Marisa Falcone (Forum Beni Comuni ed Economia Solidale Catania)

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INTERVISTA CON Marisa Falcone
(Presidente Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania)  


Premessa

Quando all’inizio del 1900 Gandhi promuoveva un modello di sviluppo economico diverso, basato sulla cosiddetta Swadeshi (un’economia che punta sullo sviluppo locale, riducendo al minimo la dipendenza dall’estero) veniva deriso. Eppure questo modello ci torna tuttora estremamente utile nell’affrontare i problemi degli eccessi dell’economia capitalistica orientata al profitto di breve termine (brama di produttività, conseguente disoccupazione, distruzione delle comunità locali e depauperamento delle risorse). 

Tutto questo sta inducendo le comunità locali a reclamare i propri diritti sulle risorse del territorio e a promuovere lo sviluppo dell’economia solidale (un’economia che punta alla collaborazione per lo sviluppo comune e distribuito equamente tra i cittadini). Che cosa è l’economia solidale? Che cosa è un DES? Cosa e come riappropriarsi dei Beni Comuni per lo sviluppo locale? In cosa consiste il Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania? Marisa Falcone, Presidente del Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania, ha risposto a queste ed altre domande.
 
 (a cura di Dario Ruggiero)
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Marisa Falcone: avvocato cassazionista, specializzata in Diritto Penale, Diritto della Famiglia, Diritto Ambientale, Diritto Sanitario e Tutela della Salute. Attiva fin da giovanissima  in associazioni impegnate nella tutela della legalità, dei diritti civili, delle donne, del territorio  della salute e dell’ambiente, ha partecipato da protagonista anche a diverse realtà dell'associazionismo forense ricoprendo per anni la carica di Presidente della Camera Penale. E' presidente e fondatrice dell'Associazione per la Difesa dell'Ambiente e della Salute A.D.A.S. onlus, iscritta all'Anagrafe Unico delle onlus settore 1 : assistenza sociale e socio-sanitaria, che su tutto il territorio nazionale si batte per una sanità per tutti, per informare sui pericoli derivanti dalla esposizione alle fonti ambientali di rischio,  per diffondere corretti stili di vita e sana alimentazione orientando verso la scelta di cibi provenienti da agricoltura biologica; l'A.D.A.S. onlus inoltre  garantisce assistenza e consulenza gratuita sia legale che medica che tecnico-scientifica a coloro che sono affetti da malattie ambiente correlate ed ai loro familiari. Quale Presidente di A.D.A.S. onlus  un anno fa ha fondato la testata giornalistica on line ilpapaverorossoweb quotidiano di libera informazione, per aiutare a riflettere sui grandi temi di salute e ambiente. E' stata promotrice della costituzione del Forum per i Beni Comuni e l'Economia Solidale di Catania di cui è coordinatrice dal giorno della costituzione.

 
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INTERVISTA - (Ottobre 2016)
Intervista realizzata e pubblicata nel mese di Ottobre 2016 
Oggetto: Economia Solidale, DES e Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania


 

Highlight 

  • Il Forum è l’inizio di un ‘risveglio’. Il risveglio della comunità locale che vuole riappropriarsi delle risorse che determinano la ricchezza materiale, culturale, sociale e naturale del nostro territorio nel presente e nel futuro.
  • L’economia solidale si contrappone all’attuale modello economico prevalente orientato al massimo profitto da raggiungere in breve termine...  Essa punta sulla valorizzazione delle relazioni tra le persone  e sulla collaborazione, un’equa ripartizione delle risorse, sul rispetto e la tutela dell’ambiente, sul perseguimento di finalità sociali, sulla tutela dei diritti dei lavoratori…
  • Molto spesso lanciamo un evento, un 'Hackathon', in una città colpita da un particolare problema ambientale (inquinamento, traffico, rifiuti, adozione dell’energia solare, etc…)…
  • Il DES è un opportunità per lo sviluppo dell’economia locale e lo è quindi anche per i giovani. Il DES riporta ricchezza nel territorio e crea le condizioni per lo sviluppo di imprenditoria diffusa e collaborativa oltre che partecipativa. Con il DES si rende il giovane partecipe dello sviluppo del territorio
  • Oltre a sviluppare un’offerta che opera secondo i criteri dell’economia solidale, affinché questa possa veramente decollare, occorre che incontri il favore della domanda... 

