Peter Wadhams

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INTERVISTA CON Peter Wadhams
(Direttore del "Polar Ocean Physics Group", University of Cambridge)

Peter Wadhams ScD (nato il 14 Maggio del 1948), è professore di Fisica Oceanica,  e Capo del Polar Ocean Physics Group nel Dipartimento di Matematica Applicata nell’Università di Cambridge. Egli è meglio noto per i suoi lavori sul ghiaccio marino. Dal 1970 al 1974 ha studiato per un PhD allo Scott Polar Research Institute nell’Università di Cambridge su “Gli effetti della copertura del ghiaccio marino sulle onde della superficie oceanica”.  Ora, con più di 40 anni di esperienza negli studi sul ghiaccio marino e sui cambiamenti dell’Oceano Artico, il professor Wadhams copre diversi ruoli legati allo scioglimento dei ghiacci ed al cambiamento climatico. In una recente intervista per il The Guardian" ha detto che “entro il 2015-16, l’Artico in estate (Agosto-Settembre) diventerà libero da ghiaccio”. Cosa possiamo fare per scampare a questa previsione? E quali saranno le conseguenze di breve e di lungo termine dello scioglimento dei ghiacci Artici? Peter Wadhams risponderà a queste e altre domande.
 
INTERVISTA - (Febbraio 2013)
Intervista realizzata e pubblicata nel mese di Febbraio 2013 - (Nostra traduzione su intervista originale in inglese) 
Oggetto: Arctic Melting e Global Warming
 
 
1. Domanda: Dal 1951 ad oggi la temperature in Groenlandia è aumentata di 1,5°C, rispetto ad un incremento medio globale di 0,7°C. Perché l’Artico è più vulnerabile rispetto ad altre aree al cambiamento climatico?
 
Risposta:
La troposfera nell’Artico è più sottile rispetto alle latitudini inferiori, ne consegue che la  ritenzione del calore dai gas climatici riscalda una parte più piccola della colonna d’aria. Ma c’è anche un forte albedo feedback – con lo scioglimento della neve e il ritiro dei ghiacci, il contrasto in albedo (nella riflessione del calore) tra le superfici coperte da neve o ghiaccio e le terre o l’acqua (più scure) è tanto grande da generare un abnorme aumento della temperatura.
 

2. Domanda:
Secondo uno studio della NASA, http://www.nasa.gov/topics/earth/features/thick-melt.html, a partire dal 1970, l’estensione dei  ghiacciai pluriennali (I ghiacci che sopravvivano per almeno due estati)  si è ridotta ad un tasso del 15,1% per decennio; secondo il NSIDC, l’estensione del ghiaccio Artico a Settembre 2012 è stato al livello più basso mai registrato dai satellite, 3,41 milioni di kilometri quadrati. Lei pensa che il processo di scioglimento dei ghiacci Artici ha già raggiunto un punto di non ritorno? Siamo ancora in tempo per agire?
 
Risposta:
Penso che lo scioglimento del ghiaccio Artico estivo abbia raggiunto un punto di non ritorno, e noi avremo a breve un Oceano Artico libero da ghiacci tra Agosto e Settembre. Tuttavia, noi possiamo agire in modo da evitare che la stagione senza ghiaccio possa ulteriormente allungarsi e coprire una parte significativa dell’anno.
 

3. Domanda:
In una recente intervista nel "The Guardian" lei ha sostenuto: "Probabilmente l’Oceano Artico in estate sarà completamente libero da ghiacci entro il 2015/16”. Quali potranno essere le conseguenze di breve e di lungo termine locali e globali di questo evento e, più in generale, del processo di scioglimento del ghiaccio Artico? Quali saranno i benefici?
 
Risposta:
Le conseguenze di breve termine includono il già menzionato effetto albedo; un rapido rilascio di metano in estate dal fondo marino lungo la parte continentale dell’Artico, a causa del riscaldamento delle acque, che sciolgono il permafrost; un aumento del tasso di scioglimento del ghiaccio in Groenlandia, a causa di masse d’aria più calde che attraversano la Groenlandia.
 

4. Domanda:
Quali sono le 5 principali ragioni per cui gli uomini debbono agire per stoppare il processo di scioglimento del ghiaccio Artico?
 
