{"id":1063,"date":"2024-11-26T07:12:11","date_gmt":"2024-11-26T07:12:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/conoscere-e-conoscersi\/"},"modified":"2024-11-26T07:12:11","modified_gmt":"2024-11-26T07:12:11","slug":"conoscere-e-conoscersi","status":"publish","type":"profilegrid_blogs","link":"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/conoscere-e-conoscersi\/","title":{"rendered":"Conoscere e conoscersi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.crushsite.it\/upload\/images\/media\/large\/023592-conoscersi.jpg\" alt=\"Conoscersi per conoscere a Trento il 3 ottobre 2018 - Crushsite.it\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong><i>Intelletto ed essere. Coscienza dell\u2019io e coscienza del s\u00e9. Vita mondana e vita mistica. Sul palco e dietro le quinte. Attore e comparsa. Considerazioni sull\u2019autoreferenzialit\u00e0 della realt\u00e0 e della conoscenza.<\/i><\/strong><\/p>\n<p><strong>Conoscenza di superficie<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019accumulo di dati come vanit\u00e0 nell\u2019erudizione, come oggetti da sciorinare, appoggia sull\u2019inconsapevole, quindi indiscussa, idea che da essi divenga il sapere, che essi lo costituiscano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con tale nuce e ulteriore cecit\u00e0, informiamo la realt\u00e0, tanto che la proiezione, occulta a noi stessi e come un riflesso, la fa ritornare, l\u00ec di fronte a noi, quale ente autonomo e a noi slegato, oggettivo e autentico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un\u2019entit\u00e0 importante, in quanto da essa riteniamo di estrarre quei dati necessari al cosiddetto sapere. In ogni istante della vita cosciente, in ogni affermazione, narriamo o facciamo riferimento alla costellazione di dati che abbiamo estratto\/individuato nel firmamento\/realt\u00e0. Stelle\/elementi autoreferenzialmente disposti secondo un ordine a noi coerente, logico e vero perci\u00f2, dialetticamente irreprensibile. Ci\u00f2, nonostante il nostro compagno di banco, o un qualunque compare abbia composto una differente costellazione per descrivere o reagire al medesimo stimolo. L\u2019ipotetico <i>volume<\/i> che contiene tutto \u2013 e che permette di arrivare all\u2019idea nietzschiana, dell\u2019eterno ritorno dell\u2019identico \u2013 sarebbe quindi permanentemente rapinato dei gioielli che pi\u00f9 ci piacciono, ovvero di quelli che pi\u00f9 ci sono necessari \u2013 come tutti nell\u2019eternit\u00e0, hanno gi\u00e0 fatto \u2013 in quanto cibo per la sussistenza della nostra visione del mondo, ovvero di noi stessi, del nostro equilibrio che, in altre parole, sta nel percepire la corrispondenza tra noi e quanto facciamo, nel credere di rispettare il filo rosso che lega tutte le nostre cose, nel, se torna utile, misconoscere quello del prossimo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Al pari dell\u2019innamoramento o qualsiasi altra passione, nonch\u00e9 situazione, l\u2019attenzione seleziona quanto fa proseguire il filo rosso della nostra biografia, quanto ci esalta e piace, tutto il resto non lo vede, seppur sia l\u00ec, sotto gli occhi. Non \u00e8 infatti una questione materiale ma spirituale, come detto, che informa il mondo. Accade tra persone e nei confronti delle attivit\u00e0. L\u2019attenzione seleziona e la selezione compone il mondo. Solo quando cessa un certo sentimento o una certa emozione e cos\u00ec, le loro costellazioni, ci\u00f2 che era sempre stato alla mano, ma mai considerato, \u00e8 come se emergesse alla superficie e si mostrasse. Cos\u00ec di una ragazza che amavamo ora questa mostra quanto non vedevamo, quanto l\u2019iniziale selezione aveva scartato. Di un\u2019attivit\u00e0 che ci aveva coinvolto, ora vediamo aspetti che prima non consideravamo e ora ci serve quale argomento e ragione della nostra freddezza nei suoi confronti. Ma non serve l\u2019intensit\u00e0 di un innamoramento per riscontrare quanto detto che, infatti, \u00e8 la modalit\u00e0 spontanea dell\u2019io di portare avanti la sua missione di autosussistenza, al fine del dominio su noi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tuttavia, il dato di fatto che ognuno faccia la spesa al grande magazzino hyperuranico, \u00e8 occulto a noi stessi e, anche se dialetticamente svelato, non \u00e8 sufficiente per prendere coscienza dell\u2019incantesimo di cui siamo preda, n\u00e9 per