  • aIl bene pubblico rappresenta una risorsa per il territorio specie se il cittadino pensa a quel bene come parte integrante della comunità. Vendere il bene pubblico significa privare il cittadino di questa risorsa; significa impoverire il territorio.

  • Sostenibilità non vuol dire fare mega-impianti di energia solare o mettere una bandiera verde in qualche posto; significa invece valorizzare le risorse umane e naturali offerte dal territorio, favorendo l’imprenditoria locale, il consumo dei prodotti locali e iniziative a basso impatto ambientale…

 
 
 
Domanda 1: Salve Marisa. Lei è  Coordinatrice del Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania. Può dirci in cosa consiste questa iniziativa?
 
Risposta
A me piace identificare il Forum come l’inizio di un ‘risveglio’. Il risveglio della comunità locale che vuole riappropriarsi delle risorse che determinano la ricchezza materiale, culturale, sociale e naturale del nostro territorio nel presente e nel futuro. Il Forum è un Comitato (non assume per scelta la forma giuridica di associazione), una rete di imprese, operatori, associazioni, cittadini che intendono fare forza comune per promuovere l’economia locale e lo sviluppo sostenibile del proprio territorio nel rispetto di valori fondamentali quali la cooperazione, la reciprocità, la finanza etica, l’inclusione  e la sostenibilità sociale ed ambientale . Esso è stato creato il 3 maggio 2016 con la sottoscrizione della carta di costituzione. Ha una durata limitata di 2 anni (prorogabile a 3) e un obiettivo ben preciso: creare un Distretto di Economia Solidale (DES).
 
Chi sono i soggetti promotori del Forum?
 
Il Forum mette insieme, secondo la logica delle “Reti”, associazioni di primo e secondo livello, aziende, cooperative e organizzazioni di produttori che credono nell’economia solidale (abbiamo appositi criteri di ammissione): aziende di agricoltura biologica sia di produttori che di trasformatori, ristoranti che praticano la cucina naturale usando cibi biologici e di filiera corta, pizzerie che usano grani antichi siciliani bio,  artigiani della tradizione e del riuso e riciclo creativo, cooperative che praticano il commercio equo e solidale per favorire l’economia nei paesi in via di sviluppo nel rispetto dei diritti  lavoratori,   le Banche del Tempo, le organizzazioni promotrici della salute delle persone e  dell’ambiente e che aiutano a far conoscere e diffondere il turismo sostenibile. Si tratta di soggetti legati dallo stesso obiettivo: promuovere un’economia di tipo solidale .
 
 
Domanda 2: Quindi l’obiettivo del Forum consiste nel creare un Distretto di Economia Solidale (DES). Può dirci in che cosa consiste l’Economia solidale e che cosa è un DES?
 
Risposta
L’economia solidale si contrappone all’attuale modello economico prevalente orientato al massimo profitto da raggiungere in breve termine, secondo le logiche capitalistiche che hanno determinato la situazione di grave crisi economico-sociale attuale.  Essa punta sulla valorizzazione delle relazioni tra le persone  e sulla collaborazione (piuttosto che sulla competizione e sul profitto), su un’equa ripartizione delle risorse, sul rispetto e la tutela dell’ambiente, sul perseguimento di finalità sociali, sulla tutela dei diritti dei lavoratori  per dire basta al lavoro nero e allo sfruttamento.  Per definire correttamente che cosa è un DES trovo utile citare la definizione contenuta nella Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale (RES)sottoscritta nel 2003 : “ una realtà territoriale, economica e sociale che persegue la realizzazione dei seguenti tre principi: cooperazione e reciprocità, valorizzazione del territorio, sostenibilità sociale ed ecologica [...] attraverso il metodo della partecipazione attiva dei soggetti alla definizione delle modalità concrete di gestione dei processi economici propri del distretto stesso.”
  
Cosa distingue il DES dal Forum?
 
