{"id":1064,"date":"2024-11-27T05:58:32","date_gmt":"2024-11-27T05:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvare-gli-alberi-per-salvare-la-vita\/"},"modified":"2024-11-27T05:58:32","modified_gmt":"2024-11-27T05:58:32","slug":"salvare-gli-alberi-per-salvare-la-vita","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvare-gli-alberi-per-salvare-la-vita\/","title":{"rendered":"Salvare gli alberi per salvare la\u00a0vita,,,"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\">\u00a0<\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"post-body-7623513089424174882\" class=\"post-body entry-content\">\n<div><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"CToWUd a6T\" src=\"https:\/\/circolovegetarianotreia.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/09ca2-alberi_in_autunno.jpg?w=342&amp;h=400\" width=\"342\" height=\"400\" \/><\/strong><\/div>\n<div>\n<h3 class=\"m_4508433597168359861gmail-post-title m_4508433597168359861entry-title\"><strong>Simbologia e messaggio degli alberi<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<p><strong><br \/>Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua, l\u2019olandese, significa albero.<br \/>Sono un alberello di media statura, molto pi\u00f9 basso della maggior parte degli alberi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La quercia arriva a 40 metri di altezza, ma viene superata dal frassino e dal faggio. Nelle nostre zone climatiche l\u2019abete pu\u00f2 raggiungere i sessanta metri, giusto per far notare quanto sono piccolo io.<\/strong><\/p>\n<div><strong><br \/>Un grandissimo problema oggi \u00e8 la sistematica distruzione dei boschi che sono parte integrante e di primaria importanza per il nostro ecosistema.<br \/>Per questo motivo ho scritto un libro intitolato \u201c2020, il nuovo Mess\u00eca\u201d,<br \/>pubblicato nel 1994 che parla proprio della mentalit\u00e0 speculativa che sta<br \/>distruggendo la Natura, la flora, la fauna, i nostri alberi e \u2026 di<br \/>conseguenza anche noi.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Alberi chiamati sacri perch\u00e9 una volta queste piante venivano considerate<br \/>manifestazione delle divinit\u00e0, a loro si pregava per chiedere protezione e<br \/>aiuto e hanno ispirato miti bellissimi e fantastici.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>In quasi tutte le tradizioni troviamo l\u2019albero cosmico, asse dell\u2019universo con le sue radici affondate negli abissi sotterranei e con i suoi rami che<br \/>s\u2019innalzavano fino al cielo. Essendo l\u2019albero verticale esso congiunge<br \/>l\u2019universo uraniano con i baratri ctoni, i dei dei cieli con quelli degli<br \/>abissi. Un\u2019immagine che troviamo anche nella croce, simbolo delle chiese cristiane adottato dalla religione cristiana soltanto verso la fine del quarto secolo, ancora senza il Cristo crocifisso sopra. Queste immagini le ho riprese dal libro \u201cLa favola di Cristo\u201d di Luigi Cascioli, ricercatore storico di fama internazionale.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Il nostro corpo \u00e8 fatto in forma di croce; simbolicamente la croce significa<br \/>la completezza, la barra orizzontale \u00e8 la madre terra, quella verticale il dio<br \/>sole, la forza fecondante di ogni vita. Simboli della completezza sono anche il lingam e lo yoni della tradizione shivaita ed il Ying e Yang cinese.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>L\u2019albero \u00e8 ermafrodita nella maggior parte dei casi e anche l\u2019albero cosmico \u00e8 ermafrodita. E\u2019 una pansessualit\u00e0 cosmica che riporta alle origini dell\u2019uomo, alla sua completezza. Un albero d\u00e0 appieno questa idea, anche perch\u00e9 abbattuto\u00a0 pu\u00f2 rinascere dalla talea o pu\u00f2 rigenerarsi da solo grazie ai germogli che crescono ai suoi piedi, un po\u2019 come dalla costola di Adamo nasce Eva. I fiori, in molti alberi, sono maschi e femmine allo stesso tempo, in altri invece fioriscono sullo stesso albero il pistillo femmina e lo stame maschio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dai primordi certi alberi grandi venivano ritenuti sacri come per esempio le querce, i frassini, i baobab, etcetera, e dall\u2019osservazione della natura che<br \/>muore e poi risorge sono nati molti credi e religioni.