Catherine McKenna (Governo del Canada)

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INTERVISTA CON Catherine McKenna
(Ministro dell’ambiente e del Cambiamento Climatico presso il governo del Canada)      
 

“IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: UN’OPPORTUNITÀ PER MUOVERCI VERSO UN’ECONOMIA SENZA CARBONIO”

Premessa

Il Cambiamento Climatico è una questione ‘locale e globale.’ Questo è chiaro al governo canadese, che ha svolto un ruolo chiave nella stesura dell’accordo di Parigi. La sostenibilità è una priorità per il Canada, che il 9 dicembre 2016 ha adottato il Pan-Canadian Framework on Clean Growth and Climate Change, un piano per una crescita a zero-emissioni e per un adattamento al Cambiamento Climatico. In che modo va affrontato il Cambiamento Climatico? Perché è un’opportunità che ogni singolo Paese dovrebbe cogliere? Quanti e che tipo di investimenti genererà l’economia della sostenibilità? Che ruolo sta svolgendo il Canada nei trattati internazionali? Catherine McKenna, Ministro dell’ambiente e del Cambiamento Climatico presso il governo del Canada, ha risposto a queste e ad altre domande.

Catherine McKenna è stata la prima donna eletta membro del Parlamento per il Centro di Ottawa il 19 ottobre 2015 e, poco dopo, nominata Ministro dell'Ambiente e del Cambiamento Climatico. E’ stata di grande supporto nelle negoziazioni riguardanti l'accordo di Parigi e nel mettere in sicuro il piano predisposto dal Canada, insieme a province, territori e popolazioni indigene per affrontare il Cambiamento Climatico e crescere in modo sostenibile. Prima di entrare in politica, Catherine ha praticato legge in tema di concorrenza e commercio internazionale con importanti studi legali in Canada e Indonesia ed è stata senior negotiator con la United Nations Peacekeeping Mission sul trattato del mare di Timor. Ha co-fondato Level Justice, un ente di beneficenza che favorisce l'accesso alla giustizia per le comunità emarginate di tutto il mondo. Catherine si è laureata presso l'Università di Toronto, la London School of Economics e la McGill Law School. Catherine e suo marito vivono ad Ottawa con i loro tre figli e il loro cane Skoki.

 
http://cmckenna.liberal.ca/
  
 
Questa intervista è stata realizzata e pubblicata nel mese di Novembre 2017 su www.lteconomy.it
Oggetto:  Politiche di sostenibilità in Canada
 
a cura di Dario Ruggiero, fondatore LTEconomy e Grazia Giordano, ricercatrice e co-editor presso LTEconomy
 
Ringraziamenti
Sentiti ringraziamenti per Ennio Barotella e Marina Ripoli per l’aiuto dato nell’elaborazione delle domande. 
 

Highlight 

  • Nell'ottobre 2017, abbiamo annunciato che insieme al Regno Unito sosterremo il lancio di un'alleanza globale sulla transizione all’elettricità pulita. 
  • Non si tratta  solo di una sfida straordinaria; esso è un'opportunità, una grande opportunità per tornare a crescere riorientando le nostre economie verso percorsi eco-sostenibili. I Paesi che ignorano i cambiamenti climatici, che proseguono con lo status-quo perderanno questa opportunità, saranno fuori dall'economia del futuro, perdendo competitività rispetto ai Paesi più efficienti e più puliti.
  • Tutti i Paesi devono tendere alla sostenibilità e alla riduzione delle emissioni. Protezione dell’ ambiente e crescita economica sono obiettivi compatibili.
  • Stiamo parlando di oltre 20mila miliardi di investimenti nei mercati emergenti entro il 2030: tutti i Paesi stanno spostando i propri investimenti verso la crescita sostenibile.
  • Tra le nostre priorità alla COP23 di Bonn (Germania), abbiamo portato avanti l'adozione di un piano che sostiene la partecipazione delle donne ai negoziati e lo sviluppo di politiche di genere nell'ambito della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).
  • Il Pan-Canadian Framework ha quattro pilastri principali: 1) prezzare l'inquinamento da carbonio; 2) misure complementari per ridurre ulteriormente le emissioni in tutti i settori dell'economia; 3) misure per adattarsi al Cambiamento Climatico; 4) azioni per accelerare l'innovazione, sostenere la tecnologia pulita e creare posti di lavoro. 
  • L'Italia e il Canada sono partner di lunga data su una varietà di fronti. Noi abbiamo un piano per uscire dal carbone entro il 2030 e saremmo felici di lavorare con l'Italia su questo argomento e condividere le nostre esperienze

 
 
Domanda 1: Benvenuta Catherine McKenna e grazie per essere qui con noi. Iniziamo con il ruolo del suo Paese. Che cosa rende il Canada un Paese-leader nella lotta al Cambiamento Climatico?
 
