David Holmgren

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INTERVISTA CON David Holmgren
(Co-fondatore della Permacultura; Presidente della Holmgren Design Services - http://holmgren.com.au/)


David Holmgren
(nato nel 1955) è un ecologista, ingegnere progettista ecologico e scrittore. E’ meglio noto come co-fondatore (insieme a Bill Mollison) del concetto di Permacultura. Dal 1983, Holmgren ha lavorato come consulente per un vasto numero di progetti di Permacultura attraverso la sua compagnia Holmgren Design Services. Ha iniziato a dirigere corsi di progettazione in Permacultura (Permaculture design corse – PDCs) nel 1991 e dal 1993 ha iniziato a insegnare in Hepburn. Dopo gli anni 70 (quando il concetto di Permacultura fu ideato), tale metodo si è diffuso in tutto il mondo e oggi in molti Paesi ci sono scuole e corsi che adottano i principi della Permacultura. La parola “Permacultura” deriva da “agricoltura permanente” e “cultura permanente”; essa implica una vita leggera e rispettosa del pianeta, che opera in armonia con la natura, al fine di supportare le attività dell’uomo per molte generazioni a venire. Ma cosa significa esattamenteil terminePermacultura? Può essere il modo per fronteggiare la problematica del Peak Oil? Quanto progresso ha fatto la Permacultura dalla sua origine? David Holmgren, co-fondatore della Permacultura, ha risposto a queste e altre domande.
 
 
 
 
 
INTERVISTA - (Maggio 2013)
Intervista realizzata e pubblicata nel mese di Maggio 2013 - (Nostra traduzione su intervista originale in inglese)  - Collegamento all'Audio/Video Intervista

1. Domanda: La parola “Permacultura” deriva da “agricoltura permanente” e “cultura permanente”; essa implica una vita leggera e rispettosa del pianeta, condotta in armonia con la natura. Può spiegarci cosa significa esattamente questo? In particolare, chi è il target principale della Permacultura (le multinazionali agricole, le aziende agricole locali, i produttori locali, le comunità agricole auto-sufficienti, l’industria, i politici, i singoli cittadini che abitano in zone rurali con un giardino o un orto da gestire)?

Risposta:

Trovo questa domanda molto difficile, visto che la Permacultura può essere considerata come una teoria del tutto. In parole semplici, la Permacultura è un sistema di progettazione per una vita e un utilizzo del terreno sostenibili. Essa riguarda sia il lato della produzione che quello del consumo (come viviamo, quali sono i nostri valori e i nostri comportamenti). Nella Permacutura, il principio di minimizzare l’uso di input esterni è un modo per rendere l’agricoltura più sostenibile (ovvero permanente). Al contrario, l’agricoltura globale, così come tutti gli attuali sistemi di supporto alle attività dell’uomo, è attualmente fortemente dipendente dall’uso di risorse non rinnovabili, in particolar modo dall’uso dei combustibili fossili. Un’argomentazione chiave consiste nel rispondere alla domanda di come la Permacultura possa funzionare in un futuro a basso consumo energetico e senza il supporto di fonti energetiche non rinnovabili. Una risposta va ricercata nell’approccio alla progettazione (invece che in nuove tecnologie): un ambiente ben progettato minimizza la necessità di ricorrere ad energia esterna. La riprogettazione di grandi sistemi (istituzioni o multinazionali) è molto difficile, se non impossibile (a causa dei loro blocchi strutturali). Pertanto, la Permacultura è prevalentemente diretta alle famiglie e ai piccoli produttori, che possono prendere le proprie decisioni in modo indipendente. 
La Permacultura è diretta a tutte quelle persone che mettono in discussione le basi della società, a quelle persone che vogliono impiegare le proprie energie nel creare il mondo nuovo che loro vogliono, piuttosto che combattere contro il mondo esistente che non vogliono. La Permacultura è anche una sorta di sfida a come avvengono i cambiamenti nella società. Nella Permacultura, non c’è un sistema di pianificazione top-down dei cambiamenti; le persone agiscono nel proprio interesse, ma questo genera benefici nell’intera società.
 

