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Considerazioni bioregionali…

Intensità bioregionale a Treia - politicamentecorretto.com

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…i fattori che dovrebbero essere presi in esame e combattuti per evitare il riscaldamento climatico, ma più onestamente e correttamente secondo me, per ridurre l’inquinamento, sono molti. Dico “onestamente” in quanto che il riscaldamento climatico sia di origine antropica, non è certo.  Molti scienziati ritengono che sia una fase climatica “naturale”, come nella storia geologica della Terra ce ne sono state tante, così come ci sono state tante fasi di glaciazione, mentre di sicuro di origine antropica, in quasi tutte le bioregioni della Terra, è l’inquinamento atmosferico, delle acque, del suolo. 
 
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Ad esempio pochi giorni fa parlavo con un amico che mi diceva che in un paesino vicino a Treia, c’è un numero elevato di tumori infantili, la cui probabile causa è proprio l’inquinamento dei terreni e delle acque. Tempo fa infatti si usavano nella fabbricazione dei mobili, che sono un settore produttivo molto sviluppato in questo paese, vernici ed altre sostanze per trattare il legno, sostanze tossiche, e queste sostanze, in quantità finivano negli scarichi, nelle acque e nel terreno. Questo è solo un esempio, di quelli difficili da immaginare. 
 
Un altro esempio, di quelli  ormai conosciuti e discussi da tempo, è il settore dell’allevamento industriale: consumo di acqua potabile, inquinamento dell’aria (metano), dell’acqua (percolamento di liquami), del terreno (concimazione con un letame o liquami che non sono sani: gli animali sono portatori di virus e batteri, ed eliminatori con le deiezioni di farmaci, antibiotici in primis. 
 
Allora, se i nostri governanti veramente volessero fare del bene al Pianeta, invece di dare contributi a pioggia agli allevamenti, in base al numero di capi e alla rispondenza ad alcune leggi che poco hanno a che vedere con la tutela ambientale, non potrebbero valutare la sostenibilità ambientale degli allevamenti (pochi capi in tanta terra, nessun uso o moderato uso della chimica, ecc.)?
La soluzione secondo me, a tutti i problemi ambientali sarebbe valutare l’impatto ambientale di tutte le scelte, politiche o singole, ed assumersi, ognuno, la propria responsabilità: voglio viaggiare per il mondo in aereo due-tre volte l’anno? Mi assumo la responsabilità di contribuire all’inquinamento atmosferico! Lo stato vuole continuare a produrre energia elettrica da centrali a gasolio o facendo andare notte e giorno gli inceneritori di cui ormai siamo strapieni? Lo Stato si assume la responsabilità di rendere l’aria irrespirabile e dannosa alla salute?
Ma è inutile continuare a dare la colpa ai governanti se ognuno di noi non cambia le proprie abitudini.

Caterina Regazzi – Rete Bioregionale Italiana

 
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