Il senso del possesso ed il progetto estinzione…

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A partire dal neolitico superiore, cioè dalla nascita della produzione e dell’accumulo e della necessità di difendere le riserve dalle razzie, l’umanità civilizzata ha dovuto attrezzarsi per proteggere, o razziare, questi beni. Lo ha fatto costruendo alte mura difensive intorno alle prime città ma soprattutto munendosi di sempre nuove armi e capacità offensive.
La lunga strada della conquista e della ritorsione ha reso l’uomo un automa della guerra permanente che non sa più darsi le giuste priorità civili e progredisce tecnologicamente solo per sviluppare nuove capacità belliche e di controllo sui suoi consimili e sulle altre specie.
Qualcuno definisce questo atteggiamento “progresso scientifico”, ma è solo tecnologia distruttiva che non ha niente a che vedere con l’evoluzione culturale e spirituale cui l’umanità dovrebbe tendere, al contrario contribuisce all’abbrutimento rendendoci sempre più incivili.
Contro il business della guerra non c’è nulla da fare, tutti i politici ed i burocrati si adeguano servilmente, come dei colonizzati e schiavi del sistema di potere e dell’avere, solo che da alcuni anni queste sopraffazioni non sono più scontri diretti tra truppe sul campo, dove vengono temprate e misurate le qualità individuali, se non nelle guerre casalinghe volutamente convenzionali.
Come stiamo vedendo accadere nei recenti conflitti se dovesse esplodere una guerra di più vaste proporzioni, le battaglie non sarebbero più di uomini contro uomini ma completamente spersonalizzate, come fossero giochi virtuali amorfi, tramite postazioni di controllo remoto, consolle, supercomputer, sistemi satellitari, hackeraggio, sabotaggio di installazioni strategiche civili e militari, ecc., e basterà cliccare per distruggere unità navali, basi ed aeroporti militari, postazioni missilistiche, interi quartieri urbani, centrali energetiche, dighe, ponti, porti, ecc..
Non occorrerà ricorrere alle armi nucleari per far tornare l’umanità all’età della pietra, anche se l’opzione nucleare sembra sempre più vicina. L’apoteosi del delirio dell’autodistruzione è di facile accesso, come assumere una droga.
C.M.D. e P.D’A. – Rete Bioregionale Italiana