Il DES è un’evoluzione del Forum; è una realtà più ampia rispetto al Forum. Il Forum, che è una sorta di comitato promotore, svolge le attività propedeutiche alla nascita del DES:  mappa il territorio per individuare e coinvolgere nella Rete che sta tessendo le realtà virtuose che vi operano, favorisce gli incontri tra i possibili attori dell’Economia Solidale, crea sinergie che possano rivelarsi utili a potenziare le attività degli aderenti, individua risorse non utilizzate o non adeguatamente utilizzate. A questa fase preparatoria consegue la costituzione del DES che è in buona sostanza un “laboratorio di sperimentazione civica, economica e sociale” che mira alla applicazione delle buone pratiche che caratterizzano l’Economia Solidale ES.
 
 
Domanda 3: Esistono già altri DES in Italia e nel Mezzogiorno?
 
Risposta
Mi dispiace dirlo, ma c’è un solo DES in Italia che è passato alla fase operativa e si trova a Trento, provincia autonoma. Ci sono progetti in altre regioni, ma da più parti stentano a decollare (si pensi alla Città dell’Altra Economia nel Lazio che ormai è divenuta una sorta di cattedrale del deserto). L’Economia Solidale per ora ha avuto esiti positivi soprattutto nel centro-nord.
 
Cosa determina il successo/insuccesso nello sviluppo di un DES?
 
Il punto fondamentale (emerso durante la Giornata dell’Economia Solidale tenutasi a Trento recentemente) è che il successo dell’Economia Solidale dipende dalla partecipazione attiva delle autorità locali. Laddove le autorità locali si sono aperte al dialogo con gli operatori della società civili, allora i progetti hanno avuto un discreto successo. E’ il caso di Trento (dove c’è una legge apposita  e una segreteria dell’economia solidale), dell’ Emilia Romagna dove c’è altresì una legge regionale proposta dal basso; in Friuli V.G. c’è stato un interessante percorso: il Forum per lo sviluppo dell’economia solidale ha incontrato dapprima tutti i comuni e successivamente la Regione. Noi stiamo riscontrando alcuni problemi. Il comune di Catania inizialmente ha mostrato interesse verso la nostra iniziativa, ma dopo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel mese di giugno scorso tutto sembra essersi fermato, ovviamente non da parte nostra. Tengo a ribadire che la sottoscrizione di un protocollo è un punto di partenza e non un risultato conseguito perché apre un rapporto tra le parti che dovrà sfociare in azioni concrete. L’auspicio è che parta un proficuo rapporto di collaborazione con la individuazione, da parte del Sindaco, di un Funzionario e di un Assessore o suo Referente che siano competenti e collaborativi.
 
 
Domanda 4: Oggi uno dei maggiori problemi del Mezzogiorno è la perdita di capitale giovanile. Molti giovani sono costretti ad emigrare perché non trovano spazio nel Mezzogiorno per assenza di occupazione o di strumenti alternativi che diano loro un ruolo attivo nello sviluppo della nostra società. Può il Forum contribuire a frenare la fuga dei nostri giovani?
 
Risposta
Certamente. Il DES è un opportunità per lo sviluppo dell’economia locale e lo è quindi anche per i giovani. Il DES riporta ricchezza nel territorio e crea le condizioni per lo sviluppo di imprenditoria diffusa e collaborativa oltre che partecipativa. Con il DES si rende il giovane partecipe dello sviluppo del territorio. Ma affinché esso possa avere un’effettiva prese sui giovani, occorre che questi escano dai miti imposti dalla società consumistica, fatta di spreco e basso rispetto verso gli altri e l’ambiente. Ed in quest’ottica giocano un ruolo fondamentale la cultura e la formazione. Il sistema educativo rappresenta uno degli elementi cardini dell’economia solidale. Se non si  realizza quella rivoluzione culturale che coinvolge le nuove generazioni e tutti i consumatori portandoli a riscoprire le ricchezze del proprio territorio oltre che a riconoscere i principi di un consumo consapevole, i DES non raggiungeranno mai il loro pieno successo… Viceversa, coinvolgendo i giovani fin dalla loro formazione si  creeranno opportunità di sviluppo solidale notevoli nel prossimo futuro
 
 
Domanda 5: Quindi il giovane deve essere formato. Quali sono gli strumenti per farlo?
 