Risposta:
1. Salvarci dal rilascio del metano dei fondi marini che determinano un’accelerazione del riscaldamento globale.
2. Evitare che il ritiro dei ghiacci possa avere un impatto sui flussi atmosferici che possono generare un cambiamento  nella posizione delle correnti a getto, con serie conseguenze per la produzione di cibo negli Stati Uniti.
3. Rallentare lo scioglimento della lastra di ghiaccio in Groenlandia, e quindi il tasso di crescita del livello marino.
4. Preservare l’habitat Artico, per esempio l’orso polare e  le foche
5. Salvare la “circolazione Termoalina”.  
 

5. Domanda:
In particolare, lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico possono generare un “cambiamento nella circolazione delle correnti oceaniche”, lo scambio tra le correnti marine polari fredde e quelle tropicali più miti (ad esempio la corrente del Golfo). Quali saranno le conseguenze di questo fenomeno?

Risposta:
Questo accade perché non si forma più ghiaccio nel mare della Groenlandia. Le conseguenze saranno un raffreddamento (ovvero un tasso più basso di riscaldamento) dell’Europa Nord-occidentale, e un più accelerato riscaldamento delle regioni tropicali dell’Atlantico, con uragani sempre più forti.
 

6. Domanda:
Tra le attività dell’uomo, quale pensa sia la principale causa dello scioglimento dei ghiacci nell’Artico?

Risposta:
Indubbiamente è l’eccessiva emissione di anidride carbonica che genera il fenomeno del riscaldamento globale.
 

7. Domanda:
E’ ampiamente dimostrato che le emissioni di Co2 sono la causa principale del riscaldamento globale. Ci sono diverse proposte per ridurre tali emissioni: da un lato, ridurre la domanda di energia (Movimenti della decrescita, Città di Transizione etc….); dall’altro lato, una ristrutturazione dell’offerta di energia, passando da fonti tradizionali di energia (petrolio e carbone) verso fonti più pulite e sostenibili (vento e sole) o fonti nucleari. Ci sono perfino idee di utilizzare sistemi tecnologici in grado di ridurre il riscaldamento globale (ad esempio, piazzare specchi che riflettono la luce del sole nell’atmosfera, creare nubi artificiali e mettere nell’oceano minerali in grado di assorbire le emissioni di Co2). Quale pensi possa essere l’approccio migliore al problema?
 
Risposta:
Entrambe le soluzioni vanno messe in opera; ma l’energia nucleare è probabilmente più efficacia; l’utilizzo del Torio è la soluzione migliore.
 

8. Domanda:
Cosa possiamo fare per arrestare il processo di scioglimento dei ghiacci nell’Artico? In particolare cosa dovrebbero fare i governi e cosa invece i singoli cittadini? Ci sono soluzioni che possono essere messe in pratica già nel breve termine? Potrebbe indicare le 5 priorità che gli uomini (entrambi governi e cittadini) dovrebbero attuare per arrestare il processo di scioglimento dei ghiacci Artici?
 
Risposta:
I cittadini possono fare poco o niente. I governi potrebbero provare con i metodi di geo-ingegneria per portare un temporaneo sollievo, incluso lo sbiancamento delle nuvole con particelle sottili di acqua, e il rilascio di polvere nella parte alta dell’atmosfera.
 

9. Domanda:
Che cosa pensa dell’estrazione del petrolio e delle rotte commerciali nell’Artico? Possono queste attività danneggiare la biodiversità nell’Artico e cosa si potrebbe fare per limitarle?

Risposta:
E’ improbabile che il commercio attraverso l’Artico sarà tanto prolifico da danneggiare la fauna dell’Artico.
 

10. Domanda:
Infine, se lei potesse spedire un messaggio agli esseri umani, cosa suggerirebbe al fine di preservare se stessi e il nostro Pianeta nel lungo periodo?  

Risposta:
Noi dobbiamo urgentemente cambiare il nostro modello di vita, allontanandoci dall’utilizzo di fonti fossili, verso l’utilizzo di energia nucleare per la produzione dell’energia di base, auto elettriche, case di piccola dimensione e autosufficienti dal punto di vista energetico. Sopra tutto, un notevole sforzo va fatto nel controllo delle nascite nel mondo – se noi non controlliamo la nostra numerosità in modo volontario, la carestia lo farà per noi.