La determinazione! Il Canada è innanzitutto un Paese estremamente determinato nel mantenere il suo impegno nella lotta al Cambiamento Climatico entro i propri confini e all'estero: il Pan-Canadian Framework on Clean Growth and Climate Change (dicembre 2016) è il nostro piano per rispettare gli impegni assunti con l’accordo di Parigi in un contesto di crescita. E devo dire che in questa fase di attuazione stiamo procedendo con il piede sull’acceleratore…Quali le iniziative intraprese? Ce ne è una in particolare, forte ed ambiziosa e che ci tengo a comunicare:  l’abbandono graduale dalle centrali elettriche a carbone in tutto il Canada entro il 2030. Nell'ottobre 2017, abbiamo annunciato che insieme al Regno Unito sosterremo il lancio di un'alleanza globale sulla transizione all’elettricità pulita. Siamo lieti che anche l'Italia si sia impegnata a eliminare gradualmente il carbone entro il 2025.
 
Perché il Cambiamento Climatico dovrebbe essere una questione strategica per ogni Paese?
 
Primo perché esso colpisce tutti gli angoli del mondo… Nel nord del Canada, ad esempio, stiamo osservando lo scongelamento del permafrost e il ritiro del ghiaccio marino. Secondo, non si tratta  solo di una sfida straordinaria; esso è un'opportunità, una grande opportunità per tornare a crescere riorientando le nostre economie verso percorsi eco-sostenibili. I Paesi che ignorano i cambiamenti climatici, che proseguono con lo status-quo perderanno questa opportunità, saranno fuori dall'economia del futuro, perdendo competitività rispetto ai Paesi più efficienti e più puliti.
 
 
Domanda 2: il Canada ha caratteristiche geografiche, climatiche e geopolitiche peculiari. In questa prospettiva, quali sono le principali sfide del Canada in tema di Cambiamento Climatico?
 
La prima sfida è il ‘riconoscimento!’ Il nostro Paese, le nostre istituzioni riconoscono e danno valore alle caratteristiche peculiari delle popolazioni indigene e delle comunità settentrionali e remote; riconosciamo gli impatti sproporzionati del Cambiamento Climatico, le sfide associate in tema di sicurezza alimentare, i settori emergenti e gli alti costi dell’energia e della vita in generale. Detto questo, da un lato, stiamo prendendo provvedimenti che mitigano gli effetti del Cambiamento Climatico (uscita graduale dall'elettricità a carbone; riduzione del ricorso al gasolio nelle comunità rurali). Allo stesso tempo, stiamo aiutando le popolazioni indigene e le regioni settentrionali e costiere vulnerabili ad adattarsi agli effetti del Cambiamento Climatico.
 
Tutti i Paesi devono tendere alla sostenibilità e alla riduzione delle emissioni. Protezione dell’ ambiente e crescita economica sono obiettivi compatibili. Il nostro successo richiede entrambi. Prima ho accennato al phasing-out dalle centrali a carbone. Ma non è l’unico nostro obiettivo. Noi abbiamo imposto un prezzo all'inquinamento da carbonio; stiamo introducendo regolamenti complementari per ridurre le emissioni di gas serra; stiamo facendo investimenti senza precedenti in tecnologie pulite, innovazione e infrastrutture verdi. E ripeto…tutto questo ci porterà competitività nello scenario del 21° secolo. 
 
 
Domanda 3: Nel Novembre 2015 è stato siglato l’accordo di Parigi sul Cambiamento Climatico. In che modo i recenti accadimenti geo-politici (Donald Trump, l'aumento della tensione globale e del protezionismo, ecc…) stanno influenzando le vostre politiche internazionali sul Cambiamenti Climatici?
 
Più che sugli ostacoli all’accordo di Parigi, mi piacerebbe soffermarmi sulle opportunità che da esso emergono. Perché parliamo di un accordo storico? semplicemente perché adesso il percorso è tracciato ed è irreversibile! Stiamo parlando di oltre 20mila miliardi di investimenti nei mercati emergenti entro il 2030: tutti i Paesi stanno spostando i propri investimenti verso la crescita sostenibile. E le nostre imprese, grazie anche agli sforzi del governo in questa direzione, sono ben posizionate per cogliere al meglio le opportunità offerte da questi nuovi emergenti settori: i settori della crescita e delle società sostenibili.
 
La nostra leadership nella lotta al Cambiamento Climatico è evidente in patria e all’estero. Il nostro obiettivo annunciato nell’accordo di Parigi è di ridurre del 30% le emissioni di gas serra rispetti ai livelli del 2005. E in questo ci impegneremo a prescindere da cosa facciano gli altri Paesi! Ma mi preme dire che noi cercheremo di fare il nostro meglio per collaborare a livello internazionale per la salvaguardia del clima e dell’ambiente che, non può non essere una sfida globale.
 
