Gunter Pauli (Blue Economy)

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INTERVISTA CON Gunter Pauli
(Economista, iniziatore Blue Economy)

“BLUE ECONOMY: COME FAR CRESCERE L’ECONOMIA LOCALE”

Blue Economy: che cosa ti viene in mente la prima volta che ti imbatti in questa espressione? Molti diranno “un'economia legata agli oceani oppure al cielo…” ed effettivamente ci sono branche di studi che vanno in questa direzione... ma c'è un modello ben più visionario che non possiamo non studiare ed apprezzare: la Blue Economy di Gunter Pauli. Essa prende esempi dalla natura per sviluppare un sistema economico sostenibile che promuove la produzione locale senza ulteriori investimenti di risorse nella Green Economy. Introdotto per la prima volta nel 1994, questo ora conta oltre 180 casi concreti e dimostra che è possibile generare maggiori entrate, più posti di lavoro e competere sul mercato globale tenendo conto dei fattori sociali, economici e ambientali. Quali sono i suoi principi di base? Chi detiene la responsabilità di un simile cambiamento? Com'è la situazione in Italia? Come istruire i bambini e le nuove generazioni in un 21° secolo in cui l’efficienza nella gestione delle risorse naturali diventerà sempre più importante? Gunter Pauli, economista, iniziatore della Blue Economy, ha risposto a queste e ad altre domande.

https://www.gunterpauli.com/ 

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INTERVISTA - (Luglio 2018)
L’intervista è stata realizzata  e pubblicata a luglio 2018 su www.lteconomy.org  
Oggetto: Blue Economy, sostenibilità e sviluppo locale 
 
a cura di Dario Ruggiero, Fondatore Long Term Economy 
 
 
 

Highlight

  • Continuiamo ad insistere con lo stesso modello di business il modello in cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri, dove 10 persone hanno la stessa ricchezza di 3 miliardi di persone sulla terra. Questo non può essere il modello del futuro! Dobbiamo cambiare il modello di business.
  • Ciò che propongo e metto in pratica è molto semplice: usa quello che hai, non aspettarti che la terra produca di più - fai di più con ciò che la terra produce, rispondi ai bisogni delle persone. È di una semplicità tale da essere difficile da capire...
  • La domanda! Questo è il driver principale… iniziamo con i bisogni di base come acqua, cibo, salute, alloggio, energia. Forniamo tutti questi beni/servizi localmente e daremo il via ad un effetto moltiplicatore.
  • In Italia? Cito Novamont. Converte i rifiuti da barbabietole da zucchero (che non hanno più mercato) in alcool, elemento costitutivo delle bio-plastiche.
  • Le grandi corporation continueranno ad esistere. Ma poche aziende si fonderanno e faranno acquisizioni e ciascun mercato sarà dominato da 2-3 player importanti. Ciò lascia molto spazio ai piccoli per emergere e trasformare il mercato.
  • Ciò che possiamo e dobbiamo fare è ispirare i bambini a non smettere mai di sognare, a fondere le loro grandi idee in una visione… Ho pubblicato 180 favole ... e ne pubblicherò altre 185 nei prossimi 3-4 anni.
  • ZERI è una rete. Ogni volta che ci sono progetti validi portati avanti da gruppi entusiasti, li strutturiamo in entità legali!
  • Il mio suggerimento per le prossime generazioni? Semplice: immagina e metti in atto quello che i tuoi genitori non hanno mai immaginato! Assicurati che ci sia una connessione tra cuore e anima… E i genitori? Dovrebbero leggere una storia ai propri bambini OGNI GIORNO per il resto della loro vita. Se non ispiri i tuoi bambini ... Che cosa stai facendo?

 

"Ciò che propongo e metto in pratica è molto semplice:

usa quello che hai, non aspettarti che la terra produca di più - fai di più con ciò che la terra produce,

rispondi ai bisogni delle persone. È di una semplicità tale da essere difficile da capire."