2. Domanda: Quindi la Permacultura ha importanti similarità con il movimento Transition Town di Rob Hopckins?

Risposta:

Il movimento Transition Town è un fenomeno molto interessante che ha le sue origini proprio nella  Permacultura (Rob Hopckins, il fondatore del movimento, era un insegnante di Permacultura nel Regno Unito). In origine, le persone vedevano la Permacultura sia come uno stile di vita alternativo nei Paesi ricchi che come uno strumento per supportare lo sviluppo nei paesi poveri; Il movimento Transition Town, aumentando la consapevolezza del picco del petrolio e del cambiamento climatico, ha aumentato altresì l’interesse di sempre più persone nei Paesi ricchi nell’economia locale, ossia in un economia fondata sulle famiglie e sulle comunità, con una solida base nella produzione alimentare locale.


3. Domanda: Ci sono molti modelli agricoli che differiscono dal sistema agricolo tradizionale basato su monoculture: Permacultura, Agro-ecologia, Agricoltura biologica, Agricoltura biodiversa, Policoltura e così via. Può spiegarci in cosa differisce la Permacultura da questi modelli e il perché una persona dovrebbe scegliere la Permacultura come modello per la propria produzione?

Risposta:
LaPermacultura può essere vista come un ramo dell’agricoltura biologica (originata sia in Europa che nel Nord America nel 1930, in opposizione al sistema di agricoltura industriale); quindi si basa sui metodi e sulle intuizioni dell’agricoltura organica, ma, allo stesso tempo, ha anche delle proprie particolarità:

1. gran parte del nostro cibo dovrebbe derivare da pianti perenni e da colture arboree, visto che la variabilità dei raccolti annuali è una delle principali vulnerabilità strutturali del sistema agricolo tradizionale;
2. il processo di progettazione e di continua evoluzione dei paesaggi e dei sistemi agricoli è tanto importante quanto il tradizionale focus sul modo in cui sono utilizzati il suolo e le altre risorse (caratteristica specifica dell’agricoltura biodinamica);
3. La Permacultura ha una più forte enfasi sulla diversità attraverso la policoltura.

Un interessante confronto riguarda la Permacultura e l’Agro-ecologia. Anche se i due modelli sono molto simili, l’Agro-ecologia è ben associata alla ricerca accademica (incentrata su come influisce sulla produttività agricola nei Paesi in Via di Sviluppo), mentre la Permacultura opera a un livello più pratico sia nei Paesi in Via di Sviluppo che in quelli Sviluppati. Per quanto riguarda il confronto con l'agricoltura biodinamica, mentre quest’ultima ha un forte accento sulle modalità di utilizzo del suolo, delle piante e degli animali, attraverso il ciclo delle stagioni, la Permacultura dà un forte accento alla progettazione, sia in termini di layout fisico (come l’azienda o l’ambiente è organizzato), che in termini di layout temporale (come le cose cambiano e si evolvono nel corso del tempo). Molti agricoltori vedono questi approcci come complementari piuttosto che competitivi. Alcune persone che praticano altri approcci di agricoltura organica, invece, sostengono che l'approccio progettuale della Permacultura è solo una regola comune di buon senso; la mia risposta a riguardo è che, in realtà, quest’approccio non è più così comune, perché il modo di pensare, soprattutto nei Paesi ricchi, ha divorziato dalla natura e dall'esperienza pratica. In secondo luogo, la Permacultura si concentra in modo maggiore sull'integrazione dei raccolti con gli animali (cosa che non avviene nella moderna agricoltura industriale) rispetto ad altri approcci. I metodi della Permacultura, in terzo luogo, sono flessibili e si evolvono secondo le peculiarità di ogni area o Paese in cui si sono sviluppati. Per tutte queste cose, la Permacutura è da considerare un metodo complementare (piuttosto che competitivo) a tutte le altre forme di agricoltura ecologica.



 
4. Domanda: In particolare, quali sono i vantaggi e gli svantaggi della Permacultura in confronto con il sistema agricolo basato sulle monocolture? Ci sono dati o risultati di ricerche che mostrano le differenze nella produttività dei raccolti, nei costi, nella redditività, nella qualità dei prodotti e nell’inquinamento tra i due metodi?