rivedere la concezione di noi e del mondo. L\u2019esperienza non \u00e8 trasmissibile e ricreare \u00e8 necessario ovvero, l\u2019evoluzione \u00e8 un\u2019esplorazione personale che se ne infischia della somma\/accumulo logicamente organizzato dei dati, che avviene per magia cio\u00e8, per emozione, serendipicamente, per nulla razionalmente n\u00e9 progressivamente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019osservazione delle scelte compiute dagli individui di ogni moltitudine, cultura ed epoca storiografica, nel rispetto della propria biografia, immagine e autostima, permette di validare l\u2019attendibilit\u00e0 di quanto detto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La consapevolezza che detti dati e costellazioni, selezionati secondo una meritocrazia della quale ci si sente titolari e della quale ci si fa vanto, dovrebbe agevolare al ricercatore una seconda consapevolezza, ovvero l\u2019assoluta caducit\u00e0 della realt\u00e0 che ognuno considera vera e unica, e per la quale si sperperano anche tutte le energie, fino ad annodarle in malesseri e malattie. Ci\u00f2 si verifica indipendentemente dall\u2019unit\u00e0 di misura desiderata, dal microscopico al telescopico. Scelte minimali e individuali o tendenze epocali sono comunque soggiogate dal medesimo incantesimo cavernicolo-platonico della proiezione scambiata per realt\u00e0 nonch\u00e9 che, da questa, se ne possa estrarre l\u2019opposto socratico, ovvero conoscenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019arbitrariet\u00e0\/necessit\u00e0 egoica delle scelte, alla quale nessuno sfugge, quanto finora detto pu\u00f2 essere intitolato <i>conoscenza di superficie<\/i> o <i>cognitiva, dialettica <\/i>o<i> intellettuale.<\/i> Questa, per quanto caduca e sottile, ha il potere di nascondere a noi stessi quella di profondit\u00e0 o estetica o emozionale o magica, cio\u00e8 energetica e quantica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La natura egocentrica della conoscenza di superficie, ha nel <i>dna<\/i> l\u2019obsolescenza delle proprie affermazioni. Lo stato narcisistico e quello vittimistico ne sono due pezzi da novanta. Penso sia sufficiente citarli per evocare in tutti la volatilit\u00e0 delle affermazioni di coloro che giacciono in quella condizione. Infatti, al primo, quello narcisistico, risultano valide quelle che lo eleggono a centro del discorso, quelle che, a suo giudizio, sono rispettose delle sue esigenze, mentre gli appaiono invisibili quelle che lo mettono alla pari di coloro che lui considera nell\u2019errore, ignoranti, inferiori, stupidi. Mentre il secondo, la condizione vittimistica, con pari processo del narciso, seleziona o predilige soltanto le affermazioni che gli dimostrano la responsabilit\u00e0 altrui della propria sofferenza, nonch\u00e9 l\u2019inesorabile legittimit\u00e0 di questa e quindi l\u2019inevitabile, prepotente, pretesa di aiuto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conoscenza di profondit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Avvedersi di tale caducit\u00e0, autoreferenzialit\u00e0, parzialit\u00e0, prendere coscienza dell\u2019arroganza e sopraffazione che ne derivano, diviene necessario per avviare il processo di emancipazione dal conosciuto, ovvero dalla cultura positivista in essere, che considera chi non ha dati o titoli, non essere o comunque inferiore a chi ne dispone. Questo humus culturale, che prima ci pareva il solo assolutamente possibile, ora mostra l\u2019arbitrariet\u00e0 che l\u2019ha voluto\/creato, permettendo cos\u00ec l\u2019avvento di una eventualit\u00e0 di emancipazione. Cio\u00e8, di avviare un processo evolutivo, volto a divenire consapevoli del potere e del vincolo delle emozioni e dei sentimenti. Forze che, fino a quel momento, facevano in noi il bello e il cattivo tempo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con questi primi passi si avvia l\u2019autoeducazione alla riduzione della dipendenza dall\u2019assolutismo del sapere di superficie, del dedalo dei suoi <i>inutili<\/i> dati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La discesa in profondit\u00e0 verso il pre-pensiero, verso il nucleo quantico\/latente della conoscenza si fa via via pi\u00f9 sottile, raffinata, microscopica, istantanea, meditativa, contemplativa, fuggevole come un\u2019ombra intravista, mai progressiva, n\u00e9 graduale e neppure lineare. Richiede un\u2019attenzione detta sospensione, ascolto, consapevolezza del punto di attenzione. Tutte doti non acquisibili in quanto gi\u00e0 in noi. Tutte disponibili a fuoriuscire dalle nebbie del sapere di superficie. E tutte utili per avviarsi all\u2019autonomia dai flussi energetici egoico-mondani, per distinguerli da quelli universali, che tutto pervadono. Come spiegarsi senn\u00f2 che il vento di levante rende torbido il vino e le fasi lunari hanno a che vedere con l\u2019inseminazione agricola e la potatura? La costante differenza percentuale mondiale tra maschi e femmine?