Blake Burris (Cleanweb e Urban Mobility)

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INTERVISTA CON Blake Burris (Cleanweb e Urban Mobility)
(Fondatore del ‘Cleanweb Movement,’ chief hacktivist e responsabile Developer Relations dell’azienda Vinli)

Premessa

Oggi Internet, i social media, e il mobile sono una parte integrante della nostra vita. La maggior parte delle nostre attività quotidiane (dal momento in cui ci svegliamo, al viaggio per l'ufficio, al lavoro etc…) fanno largo uso della Information Communication Technologies (ICT). E' ormai lapalissiano che l’ICT, grazie a dispositivi sempre più sofisticati e connessi H24, sta rivoluzionando il nostro stile di vita, il modo in cui consumiamo le risorse e interagiamo con le altre persone. La nostra vita sta diventando di fatto sempre più 'connessa.’

Tutto ciò ha portato un numero crescente di persone e di aziende a chiedersi se l’ICT possa diventare un elemento chiave nello sforzo di costruire una società sostenibile caratterizzata da aziende, processi di business, e attività quotidiane più eco-friendly e un uso più intelligente delle risorse; possa in altri termini dirigerci verso  quella che viene definita 'economia circolare,' (un'economia in cui si sprecano sempre meno risorse e si generano sempre meno rifiuti). La sfida che abbiamo innanzi è enorme e richiede una completa revisione del modo in cui attualmente operano il sistema economica e la supply chain globali; ma c'è un 'movimento' che ha accolto la sfida; un movimento che sta guadagnando una crescente importanza in tutto il mondo: il ‘Cleanweb Movement.' Nato nel 2011, esso riunisce programmatori, imprenditori sociali e attivisti ambientali allo scopo di creare soluzioni, applicazioni e nuove imprese per rendere le città più smart e green. Diversamente da altri movimenti ‘ambientalisti,’ il Cleanweb Movement non si oppone al capitalismo; piuttosto, esso sfrutta lo spirito del capitalismo incoraggiando gli imprenditori a creare una società migliore per tutta l'umanità (un principio di uguaglianza è incorporato nel DNA di molte nuove aziende cleanweb – un principio noto come ‘B- Corporation’ negli Stati Uniti).
 
Ma che cosa è esattamente il Cleanweb Movement? Come funziona? Cosa sono e cosa accade durante i ‘cleanweb hackathons?’ Quanti progressi ha compiuto questo movimento dalla sua nascita? E quali sono le principali società nate grazie ad esso? Che cosa è l’urban tech?  Blake Burris, co-fondatore del Cleanweb Movement e della Cleanweb Initiative, ha risposto a queste e altre domande via e-mail e tramite conversazione via Skype condotta in Texas. Di seguito il suo background (dal suo profilo LinkedIn):
 
 
Blake Burris: Blake è un visionario, pioniere nella mobilità del futuro e nell’auto connessa; attivista leader, responsabile Developer Relations nell’azienda Vinli, consulente di start-up e di Autonebula, un incubatore in tema di trasporto connesso in India. Egli è un esperto nella creazione di comunità innovative ed è inserito in una vasta rete di relazioni internazionale. Con la Cleanweb Initiative, ha sviluppato un movimento globale di imprenditori che abbracciano 25 paesi, compresi gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Europa, la Russia, Israele e la Cina. Blake è co-autore del ‘The Smartup Manifesto,’ in collaborazione con DEMOS Helsinki, in cui si definisce una nuova generazione di start-up innovative, che nascono dalla confluenza tra il big data, l’alta tecnologia dei sensori, il cleanweb, la tecnologia urbana e la sharing economy. E’ stato in più occasioni relatore in eventi dalla portata internazionale su temi che vanno dal cleanweb alla sostenibilità, alla tecnologia urbana, alla mobilità del futuro e all’auto connessa.
 
Segui Blake on Twitter @blakeburris.
 
