Ugo Bardi

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INTERVISTA CON Ugo Bardi
(docente di chimica presso la "Università di Firenze;" membro e Past-President della "Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio in Italia - ASPO Italia,"  - http://www.aspoitalia.it/)
 
Premessa
Nel 1956 il prof. Hubbert pubblicò un articolo in cui sosteneva che la produzione di un qualsiasi giacimento di fonte fossile avesse un andamento a campana con tre fasi: rapida crescita, picco, decrescita. Da qui ci fu la previsione dello stesso Hubbert sulla produzione del petrolio negli Stati Uniti (con il picco previsto e manifestatosi nel 1970. La presenza di un tetto massimo di produzione annuale mondiale, a partire dal quale si ha una decrescita della produzione di petrolio, ha importanti conseguenze sull’economia (allo stato attuale fortemente Oil-driven), in quanto, a partire da quel momento diventa sempre più difficile far fronte alla crescente domanda di energia. I costi energetici si innalzano e con essi quelli dei beni; la vita diventa più costosa e difficile. Come sarà l’era post-petrolio? e come conviene agire per diventare meno dipendenti da questa fonte energetica? Ugo Bardi, docente di chimica presso l’Università di Firenze e past-president dell’Associazione italiana per il Picco del Petrolio – ASPO Italia – risponderà alle nostre domande.
 
INTERVISTA - (Maggio 2012)
Intervista realizzata nel mese di Aprile 2012 e pubblicata nel mese di Maggio 2012 - (Intervista originale in Italiano)
Oggetto: Picco del Petrolio: Cause, conseguenze e proposte
 

1. Domanda: Può spiegarci brevemente che cos’è il picco del petrolio (o picco di Hubbert); quando avverrà secondo le stime più attendibili e quali saranno le conseguenze dirette?

Risposta:
Non c'è niente di particolare nel fatto che la produzione di una risorsa limitata e non rinnovabile, come lo è il petrolio, debba, alla fine, esaurirsi. Fra il punto di inizio e il punto di fine dello sfruttamento, ci deve essere per forza un punto di massimo; ovvero un picco. In certi casi storici, si osserva che la curva di produzione è simmetrica; forma una specie di “campana” o “gaussiana”. In questo caso si parla di “picco di Hubbert”. Non è detto che questa forma si verifichi sempre: con grandi sforzi e investimenti, si può sempre cercare di evitare il declino di una risorsa e ci si può riuscire; perlomeno per un certo tempo. Questa sembra essere la situazione attuale dove il picco di Hubbert per la produzione petrolifera è stato mascherato e rimandato avanti nel tempo con gli investimenti ottenuti dagli aumenti dei prezzi. In sostanza, possiamo ancora avere petrolio per un certo numero di anni, ma lo dobbiamo pagare sempre più caro. Prima o poi, comunque, il declino sarà inevitabile.
 
 
2. Domanda: Come immagina il mondo post-petrolio?

Risposta:
Il mondo senza petrolio è ancora lontano nel tempo ed è difficile oggi capire che forma prenderà. Se riusciremo a sostituire il petrolio con risorse sostenibili potrebbe non essere tanto diverso dal nostro, ma un po' più calmo. Se non ci riusciremo, sarà un mondo molto più povero.
 
 
3. Domanda: Quale risorsa pensa sia il migliore potenziale sostituto per il petrolio?

Risposta:
Non c'è un sostituto per il petrolio nel senso di una fonte di energia altrettanto compatta e a basso prezzo. Tuttavia, l'energia di cui possiamo disporre, potenzialmente, è molto abbondante in forma di energia solare, vento, idro e (forse) una nuova generazione di tecnologie nucleari. Tutte queste tecnologie, però, producono energia elettrica che non sostituisce direttamente il petrolio per i trasporti. Quindi, un mondo che faccia uso di energia rinnovabile dovrà adattarsi e sviluppare tecnologie completamente nuove per sfruttare forme di energia che non sono le stesse di oggi.

 
4. Domanda: Nicola Tesla ed altri nei loro studi hanno parlato di energia infinita. Cosa ne pensa? ovvero pensa che l’uomo possa in futuro usufruire di un energia inesauribile e pulita?

Risposta:
Il povero Tesla dovrebbe girare come una trottola nella sua tomba se sapesse delle tante fesserie che gli hanno fatto dire. Era un bravo scienziato al quale siamo debitori di molte cose. Ma non trasformiamolo in un santino dedicato alla teoria del complotto. L'unica cosa infinita che mi risulta essere a disposizione gratis è l'umana stupidità.
 
 
5. Domanda: Di recente abbiamo intervistato Cristiano Bottone, uno dei facilitatori dei gruppi di Transizione in Italia (Trancition cities Italy). Pensa che questo movimento che ha ormai raggiunto una certa diffusione nel mondo sia la strada giusta per iniziare a creare una maggior indipendenza dal petrolio?

Risposta:
Il movimento delle transition towns parte da un'idea giusta e sviluppa molte buone idee su come implementarle. Tuttavia, sta ancora avendo un impatto molto limitato. Nel prossimo futuro, vedremo un'evoluzione molto rapida del sistema economico che si rifletterà sul tessuto sociale e sui rapporti umani. Possiamo sperare che l'approccio “transition towns” ci aiuti a superare quello che sarà un periodo molto difficile.

 
6. Domanda: Qual è il consiglio che si sente di dare alle persone che vogliono essere pronte in un epoca post-petrolio (dall’acquisto di una casa all’acquisto dei mezzi di trasporto, fino alle azioni più semplici)?

