Bioregionalismo e agricoltura contadina – Treia, il 21 giugno 2026 Collettivo Bioregionale Ecologista…

L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. Nell’individuazione di un ambito “bioregionale” non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell’insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Senza trascurare gli aspetti sociologici e culturali della società che ivi risiede. Insomma si esamina l’omogeneità dell’area esaminata definita “bioregione” e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i “confini”. Va da sé che questi confini sono semplicemente teorici, poiché l’organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt’uno indivisibile.
Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell’organismo Terra. Ogni anno, in occasione del solstizio estivo, bioregionalisti ed ecologisti si incontrano per scambiarsi le esperienze su questi temi e le riunioni avvengono in contesti naturali, sono incontri di condivisione in spirito conviviale. Solitamente vi partecipano diversi membri della grande famiglia ecologista, nuovi e vecchi agricoltori, abitanti di ecovillaggi e di comuni agricole o spirituali, etc.
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Con l’intento di rilanciare la campagna per l’Agricoltura Contadina, La Rete Bioregionale Italiana, in collaborazione con il Circolo di Promozione sociale Auser Treia, promuove un incontro che si tiene nella Contrada Schito di Treia il 21 giugno 2026.
Paolo D'Arpini
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