Risposta
Ai giovani va insegnato cosa significa alimentarsi in modo sano e cosa significa produrre in modo etico. Essi devono capire quali sono le conseguenze delle proprie scelte di consumo, delle proprie attività e dei modelli produttivi sul benessere proprio e del proprio territorio. A tal fine occorre organizzare incontri continui nelle scuole e nelle università e avviare progetti e laboratori. Ma non solo gli studenti devono essere formati. Anche le loro famiglie devono entrare a far parte del programma educativo in modo tale che possano arrivare messaggi coerenti nel contesto scolastico e sociale. La formazione deve essere a 360° che punta a formare cittadini che operano secondo i criteri dell’’economia circolare. Per quanto ci riguarda abbiamo già diversi progetti in programma.
 
 
Domanda 6: Restiamo sul tema del capitale umano. Possono gli investimenti esteri, le grandi imprese non locali e le grandi opere portare occupazione e sviluppo economico?
 
Risposta
No! Partiamo dalle grandi opere (ad esempio il Ponte sullo stretto di Messina). Si tratta di investimenti proposti dal politico di turno al fine di ammaliarsi gli elettori e offrire reddito ai soggetti investitori. Tali investimenti non tengono conto degli effetti di lungo termine sul territorio; creano occupazione nel breve periodo attraverso la realizzazione dell’opera, ma spesso a danno del territorio e a svantaggio dell’imprenditoria locale. Lo stesso avviene con gli investimenti esteri. L’imprenditore straniero opera seguendo i propri criteri; segue le regole del profitto e della competizione senza tener conto degli effetti sull’imprenditoria locale e dell’ambiente. Questo è accaduto nel settore petrolchimico: abbiamo svenduto il territorio in posti meravigliosi (nel siracusano, a Termini Imerese, a Milazzo); abbiamo creato un po’ di occupazione a danno della salute dell’ambiente e delle persone. Qualcosa di simile sta accadendo nel settore agroalimentare, punta di diamante nell’economia siciliana. Qui la grande distribuzione, con prodotti esteri a basso costo sta mettendo in ginocchio i produttori biologici locali; il frumento sta incontrando grossi problemi, perché la filiera in Sicilia si ferma alla produzione del grano e gli agricoltori non vengono aiutati nel produrre e commercializzare la propria farina. Il Turismo è un altro settore che potrebbe rappresentare un’importante fonte di ricchezza per la Sicilia. Oggi si tende a favorire lo sviluppo di grandi Resort turistici e di grandi alberghi senza tener conto dell’impatto che queste grosse strutture hanno sul territorio.
 
 
Domanda 7: Oltre ai settori citati (agroalimentare e turismo) su quali altri settori la Sicilia può puntare?
 
Risposta
Se pure l’agricoltura e il turismo rappresentano i settori di punta della Sicilia, lo sviluppo di attività a filiera corta (che coinvolgono principalmente imprenditoria e manodopera locale) possono dare il loro contributo a far rifiorire l’economia catanese e siciliana. Sto parlando in particolare del recupero del patrimonio edilizio facendo ricorso a tecniche “virtuose” quali quelle dell’edilizia sostenibile, della bioedilizia, del commercio equo e solidale, delle energie rinnovabili sviluppate in modo distribuito con basso impatto territoriale. Potenzialità elevate sono individuabili nel settore della mobilità sostenibile purché il suo sviluppo venga affidato all’imprenditoria locale piuttosto che a soggetti esterni: un esempio per tutte ? le cooperative di car sharing con sede ovviamente nel nostro territorio che costituiscono opportunità di lavoro e riducono il numero di auto in circolazione.
 
 
Domanda 8: Prima ha parlato di rivoluzione culturale e di sviluppo di consumo consapevole. Può dirci perché è necessaria una rivoluzione culturale e in che modo è possibile rendere il consumatore consapevole?
 
