Benoit Montreuil

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INTERVISTA CON Benoit Montreuil 
(Direttore del Physical Internet Center at the Georgia Institute of Technologyhttps://www.scl.gatech.edu/research/physical-internet, http://physicalinternetinitiative.org/index.php)

Premessa

La crescente ‘Impronta Ecologica’ dell’uomo e l’ormai non più innegabile ‘Cambiamento Climatico’ stanno spingendo l'essere umano a ripensare il modo in cui conduce le proprie attività sulla Terra. Con il crescere della globalizzazione, la logistica sta assumendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo economico e sociale di ogni Paese. Tuttavia, le attività logistiche hanno anche un impatto ambientale (si stima che la logistica contribuisca per il 5.5% al totale delle emissioni) e presentano non poche inefficienze. Il passaggio da un modello di trasporto point-to-point ad un modello più segmentato, e da un sistema chiuso ad un rete di fornitura  aperta sono fattori chiave per rendere la logistica più sostenibile. Ma quando parliamo di sostenibilità in logistica cosa intendiamo? Può la logistica diventare ‘green?’ In che modo possiamo creare reti logistiche intelligenti (le smart logistic) grazie all'aiuto delle nuove tecnologie? Può l’Internet delle cose (rendere la logistica più sostenibile? Al Georgia Institute of Technology  hanno concepito un nuovo modello operativo, il Physical Internet (L’internet fisico) che cambia totalmente il modo in cui le attività logistiche vengono organizzate. Di cosa si tratta? Il dr. Benoit Montreuil, fondatore e direttore del Physical Internet Center al Georgia Institute of Technology ed esperto di logistica sostenibile, ha risposto a queste e altre domande.

Gabriele Eminente

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INTERVISTA CON Gabriele Eminente
(Direttore Generale di Medici Senza Frontiere Italia, http://www.medicisenzafrontiere.it/)

Premessa

Il ruolo del sistema medico mondiale dovrebbe essere quello di garantire le cure a tutte le persone che ne hanno bisogno e di innalzare i livelli generali di salute. Spesso però molte persone nei Paesi Sviluppati e, in modo maggiore, nei Paesi in Via di Sviluppo non riescono ad ottenere nemmeno i servizi sanitari essenziali e di emergenza. La mancanza di strutture e di un’adeguata organizzazione rappresenta uno degli elementi che più incidono sull’assenza di un’efficace sistema sanitario nei Paesi poco sviluppati e in quelli afflitti da situazioni di elevata emergenza. L’organizzazione ‘Medici Senza Frontiere’ (MSF) è nata nel 1971 proprio per rispondere a questa mancanza. Dal 1971 ad oggi ha implementato un sistema organizzativo che farebbe gola alle maggiori aziende private; estende la sua rete in quasi 70 Paesi nel mondo e conta circa 30mila operatori pronti ad intervenire nei Paesi che più hanno bisogno del suo supporto sanitario. Neutralità, indipendenza e imparzialità fanno di MSF un’organizzazione unica in questo campo. Quali sono le principali caratteristiche del modello organizzativo di MSF? In quali Paesi oggi è maggiormente operativa? Quali sono i principali ostacoli che tale organizzazione ha incontrato nei diversi Paesi in cui ha dispiegato i propri aiuti? Quali sono i principali progetti in corso? Come è stata affrontata l’emergenza ‘Ebola?’ Gabriele Eminente, Direttore Generale di Medici Senza Frontiere Italia, ha risposto a queste e ad altre domande.