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><strong>San Bernardo di Chiaravalle lasci\u00f2 scritto: \u201cTroverai pi\u00f9 nei boschi che nei<br \/>libri. Gli alberi e le rocce t\u2019insegneranno le cose che nessun maestro ti<br \/>dir\u00e0.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Infatti, gli dei venivano immaginati prendendo spunto dai fenomeni osservati nella natura: i vulcani, il fuoco, i fulmini, il tuono, il mare, il cielo, la terra della dea madre, gli animali, il vento e naturalmente anche gli alberi.<br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella mitolog\u00eca nordica, descritta nell\u2019Edda intorno al 1225, vengono<br \/>raccontati molti miti di origine antichissima tra i quali quello del gigantesco frassino Yggdrasill, asse del mondo con i suoi rami che giungono fino ai cieli e con tre larghissime radici che affondano nei regni sotterranei; da una di queste radici che porta al regno dei morti sorge una fonte, necessaria a nutrire l\u2019albero e ad irrigare con la sua acqua tutta la terra. Dall\u2019acqua scaturisce la vita e traendo origine proprio dal regno dei morti allude chiaramente al riciclaggio della vita. Vita, morte e nuova vita, come una risurrezione insegnataci dall\u2019andamento delle stagioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ancora oggi festeggiamo questo naturale fenomeno con l\u2019albero di natale, e la rinascita ogni anno del bambin Ges\u00f9 non \u00e8 altro che la rinascita del sole, il solstizio, la premessa per far ricrescere la vita.<\/strong><\/p>\n<div>\n<div><strong>La stessa rinascita si incontra anche in altre e pi\u00f9 antiche religioni. Come<br \/>nell\u2019antico Egitto con Osiride fatto a pezzi che poi resuscita o come nei riti<br \/>sciamanici che rappresentono lo svolgersi tra morte e rinascita sia dell\u2019uomo come anche della vegetazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Yggdrasill significa corsiero di Ygg, uno dei nomi del dio Odino o Wotan. Ygg <\/strong><strong>stranamente non significa frassino, ma bens\u00ec quercia, in tedesco Eich, in <\/strong><strong>olandese eik e in inglese oak. Probabilmente uno scambio che sarebbe<\/strong><br \/><strong>interessante verificare meglio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come il da noi meglio conosciuto albero del paradiso, anche presso Yggdrasill abita un enorme serpente chiamato \u201cNioggrh\u201d. Anche sotto quest\u2019albero della vita nasce l\u2019acqua fecondante e della conoscenza dove il dio Ygg, Odino o Wotan, il padre di tutti gli dei nordici ha dovuto essere iniziato tre volte per diventare maestro di saggezza e di conoscenza occulta.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><strong>Queste iniziazioni, durante le quali il dio, ferito da una lancia e appeso a<br \/>testa ingi\u00f9 per nove notti tra i rami del frassino Yggdrasill, fa pensare a<br \/>certe iniziazioni sciamaniche e anche a Ges\u00f9 inchiodato alla croce col cuore trafitto dalla lancia di un centurione. Infatti, non c\u2019\u00e8 niente di nuovo nel nostro immaginario religioso, tutto proviene dall\u2019umano inconscio collettivo, dal nostro immaginario archetipico pensato e ben descritto da Carl Gustav Jung, uno dei padri della psicoanalisi moderna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Odino invece ferisce s\u00e9 stesso, non beve, non mangia e si sottopone ad una<br \/>morte rituale, iniziatica. Ed \u00e8 cos\u00ec che ottiene la conoscenza. Odino vede,<br \/>anche se \u00e8 cieco, come lo era Omero, come l\u2019indovino Tiresia accecato dalla dea Atena, come l\u2019Edipo incestuoso che si cav\u00f2 gli occhi per espiare il suo tremendo anche se non volontario peccato. Tutti costoro vedono con gli occhi dello spirito, cosa che fa pensare al terzo occhio indiano, l\u2019occhio divino della vera e pi\u00f9 profonda conoscenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Odino resuscita come lo sciamano fatto a pezzi, come Ges\u00f9, come il dio egizio Osiride.