 
 
1. Domanda: Carissimo Prof. Pauli. Grazie per essere qui con noi. Nel 1995 ha introdotto il concetto di Blue Economy. Quali sono i suoi principi di base? Quali le differenze con altri modelli votati alla sostenibilità (ad es., Economia circolare)?
 
Premessa: ho supportato il modello della Green Economy (GE) per ben 30 anni. Che cosa ho capito dopo questi 3 decenni di impegno? Ho capito che ciò che è buono per noi e per l'ambiente può essere molto costoso. Ma a questo punto mi chiedo: la GE è solo per i ricchi? Può rappresentare veramente il modello che vogliamo?
 
Andiamo avanti… La simbiosi industriale introdotta già tre decenni orsono con l'esempio di Kalundborg in Danimarca è stata una svolta, e ora ne stiamo osservando il ritorno con un nuovo nome: Economia Circolare. Senza dubbio c’è un miglioramento…, ma continuiamo a commettere degli errori, continuiamo ad insistere con lo stesso modello di business: economie di scala, produrre sempre di più e a più basso costo; il modello in cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri, dove 10 persone hanno la stessa ricchezza di 3 miliardi di persone sulla terra. Questo non può essere il modello del futuro! Dobbiamo cambiare il modello di business. Ciò che propongo e metto in pratica è molto semplice: usa quello che hai, non aspettarti che la terra produca di più - fai di più con ciò che la terra produce, rispondi ai bisogni delle persone. È di una semplicità tale da essere difficile da capire.
 
 
        
 
 
2. Domanda: Nei suoi scritti lei parla di "uno spostamento verso la produzione locale." Quali sono i principali driver per incrementare la produzione locale? Chi detiene la responsabilità di un tale cambiamento (le istituzioni, il sistema educativo, le imprese, le nuove generazioni, i consumatori ecc.)?
 
La domanda! Questo è il driver principale. È dalla domanda che si attiva l'economia: iniziamo con i bisogni di base come acqua, cibo, salute, alloggio, energia. Forniamo tutti questi beni/servizi con l’offerta locale e daremo il via ad un effetto moltiplicatore: ciò che produci localmente viene consumato localmente; cresce l'economia locale. Mi si dirà: Ma il prodotto locale costa di più! E’ vero, ma il fatto che la moneta e la ricchezza circolano localmente genera benefici multipli per la comunità che vanno ben oltre i suddetti costi. Immaginiamo: Il parrucchiere paga il produttore locale di cosmetica, il quale con questi soldi si reca al ristorante locale, il cuoco compra le verdure locali etc… abbiamo un moltiplicatore 4x in cui lo stesso denaro scorre attraverso mani locali.
 
 
3. Domanda: Abbiamo notato che nel suo libro "The Blue Economy - Version 2.0" lei parla di 200 progetti implementati. Può fornirci qualche esempio di Blue Economy? Com'è la situazione in Italia?
 
Una tazza di caffè - beh, ingerite solo lo 0,2% della biomassa. Il 99,8% è rifiuto. Ma questo è un ottimo substrato per i funghi e dopo aver raccolto 5 kg di funghi su 10 kg di caffè, gli avanzi sono ottimi mangimi per polli. Abbiamo un moltiplicatore 3x di produzione invece di 1x! In Italia? Cito Novamont. Converte i rifiuti da barbabietole da zucchero (che non hanno più mercato) in alcool, elemento costitutivo delle bio-plastiche.
 
 
 
 
 

"Le grandi corporation continueranno ad esistere.

Ma poche aziende si fonderanno e faranno acquisizioni e ciascun mercato sarà dominato da 2-3 player importanti.

Ciò lascia molto spazio ai piccoli per emergere e trasformare il mercato."

 
 
4. Domanda: Lei dice: "La Blue Economy non è fatta su misura per le grandi corporation... Ispira le menti giovani e imprenditoriali". Quale sarà il ruolo delle grandi corporation nel modello economico del 21° secolo?
 
