Christine Loh (Hong Kong)

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INTERVISTA CON Christine Loh 
(Chief Development Strategist alla Hong Kong University of Science and Technology)

“HONG KONG: IL GAS NATURALE RIMPIAZIERA’ IL CARBONE”

Hong Kong e cambiamenti climatici.... Che cosa sta facendo per ridurre le emissioni? E’ vero, il cambiamento climatico è un problema globale e ogni paese dovrebbe fare i suoi sforzi per ridurre le emissioni di carbonio e adattarsi agli eventi estremi nel miglior modo possibile. Ma Hong Kong ha le sue peculiarità. Qual è il punto di vista di questa città ad alta densità demografica sui cambiamenti climatici? Christine Loh, Chief Development Strategist presso la Hong Kong University of Science and Technology e Sottosegretario all'Ambiente nel governo di Hong Kong (2012-17), ha risposto a queste e ad altre domande.

http://www.envr.ust.hk/our-division/people/faculty-staff/cloh.html 

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INTERVISTA - (Giugno 2018)
L’intervista è stata realizzata e pubblicata nel mese di giugno 2018 su www.lteconomy.org  
Oggetto: politiche sul cambiamento climatico in Hong Kong
 
a cura di Dario Ruggiero, Fondatore Long Term Economy 
 
 
 

Highlights 

  • A livello globale, la più grande minaccia è il cambiamento climatico. Gli eventi meteorologici estremi sono devastanti e frequenti anche in Europa...
  • Lo sforzo internazionale, ad esempio la UNFCC e l'accordo di Parigi, sono indispensabili per mettere insieme i paesi e concordarne gli impegni individuali… Ma questo non basta! Le politiche e gli impegni dei governi sono veramente importanti a livello di implementazione.
  • Stiamo parlando di Hong Kong, una città di medie dimensioni ad elevata, se non estrema, densità demografica. In tema di mitigazione del cambiamento climatico, il nostro impegno chiave consiste nel sostituire il carbone con il gas naturale.
  • Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, Hong Kong non dispone di aree destinabili a grandi parchi solari/eolici... Sforzi per incoraggiare l’uso del fotovoltaico nei terreni e sui tetti sono in atto grazie ad accordi tariffari feed-in.
  • … Ovviamente, ci sono alcune tematiche per cui rapportarci ai paesi occidentali è indispensabile. Milano, ad esempio, ha un expertise nella riduzione e nel riciclaggio dei rifiuti alimentari. Taipei è altrettanto brava in merito agli sprechi alimentari.
  • In Hong Kong, i dati sull'energia appartengono alle società private che provvedono alla fornitura di elettricità… A mio avviso, a prescindere che i dati appartengono al governo o alle imprese private, dovrebbero essere resi pubblici in modo che tutta la società possa beneficiarne.'
  • L'inquinamento e la cattiva salute colpiscono i poveri più dei ricchi: i problemi ambientali alimentano la disuguaglianza sociale. Essi alimentano altresì i conflitti – è il caso dei conflitti dovuti a condizioni climatiche estreme e ai loro effetti, quali siccità ed insicurezza alimentare.

 

"Lo sforzo internazionale, ad esempio la UNFCC e l'accordo di Parigi, sono indispensabili per mettere insieme i paesi e concordarne gli impegni individuali … . Ma questo non basta! Le politiche e gli impegni dei governi sono veramente importanti a livello di implementazione."
 
 
1. Domanda: Gentile prof. Christine Loh, grazie per essere qui con noi. "Hong Kong" e "sostenibilità" sono la tua expertise e può offrirci molti insegnamenti a riguardo. Iniziamo con lo scenario globale... Secondo lei, stiamo facendo abbastanza per preservare il Pianeta? Quali sono le questioni ambientali globali più importanti oggi?
 