<\/strong><\/p>\n<div>\n<div><strong>Quando poi, come musicato in modo sublime da Wagner nel Crepuscolo degli dei, die Goetterdaemmerung, anche gli dei vengono colpiti dall\u2019apocalisse e l\u2019enorme lupo Fenrir divora Odino insieme a quasi tutti gli altri dei, solo l\u2019albero\u00a0primordiale Yggdrasill, bench\u00e9 danneggiato, \u00e8 rimasto in piedi, allora succede\u00a0il nuovo miracolo: \u201cLa terra uscir\u00e0 dal mare e sar\u00e0 verde e bella\u201d.<br \/><\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Ecco il diluvio universale, descritto nel vecchio testamento da una cultura a noi pi\u00f9 conosciuta o comunque pi\u00f9 tramandata, oggi si direbbe pubblicizzata.<br \/><\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Un uomo chiamato Ask viene foggiato dal frassino cosmico e una donna chiamata Embla dall\u2019olmo.<\/strong><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Anche Omero e Esiodo parlano di leggende sull\u2019origine degli uomini, uomini nati dalla quercia e dalla roccia, interessante associazione tra la pietra e l\u2019albero sacro ricorrente in molte culture antiche. La pietra sacra, il menhir o bethel, parola che in semitico significa casa di dio, l\u2019omphalos greco, l\u2019ombelico del mondo, il lingam indiano, tutte dimore dello spirito.<br \/>La pietra eterna, ricordiamo anche la Ka\u2019aba alla Mecca, \u00e8 simbolo di vita<br \/>statica, l\u2019albero invece \u00e8 simbolo di vita dinamica che si rinnova sempre in<br \/>una continua rigenerazione, muore e risorge.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Il frassino era consacrato anche a Pos\u00ecdone, come la quercia a suo fratello<br \/>Zeus. Nell\u2019Egitto dei faraoni invece gli dei abitavano il sicomoro sacro.<br \/>In Mesopotamia l\u2019albero sacro della vita era il Kiskanu.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>In India abbiamo la \u201cficus religiosa\u201d conosciuta soprattutto perch\u00e9 ai piedi<br \/>di quest\u2019albero il Buddha raggiunse l\u2019illuminazione. In Cina viene venerato il Qian Mu, legno eretto, albero dell\u2019inizio di tutto. Importante \u00e8 anche il gelso considerato sacro e ermafrodito, simbolo antecedente alla divisione tra Ying e Yang, della femmina e del maschio, dello scuro e del chiaro, della terra e del cielo.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Non possiamo dimenticare l\u2019albero cosmico degli Inca nell\u2019America del Sud, che scaturisce dal corpo di una dea con accanto Quetzalcoatl, il serpente piumato, dio della morte e della rinascita; come serpente \u00e8 ctonio, sotterraneo, ma dal suo sacrificio sul rogo fa rinascere il sole.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Con tutte queste deit\u00e0, spiriti, spiritelli dimoranti negli alberi di tutto il<br \/>mondo, salvo naturalmente sopra i poli, si pu\u00f2 affermare con Mircea Eliade che \u201cmai l\u2019albero \u00e8 stato adorato unicamente per s\u00e9 stesso ma sempre per quel che si rivelava per suo mezzo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019albero col quale l\u2019uomo in passato viveva in grande simbiosi deve avergli<\/strong><br \/><strong>dato l\u2019impressione di vedere in lui l\u2019origine dell\u2019universo.