Jacky Law

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INTERVISTA CON Jacky Law
(Autrice del libro 'Big Pharma')

Premessa

Il sistema globale della salute è oggi dominato dagli interessi delle grandi e medie aziende farmaceutiche. Tali interessi non sempre coincidono con le effettive esigenze sanitarie delle persone. Oggi l’industria farmaceutica è a tutti gli effetti un vero e proprio ‘business;’ è un sistema orientato al profitto: i manager delle aziende farmaceutiche sono remunerati in base ai risultati aziendali, mentre la salute dei pazienti è messa in secondo piano. L’industria farmaceutica ha acquisito un’influenza enorme sull’intera comunità medica e sui pazienti, e ciò ha creato non pochi danni alla salute delle persone. Spesso vengono prescritti medicinali inutili e che comportano spiacevoli ed evitabili effetti collaterali; vaccini e medicine vengono creati per generare profitto piuttosto che salute; i pazienti sono spesso indotti a comprare costose medicine di marca invece di farmaci generici più economici. Per questi motivi oggi l’industria farmaceutica è anche definita ‘Big Pharma.’ Ma cosa significa esattamente il termine ‘Big Pharma?’ Quali sono le conseguenze di un sistema farmaceutico eccessivamente orientato al profitto? In che modo internet sta agendo sull’informazione e la consapevolezza delle persone? Il libro Big Pharma è stato scritto nel 2004; è cambiato qualcosa nel panorama mondiale della sanità? Secondo Jacky Law, autrice del libro ‘Big Pharma,’ sembra di si e che ci siano spazi di miglioramento nelle relazioni tra imprese farmaceutiche e pazienti. Jacky Law ha risposto a queste e ad alter domande.

Jacky Law: Jacky Law è l’aurice del libro ‘Big Pharma.’ E’ una giornalista di fama internazionale con riferimento alla tematica della salute. Jacky Law ha, infatti, scritto per ben 25 anni su questo tema, in gran parte come co-direttore di Scrip Magazine, una rivista mensile che era leader nel settore della farmaceutica. Oggi, tra le altre attività, si sta impegnando nel fare da ponte di collegamento tra i leader che operano nel settore dell’assistenza alla salute al fine di migliorare lo stato di salute dei pazienti.


INTERVISTA - (Dicembre 2014)
L'intervista è stata realizzata nel mese di Dicembre 2014 e pubblicata nel mese di Marzo 2015 - (Nostra traduzione su intervista originale in inglese)
Oggetto: Il business dei farmaci; verso industrie farmaceutiche più consapevoli?


 
 

Highlight 

  • Il termine ‘Big Pharma’ è stato coniato per fare luce sull’enorme potere posseduto da alcuni top player dell’industria farmaceutica nel 2004. Da allora il panorama mondiale è leggermente cambiato e c’è un miglioramento nelle relazioni tra le imprese farmaceutiche e i pazienti.

  • Quando una terribile quantità di denaro e posti di lavoro dipendono dal successo di un singolo prodotto, inevitabilmente ci saranno enormi forze in gioco volte a far apparire il prodotto sotto la migliore luce possibile.

  • Internet sta modificando il dibattito sulla salute, dando voce ai pazienti, che per la prima volta vengono ascoltati.

  • Le persone adesso hanno a disposizione tutta la tecnologia necessaria a monitorare le conseguenze dei loro stili di vita sulla loro salute. Il problema è che spesso tali strumenti vengono utilizzati dalle persone salutiste e che già sono in buona salute. 

 
 

Domanda 1: Lei è l’autrice del libro ‘Big Pharma:’ un libro pubblicato nel 2004 e che mette in luce lo stato di insicurezza dei farmaci in quel periodo. Può spiegarci in parole povere cosa intende per ‘Big Pharma?’  (chi sono i principali attori coinvolti nelle strategie di Big Pharma?)

Risposta:

Il termine ‘Big Pharma’ è stato coniato per fare luce sull’enorme potere posseduto dai top player dell’industria farmaceutica, in un periodo in cui i principali attori del settore erano 1) i regolatori (coloro che si assicurano che un farmaco funzioni e sia sicuro), 2) i medici (coloro che prescrivono i farmaci), 3) i pazienti (coloro che pagano il conto finale per l’acquisto dei farmaci). Tuttavia, il 2004 è stato un anno di svolta. Il panorama è cambiato da quando il libro è stato pubblicato per diversi motivi, in particolare: 1) i pazienti, grazie alla diffusione di internet, per la prima volta stanno iniziando ad avere voce in capitolo su tematiche riguardanti l’uso e gli effetti dei farmaci; 2)  oggi è richiesto ai farmaci messi in vendita di apportare valore nel mondo reale e non solo entro i confini di sperimentazioni cliniche; 3) oggi negli Stati Uniti (e presto in Europa) i pagamenti delle aziende farmaceutiche ai medici devo essere resi pubblici.