 
Domanda 4: Molti Paesi considerano la sostenibilità come un peso sui loro obiettivi economici. Hanno ragione?
 
No, la vecchia idea che esisti un trade-off tra un'economia forte e un ambiente in salute è stata dimostrata falsa. L'ambiente e l'economia devono seguire un percorso unitario. Il Canada e altri Paesi stanno dimostrando tutto questo… Tutelare l’ambiente, fare progetti che si prendono cura del nostro ecosistema e non inquinano, possono dare giovamento anche ai nostri bilanci….
 
 
Domanda 5: Lei è una donna. Quale pensa sia il ruolo che le donne nella lotta al Cambiamento Climatico nei Paesi in via di sviluppo e  in quelli avanzati?
 
In molte parti del mondo, gli effetti del Cambiamento Climatico spesso colpiscono le donne in modo più accentuato rispetto agli uomini. Questo accade soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo, dove le donne tendono ad avere meno risorse finanziarie a disposizione e la loro sopravvivenza è maggiormente legata alle risorse naturali. Ecco perché, tra le nostre priorità alla COP23 di Bonn (Germania), abbiamo portato avanti l'adozione di un piano che sostiene la partecipazione delle donne ai negoziati e lo sviluppo di politiche di genere nell'ambito della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).
 
 
Domanda 6: Può spiegarci in breve quali sono gli obiettivi e gli strumenti del 'the Pan-Canadian Framework on Clean Growth and Climate Change?'  
 
Gli obiettivi del Pan-Canadian Framework on Clean Growth and Climate change? Mitigazione, adattamento, crescita: 1) Ridurre le nostre emissioni per soddisfare/eccedere gli impegni presi con l'Accordo di Parigi; 2) costruire resilienza per adattarsi a un clima che cambia; 3) il tutto nell’ambito di un’economia in crescita. Il nostro piano ha quattro pilastri principali: 1) prezzare l'inquinamento da carbonio; 2) misure complementari per ridurre ulteriormente le emissioni in tutti i settori dell'economia (compresi il settore dell'elettricità, i trasporti, gli edifici, l'industria, la silvicoltura, l'agricoltura, i rifiuti); 3) misure per adattarsi al Cambiamento Climatico; 4) azioni per accelerare l'innovazione, sostenere la tecnologia pulita e creare posti di lavoro.
 
Si tratta di quattro misure complementari: nessuna di esse è più importante delle altre. Nel breve periodo, abbiamo avviato politiche importanti: abbiamo fissato un prezzo all'inquinamento da carbonio; ci siamo impegnanti a eliminare gradualmente gli idrofluorocarburi ratificando l'emendamento Kigali al protocollo di Montreal; stiamo accelerando sull'eliminazione graduale delle centrali elettriche a carbone; stiamo promuovendo  l'eliminazione progressiva globale del carbone. Il nostro massimo rispetto e le più sincere congratulazioni vanno all'Italia e al Regno Unito per aver deciso di eliminare gradualmente l'energia elettrica a carbone entro il 2025.
 
Oltre a questo, abbiamo messo in campo misure per rendere i nostri edifici e veicoli più efficienti dal punto di vista energetico; in particolare, stiamo elaborando una strategia nazionale per i veicoli a emissioni zero. Stiamo investendo nelle politiche di adattamento al Cambiamento Climatico, anche attraverso il Green Infrastructure fund da 21,9 miliardi di dollari e il Disaster Mitigation and Adaptation Fund da 2 miliardi di dollari. Stiamo anche impegnando 2,65 miliardi di dollari in finanziamenti internazionali per sostenere i Paesi più poveri e più vulnerabili nel loro sforzo di adattamento al Cambiamento Climatico. Infine, stiamo fornendo più di 2,3 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo, la commercializzazione e l'uso della tecnologia pulita in Canada.
 
 
Domanda 7: Data la sua esperienza, pensa che ci siano dei margini di collaborazione tra l’Italia e il Canada su questo tema in una sorta di scambio culturale?
 
L'Italia e il Canada sono partner di lunga data su una varietà di fronti. Siamo alleati-chiave nella lotta al Cambiamento Climatico, fermi nel rispettare gli impegni presi con l'accordo di Parigi. Tema importantissimo quello dell’energia! La transizione verso l'energia pulita è già in atto… Noi abbiamo un piano per uscire dal carbone entro il 2030 e saremmo felici di lavorare con l'Italia su questo argomento e condividere le nostre esperienze.
  
 
 
 
 

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