<\/strong><br \/><strong>Gli uomini della pietra forse si dovrebbero chiamare gli uomini degli alberi o <\/strong><strong>del legno, di pi\u00f9 facile lavorazione dei sassi durissimi, ma di non lunga <\/strong><strong>conservazione. I legni lavorati, cos\u00ec antichi, sono scomparsi nel tempo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In provincia di Viterbo nei pressi di Latera troviamo il laghetto di Mezzano<\/strong><br \/><strong>dove sono stati rinvenuti strutture lignee di palafitte dell\u2019et\u00e0 del bronzo di<\/strong><br \/><strong>circa 4000 anni fa. Un altro luogo interessantissimo e direi addirittura<\/strong><br \/><strong>impressionante si trova nei pressi di Avigliano Umbro ed \u00e8 la foresta fossile <\/strong><strong>di Dunarobba, dove si possono vedere tronchi d\u2019albero in legno conservati <\/strong><strong>miracolosamente per circa tre milioni d\u2019anni. Qui si tratta di legno non <\/strong><strong>fossilizzato in pietra rimasto protetto sotto uno strato di una trentina di <\/strong><strong>metri di argilla. Alberi, di una specie di conifere che oggi non esistono pi\u00f9 <\/strong><strong>ma simili alla sequoia, che crescevano sulla sponda di un lago vastissimo in un <\/strong><strong>clima caldo e umido, dove vivevano mammuth e diverse altre razze di animali <\/strong><strong>preistorici.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Col legno gli uomini costruivano capanne, dimore per adorare gli dei,<\/strong><br \/><strong>palizzate per la loro difesa; l\u2019albero era anche il \u201cPadre del fuoco\u201d e<\/strong><br \/><strong>attraverso l\u2019esempio dei fulmini, l\u2019autocombustione e i vulcani impararono ad <\/strong><strong>accendere essi stessi il fuoco col quale potevano cucinare, riscaldarsi, vedere <\/strong><strong>nel buio della notte e difendersi dagli animali feroci. Si otteneva dalle api <\/strong><strong>che si annidano negli alberi, la cera, il miele, l\u2019idromele, il miele <\/strong><strong>fermentato, il nettare degli dei creduto utile per ottenere l\u2019immortalit\u00e0. <\/strong><strong>Inoltre gli alberi regalavano agli umani diversi frutti, quelli freschi da <\/strong><strong>mangiare a maturazione o da seccare e quelli indeiscenti nella loro buccia dura <\/strong><strong>come le noci e le nocchie che essendo a lunga conservazione venivano consumate soprattutto durante l\u2019inverno e che macinati producevano una farina e cos\u00ec \u00a0anche il primo pane. Da certi alberi escono resine con le quali produrre catrame, pece, profumi, aromi e incenso. La prima arma dell\u2019uomo, oltre ai sassi che si potevano scagliare, sar\u00e0 senz\u2019altro stato il bastone, in seguito la lancia e poi l\u2019arco con la freccia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Esiste nell\u2019immaginario umano un albero che vuole forse dimostrare il<br \/>contrario di tutto, l\u2019interscambiabilit\u00e0 tra positivo e negativo, la morte che<br \/>crea l\u2019humus per la vita, una connessione tra il basso e l\u2019alto, una energia di eterno ricambio, un albero sciamanico presente in diverse culture, quelle dei Lapponi, degli aborigeni australiani, che si ritrova nell\u2019esoterismo ebraico come anche nella tradizione islamica, descritto da Platone e da Dante, ed \u00e8 l\u2019albero rovesciato, in India chiamato Asvatta e precedente almeno di 2000 anni a Buddha. <\/strong><strong>Le sue radici si affondano nel cielo e con le fronde copre la terra. Un\u2019energia spirituale, primordiale discende dalle radici verso i rami che si estendono verso la terra per illuminare l\u2019uomo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un altro albero della vita con i suoi sette bracci che corrispondono ai sette<br \/>pianeti \u00e8 quello mesopotamico che si ritrova riprodotto nel candelabro a sette bracci ebraico, la menorah, modello consegnato da Dio a Mos\u00e9.