Vediamo un po’… A livello globale, la più grande minaccia è il cambiamento climatico. Gli eventi meteorologici estremi sono devastanti e frequenti anche in Europa. E’ evidente…Spendiamo ancora troppo poco per affrontare e adattarci a queste nuove condizioni. Le comunità devono diventare più resilienti e ridurre le proprie emissioni di gas serra. Problemi, come l'inquinamento e i rifiuti, sono altresì molto importanti. Ci sono tentativi sparsi di porre rimedio a tutto questo, ma la situazione globale resta disastrosa. Per l’Asia? La sfida è molto seria.
 
 
2. Domanda: Che cosa sono più importanti nell'affrontare i cambiamenti climatici: le politiche internazionali o quelle nazionali?
 
Entrambi! Lo sforzo internazionale, ad esempio la UNFCC e l'accordo di Parigi, sono indispensabili per mettere insieme i paesi e concordarne gli impegni individuali. Ma questo non basta! Gli sforzi sono realizzati a livello nazionale, e le politiche e gli impegni dei governi sono veramente importanti a livello di implementazione.
 
 
3. Domanda: Proseguiamo con gli accordi internazionali. Ogni anno si raggiungono degli agreement dal 1992 (Rio de Janeiro), ma con scarsa efficacia. Quali sono i principali ostacoli e come possono essere superati?
 
Partiamo dal protocollo di Kyoto… E’ fallito perché c'erano ancora troppe divergenze sulla gravità del cambiamento climatico; c’erano inoltre divergenze sulle rispettive responsabilità dei Paesi Sviluppati e quelle dei Paesi in Via di Sviluppo in tema di riduzione di CO2. Veniamo all'Accordo di Parigi: i progressi sono stati enormi in quanto ciascun Paese si impegna in base alle proprie possibilità e stabilisce obiettivi propri (anche se è stato poi riconosciuto che tali impegni non sono sufficienti a restare entro i 2 gradi C di differenza). Il “ratchet” mechanism è saggio in quanto consente una revisione dei target ogni 5 anni, in modo che i paesi possano fare sempre di più.
 
Detto questo, il principale ostacolo al mantenimento dell'Accordo di Parigi è la garanzia di tutti i firmatari. E’ vero gli Stati Uniti si sono ritirati, e questo è stato un duro colpo, ma il fatto che l’impegno della Cina non sia venuto meno è una garanzia al mantenimento dell’Accordo. Infine, cosa molto importante… I Paesi Sviluppati dovrebbero immettere denaro nel Fondo per il Clima per aiutare i Paesi in Via di Sviluppo nel loro percorso di sostenibilità, ma questo non è ancora accaduto.
 
 
“Stiamo parlando di Hong Kong, una città di medie dimensioni ad elevata, se non estrema, densità demografica. In tema di mitigazione del cambiamento climatico, il nostro impegno chiave consiste nel sostituire il carbone con il gas naturale.”
 
 
4. Domanda: Lei è stato Sottosegretario all'Ambiente nel governo di Honk Kong (2012-17). Quali sono le principali misure messe in atto durante il suo ufficio?
 
Innanzitutto cerchiamo di definire il contesto. Stiamo parlando di Hong Kong, una città di medie dimensioni ad elevata, se non estrema, densità demografica. Veniamo adesso alle misure… Ho contribuito al Piano d'azione per il cambiamento climatico di Hong Kong (2017-2030+). Per quanto concerne le azioni di mitigazione del cambiamento climatico, il nostro impegno chiave consiste nel sostituire il carbone con il gas naturale nella generazione locale di energia elettrica entro il 2030. Fonti rinnovabili: Hong Kong non dispone di aree destinabili a grandi parchi solari/eolici e le capacità sono altrettanto piccole per l’off-shore. Sforzi per incoraggiare l’uso del fotovoltaico nei terreni e sui tetti sono in atto grazie ad accordi tariffari feed-in. Nel settore pubblico sono stati messi in atto due progetti pilota per gli impianti fotovoltaici su bacini idrici e su altre infrastrutture. Stiamo infine lavorando duramente sull’efficienza energetica degli edifici.
 
Altre aree di discreto successo? La riduzione dell'inquinamento atmosferico, in particolare per quanto riguarda le emissioni delle navi; la creazione di un piano quinquennale per la biodiversità ai sensi della UN Convention of Biological Diversity.
 