 
INTERVISTA - (aprile 2016)
Intervista realizzata nel mese di marzo 2016 e pubblicata in aprile 2016
Oggetto: ITC e sostenibilità, il Cleanweb Movement e la mobilità urbana sostenibile


 
 

Highlight 

  • Oggi, molti problemi ambientali derivano dalle tante inefficienze che inondano i processi e le attività aziendali e personali e rendono difficile l’incontro tra i produttori e i consumatori… l’IT avrà un ruolo sempre maggiore nel risolvere la crisi ambientale.
  • Il Cleanweb Movement è nato nel marzo 2011; successivamente, nel 2013, è stata fondata la ‘Cleanweb Initiative’ (l'organizzazione) per catalizzare l'interesse nel cleanweb e coordinare le comunità nascenti di 'credenti' a livello globale...
  • Molto spesso lanciamo un evento, un 'Hackathon', in una città colpita da un particolare problema ambientale (inquinamento, traffico, rifiuti, adozione dell’energia solare, etc…)…
  • Il Movimento Cleanweb non è anti-capitalista! Noi vediamo nel capitalismo una ‘leva’ che può aiutarci a risolvere i problemi ambientali e sociali
  • Il Cleanweb Movement opera come se fosse un 'eco-sistema.' Non si tratta di una semplice comunità o società. Esso mette insieme imprenditori, programmatori, investitori, autorità locali, organizzazioni non-profit e accademici di tutto il mondo. 

  • anche se non è nata direttamente da un hackaton, mi piace menzionare ‘Uber’ come la quintessenza del cleanweb. Come è noto, Uber è una multinazionale (con sede a San Francisco) che fornisce un servizio di trasporto privato attraverso un applicazione mobile che collega in modo diretto l’autista ai passeggeri. Quest’azienda, secondo diversi analisti, ha ormai raggiunto un valore di 100 miliardi di dollari!...il suo business model rappresenta un concetto centrale del cleanweb: usare l'IT per meglio allocare le risorse…

  • Più in generale, il sistema automobilistico dovrebbe tendere verso ciò che Stefan Heck, co-fondatore e CEO di Nauto, nel suo libro Resource Revolution chiama 'ACES', che sta per Autonomous, Connected, Electrical, Shared mobility…

  • la nozione di cleanweb è stata sostituita dal più recente concetto di ‘urban tech:’ la tecnologia che migliora l'ambiente urbano.

  • Per me, sia il cleanweb che l’ urban tech rappresentano degli strumenti indispensabili per realizzare la visione di un'umanità sostenibile tanto richiesta anche da Papa Francesco nella sua enciclica, ‘Laudato Si.’

 
 
 
Domanda 1: Benvenuto Blake Burris e grazie per essere qui con noi. Nel 2011 lei ha dato origine al Cleanweb Movement. Può spiegarci quali sono le caratteristiche  e, in particolare, il modello operativo di questo movimento?
 
Risposta
Beh, tutto è iniziato nel marzo del 2011, quando, lavorando per la Dynamo Labs*,  capii che c’era un enorme potenziale di interazione tra l’Information Technology (IT), il social-web e la questione ambientale. A quel tempo (e tuttora) l’IT era in forte crescita e, cosa ancora più importante, ha iniziato a cambiare il modo in cui viviamo, il modo in cui conduciamo le nostre attività quotidiane. Nello stesso periodo venni a conoscenza di  Sunil Paul, un investitore della Silicon Valley, che, ironia della sorte, aveva appena scritto un post nel suo blog, ‘Che cosa è il Cleanweb?’ Qualcosa di nuovo stava emergendo: la ‘IT iniziava ad essere considerata come la più grande leva che gli imprenditori avevano a disposizione per affrontare i problemi ambientali e la crisi delle risorse.’ Da quel momento il termine Cleanweb è diventato il mio Vangelo… Vediamo il perché. Oggi, molti problemi ambientali derivano dalle tante inefficienze che inondano i processi e le attività aziendali e personali e rendono difficile l’incontro tra i produttori e i consumatori. Tali inefficienze generano grandi quantità di rifiuti (evitabili), inquinamento, congestioni e altri problemi che affliggono il mondo moderno a Roma, come ad Houston o a Los Angeles. Occorre abbatterle per dare una svolta alla lotta ambientale e l’IT avrà un ruolo sempre maggiore in questo. E’ così che  nel marzo 2011 è nato il Cleanweb Movement; successivamente, nel 2013, è stata fondata la ‘Cleanweb Initiative’ (l'organizzazione) per catalizzare l'interesse nel cleanweb e coordinare le comunità nascenti di 'credenti' a livello globale.
 