<\/strong><\/p>\n<div>\n<p><strong>Anticamente gli alberi sacri servivano anche da oracolo come la quercia di<\/strong><br \/><strong>Dodona sul luogo dove una volta si ergeva il santuario dedicato a Zeus ai piedi <\/strong><strong>del monte Tamaro. Nel quinto secolo questo tempio divent\u00f2 chiesa cristiana e <\/strong><strong>sede vescovile. Una religione sopra un\u2019altra e dove una volta sacerdotesse <\/strong><strong>dicevano le profezie interpretando il fruscio del fogliame ora regnano i <\/strong><strong>preti. <\/strong><strong>La vera divinit\u00e0 dell\u2019albero era sempre rappresentativa della Grande Dea <\/strong><strong>Madre, la Terra, creatrice di tutta la vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le querce venivano chiamate dagli Elleni antichi \u201cprime madri\u201d. <\/strong><strong>Siccome le querce in quanto onorate come sacre non venivano abbattute potevano anche superare i duemila anni e infatti nelle torbiere si sono ritrovati<br \/>tronchi giganteschi e nel 1690 circa un celebre botanico riferisce di una<br \/>quercia con un tronco del diametro di dieci metri e si parla anche di una<br \/>quercia che poteva dar riparo a trecento uomini e i loro cavalli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli alberi pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 vecchi si sono trovati nelle Montagne Rocciose,<br \/>come la sequoia gigante che supera i centotrenta metri di altezza e i trentasei metri di circonferenza e che pu\u00f2 vivere fino a quattromila anni, nella stessa regione si trovano dei pini di alta montagna che addirittura possono arrivare a cinquemila anni. In Giappone fu scoperto un Ginkgo Biloba, che sopravvisse inalterato per centocinquanta milioni di anni. Questo mitico albero fu trovato in un bosco sacro vicino ad un tempio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non posso fare a meno di nominare il famoso libro \u201cIl ramo d\u2019oro\u201d di Frazer. Il ramo d\u2019oro \u00e8 simbolo della luce iniziatica, riesce a trionfare sulle ombre infernali del regno di Plutone e di far resuscitare. L\u2019albero del quale fu colto questo ramo da Enea era un leccio, una quercia verde considerato un albero infernale, ma anche albero della resurrezione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il dio della rinascita, cio\u00e8 quello che fa ribollire la linfa alla vita<br \/>dormiente con i suoi culti orgiastici, figlio di Zeus e protettore degli<br \/>alberi, era il dio della vite Dioniso, colui che muore e rinasce, un vero dio<br \/>della natura chiamato \u201ccolui che vive ed opera negli alberi\u201d o anche \u201ccolui che \u00e8 nell\u2019albero\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un dio dal carattere androgino, adolescente, effeminato, secondo quanto hanno scritto Eschilo ed Euripide.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il pino \u00e8 l\u2019albero di Dioniso, ma le sue piante predilette sono l\u2019edera e la<br \/>vite, che servono per raggiungere il delirio dionisiaco e l\u2019orgia menadica. Le celebrazioni dei cosiddetti misteri dionisiaci venivano condotte da sacerdoti eunuchi oltre che nei paesi del vicino oriente anche nella Roma antica all\u2019inizio della primavera. I celebranti si autoflagellarono, alcuni neofiti addirittura si castrarono allo scopo di rianimare il dio morto e con lui tutta la natura che in quel periodo inizia a germogliare. Il giorno dell\u2019equinozio, dopo due giorni di lamenti funebri, ebbe inizio l\u2019Hilaria, la sfrenata, licenziosa festa della resurrezione divina, i cosiddetti baccanali. Oggi da noi esiste ancora la tradizione del Carnevale, pallida imitazione delle feste di allora.<\/strong><\/p>\n<div>\n<p><strong>Un altro mito riguarda invece l\u2019albero della mirra, che era anche il nome<\/strong><br \/><strong>della figlia di un re dell\u2019Assiria. Questa signorina innamoratasi pazzamente <\/strong><strong>del padre riusc\u00ec con l\u2019inganno a giacere con lui per dodici notti di seguito. <\/strong><strong>Quando il re si accorse del rapporto incestuoso con la figlia la volle uccidere <\/strong><strong>con un pugnale, ma Mirra preg\u00f2 gli dei di renderla invisibile ed essi per piet\u00e0 <\/strong><strong>la trasformarono in un albero, l\u2019albero della mirra. Nove mesi dopo nacque da <\/strong><strong>quel albero il pi\u00f9 bello di tutti \u201cAdone\u201d, nato da quel atto proibito,\u00a0 <\/strong><strong>l\u2019incesto tra il re e sua figlia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Probabilmente il primo albero piantato e coltivato dagli uomini, cio\u00e8 dai<br \/>Sumeri circa seimila anni fa \u00e8 la Phoenix dactilifera, la palma da datteri,<br \/>conosciuta anche per essere servita da riparo alla nascita di Apollo, dio<br \/>guerriero e figlio di Latona e di Zeus, che aveva fatto una volta di pi\u00f9 le<br \/>corna a sua moglie Era.