Risposta:
Iniziamo con una premessa. Ciò che noi chiamiamo agricoltura tradizionale è un sistema sviluppato in presenza di fonti di energia fossili poco costose; in un sistema centralizzato, le fonti fossili occupano un ruolo significativo in tutte le fasi della filiera agroalimentare, dalla produzione, alla distribuzione e al consumo. Ma con le fonti fossili che diventano più difficili da estrarre e più costose, la produzione del cibo si deve riavvicinare al consumatore, geograficamente (dall’importazione dall’estero alla produzione locale) ed economicamente, dalle fabbriche alle famiglie (household economy), con persone che auto-soddisfano gran parte dei propri bisogni di base (ciò che tradizionalmente chiamiamo agricoltura di sussistenza). Il principale vantaggio della Permacultura è la resilienza dalla scarsità di combustibili fossili. Un secondo importante vantaggio riguarda la produttività. La Permacultura è più produttiva rispetto ai sistemi tradizionali, non in termini di singoli raccolti, ma in termini di produttività totale del sistema, grazie al fatto che essa si avvale di qualsiasi spazio a disposizione (in particolare dei cosiddetti terreni marginali che vengono abbandonati invece nell’agricoltura convenzionale).
                                                                                               
   

L’ultima sfida dell’agricoltura convenzionale consiste nel come produrre abbastanza    
azoto in un mondo con una disponibilità inferiore di combustibili fossili.    
In questa prospettiva, il riciclaggio dei rifiuti diventa un fattore molto importante.

       
 
Il terzo vantaggio che voglio menzionare è l'efficienza nel riciclaggio dei rifiuti, efficienza non replicabile nel sistema centralizzato convenzionale, dove il consumo è scollegato dalla produzione. Il problema del riciclaggio è molto importante, in quanto, con l’aumento del costo e la più difficile reperibilità dei combustibili fossili, la produzione di azoto per le colture potrebbe essere un problema in futuro (questo è il limite ultimo della sostenibilità nell’agricoltura convenzionale), che può essere affrontato solo con un efficiente sistema di riciclaggio e un forte utilizzo di specie che fissano l'azoto.


5. Domanda: Lei ha in precedenza menzionato la riduzione nell’uso di combustibile fossile come uno dei principali vantaggi della Permacutura. Intende solo una riduzione o la completa eliminazione dei combustibili fossili?

Risposta:
Noi Stiamo andando in contro a una sfida molto seria nel prossimo futuro: l'enorme quantità di energia netta che era disponibile in passato (grazie ai combustibili fossili di alta qualità), non sarà più disponibile in futuro. Come affrontare questa sfida? La risposta chiave non consiste solo nella riduzione nell’uso di combustibili fossili, ma nella riduzione del consumo di energia in generale, visto che le fonti rinnovabili non possono fornire l'energia netta necessaria per alimentare i sistemi di vita attuali. L'agricoltura svolge un ruolo fondamentale nel rendere tutto questo possibile: lo può fare attraverso la ri-localizzazione della produzione alimentare, una maggiore integrazione delle risorse vegetali e animali, un più efficiente utilizzo dello spazio e un uso più creativo del lavoro dell’uomo e delle sue abilità tramite un buon sistema di progettazione degli ambienti.


6. Domanda: L’utilizzo di “Organismi Geneticamente Modificati (OGM)” sta guadagnando terreno nel dibattito pubblico e nelle pratiche agricole. Qual è il suo punto di vista su questa importante tematica?

Risposta:
Gli OGM sono stati proposti nel 1980 come l’inizio di una nuova rivoluzione verde. C'era una forte aspettativa che, entro il 2000, avremmo avuto una fissazione di azoto nel raccolto di frumento 4 volte superiore. Ma nessuna delle colture che utilizzano tali tecnologie ha prodotto qualcosa di simile alle attese iniziali. In realtà, molte di queste colture hanno una resistenza inferiore alla siccità e presentano una produttività più bassa rispetto alle varietà tradizionali che cercano di sostituire. In questo senso, il contributo di OGM nel sostenere l’alimentazione della crescente popolazione globale è, nella migliore delle ipotesi, marginale. Ma perché gli OGM stanno guadagnando terreno?
        
   

Gli OGM sono un modo grazie a cui  
le grandi multinazionali cercano di prendere il controllo della
 produzione agroalimentare al fine di assicurarsi il loro dominio economico.

   
 
La cosa che dovrebbe essere chiara a tutti noi è che gli OGM sono un metodo grazie a cui le grandi multinazionali agricole cercano di impossessarsi dei diritti di proprietà nella produzione agricola al fine di prendere il controllo della filiera agroalimentare mondiale. In passato, i combustibili fossili rappresentavano la chiave principale per assicurare il dominio economico nel mondo; ora, con il loro progressivo esaurimento, questa posizione sta per essere occupata dalla produzione alimentare.


