David Goulson

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INTERVISTA CON David Goulson 
("University of Stirling," Professor of Biological Sciences) 
 
Premessa
Nell’ inverno del 2006 gli apicoltori in America notarono un avvenimento strano – molti dei loro alveari stavano morendo per ragioni non evidenti. Col passare dei mesi, fenomeni simili sono stati rilevati in Europa. Gli scienziati hanno coniato termine “colony collapse disorder” (CCD) per descrivere ciò che stava accadendo… Due articoli pubblicati nella rivista Science hanno dato peso a questa idea. In particolare, un gruppo di ricercatori guidato da Penelope Whitehorn e David Goulson dell’Università di Stirling, in Gran Bretagna, hanno esaminato gli effetti che gli insetticidi hanno sui calabroni, specie molto collegata alle api.
 
Noi abbiamo intervistato David Goulson al fine di avere una sua opinione su quanto serio sia il problema e quali saranno le conseguenze se l’uso di pesticidi in agricoltura continueranno.
 
INTERVISTA - (Maggio 2012)
Intervista realizzata nel mese di Aprile 2012 e pubblicata nel mese di Maggio 2012 - (Intervista originale in inglese)
Oggetto: bees’s “colony collapse disorder”: sulle cause e le conseguenze del calo del numero di api nel mondo


1. Domanda: Nel tuo studio trovasti che le colonie di calabroni esposte anche a piccole dosi di "imidacloprid" (un tipo di neonicotinoide – un insetticida) hanno una probabilità maggiore di subire un collasso a causa di una serie di ragioni (perdita di peso ed una produzione inferiore di regine). Dato questo, pensi che l’uso di insetticidi in agricoltura devono essere fortemente ridotti al fine di evitare gravi danni a diverse specie di insetti come api e calabroni?

Risposta:
Sembra sensato porre fine all’uso di neonicotinoide nei campi con fiori in cui le api si nutrono, come ad esempio girasoli, mais e ravizzoni, fino a che un’alternativa, meno pericolosa non verrà trovata.

 
2. Domanda: Nel caso opposto, che cosa pensi possa accadere se un uso irrazionale di insetticidi continuerà e queste specie di insetti verranno fortemente indebolite?

Risposta:
Stiamo correndo il rischio che la popolazione di api si ridurranno al punto tale che i raccolti inizieranno a fallire, e le varietà di fiori di campo a collassare. In alcuni posti del Sud Ovest della Cina, le api sono state sterminate attraverso un uso eccessivo di pesticidi ed adesso la pollinazione dei loro frutteti deve essere manuale. Questo non sarebbe pratico in Europa!

 
3. Domanda: Quale pensi possa essere il metodo migliore per conciliare entrambi gli obiettivi di garantire la produttività agricola e la sopravvivenza degli ecosistemi? Pensi che l’agricoltura biologica possa essere la soluzione?

Risposta: 
Io suppongo noi tutti vorremmo mangiare cibo biologico, se ce lo potessimo permettere. In ogni caso, la grande questione è: possono le aziende biologiche  produrre abbastanza cibo da alimentare la crescente popolazione? Io non sono un esperto a riguardo. Ma suppongo che esse potrebbero farlo se tutti noi diventassimo vegetariani!

 
4. Domanda: Secondo te, ad oggi, quanto il nostro ecosistema è stato danneggiato dall’attività dell’uomo?

Risposta:
Non è una area di mia specializzazione, ma l’uomo ha radicalmente alterato gran parte degli habitat terrestri nel mondo. Includendo gli effetti dei cambiamenti climatici, presto non ci saranno più posti sulla Terra non danneggiati dall’uomo in un modo o in un altro.
 
 
5. Domanda: Pensi che il momento di cambiare il modo in cui l’essere umano convive con l’ambiente che lo circonda sia arrivato?

Risposta:
Si, definitivamente – se noi continuiamo in questo modo, il mondo dovrà affrontare un desolante futuro …

 
6. Domanda: Secondo te quando l’uomo cambierà il suo comportamento verso l’ecosistema e cosa si potrebbe fare per proteggere il nostro Paese? Qualche suggerimento per le politiche pubbliche.

Risposta:
Noi abbiamo bisogno di politiche pubbliche sostenibili e di lungo periodo, ed abbiamo bisogno di dimenticare l’illimitata esigenza di crescere. La crescita è, per definizione, insostenibile
 
 
7. Domanda: In conclusione, che cosa suggerisci alla singola persona di fare al fine di contribuire alla risoluzione dei danni che gli uomini stanno causando alla natura?

Risposta:
Creare un giardino biologico. Auto-produrre il proprio cibo. Riciclare. Comprare biologico. Incoraggiare gli altri a vivere in modo sostenibile.