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><strong>Apollo era anche il dio della divinazione, della musica e della pastorizia,<br \/>ebbe, cos\u00ec padre cos\u00ec figlio, numerosi amori con ninfe e giovani uomini poi<br \/>tramutatisi in fiori o alberi, tra i quali Giacinto e Ciparisso (cipresso) e la<br \/>ninfa Dafne che per sfuggire alle sue brame si tramut\u00f2 in un albero di lauro, chiara allusione alla sua stretta unione con la vegetazione, con la natura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli alberi hanno un\u2019anima. E\u2019 stato dimostrato che una qualunque cellula \u00e8<br \/>autonoma e possiede un sistema che ne regola l\u2019equilibrio e la difesa, in<br \/>potenza un principio di vita psichica. Esperimenti hanno dimostrato che le<br \/>piante reagiscono a certi input e che possono sentire benessere, paura, dolore e inoltre che sono capaci di memorizzare.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><strong>Io ritengo che tutto ha un\u2019anima, basta toccare, vedere anche una pietra, ma un albero, soprattutto quando \u00e8 grande e maestoso irradia qualcosa di magico che in tempi antichi veniva percepito come se ci fosse al suo interno una deit\u00e0.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Allora quell&#8217;albero veniva adorato e protetto, ai suoi piedi veniva eretto un<br \/>altare, come ancora oggi vien fatto in India.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>L\u2019albero, in questo modo, poteva arrivare ad un\u2019et\u00e0 avanzatissima lasciando crescere intorno ad esso un bosco sacro come per esempio ad Uppsala in Svezia e \u00a0anche pi\u00f9 vicino a noi a Nemi a sud di Roma o come i boschi sacri che protessero la nascita, l\u2019illuminazione e il trapasso di Buddha.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>I boschi sacri, chiamati \u201cnemeton\u201d sono esistiti presso molti popoli ed in<br \/>tutti i continenti. Purtroppo a causa dello sfruttamento dei legni, per ragioni belliche e religiose molti di questi \u201cnemeton\u201d sono andati distrutti.<br \/>La prima e la seconda guerra mondiale hanno causato un disboscamento<br \/>sistematico, ma molto prima ancora con l\u2019avvento del cristianesimo i missionari cristiani per rendere impossibile il culto pagano degli alberi li hanno fatti distruggere e di questo esistono purtroppo numerose testimonianze ben documentate.<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>Naturalmente il cristianesimo ci mise secoli per convertire i pagani e mano mano dei monaci si stabilirono nelle foreste sacre e vi fondarono monasteri. Sul monte Cassino, Benedetto da Norcia, in mezzo alla folta foresta dove sorgeva un tempio dedicato ad Apollo costru\u00ec la chiesa del Dio unico; il monastero di Castel Sant\u2019Elia qui in provincia era un tempio di Venere e vale la pena di andare a farci una visita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ogni albero ha la sua storia ed impersonava spesso delle ninfe come per<\/strong><br \/><strong>esempio il tiglio, il pino nero, il pioppo bianco, il noce e il mandorlo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019albero pi\u00f9 significativo delle tre religioni monoteistiche, cio\u00e8 quella<\/strong><br \/><strong>degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani, \u00e8 senz\u2019altro l\u2019ulivo che con il suo<\/strong><br \/><strong>olio \u201ccrea la luce\u201d, che \u00e8 \u201cl\u2019asse immobile della terra\u201d, che rappresenta<\/strong><br \/><strong>Abramo l\u2019antenato comune degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani. Il<\/strong><br \/><strong>ramoscello d\u2019ulivo portato dalla colomba a No\u00e9 \u00e9 anche qui il segnale di nuova <\/strong><strong>luce e la ripresa della vita sulla terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il fico invece \u00e8 servito con le sue foglie a coprire le vergogne di Adamo ed<\/strong><br \/><strong>Eva, ma \u00e8 anche l\u2019albero dedicato a Dioniso ed a Priapo, il dio fallico per<\/strong><br \/><strong>eccellenza ed i falli portati in processione venivano appunto scolpiti con il<\/strong><br \/><strong>legno di questo albero. Il fico, frutto succulento e ricolmo di semi quando \u00e8<\/strong><br \/><strong>maturo simbolizza sia il maschio che la femmina, un significato ancora oggi <\/strong><strong>molto vivo e talvolta anche volgare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Atlante, colui che sostiene la terra, era il guardiano del giardino della dea<br \/>Era, moglie di Zeus, dove cresceva un melo dai frutti d\u2019oro, che lei aveva<br \/>avuto in dono dalla madre terra. Un giorno Era si era accorta che le rubavano le mele e perci\u00f2 ordin\u00f2 al drago Ladon di attorcigliarsi intorno al tronco dell\u2019albero in modo che nessuno potesse avvicinarsi. Il serpente con l\u2019albero ci ricorda chiaramente l\u2019Eden di Adamo ed Eva e anche l\u2019albero cosmico nordico con il suo gigantesco serpente Nioggrh.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><strong>Ad Adamo un pezzo del frutto proibito \u00e8 rimasto nella strozza e a tutt\u2019oggi si vede chiaramente il nostro pomo d\u2019Adamo. Adamo viene spesso rappresentato come androgino, infatti viene creato \u201cmaschio e femmina\u201d, viene creato al plurale e solo dopo ha luogo la divisione in due, cio\u00e8 nel maschio e la femmina. L\u2019albero ermafrodito era il simbolo pi\u00f9 adatto per rappresentare l\u2019uomo primordiale proprio perch\u00e9 capace di moltiplicarsi in maniera asessuata attraverso i rametti che nascono ai suoi piedi. Un albero tagliato pu\u00f2 rigenerarsi rispuntando dalla terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con l\u2019affermazione del Cristianesimo veniva adorato soltanto un pezzo di legno morto, cio\u00e8 la croce e l\u2019adorazione degli alberi vivi e sacri veniva vietata. In conseguenza da ci\u00f2 nacque un monoteismo dogmatico ed intollerante. L\u2019anima e \u00a0il corpo vengono separati in un dualismo spesso atroce e causa di grandi\u00a0sofferenze e frustrazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Claude L\u00e9vi-Strauss ha scritto: \u201cDa aperta che era un tempo, l\u2019umanit\u00e0 si \u00e8 sempre pi\u00f9 rinchiusa in s\u00e9 stessa. Tale antropocentrismo non riesce pi\u00f9 a vedere, al di fuori dell\u2019uomo, altro che oggetti. La natura nel suo complesso ne risulta sminuita. Un tempo, in lei tutto era un segno, la natura stessa aveva un significato che ognuno nel suo intimo percepiva. Avendolo perso, l\u2019uomo di oggi la distrugge e con ci\u00f2 si condanna.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Spero che d\u2019ora in poi possiate guardare agli alberi ed alla Natura tutta con<br \/>occhi e sentimento diversi.<\/strong><\/p>\n<div>\n<p><strong>Peter Boom &#8211; Ecologista<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/image.tmdb.org\/t\/p\/w138_and_h175_bestv2\/fUXNd4P8BuvQt37Zhpe8dzZz13P.jpg\" alt=\"Risultati immagini per peter boom\" \/><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Salvare gli alberi per salvare la\u00a0vita,,, - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/salvare-gli-alberi-per-salvare-la-vita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Salvare gli alberi per salvare la\u00a0vita,,, - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0 Simbologia e messaggio degli alberi Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua, l\u2019olandese, significa albero.Sono un alberello di media statura, molto pi\u00f9 basso della maggior parte degli alberi. 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