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Medio Oriente. Guerra ed inquinamento ambientale…

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Panoramica sugli impatti e sui rischi ambientali per l’Iran e i suoi vicini, determinati dall’aggressione militare e dall’escalation bellica avviata dagli USA e Israele il 28 febbraio 2026.


Dal momento della stesura di un’analisi provvisoria (datata al 10 marzo) da parte del CEOBS (Conflict an Environment Observatory) i rischi e gli impatti sono notevolmente aumentati, in particolare con gli attacchi da parte israeliana alle raffinerie iraniane di Asaluyeh, ed ai serbatoi e impianti collegati con il campo offshore di South Pars, il giacimento di gas più grande del mondo. 
 
I danni agli impianti petrolchimici di Asaluyeh stanno causando il rilascio di composti tossici, tra cui diossine e acido cianidrico. La natura semi-chiusa del Golfo limita la circolazione delle acque, il che significa che questi inquinanti possono persistere per anni, distruggendo gli ecosistemi costieri, con ripercussioni, oltre che sull’ Iran, sul Qatar e altri Stati del Golfo limitrofi. 
 
L’impatto ambientale dei bombardamenti si va ad aggiungere al pesante inquinamento cronico dell’area: anche prima del conflitto, il sito presentava elevati rischi ambientali, tra cui un significativo gas flaring (circa 23 miliardi di metri cubi di gas bruciati all’anno) dovuto alla mancanza di impianti di cattura, e ulteriori 8 miliardi di metri cubi all’anno di gas persi a causa di emissioni fuggitive.

Come se non bastasse, le minacce di Trump di far saltare l’intero giacimento di South Pars, rimandano a scenari catastrofici. Solo per limitarsi all’impatto climatico, è da ricordare come i pozzi di South Pars operino ad alte pressioni (300-400 bar). Attacchi o incidenti che causino danni alle teste dei pozzi o alle infrastrutture sotterranee potrebbero provocare fuoriuscite incontrollabili di metano che durerebbero per settimane.
 
Il metano ha un potenziale di riscaldamento globale 86 volte superiore a quello dell’anidride carbonica su un arco di 20 anni, tale da rendere una grave fuoriuscita una minaccia climatica immediata e di grande entità. Subito dopo l’attacco a South Pars, l’Iran in risposta  ha lanciato i suoi missili contro la raffineria e l’hub del gas naturale liquefatto (Gnl) di Ras Laffan, in Qatar, provocando incendi e ingenti danni, e un drone iraniano si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. 
(Notizie raccolte da: La Bottega del Barbieri)
 

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