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L’inverno nucleare che incombe…

 
Alberto Moravia e l'apocalisse nucleare - Il Tascabile
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Gli ordigni nucleari, se la teoria dell’inverno nucleare è vera, potrebbero secondo ogni logica essere inseriti a pieno titolo nella categoria delle armi di distruzione climatica: le catastrofi climatiche che possono provocare sono un effetto essenziale del loro impiego. Arma direttamente climatica non è quindi, ad esempio, solo la tecnologia elettromagnetica usata militarmente per sconvolgere l’ambiente: è proprio l’arma nucleare, che produce onde d’urto, tempeste di fuoco, inquinamento radioattivo ed impatto elettromagnetico; ma, con un impiego relativamente allargato, anche il cosiddetto “inverno nucleare”.
 
Un attacco nucleare  di poche decine di bombe H non farebbe solo milioni di morti subito su un territorio circoscritto: il cambiamento climatico e la destabilizzazione agricola ed ecologica investirebbero un’area molto più ampia e nel periodo di un paio di decenni potrebbero causare centinaia di milioni di morti. Gli ordigni nucleari capaci di tali effetti potrebbero allora essere considerati proibiti ai sensi della Convenzione ENMOD dell’ONU (proibisce l’uso militare di tecniche di modifica dell’ambiente) e una conferenza di revisione convocata ad hoc dall’ONU potrebbe avallare un tale sviluppo innovativo del diritto internazionale.
 
Un’altra strada potrebbe essere quella di considerare la minaccia nucleare direttamente come una minaccia climatica, non solo un problema collegato alla seconda dalla potenzialità analoga di estinzione della specie umana. La minaccia nucleare potrebbe essere vista come possibile minaccia climatica diretta, allo stesso modo dell’accumulo di gas serra.
Questo ragionamento costituirebbe un salto di paradigma anche per noi Disarmisti esigenti, che pure abbiamo lavorato sull’intreccio tra le due minacce, cioè sia nel percorso disarmista che in quello climatico.
 
Preparare la guerra nucleare significa comunque preparare il più sconvolgente e repentino cataclisma climatico. Potrebbe avvenire non solo come effetto collaterale ma come risultato di una azione intenzionale. Sembrerebbe quindi opportuno, anzi doveroso, che il percorso ONU delle COP climatiche ne prendesse consapevolezza e si cautelasse dall’inverno nucleare o da quanto altro potesse essere prodotto dalle armi nucleari come alterazione climatica deliberata.
 
La crisi mondiale in cui ci troviamo rende questi discorsi molto concreti per chiunque, nel momento in cui due leader statali – e disgraziatamente non si tratta di una barzelletta – fanno la gara a chi detiene il bottone nucleare più grosso!
 
Ne consegue la necessità di farsi partner attivo della Campagna ICAN (Abolizione delle armi nucleari), allo stesso modo in cui la Rete ICAN non farebbe male ad occuparsi dell’intreccio tra minaccia nucleare e minaccia climatica. 
 
Alfonso Navarra – Disarmisti Esigenti
 
DISARMISTI ESIGENTI