7. Domanda: Secondo le Nazioni Unite, nel 2050 la popolazione globale sarà superiore ai 9 miliardi di persone, con un aumento di circa 2 miliardi di persone rispetto a oggi. Lei pensa che l’attuale sistema agricolo sarà in grado di affrontare questo incremento della popolazione globale? Nel caso contrario, come dovrebbe essere? E’ altresì necessario un cambio nella dieta media mondiale?  

Risposta:
Se il sistema agricolo continuerà a essere come quello attuale, probabilmente non sarà in grado di nutrire una popolazione mondiale così grande, perché dipende troppo dai combustibili fossili. Tuttavia, occorre anche dire che questo fallimento è dovuto più a un problema di distribuzione, che a un problema di produzione. È sorprendente vedere che parte della produzione agricola mondiale è utilizzata per alimentare le auto (attraverso la produzione di bio-combustibili), mentre quasi 1 miliardo di persone soffrono la fame. Un problema simile è legato alla dieta. Nello sforzo di produrre abbastanza carne per l'alimentazione delle persone che vivono nei Paesi più ricchi, spesso altri Paesi sono spossessati  dei propri terreni che potrebbero servire a nutrire la popolazione locale. Il sistema di produzione di massa della carne (specie della carne bovina) è inefficiente e, nel corso degli anni, i meccanismi di mercato non sono riusciti a risolvere questo problema. Resta da vedere invece se i metodi di progettazione in Permacultura potrebbero essere in grado di eliminare queste inefficienze e disuguaglianze nel attuale sistema alimentare mondiale. La cosa certa è che, se pur la Pemacultura non può magicamente e massicciamente aumentare la produzione globale di cibo, potrà, tuttavia, portare un miglioramento nella distribuzione alimentare tale da rendere possibile il grande obiettivo di sfamare 9 miliardi di persone. L'approccio della Permacultura rispetto a questa problematica è: "mangiare meno carne", "diversi tipi di carne" e "mangiare cibo locale di stagione", piuttosto che "cibo fuori stagione e proveniente dall’estero".


8. Domanda: La Permacultura è nata negli anni 70. Quanti progressi ha fatto da allora? Ha qualche dato riguardo a questi progressi (numero di persone o aziende agricole che seguono quest’approccio; numero di libri o articoli pubblicati sul tema, numero di associazioni nel mondo e così via)? Attualmente, quanto è diffusa la Permacultura nel mondo?

Risposta:
Cominciamo con l'Australia. La conoscenza della Permacultura qui è maggiormente diffusa rispetto ad altri Paesi del mondo. Molte persone la vedono come un modo ecologico e amichevole per coltivare cibo a casa, ma non è ancora presa sul serio dalle istituzioni politiche. In Australia ci sono molti attivisti (in particolare rispetto alla dimensione della popolazione), ma rappresentano solo una piccola parte degli attivisti totali nel mondo. Infatti, ormai ci sono progetti di Permacultura in quasi tutti i Paesi del mondo. Lo sviluppo della Permacutura ha seguito vie differenti. Ci sono alcuni Paesi, come la Cina, dove la Permacultura è poco sviluppata, e altri Paesi, come la Cambogia, Cuba e il Vietnam dove l’appoggio dei governi ai piccoli agricoltori ha facilitato la diffusione della Permacultura; infine, nei Paesi ricchi, come ho già detto, la diffusione della Permacultura sta seguendo un approccio bottom-up: le persone praticano la Permacultura nel loro interesse. In termini concettuali, mentre alcune importanti idee iniziali hanno trovato difficoltà a svilupparsi a causa della mancanza di risorse finanziarie, altre idee esterne (provenienti da lavori svolti in parallelo con la Permacultura) hanno rafforzato il metodo e il concetto della Permacultura. Il numero di persone che hanno seguito un corso in Permacultura è cresciuto fortemente nel tempo (ad oggi forse centinaia di migliaia di persone hanno seguito un corso); inoltre, sono stati pubblicati sempre più libri in diverse lingue sul tema. La Permacultura si sta diffondendo anche in un modo più indiretto, visto che alcune delle sue idee e dei suoi metodi sono adottati da agricoltori che non sono “Permacultori” a tutti gli effetti. Tuttavia, siccome la Permacultura non è uno specifico insieme di metodi chiaramente identificabili, è difficile quantificare l'influenza della Permacultura nell’agricoltura e nella società più in generale.


