Mamadou Biteye

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INTERVISTA CON Mamadou Biteye
(Regional Director for Oxfam GB in West Africa - http://www.oxfam.org/)
 
Premessa
Prima nel 2005, poi nel 2010 e, più recentemente nel 2012, il Sahel, la regione semiarida dell’Africa centro-settentrionale, a sud del deserto del Sahara, è stata colpita da gravi crisi alimentari. La siccità, la fame e la malnutrizione dei bambini in questa regione non sono un fenomeno temporaneo, ma sottolineano un trend di crescente vulnerabilità. Perché questi Paesi stanno fallendo nel trovare una soluzione a questi problemi? Quali sono le conseguenze di lungo termine delle crisi alimentari in queste regioni? Quali sono le azioni che bisogna implementare per incrementare la resilienza del Sahel da fattori esterni e per evitare future crisi alimentari? Mamadou Biteye, Regional Director for Oxfam GB in West Africa dal Febbraio 2009, risponderà a queste e ad altre domande.
 

Peter Gubbels

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INTERVISTA CON Peter Gubbels
(Groundswell’s Co-Coordinator for West Africa - http://www.groundswellinternational.org/)

Premessa
Prima nel 2005, poi nel 2010 e, più recentemente nel 2012, il Sahel, la regione semiarida dell’Africa centro-settentrionale, a sud del deserto del Sahara, è stata colpita da gravi crisi alimentari. La siccità, la fame e la malnutrizione dei bambini in questa regione non sono un fenomeno temporaneo, ma sottolineano un trend di crescente vulnerabilità. Perché questi Paesi stanno fallendo nel trovare una soluzione a questi problemi? Quali sono le conseguenze di lungo termine delle crisi alimentari in queste regioni? Quali sono le azioni che bisogna implementare per incrementare la resilienza del Sahel da fattori esterni e per evitare future crisi alimentari? Peter Gubbles, Groundswell’s Co-Coordinator for West Africa, con la sua trentennale esperienza nello sviluppo rurale, inclusi 20 anni di vita e lavoro nell’Africa occidentale, risponderà a queste e ad altre domande.
 

Maurizio Pallante

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INTERVISTA CON Maurizio Pallante
(Saggista italiano, fondatore del Movimento per la Decrescita Felice - http://decrescitafelice.it/)

Premessa
A partire dagli anni 2000 in Italia si è sviluppato il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) che si incentra sui temi della demitizzazione dello sviluppo fine a se stesso, e sulla creazione di una società più sobria, empatica ed economicamente stabile. Il movimento, chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Nicholas Georgescu-Roegen, fondatore della bio-economia, ed in linea con il pensiero di Serge Latouche, parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita. Quali sono i principi che guidano la decrescita? Perché sostenerli? Quanto possono essere funzionali alla risoluzione dei principali problemi che affliggono attualmente le società più ricche (debito pubblico elevato, disoccupazione giovanile, inquinamento ed impronta ecologica elevata)? Maurizio Pallante, fondatore e Presidente dell’associazione per la Decrescita felice (http://decrescitafelice.it/), risponderà alle nostre domande.

John F. May

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INTERVISTA CON John F. May
(Demografo, Visiting Fellow al "Center for Global Development" e Adjunct Professor di Demografia alla "Georgetown University", autore di “World Population Policies: Their Origin, Evolution, and Impact”, New York: Springer, 2012)

John F.May, nel suo libro, spiega come una serie di conferenze internazionali sulle popolazioni, da quella di Bucharest (1974), a quella di Città del Messico (1984), a quella del Cairo (1994) hanno gradualmente sviluppato un consenso generale a favore di un approccio più ampio in termini di politiche per lo sviluppo delle popolazioni, un approccio che enfatizza: la crescita del potere delle donne, i miglioramenti nella salute delle mamme e dei bambini piccoli, la pianificazione volontaria delle famiglie incorporato in un più ampio quadro di salute riproduttiva, e la protezione del diritto di riprodursi degli individui – il cosiddetto Cairo Consensus. Egli mostra come il successo dei programmi volontari in molti Paesi, così come gli eccessi che hanno portato ad un abuso dei diritti umani in altri, hanno contribuito a questo “consenso” e come i cambiamenti demografici nel corso di due o tre decadi hanno generato nuove preoccupazioni e nuove discussioni di policy riguardo a ai bassi tassi di natalità, al rapido invecchiamento della popolazione, agli elevati tassi di migrazione internazionale, e la selezione dei sessi. Questo libro spiega come sono difficili queste tematiche nei Paesi sviluppati, siccome l’invecchiamento della popolazione mina la sopravvivenza del modello socio-economico post-industriale e l’immigrazione è spesso percepita come una minaccia alle identità nazionali. Adesso, il crescente impatto ecologico dell’umanità sul nostro Pianeta sta alimentando una questione importante: il nostro Pianeta sopravvivrà ad un ulteriore aumento della popolazione mondiale? John May risponderà a questa ed altre domande.

David Goulson

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INTERVISTA CON David Goulson 
("University of Stirling," Professor of Biological Sciences) 
 
Premessa
Nell’ inverno del 2006 gli apicoltori in America notarono un avvenimento strano – molti dei loro alveari stavano morendo per ragioni non evidenti. Col passare dei mesi, fenomeni simili sono stati rilevati in Europa. Gli scienziati hanno coniato termine “colony collapse disorder” (CCD) per descrivere ciò che stava accadendo… Due articoli pubblicati nella rivista Science hanno dato peso a questa idea. In particolare, un gruppo di ricercatori guidato da Penelope Whitehorn e David Goulson dell’Università di Stirling, in Gran Bretagna, hanno esaminato gli effetti che gli insetticidi hanno sui calabroni, specie molto collegata alle api.
 
Noi abbiamo intervistato David Goulson al fine di avere una sua opinione su quanto serio sia il problema e quali saranno le conseguenze se l’uso di pesticidi in agricoltura continueranno.