 
5. Domanda: In che modo i paesi occidentali e quelli orientali possono cooperare per prendersi cura dell'ambiente? Cosa possono imparare gli uni dagli altri?
 
Preferisco non usare i termini "paesi occidentali e orientali" come punto di partenza. È meglio pensare a chi ha ciò che possiamo imparare. Questo è fondamentale perché anche all'interno stesso di un paese possiamo trovare esempi a cui guardare. Un altro fattore da tenere in considerazione è la densità demografica. Così, ad esempio, città ad alta densità demografica come Tokyo, Singapore e Hong Kong hanno molto da condividere. Ovviamente, ci sono alcune tematiche per cui rapportarci ai paesi occidentali è indispensabile. Milano, ad esempio, ha un expertise nella riduzione e nel riciclaggio dei rifiuti alimentari. Taipei è altrettanto brava in merito agli sprechi alimentari. Così, Hong Kong può imparare da entrambi, ma, cosa fondamentale, dobbiamo farlo tenendo conto del nostro specifico contesto per sviluppare il nostro proprio e specifico sistema. La dieta occidentale e quella orientale sono molto diverse: ciò influisce molto in tema di politiche contro gli sprechi alimentari. Un altro fattore che influenza le linee di policy in tema di sprechi alimentari è la presenza o meno di un contesto agricolo nelle vicinanze che influenza le scelte tecnologiche in tema di riciclaggio e trattamento dei rifiuti.
 
 
6. Domanda: nel 2000 hai fondato il Think Tank, Civic Exchange. Qual è la sua missione?
 
Ho fondato il Think Tank Civic Exchange (anche se non svolgo più alcun ruolo per l’organizzazione) con la missione di condurre ricerche di politica pubblica basate sull'evidenza, fornire una prospettiva ai problemi e offrirne soluzioni. È un Think Tank non-politico e non-ideologico. Il suo approccio? Collaborativo - lavora con università, professionisti ed esperti di tutto il mondo - e affronta problemi locali, nazionali e internazionali, come il cambiamento climatico.
 
 
7. Domanda: In un suo recente articolo sul South China Morning Post, lei sostiene che Big-Data deve essere un sistema condiviso per realizzare la smart city in Hong Kong. Perché dati e tecnologica sono tanto importanti per la sostenibilità delle città?
 
Bene, partiamo da una premessa: a Hong Kong, i dati sull'energia appartengono alle società private che provvedono alla fornitura di elettricità. Le compagnie energetiche di Hong Kong sono state privatizzate sin dall'inizio. Esse forniscono un servizio eccellente alla città di Hong Kong, ma non c'è alcun obbligo legale per loro di fornire tutti i dati al governo. A mio avviso, a prescindere che i dati appartengono al governo o alle imprese private, dovrebbero essere resi pubblici in modo che tutta la società possa beneficiarne.
 
 
 
“L'inquinamento e la cattiva salute colpiscono i poveri più dei ricchi: i problemi ambientali alimentano la disuguaglianza sociale.”
 
 
8. Domanda: Disuguaglianza economica e sociale, pace, emissioni di CO2, perdita di biodiversità, sovrappopolazione, de-forestazione, ecc. Quale di questi problemi globali richiede maggiore attenzione?
 
Tutti! Qualsiasi cosa che riguarda il Pianeta Terra ha un impatto su tutti noi: anche sulla nostra salute. Il vero problema che ci ha reso lenti nell'affrontare i problemi ambientali è “l’esternalizzazione dei costi ambientali,” un fallimento dei nostri sistemi economici. L'inquinamento e la cattiva salute colpiscono i poveri più dei ricchi: i problemi ambientali alimentano la disuguaglianza sociale. Essi alimentano altresì i conflitti – è il caso dei conflitti dovuti a condizioni climatiche estreme e ai loro effetti, quali siccità ed insicurezza alimentare.
 
La sfida globale del cambiamento climatico impone attenzione al nesso tra questi vari problemi. Solo così è possibile ridurre il rischio e migliorare la cooperazione regionale ed internazionale.
 
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