* startup (1° destinatario dei Facebook fbFund nel 2008) che crea applicazioni informatiche mirate a migliorare l’efficienza energetica dei consumatori
 
Quindi, che cosa è e come funziona il Cleanweb Movement?
Il Cleanweb è nato come ‘movimento popolare' e continua ad esserlo tuttora; è molto simile ad un open-source. Mette insieme imprenditori e ne rappresenta la volontà di affrontare sfide considerate finora insormontabili. La parola che meglio descrive il modello operativo del Movimento Cleanweb è 'empowering', visto che siamo andati in giro per il mondo (in Europa, India, Stati Uniti) iniettando i principi del cleanweb ed ispirando gli imprenditori a dedicare le loro energie per risolvere sfide locali. Incentivare la creazione di nuovi approcci nell’affrontare i problemi ambientali e la scarsità di risorse è il leitmotiv del movimento.
 
Come operiamo?
Molto spesso lanciamo un evento, un 'Hackathon', in una città colpita da un particolare problema ambientale (inquinamento, traffico, rifiuti, adozione dell’energia solare, etc…). Il termine Hackathon etimologicamente deriva dalle parole 'hack' (usato nella sua accezione positiva di sviluppatori-web che trovano soluzioni a problemi) e 'maratona:' durante l'evento, imprenditori, programmatori (hacker) e competenti nella tematica specifica si riuniscono nel luogo prescelto e prendono parte alla sfida (la ‘maratona’ dura di circa 54 ore). Le squadre che propongono le soluzioni migliori ottengono premi in denaro.
 
Collaboriamo con comunità imprenditoriali in più di 20 Paesi. Tra essi c’è anche l'Italia, dove già si sono svolti tre hackathon a Roma con la collaborazione dell’Università di Roma 3, dell'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, e di 20 imprese e organizzazioni di supporto.
 
Il primo hackathon è stato lanciato nel settembre del 2011 a San Francisco. Da allora più di 2 dozzine sono stati organizzati con risultati molto interessanti e concreti.
 
 
Domanda 2: Che cosa rende il Cleanweb Movement diverso da altri tradizionali movimenti ambientalisti?
 
Risposta
Come ho già in parte anticipato, la nostra missione principale non è ‘migliorare l’ambiente in generale’. Essa consiste nel risolvere i problemi delle comunità in una prospettiva di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Ma l’elemento che ci contraddistingue di più è il seguente. Molti movimenti ambientalisti tradizionali vedono una minaccia nel capitalismo. Noi, al contrario, creiamo grandi opportunità imprenditoriali: il Movimento Cleanweb non è anti-capitalista! Noi vediamo nel capitalismo una ‘leva’ che può aiutarci a risolvere i problemi ambientali e sociali: rifiuti, spreco alimentare, acqua, inquinamento atmosferico, congestione del traffico e così via...
 
 
Domanda 3: Quali tematiche vengono affrontate dal Cleanweb Movement e chi prende parte ai cleanweb hackathon?
 
Risposta
Il Cleanweb Movement opera come se fosse un 'eco-sistema.' Non si tratta di una semplice comunità o società. Esso mette insieme imprenditori, programmatori, investitori, autorità locali, organizzazioni non-profit e accademici di tutto il mondo. I cleanweb hackathon rappresentano un 'sforzo collaborativo' che promuove città sostenibili, crescita, energia pulita, riduzione dell'inquinamento e migliori condizioni di vita per tutti.
 
 
Domanda 4: Può fornirci qualche esempio di hackathon di successo?
 
Risposta
Certo! A partire dal 2011, abbiamo lanciato molti hackathon: New York, San Francisco, Boston, Austin (Texas); ne abbiamo avuti diversi anche a Roma con la presenza della ambasciatore americano, Thorne (si veda il suo discorso durante la convention di Roma, il 30 novembre 2012).
 
Tra gli hackathon di maggior successo, va segnalato quello che si è tenuto nella città di New York in gennaio 2012, che ha visto la partecipazione di 150 persone. Dopo 48 ore di lavoro intenso, i partecipanti (organizzati in squadre) hanno creato una serie di nuove interessanti applicazioni. La squadra vincitrice ha creato un app. chiamata Econofy. Il loro sito web dà ai consumatori la possibilità di confrontare gli apparecchi in base al loro livello di efficienza energetica. Un’altra squadra vincitrice, nycbldgs.com ha sviluppato una mappa che permette di classificare tutti gli edifici comunali di New York in base al loro consumo di energia e alle emissioni di anidride carbonica (CO2). Questa applicazione dà l’opportunità di identificare gli edifici da migliorare con impianti energetici più efficienti e con un’impronta ecologica decisamente più bassa.
 
 
Question 5: Può fornirci il nome di qualche importante azienda che ha avuto origine grazie ad un cleanweb hackathon?
 