Silvestro Montanaro

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INTERVISTA CON Silvestro Montanaro
(Giornalista; Ex Direttore del programma RAI ‘C’era una volta;’ supervisore del documentario Inventori di malattie,' realizzato nel 2013)

Premessa

Nel Corso degli ultimi decenni il ‘sistema medico’ ha manifestato un progressivo forte cambiamento nella sua natura: da un sistema rivolto alla ‘cura dei pazienti’ a un sistema orientato al ‘profitto.’ Oggi esso è sostanzialmente governato dalle grandi aziende farmaceutiche il cui obiettivo principale è la realizzazione del profitto spesso anche a danno della salute dei cittadini, così come dimostrano molte pubblicazioni e diversi programmi di inchiesta. Cosa ha determinato l’attivazione di questo processo? Cosa si intende quando si parla di ‘inventori di malattie?In che modo le aziende farmaceutiche inducono i Paesi e i cittadini ad acquistare farmaci spesso inutili? Quali sono le conseguenze di un eccessivo uso dei farmaci?’ Come è stata gestita l’emergenza ‘Ebola?’ Silvestro Montanaro, giornalista, supervisore di ‘Inventori di malattie,’ documentario mandato in onda nel mese di ottobre 2013 come parte del programma RAI ‘C’era una volta,’ ha risposto a queste e ad altre domande.

Jacky Law

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INTERVISTA CON Jacky Law
(Autrice del libro 'Big Pharma')

Premessa

Il sistema globale della salute è oggi dominato dagli interessi delle grandi e medie aziende farmaceutiche. Tali interessi non sempre coincidono con le effettive esigenze sanitarie delle persone. Oggi l’industria farmaceutica è a tutti gli effetti un vero e proprio ‘business;’ è un sistema orientato al profitto: i manager delle aziende farmaceutiche sono remunerati in base ai risultati aziendali, mentre la salute dei pazienti è messa in secondo piano. L’industria farmaceutica ha acquisito un’influenza enorme sull’intera comunità medica e sui pazienti, e ciò ha creato non pochi danni alla salute delle persone. Spesso vengono prescritti medicinali inutili e che comportano spiacevoli ed evitabili effetti collaterali; vaccini e medicine vengono creati per generare profitto piuttosto che salute; i pazienti sono spesso indotti a comprare costose medicine di marca invece di farmaci generici più economici. Per questi motivi oggi l’industria farmaceutica è anche definita ‘Big Pharma.’ Ma cosa significa esattamente il termine ‘Big Pharma?’ Quali sono le conseguenze di un sistema farmaceutico eccessivamente orientato al profitto? In che modo internet sta agendo sull’informazione e la consapevolezza delle persone? Il libro Big Pharma è stato scritto nel 2004; è cambiato qualcosa nel panorama mondiale della sanità? Secondo Jacky Law, autrice del libro ‘Big Pharma,’ sembra di si e che ci siano spazi di miglioramento nelle relazioni tra imprese farmaceutiche e pazienti. Jacky Law ha risposto a queste e ad alter domande.

Mark Goldring

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INTERVISTA CON Mark Goldring 
(Amministratore Delegato di Oxfam GB; www.oxfam.org.uk)

Premessa

Nel corso dell’ultimo secolo la tecnologia e l’economia hanno fatto molti progressi. Tuttavia, non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione ad alcuni problemi che minacciano seriamente la stabilità economica, sociale ed ecologica del nostro pianeta; in base al recente rapporto della FAO, The State of Food Insecurity in the World (2014), la fame nel mondo ha continuato a ridursi, ma ancora ben 805 milioni di persone sono cronicamente sottonutrite; a livello globale, il 14,5% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari al giorno, e la percentuale sale al 46,8% con riferimento ai Paesi dell’Africa Sub-Sahariana; la disuguaglianza economica e sociale è in crescita e le misure messe in atto dalla comunità internazionale per frenare il Cambiamento Climatico risultano insufficienti. C’è una connessione tra tutti questi elementi? Quali sono le conseguenze di una persistente povertà e di crescenti livelli di ineguaglianza nel mondo? Quali sono le reali condizioni per uno sviluppo durevole nei Paesi poveri? Come porre un freno allo sviluppo dei conflitti civili nei Paesi africani? Può un miglioramento dei diritti delle donne nei Paesi poveri essere parte della soluzione? Mark Goldring, amministratore delegato di Oxfam GB, leader mondiale in tema di politiche per lo sviluppo sociale, ha risposto a queste e ad altre domande.