Risposta:
E' molto difficile dare consigli su queste cose, tenendo conto che poi uno non vorrebbe essere rincorso da gente armata di forconi e cose del genere. L'unica cosa che direi con certezza è “non comprate una casa che sta in una zona di espansione di un fiume e, se ci abitate, vendetela e trasferitevi in un posto più sicuro”.
 
 
7. Domanda: Come vede lei la casa del futuro e quale consiglio si sente di dare agli imprenditori edili? E i mezzi di trasporto del futuro?

Risposta:
Al momento, sto lavorando a un progetto di ricerca finanziato con fondi europei che si propone di aiutare l'industria edile a superare il momento di crisi. Chiaramente, nel futuro si costruirà molto meno, ma si costruirià molto meglio. Allo stesso tempo, ci saranno opportunità per ristrutturare gli edifici esistenti e, in molti casi, per demolire quelli che sono irrecuperabili. Quindi occorre ristrutturare l'industria edilizia per tener conto di questa prospettiva. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, sicuramente viaggeremo di meno, ma non smetteremo di viaggiare.

 
8. Domanda: Al di la dell’energia (inesauribile o meno), il fatto che la Terra non sia in grado di assorbire la grande quantità di rifiuto e che oltre alle risorse energetiche l’eccessivo consumismo porta ad un progressivo esaurimento delle risorse porta a pensare seriamente ad un processo di decrescita dei consumi (Latouche-Pallante). Crede possibile un tale processo senza creare eccessivi traumi economici e sociali (ad esempio disoccupazione)?

Risposta:
La decrescita non è una scelta; è una necessità che deriva dal graduale esaurimento delle risorse naturali. C'è chi parla di “decrescita felice” ma ho il dubbio che sia una visione un tantino ottimista. Stiamo decrescendo ormai da qualche anno e molta gente ha grosse difficoltà di adattamento. D'altra parte, anche adattarsi non è una scelta, è una necessità.

 
9. Domanda: Nel suo libro più recente, “La Terra svuotata”, spiega che i cambiamenti causati dall'attività estrattiva umana sono qualcosa che non si era mai verificata con la rapidità attuale in centinaia di milioni di anni di storia planetaria e che questi stanno profondamente trasformando la Terra. Ci può spiegare l’effettivo significato che ha il termine svuotata per lei?

Risposta:
Beh, quelli di noi che hanno più di 50 anni sono nati su un pianeta che era profondamente diverso dall'attuale. 50 anni fa c'erano tre miliardi di persone sulla terra, oggi sono sette miliardi. 50 anni fa, la temperatura media del pianeta era quasi un grado centigrado inferiore e la concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera era ancora entro limiti accettabili. Oggi stiamo vedendo un processo di cambiamento accellerato: fusione delle calotte glaciali, acidificazione degli oceani, cambiamenti climatici, riscaldamento generalizzato e molto altro. Fra tutti questi cambiamenti, c'è anche quello dell'esaurimento generalizzato delle risorse minerali: ovvero lo svuotamento della terra.  Per riformare le risorse estratte e disperse dall'uomo, ci vorranno milioni di anni e alcune risorse (per esempio il carbone) non si riformeranno mai più nel futuro del pianeta. E' un cambiamento irreversibile; un punto di non ritorno nella storia planetaria che avrà effetti profondi per milioni di anni.

 
10. Domanda: Dei tanti problemi che affliggono l’uomo (cambiamenti climatico, ecosistema marino in decadimento, esaurimento delle risorse, centrali nucleari, squilibrio della ricchezza nel mondo; eccessivo sfruttamento della Terra per coltivazioni agricole intensive etc….) qual è la cosa che più dobbiamo temere per il futuro del nostro pianeta?

Risposta:
La cosa più pericolosa di tutte e l'incapacità umana di pianificare a lungo termine; il che ci porta ad agire come se non ci fosse un domani, dimenticandoci delle generazioni future. Purtroppo, sembra proprio che stiamo assistendo a un fallimento epocale della nostra specie a gestire correttamente il nostro pianeta. E' questa la ragione di tutti questi cambiamenti che non sono positivi.

 
11. Domanda: Come membro dell’ASPO, ci può spiegare il principale scopo di quest’associazione e come essa sta contribuendo ad un processo di cambiamento nel paradigma socio-economico mondiale?

Risposta:
L'associazione ASPO ha fatto il possibile nell'arco di un decennio per allertare il mondo del problema dell'esaurimento del petrolio e dei combustibili fossili in generale. Considerando che è un'associazione che non ha mai avuto fondi propri, bisogna dire che siamo stati molto efficienti nel nostro scopo: il concetto di “picco del petrolio” è stato diffuso molto efficacemente e oggi è abbastanza ben noto. ASPO non poteva fare di più che lanciare il messaggio; toccava – e tocca – ai politici e ai decisori di prendere dei provvedimenti per fronteggiare il problema. Purtroppo, ben poco è stato fatto, a parte cercare disperatamente di mantenere la produzione a costo di dover estrarre da risorse costose e inquinanti. E' anche vero, tuttavia, che il messaggio di ASPO è stato un grande supporto allo sviluppo dell'energia rinnovabile che oggi sta crescendo e sviluppandosi molto bene; dandoci una speranza di un mondo in cui si possa continuare a tenerei in piedi quella che oggi chiamiamo “civiltà”-

 
12. Domanda: Un Messaggio alle persone adulte.

Risposta:
Il futuro non si può prevedere, ma per il futuro si può sempre essere preparati
 
 
13. Domanda: Un Messaggio ai giovani.

Risposta:
Il mondo in cui vivrete sarà il mondo che creerete voi. Con un po' di fortuna, potrete far meglio della generazione che vi ha preceduto