Le grandi corporation continueranno ad esistere. Ma poche aziende si fonderanno e faranno acquisizioni e ciascun mercato sarà dominato da 2-3 player importanti. Ciò lascia molto spazio ai piccoli per emergere e trasformare il mercato. E queste sono le meravigliose opportunità che vediamo emergere ora.
 
 
5. Domanda: Non solo libri... Lei ha pubblicato molte favole! Perché puntare sui bambini? Come è possibile reperire le sue favole?
 
I genitori pensano che i loro figli vivano in un mondo fantastico fatto di personaggi immaginari. In realtà, siamo noi genitori che viviamo in un mondo che non esiste! Consumiamo più di quello che è sostenibilmente possibile, stiamo derubando il mondo di risorse che non appartengono solo alla nostra generazione, lo riempiamo di spazzatura, contaminiamo i mari con materie plastiche che non scompariranno mai. Ma allora? Non siamo noi che cambieremo… Ciò che possiamo e dobbiamo fare è ispirare i bambini a non smettere mai di sognare, a fondere le loro grandi idee in una visione, responsabilizzandoli a fare i cambiamenti, quei cambiamenti fondamentali che noi genitori non riusciamo nemmeno a immaginare. Ho pubblicato 180 favole ... e ne pubblicherò altre 185 nei prossimi 3-4 anni.
 
 
 
6. Domanda: Lei ha creato la fondazione the Global ZERI Network foundation, con la missione di ridisegnare la produzione e il consumo secondo un modello ispirato ai sistemi naturali. Può dirci di più a riguardo?
 
ZERI è una rete. Ogni volta che ci sono progetti validi portati avanti da gruppi entusiasti, li strutturiamo in entità legali. Ce ne sono 38 in tutto il mondo. Ci sono 1000 persone che vorrebbero avviare iniziative, ma solo meno dell'1% lo fa. Facciamo proposte "diverse" e specifiche, destinate a persone con obiettivi ben chiari realizzabili in 5-10 e a volte 25 anni.
 
 
7. Domanda: Ha collaborato con molti Paesi in progetti privati ​​e pubblici (Italia, Cina, Giappone, Belgio, ecc ...). Quali sono i Paesi più favorevoli alla Blue Economy?

Bene… Ci sono Paesi come le Seychelles e Sao Tome che hanno un ministro per la Blue Economy (BE), ma devo dire che non è questo il punto… Ciò che è importante è che le comunità locali adottino e percepiscano i benefici della BE che può meglio rispondere alle loro esigenze di sviluppo. Non c'è dubbio, i tempi difficili arriveranno e noi dovremo essere capaci di affrontarli… Sarà la Blue Economy la risposta? Non glielo so dire, ma sicuramente darà il suo contributo.

 

8. Domanda: Lei sta anche aiutando le compagnie petrolifere in Europa a sbarazzarsi dei loro “asset bloccati.” Può dirci di più a riguardo?

Non sono contrario o a favore di determinati business. Sono a favore del miglioramento. Ci sono molti settori che hanno asset e investimenti da cui risulta difficile uscire, perché genererebbero perdite enormi. Dobbiamo accelerare la trasformazione dell'economia. Questo implica che gli innovatori dovrebbero convertire e trasformare "ciò che abbiamo" piuttosto che intraprendere iniziative greenfield. In altre parole: uscita più rapida, migliore pulizia ed evitare iniziative greenfield.

 

“Immagina e metti in atto quello che i tuoi genitori non hanno mai immaginato!”

 

9. Domanda: Che cosa suggerisce alle nuove generazioni per meglio affrontare il loro futuro?

Il mio suggerimento per le prossime generazioni? Semplice: immagina e metti in atto quello che i tuoi genitori non hanno mai immaginato! Assicurati che ci sia una connessione tra cuore e anima, ben oltre le tecnologie e le comunicazioni digitali. E i genitori? Che cosa dovrebbero fare i genitori? Dovrebbero leggere una storia ai propri bambini OGNI GIORNO per il resto della loro vita. Se non ispiri i tuoi bambini ... Che cosa stai facendo?

  
 
 
 
 
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