{"id":1163,"date":"2025-03-07T08:51:49","date_gmt":"2025-03-07T08:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/lallevamento-intensivo-porta-alla-distruzione-dellhabitat-2\/"},"modified":"2025-03-07T08:51:49","modified_gmt":"2025-03-07T08:51:49","slug":"lallevamento-intensivo-porta-alla-distruzione-dellhabitat-2","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/lallevamento-intensivo-porta-alla-distruzione-dellhabitat-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;allevamento intensivo porta alla distruzione dell&#8217;habitat&#8230;"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"post-title entry-title\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/associazionevegananimalista.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/essere-animali.jpg\" \/><\/h3>\n<p>*<\/p>\n<div id=\"post-body-1448966507469648387\" class=\"post-body entry-content\">\n<div><b>Qualche bioregionalista di scuola americana insiste nel dire che si pu\u00f2 tranquillamente continuare a mangiar carne\u00a0 e definirsi egualmente ecologista, poich\u00e9 la carne \u00e8 cibo per l&#8217;uomo da tempo immemorabile.\u00a0<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b> Forse l&#8217;uomo preistorico e gli aborigeni\u00a0 che potevano sostenersi solo con la caccia avranno avuto una qualche ragione a considerarsi in armonia con la natura, poich\u00e9 il loro &#8220;cacciare&#8221; teneva sempre conto\u00a0 del mantenimento della vita selvatica.\u00a0 Ma oggi? Con l&#8217;aumento spropositato della popolazione e con la spinta verso il carnivorismo della societ\u00e0 dei consumi (e conseguente avanzamento di sistemi industriali inquinanti preposti alla produzione di foraggio per gli animali d&#8217;allevamento) non si pu\u00f2 pi\u00f9 affermare che &#8220;mangiar carne sia una abitudine in sintonia con l&#8217;ecologia&#8221;.<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Tanto per dirne qualcuna&#8230;<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<p><b>Secondo il Meat Atlas, ingenti somme di denaro vengono versate nelle casse delle grandi multinazionali del settore agroalimentare e zootecnico per incentivare la produzione di prodotti che, nella sostanza, , oltre ad essere causa di terribili sofferenze degli animali negli allevamenti intensivi, danneggiano la salute, l\u2019ambiente e l\u2019economia del paese.<\/b><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Il settore bovino ha ricevuto 18 miliardi di dollari, l\u2019industria del latte 15,3 miliardi e l\u2019industria della carne di maiale 7,3 miliardi: questi sono solo i sussidi diretti versati agli agricoltori nei paesi OCSE (per animali e mangimi) e che non tengono conto dei molti altri finanziamenti come \u00a0riduzione delle aliquote fiscali, di trasporto e spedizione, di miglioramento delle infrastrutture ecc.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>I soldi vengono elargiti attraverso due tipi di sussidi: diretti, a chi alleva animali di un certo tipo, o produce un certo prodotto animale; e sovvenzioni a chi coltiva mangimi per animali. Poi ci sono i sussidi chiamati \u201cinterventi\u201d il cui scopo \u00e8 favorire la domanda di un determinato prodotto animale.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>I tipi di intervento finanziario servono a favorire:<\/b><\/div>\n<div><b>\u2013 l\u2019esportazione di un dato prodotto fuori dall\u2019UE;<\/b><\/div>\n<div><b>\u2013 stoccare il surplus di un dato prodotto in modo che al produttore sia sempre garantito un guadagno;<\/b><\/div>\n<div><b>\u2013 campagne pubblicitarie in modo che aumentino le vendite di quel prodotto.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Oltre a tutto questo, quando si verificano epidemie o altri gravi problemi di ordine sanitario (BSE, influenza aviaria, febbre suina, ecc.), gli allevatori vengono ampiamente risarciti, mentre i problemi sono causati proprio dai metodi di allevamento negli allevamenti industriali, che hanno come scopo solo il profitto, a discapito del benessere degli animali. Paradossalmente, i colpevoli di questo stato di cose vengono premiati anzich\u00e9 essere puniti.