9. Domanda: L’economia sta affrontando una delle sue peggiori crisi: i Paesi occidentali stanno facendo i conti con una profonda recessione, con un crescente tasso di disoccupazione e con elevati debiti (sia pubblici che privati); i Paesi emergenti stanno crescendo in modo molto veloce e la loro pressione sulle risorse della Terra può minacciare seriamente la stabilità sociale e ambientale del nostro pianeta. Lei pensa che sia necessario un cambiamento dei principi su cui si basa l’economia oggi? Che tipo di cambiamento? In particolare, uno dei più grandi problemi nei Paesi avanzati è il crescente tasso di disoccupazione giovanile. Che cosa suggerisce di fare ai giovani? Può un ritorno all’agricoltura essere di aiuto nel trovare una soluzione a questo problema?

Risposta:
L'attuale sistema economico è dominato dalla bubble economy, la credenza in una continua crescita che porta a uno sviluppo eccessivo e all'inflazione dei valori patrimoniali; il problema è che le bolle economiche prima o poi sono destinate al collasso: i periodi di prosperità sono sempre seguiti da periodi di crisi.
             
   

Gran parte dell’attuale ricchezza in realtà non esiste ed è destinata a    
scomparire. Noi dobbiamo trovare dei modi per affrontare le crisi che    
seguiranno al collasso dell’attuale sistema economico..

   
  
Attualmente, un’enorme quantità di ricchezza in realtà non esiste, e il denaro alla sua base sta scomparendo. L'unica soluzione a questo problema di wealth illusion è di accettare la deflazione del valore e di affrontare la crisi che ne consegue nel modo più equo possibile. Ciò significa sviluppare un’economia parallela, un nuovo sistema economico (piuttosto che riformare l'attuale), che aiuterà a far fronte alle crisi che conseguiranno al crollo del sistema economico attuale. Fortunatamente, questa economia parallela, che si basa sulle comunità delle famiglie, cresce in modo naturale quando l’economia si contrae. In effetti, abbiamo notato che l'interesse per la Permacultura e per i modelli economici (più semplici e diretti) a essa legati segue un andamento anticiclico rispetto a quello dell'economia convenzionale: quando l'economia è povera, l'interesse per la Permacultura aumenta, mentre, quando l'economia cresce molto velocemente, l'interesse per la Permacutura si riduce. Un ritorno a un’economia locale può anche essere la soluzione al problema della disoccupazione giovanile. Oggi le università dei Paesi ricchi formano persone in grado di fare lavori complessi in grandi organizzazioni istituzionali e in grandi aziende; tuttavia, il sistema non fornisce a loro i posti di lavoro per cui vengono formati; allo stesso tempo, l'assenza di altre competenze rende i giovani non impiegabili in altri lavori. Al contrario, in un’economia locale, i giovani possono sviluppare diversi tipi di competenze (non necessariamente agricole) che possono spendere nel mercato locale per lo scambio con altri beni o servizi. La transizione non sarà indolore, ma sarà meglio che sperare nel ritorno alla crescita e in qualsiasi auspicata equità nella distribuzione della ricchezza nelle economie globalizzate.


10. Domanda: Infine, se lei potesse mandare un messaggio all’essere umano, cosa suggerirebbe di fare al fine di preservare se stesso e l’intero pianeta nel lungo periodo?

Risposta:
Resilienza, al petrolio, al credito e al fallimento della tecnologia. Questo è il massaggio principale che darei: la costruzione di modelli economici che possono funzionare senza un uso massiccio dei mercati finanziari e senza l’utilizzo di specifiche tecnologie sviluppate solo in alcuni Paesi del mondo; occorre creare sistemi che supportano la popolazione locale e che siano replicabili e adattabili alle specifiche esigenze locali. In questo processo si acquisisce la conoscenza e cresce l'influenza politica per riformare i sistemi centralizzati prima che diventino completamente disfunzionali. E se non si riesce in quest’ultimo compito, è possibile ancora usare la conoscenza e l'autonomia creati nelle comunità e nelle famiglie al fine di costruire nuove istituzioni economiche e politiche dopo la rovina di quelle centralizzate.

 

 

 

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