Risposta
Oltre a sviluppare un’offerta che opera secondo i criteri dell’economia solidale, affinché questa possa veramente decollare, occorre che incontri il favore della domanda. Oggi purtroppo il consumatore è disorientato e tende a compare il prodotto meno costoso o maggiormente promosso, senza conoscerne le effettive caratteristiche. Questo significa fare acquisti in modo poco consapevole. Il consumatore va formato affinché nelle proprie scelte favorisca il produttore a km 0, quello che offre beni di qualità e prodotti in modo etico, piuttosto che beni di bassa qualità e a basso costo di cui spesso non si conosce nemmeno la provenienza.  Creare un consumatore consapevole rappresenta pertanto uno degli obiettivi principali del Forum e di quello che sarà il futuro DES di Catania.
 
 
Domanda 9: Un altro aspetto del DES riguarda i beni pubblici: le autorità nazionali e locali sostengono che privatizzare il bene pubblico risulta necessario per risanare le finanze pubbliche. Che ne pensa?
 
Risposta
Il bene pubblico rappresenta una risorsa per il territorio specie se il cittadino pensa a quel bene come parte integrante della comunità. Vendere il bene pubblico significa privare il cittadino di questa risorsa; significa impoverire il territorio. Anziché vendere, occorre valorizzare il bene pubblico. Il che significa metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno per lo sviluppo della comunità: offrire una sede poco costosa a chi vuole fare impresa; utilizzare un bene comune come luogo di aggregazione o come luogo di accoglienza per chi ne ha bisogno o dove svolgere attività socialmente utili. Spesso la vendita viene effettuata a un prezzo che non rispecchia il vero valore del bene (il bene viene svenduto) e la liquidità che si ricava serve solo a ripagare una parte degli interessi di un debito pubblico che continua a rimanere una falla nelle amministrazione pubbliche che cresce a dismisura. Il problema del debito va risolto in altro modo, cambiando il modus operandi delle amministrazioni locali e il modo di fare politica .
 
Avete già qualche progetto per l’uso di beni pubblici?
 
Noi abbiamo chiesto una sede al comune di Catania: un locale all’interno del contesto urbano nell’immediato e in vista della nascita del DES una masseria attorniata da terreni per la creazione di orti sociali. L’obiettivo è altresì quello di portare avanti progetti di sviluppo territoriale e di welfare di comunità anche tramite progettazione europea.
 
 
Domanda 10: Quale messaggio finale vuole dare alle autorità locali e nazionali, e a tutti coloro che intendono partecipare attivamente allo sviluppo del Forum e del DES a Catania?
 
Risposta
Aprirsi al dialogo con i cittadini! Questo è il mio messaggio e la principale via da percorrere per uno sviluppo condiviso e sostenibile;  l’Economia Solidale parte dal basso e tende a ricucire gli strappi esistenti nel tessuto sociale che hanno allontanato i cittadini dalla Pubblica Amministrazione la quale ha reso sempre più invalicabili gli accessi ai cosiddetti palazzi del potere…Sostenibilità non vuol dire fare mega-impianti di energia solare o mettere una bandiera verde in qualche posto; significa invece valorizzare le risorse umane e naturali offerte dal territorio, favorendo l’imprenditoria locale, il consumo dei prodotti locali e iniziative a basso impatto ambientale; significa, giusto per fare ancora qualche esempio, migliorare la qualità dell’alimentazione nelle  mense scolastiche mediante la predilezioni di cibi bio,  promuovere la corretta raccolta e il corretto smaltimento dei rifiuti e non fare uso di diserbanti e disinfestanti chimici che avvelenano l’ambiente.
Tutti coloro che credono nei principi dell’Economia Solidale sono invitati a dare il proprio contributo ai progetti proposti dal nostro Forum e alle altre simili iniziative distribuite per l’Italia. Le amministrazioni locali, regionali, nazionali e la Comunità Europea devono cambiare mentalità:  devono confrontarsi con il cittadino e con la società civile, comprenderne i bisogni e soddisfarli attraverso servizi e beni prodotti in loco e non ricorrendo a investitori esterni; altra storia è invece il commercio equo e solidale che favorisce la cooperazione internazionale e il mercato sano di quei prodotti che non sono reperibili localmente. Abbiamo visto che quando  si creano cabine di dialogo e tavoli di concertazione tra le istituzioni e i membri della società civile allora le possibilità di sviluppo esistono. Quando invece le autorità locali recitano un monologo dall’alto o tentano di snaturare l’Economia Solidale per farne solo uno slogan non si va da nessuna parte.

  

 
 

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