di Torino, chiamato ad Aquisgrana da Ludovico il Pio, scrive:\u201dAppena divenuto vescovo, come son cresciuti gli impegni \u2026. d\u2019inverno, quando devo correre su e gi\u00f9 per le strade che portano al Palatium, non posso applicarmi ai miei amati studi. E da met\u00e0 primavera devo prendere con le mie pergamene anche le armi e devo mettermi lungo la costa in guerra contro i Saraceni e i Mori. Di notte combatto, di giorno maneggio la penna e i libri \u2026.\u201d. In un brano del suo Apologeticum Claudio ci riferisce \u201cDopo che, accettato controvoglia l\u2019onere pastorale, venni in Italia nella civitas Taurinis invitatovi dal principe Ludovico il Pio\u2026.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Come si giustifica che Guido e Lamberto, nel 891 duchi di una localit\u00e0 lontanissima da Aachen, ammettendo che questa fosse stata Aquisgrana, sono stati incoronati Imperatori?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Francia e Gallia, nelle fonti sono sempre indicate come due entit\u00e0 distinte ed indipendenti. Nessuno storico ha mai dato una seria interpretazione sulla ubicazione della Francia prima del mille, nonostante le due realt\u00e0 geografiche siano sempre richiamate in maniera distinta nelle fonti. Un esempio: i documenti nel descrivere che Arnolfo di Corinzia era stato chiamato ad Aquisgrana per conoscere la sua disponibilit\u00e0 a subentrare a Carlo il Grosso, che era gravemente malato, affermano: compositis in Francia feliciter rebus, in Baoaria revertitur, sistemate felicemente le cose in Francia ritorn\u00f2 in Baviera. Gli storici tedeschi sono stati costretti ad ipotizzare ed ubicare tra la Gallia e la Sassonia un territorio chiamato Franconia, solo perch\u00e9 nella fonti storiche risulta che la Francia \u00e8 confinante con la Sassonia, nonostante la Franconia non sia mai comparsa in nessun documento dell\u2019epoca e che la Sassonia delle origini sia ubicata al nord della Germania e non al confine con la Francia del Piceno, come risulta da recenti studi sulla storia dei Sassoni del Widukind.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Barbarossa fatto creare santo Carlo Magno dall\u2019antipapa Pasquale III, nel 1166 ne effettua la traslazione del corpo, chiaramente in Germania dove ha in progetto di creare Aachen.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Dieci anni dopo il Barbarossa, vista l\u2019impossibilit\u00e0 di restaurare lo splendore di Aquisgrana, per il contrasto con il Papa e i suoi alleati cio\u00e8 i nascenti Comuni, effettua la Translatio Imperii sempre in Germania.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nelle fonti storiche viene evidenziata una notevole attivit\u00e0 sismica nel territorio di Aquisgrana, nel 803, 814, 823, 827. Queste notizie fanno escludere che Aquisgrana possa essere identificata con Aachen, perch\u00e9 tutta la Germania non \u00e8 zona sismica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Alcuino, consigliere di Carlo Magno, di ritorno da Aquisgrana nella sua Inghilterra, in una sua lettera si lamenta della pessima birra inglese e sogna di ritornare a rivedere la \u201cNovam Cappellam inter vineta\u201d. Ad Aachen non vi erano vigneti ed inoltre ci fa riflettere \u201cCappella\u201d, chiesa cis\u00ec chiamata perch\u00e9 conservava il mantello di San Martino (Cappellam = mantello di S. Martino).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Il Chronicon Volturnense nel descrivere le vicende del monastero di San Vincenzo al Volturno, lo definisce ius Palatii. Come si pu\u00f2 credere che questo monastero situato vicinissimo a Benevento non dipenda da questo Ducato, ma da Aachen se fosse identificata con Aquisgrana. Questa confusione di identit\u00e0 sicuramente nel tempo ha portato anche ad interpretazioni erronee anche nel lavoro dei copisti. Un esempio: Il 10 ottobre 881 San Vincenzo al Volturno fu distrutto dai Saraceni, nello stesso anno gli arabi invasero la Valle del Chienti distruggendo il monasteriolum di Santa Croce al Chienti, come attestano documenti conservati a Sant\u2019Elpidio a Mare. Lo stesso anno in cui la storiografia ufficiale indica che i Normanni presero Aquisgrana. Nei due episodi, che sembrano distinti, l\u2019identit\u00e0 degli invasori sicuramente sono stati confusi dagli amanuensi delle abbazie del nord Europa. Questi, dopo la tranlatio di Barbarossa, gi\u00e0 identificavano Aquisgrana con Aachen, e di conseguenza per loro era giusto chiamare Normanni gli invasori di Aquisgrana. Per loro era improbabile che gli arabi sbarcassero nel nord ed invadessero Aachen. Inoltre un\u2019altra considerazione rende improbabile che l\u2019invasione sia stata effettuata dai Normanni. Questi infatti appena pochi mesi prima si erano accordati con Carlo il Grosso che, dopo la battaglia a Parigi, aveva concesso loro il territorio che oggi chiamiamo Normandia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nitardo (IX secolo) dice che Aquisgrana era la Sedes Prima Franciae, mentre Notker con il termine Francia specifica: Franciam vero intendum cum nomina vero,omnes cisalpinas provincias significo. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Una grande confusione, dovuta alla errata ubicazione di Aquisgrana, la riscontriamo nella descrizione della morte e sepoltura di Ottone III. Questo giovane Imperatore attaccato dai Romani e costretto a riparare nel castello di Paterno mor\u00ec a seguito di una non precisata malattia. Per nascondere ai nemici il decesso dell\u2019imperatore questi fu imbalsamato. Quando si pens\u00f2 che si fossero calmate le acque della ribellione, l\u2019Imperatore mummificato fu issato a cavallo con l\u2019intento di portarlo ad Aquisgrana per la sepoltura. Poich\u00e9 non poteva essere nascosto che la morte era avvenuta in Italia, la storiografia tedesca fermamente convinta che Aquisgrana \u00e8 Aachen, dovette escogitare un mirabolante trasferimento del defunto dall\u2019Italia in Germania. Si descrisse che l\u2019Imperatore ed i suoi accompagnatori, per non destare il sospetto che fosse morto venne fissato su un cavallo e trasportato in questo modo, mentre i Romani infuriati inseguirono il feretro fino a Berna, da qui proseguirono fino a Neuburg (Civitas quae nova vocatur) ed infine arrivati ad Aquisgrana l\u2019Imperatore fu inumato in tutta fretta davanti all\u2019altare. Ubicando Aquisgrana in Val di Chienti, a San Claudio, la tumulazione sarebbe stata pi\u00f9 semplice in quanto da Paterno scendendo dalla collina si arrivava a Berta per poi raggiungere il territorio di Civitanova e quindi arrivare ad Aquisgrana dove seppellire in fretta lo sventurato Imperatore, per paura di un attacco dei Romani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nel 1139 Sugier partecip\u00f2 ad un sinodo che si svolse ad Aquisgrana, nell\ufffd\ufffdala del palazzo chiamato Laterano. L\u2019anno successivo a questa visita, su richiesta del Papa, vennero inviati i Cistercensi ad Aquas Salvias, dove fondarono l\u2019abbazia di Fiastra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nel 1165 a Natale ad Aquisgrana, su ordine di Barbarossa, l\u2019antipapa Pasquale III dichiar\u00f2 santo Carlo Magno. Poich\u00e9 \u00e8 certo che questo Papa non mise mai piede in Germania la storiografia tedesca afferma che fu sostituito nella funzione di beatificazione di Carlo Magno da Rainald von Dassel arcivescovo di Colonia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Nel 1176 Barbarossa, sconfitto dai comuni, avversato dal papato che li sobillava alla ribellione contro l\u2019impero, resosi conto che era oramai impossibile proseguire con il suo progetto di restaurazione degli antichi fasti e potere imperiale di Aquisgrana, attu\u00f2 la Translatio Imperii dal Piceno in Germania, avviando la costruzione della chiesa di Aachen.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Allora come possono i tedeschi affermare che Aachen \u00e8 Aquisgrana, sia in relazione alle scoperte archeologiche che rispetto ai riferimenti forniti dagli autori carolingi?<\/strong><\/p>\n<p><strong>I tedeschi sono costretti a definire Notker o chi altro descrive avvenimenti che non si accordano con la ricostruzione storica da loro elaborata, come grandi mistificatori della verit\u00e0 e falsi i racconti da loro riportati. Drammaticamente ci si rende conto che per i tedeschi, se si toglie Aachen non resta nulla del loro impianto storico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con questa strana impostazione storica, basata sul considerare falso tutto ci\u00f2 che non si accorda con la loro ricostruzione, Aachen ha vinto una battaglia e pur non avendo nessun provato elemento a sostegno \u00e8 rimasta vincitrice sulle fonti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalle serie ed approfondite analisi delle fonti e dagli studi sulle caratteristiche strutturali degli edifici presi in esame si evidenziano incongruenze con quanto sostenuto dalla storiografia ufficiale. Per questa ragione la definizione di San Claudio = Aquisgrana assume sempre pi\u00f9 valore e forza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alberto Morresi<\/strong><br \/><strong>Presidente e legate rappresentante dell&#8217;associazione Centro Studi San Claudio al Chienti.<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<div><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEh9JMYBEzfXuGeRy7_0r8SNylzdiH6tnYzJWFA4IaWwRgmCbmKQzhguvgIaWMwU6EYNxLEBRqHCWJRPex-YGDEKgPCetGzeMwFyeSMsBlCUb_VUapimdxnwegvcDrTea3EAo5TQFeIgScha\/s400\/regista+belga.png\" alt=\"Risultati immagini per Alberto Morresi san claudio al chienti\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/strong><\/div>\n<p><strong>(Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italiamedievale.org\/portale\/una-tradizione-che-vacilla\/\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.italiamedievale.org\/portale\/una-tradizione-che-vacilla\/<\/a>)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Commento\u00a0 di Dagmar Lucia Kogel: \u201cAd essere sincera questa &#8220;storia&#8221; mi sposta alcuni parametri. Io sono nata e cresciuta ad Aachen e nelle lezioni di storia si \u00e8 sempre parlato di Aachen &#8211; Urbs Aquensis &#8211; fondata da Carlo Magno. Solo ora, dopo ca. 50 anni, vengo a sapere quanto sopra. Sar\u00e0 un caso che vivo nella provincia di Macerata, non lontano da San Claudio che, detto tra di noi, mi piace tantissimo? Resta il fatto che sono nata ad Aachen dove tutto ricorda Carlo Magno: il Duomo con il tesoro ed il trono di Carlo Magno e tante altre cose ancora&#8230; Il famoso premio Carlo Magno che l&#8217;anno scorso \u00e8 stato consegnato a Papa Francesco&#8230; Mettiamola cos\u00ec, io mi sento un po&#8217; &#8220;figlia&#8221; di Carlo Magno. Ad Aachen o a San Claudio, alla fine, poco importa (a me)&#8230; Tutto il resto lo lascio agli studiosi in materia&#8230;\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Identit\u00e0 e territorio. La mitica Aquisgrana \u00e8 in Val di Chienti? - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/identita-e-territorio-la-mitica-aquisgrana-e-in-val-di-chienti\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Identit\u00e0 e territorio. 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