 

Domanda 2: Quali sono le conseguenze sulla salute dei pazienti di un eccessivo potere nelle mani dell’industria farmaceutica?

Risposta:

Ho ben descritto tali conseguenze nel mio libro: quando una terribile quantità di denaro e posti di lavoro dipendono dal successo di un singolo prodotto, inevitabilmente ci saranno enormi forze in gioco volte a inquadrare il prodotto sotto la migliore luce possibile. Una delle principali lezioni apprese dal ritiro del farmaco Vioxx nel 2004 è che le persone tendono a non ascoltare cosa è contro i loro interessi. Il cardiologo Eric Topol, attualmente direttore dello Scripps Translational Science Institute, registrò un crescente numero di problemi cardiaci nella sua clinica e ha dovuto lottare mesi e mesi prima che il farmaco fosse ritirato dal mercato. In seguito, su entrambe le sponde dell’Atlantico i regolamenti sono stati rafforzati e sono state introdotte nuove regole di trasparenza per provare a controllare gli interessi di potere non sufficientemente monitorati in passato.

 

Domanda 3: Una delle peggiori conseguenze di un sistema farmaceutico ‘orientato al profitto’ è che alle persone vengono spesso prescritte medicine di cui esse non hanno effettivamente bisogno. Di conseguenza, sta aumentando il numero di pazienti che soffrono di ‘effetti collaterali.’ Che ne pensa di questo fenomeno? Può fornirci qualche dato sul numero di morti e di malattie generate da un uso spropositato di farmaci?

Risposta:

Non ho dei dati a riguardo, ma in queste settimane (dicembre 2014)  nelle prime pagine dei giornali inglesi è stato evidenziato che metà della popolazione inglese utilizza qualche farmaco da prescrizione. Ora, pur essendo vero che qualsiasi impresa ‘for-profit’ ha tutto l’interesse a vendere e a presentare nel modo più attraente possibile i propri prodotti, è anche vero che i trend più recenti nell’industria farmaceutica sono indirizzati a riequilibrare il sistema di poteri in favore delle persone malate. Internet sta modificando il dibattito sulla salute, dando voce ai pazienti, che per la prima volta vengono ascoltati. E i pazienti devono essere ascoltati perché oggi le imprese possono trarre guadagno dai propri prodotti solo se si dimostra che essi apportano un beneficio alla salute dei pazienti. I pazienti sono incoraggiati sotto diversi punti di vista ad esprimere le proprie opinioni, discutere con i medici, e più in generale ad assumersi una maggiore responsabilità sulla propria salute.

 

Domanda 4: Oggi viviamo nella cultura della ‘soluzione immediata’ (una cultura che ci offre tutta una serie di soluzioni immediate per problemi che in realtà richiedono approcci ben più complessi). D’altro canto, sempre più medici riconoscono il ruolo dell’ambiente, dello stile di vita e degli aspetti sociali nel determinare la salute delle persone. Pensa che tutto ciò sia vero? Cosa si dovrebbe fare per aumentare la consapevolezza della popolazione su questi aspetti?  

Risposta:

Penso senza ombra di dubbio che l’ambiente, lo stile di vita e gli aspetti sociali abbiano un ruolo rilevante nel determinare la salute delle persone. Alla gente piace mangiare, bere e fumare, per ragioni che la medicina non riesco a capire, ma che rappresentano la gran parte dei soldi spesi per i trattamenti dell’obesità, curare il diabete e i disturbi al fegato, ai polmoni e al cuore. La consapevolezza delle persone riguardo agli effetti di stili di vita sregolati sulla salute sta aumentando. Le persone adesso hanno a disposizione tutta la tecnologia necessaria a monitorare le conseguenze dei loro stili di vita sulla loro salute. Il problema è che spesso tali strumenti vengono utilizzati dalle persone salutiste e che già sono in buona salute. 
 
 
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