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Il 23% della spesa annua dell\u2019Unione Europea \u00e8 servita a sovvenzionare il settore della carne e del latte, mentre il 44,2% del sostegno \u00e8 stato destinato alle coltivazioni di mangimi: cereali, semi oleosi, proteaginose ecc. Dal dossier \u201cThe livestock industry and climate \u2013 EU makes bad worse\u201d, compilato dall\u2019allora europarlamentare svedese Jens Holm, risulta che il totale dei sussidi diretti all\u2019industria zootecnica da parte dell\u2019UE\u00a0 \u00e8 di circa 3,5 miliardi di euro.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>In pratica, il guadagno degli allevatori e degli agricoltori viene solo dalle sovvenzioni: infatti nell\u2019industria il guadagno \u00e8 mediamente del 30% sul Prodotto Lordo Vendibile, e dal momento che le sovvenzioni ad allevatori e agricoltori superano di gran lunga questa cifra, vuol dire che la differenza la pagano i cittadini. Inoltre, le sovvenzioni sono distribuite \u201ca pioggia\u201d, e questo avvantaggia solo i grandi produttori non i piccoli.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Poi c\u2019\u00e8 il problema dello smaltimento degli scarti che in Italia si stima sia intorno ai 150 milioni di euro l\u2019anno, a cui vanno aggiunte le spese dei circa 800 mila esami necessari su tutti i bovini portati al macello, il cui costo \u00e8 stato stimato in 75 milioni di euro.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Tutta questa quantit\u00e0 di denaro che i governi pagano in sussidi agli allevatori e \u00a0agricoltori serve a rendere la carne e i prodotti di derivazione animale prodotti a basso costo, accessibili a tutti.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Nella pianura veneto-lombarda gli allevatori percepiscono mediamente 400 \u20ac\/ha, mentre gli allevatori di vitelloni e scottone incassano fino a 1.600 \u20ac\/ha in pi\u00f9, senza contare il premio di 40 \u20ac\/capo macellato. Aiuti in ogni caso non sufficienti, considerato che il settore vede sempre pi\u00f9 allevamenti chiudere, seguendo un declino iniziato con la seconda crisi Bse.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Al danno della spesa che grava anche su coloro che non consumano prodotti animali \u00e8 necessario aggiungere l\u2019iperbolica cifra della spesa sanitaria necessaria a curare le patologie derivanti dal consumo di questi prodotti. 130 miliardi di euro costa alla popolazione italiana la cattiva salute dovuta alla cattiva alimentazione e il cattivo stile di vita. Il 17,6% \u00e8 assorbito dalla spesa farmaceutica per un costo complessivo a testa di circa 1650 euro l\u2019anno, oltre a diversi\u00a0 \u00a0miliardi\u00a0 di prestazioni sanitarie, circa 22 a testa, oltre 12 milioni di ricoveri per un totale di 76 milioni di giornate di degenza, cio\u00e8 giornate lavorative perse.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>In tutto ci\u00f2 occorre aggiungere il danno della distruzione dell\u2019ambiente. Se per produrre un solo kg di carne bovina si sacrificano 12 mq di foresta, e considerato che da un bovino si ricavano circa 300-400 kg di carne, ognuno che mangia carne contribuisce alla distruzione di circa 400 mq di foresta, senza considerare l&#8217;inquinamento da veleni chimici e la diffusione\u00a0 ogm dell&#8217;agricoltura industriale da foraggio e\u00a0 l&#8217;iper produzione di co2&#8230;<\/b><\/div>\n<p><\/p>\n<div><b>Franco Libero Manco e Paolo D&#8217;Arpini<\/b><\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/LiberoManco_Codicevegan.jpg\" \/><\/div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.politicamentecorretto.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/107-1.jpg\" alt=\"Lettere inviate e ricevute Paolo D'Arpini - politicamentecorretto.com\" \/><\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - 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