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 allora l\u00ec che la girandola mai doma dei pensieri, nei quali credevamo e che inseguivamo, accreditati dalla logica con la quale li esprimevamo e sostenevamo, rivela il punto dal quale scaturiscono e, come lo scrigno di Pandora rivela ci\u00f2 che teneva nascosto. Sar\u00e0 allora l\u2019inconsapevole, il dogma, la vanit\u00e0, il narcisismo, il vittimismo, la paura, l\u2019incertezza, la sofferenza, il rancore, l\u2019insoddisfazione, l\u2019alienazione, la frustrazione, l\u2019avidit\u00e0, l\u2019invidia, la solitudine, l\u2019attrazione e la repulsione a svelare la vera origine del proprio fare, delle nostre argomentazioni a suo sostegno, della propria ipocrisia, dipendenza e tendenza, della disponibilit\u00e0 di superficie, della tolleranza moralistica, della promulgazione o condivisione di leggi, perci\u00f2 di punizioni in sede dell\u2019educazione all\u2019evoluzione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 quello il momento in cui guardarsi in faccia scoprire chi si \u00e8, la pantomima sociale che recitiamo, nonch\u00e9 il punto di partenza di ogni guarigione e risalita a un benessere disintossicato, che nulla ha che vedere con lo star bene, e tutto con la condivisione al libero scorrimento del flusso energetico universale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il deus ex machina primario o di profondit\u00e0, del nostro fare, non \u00e8 quindi quello che raccontano le narrazioni logico-dialettiche di noi stessi, non lo si trova nei pensieri di cui siamo coscienti, colmi di ragionamenti che non sono null\u2019altro che giochi di sponda dei nostri razionali intenti. Questi, sono invece, a loro volta, espressioni di quell\u2019ombra fuggevole, alla quale non diamo mai importanza, nei confronti della quale non abbiamo le doti per fermarla e ascoltarla. La ruota del fare mondano non ce ne d\u00e0 il tempo e la cultura non ci offre gli strumenti per inquadrarla, riconoscerla, apprezzarla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quel deus ex machina si rivela quindi essere il pensiero che rivela la condizione pi\u00f9 intima e segreta, di cui non siamo consapevoli, che raramente si svela e che, spesso, come una mosca al naso, \u00e8 volutamente scacciato o nascosto come polvere sotto il tappeto della conoscenza di superficie. Eppure \u00e8 quella polvere a informare i pensieri dei quali siamo pi\u00f9 o meno consapevoli. \u00c8 lei che informa il nostro mondo. Da lei, da quella condizione, \u00e8 da quegli impercettibili istanti che insorge il mondo, la realt\u00e0 e ci\u00f2 che crediamo di noi stessi. \u00c8 in quel momento che il vero s\u00e9 \u00e8 nudo, svestito dalle maschere che indossiamo per la recita del nostro canovaccio. \u00c8 quell\u2019istante che precede e orienta il firmamento e le sue costellazioni a nostro piacimento e gusto, al fine di fornirci il necessario per sostenere la superficie di noi stessi o l\u2019apparente concretezza e valore del nostro cavernicolo io.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lorenzo Merlo &#8211; Movimento dell&#8217;Ecologia Profonda<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/prosperoeditore-staging.s3.amazonaws.com\/uploads\/author\/photo\/81\/default_merlo2.jpg\" alt=\"Lorenzo Merlo | Prospero Editore\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","template":"","blog_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Conoscere e conoscersi... - Blog LtEconomy<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lteconomy.it\/bloglte\/profilegrid_blogs\/conoscere-e-conoscersi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Conoscere e conoscersi... - Blog LtEconomy\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"* Intelletto ed essere. 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