Risposta
La scelta è difficile… Molte aziende sono emerse grazie al cleanweb… Ed anche se non è nata direttamente da un hackaton, mi piace menzionare ‘Uber’ come la quintessenza del cleanweb. Come è noto, Uber è una multinazionale (con sede a San Francisco) che fornisce un servizio di trasporto privato attraverso un applicazione mobile che collega in modo diretto l’autista ai passeggeri. Quest’azienda, secondo diversi analisti, ha ormai raggiunto un valore di 100 miliardi di dollari! Perché menzionare Uber? Semplicemente perché il suo business model rappresenta un concetto centrale del cleanweb: usare l'IT per meglio allocare le risorse. Nel caso di Uber questo significa utilizzare milioni di veicoli inutilizzati e conducenti disposti a guidare; Uber risolve un inefficienza nel sistema di incontro tra offerta e domanda di mobilità urbana.
 
 
Domanda 6: Quindi uno degli argomenti più caldi per il cleanweb oggi è il trasporto urbano e la  “smart mobility” così come definita in Europa. Qual è il miglior modo per rendere la mobilità urbana sostenibile?
 
Risposta
Efficienza, sicurezza e accessibilità. Questo è il nostro mantra, nonché la guida per la classe emergente di imprenditori e innovatori. Oggi i maggiori problemi di mobilità urbana sono rappresentati dalla congestione del traffico, dalla sicurezza e dall'inquinamento. E molti di questi problemi derivano dall’enorme valore dato all’automobile. Oggi quasi ogni persona in una città può contare su una propria vettura. Ciò significa inquinamento urbano, perdita di tempo e rischio per la nostra sicurezza. Quindi qual è la soluzione a questo? 1) Spingere sempre più persone verso l’uso di mezzi di trasporto pubblico (con un utilizzo più efficiente della flotta di veicoli a disposizione), nonché di bici e delle proprie ‘gambe;’ 2) rendere le automobili più efficienti, meno impattanti e collegate tramite reti 4G / LTE.
 
Riguardo ai veicoli elettrici?
Naturalmente avere auto elettriche anziché automobili alimentate con combustibili fossili rappresenterebbe un grande upgrading nel sistema di mobilità. Più in generale, il sistema automobilistico dovrebbe tendere verso ciò che Stefan Heck, co-fondatore e CEO di Nauto, nel suo libro Resource Revolution chiama 'ACES', che sta per Autonomous, Connected, Electrical, Shared mobility. Questo vuol dire che le auto dovrebbero essere: 1) condivise (Shared); 2) elettriche (Electrical) 3) connesse (Connected) tra loro e con le infrastrutture della città; 4) e (presto) autonome: anziché dirigersi per essere accolta ‘nel prossimo parcheggio,’ l’auto si dirigerà ad accogliere ‘il prossimo passeggero…’ Pensata in questo modo l’automobile offre enormi opportunità alle persone (meno costi e meno congestione), alle imprese (emergeranno nuovi bisogni da soddisfare) e all'ambiente (meno inquinamento). In definitiva, con l’evolversi delle esigenze di mobilità, per forza di cose, il concetto di automobile dovrà evolversi da proprietà personale ad un ‘elemento integrante’ del sistema complessivo di trasporto urbano nelle nostre città.
 
 
Domanda 7: Quali sono i Paesi più sensibili al tema della sostenibilità della mobilità urbana?
 
Risposta
Sia le città dei Paesi Sviluppati che quelle dei Paesi in Via di sviluppo mostrano un forte interesse per la mobilità urbana; questo perché vogliono risolvere i problemi relativi al traffico, all’inquinamento e alla possibilità di avere un accesso equo al trasporto. Tale interesse emerge chiaro nei Paesi asiatici in rapida urbanizzazione (Cina, l'India e Sud Est dell’Asia)... così come in Europa e nel Nord America, dove il costo delle infrastrutture è esorbitante ed il trend urbano sta modellando una domanda per un trasporto di tipo multi-modale che comprende l’utilizzo di biciclette e di automobili in condivisione. Tale trend è osservabile nella città di Stoccolma, che sta per vietare il traffico veicolare nel nucleo urbano... a Parigi (si veda il programma 'Paris Plage' che sostituisce le strade lungo il Senna con spiagge usufruibili dai cittadini); Singapore sta valutando la possibilità di applicare veicoli autonomi al fine di ridurre il numero di veicoli in circolo e offrire una mobilità più efficiente alla popolazione. In India, le preoccupazioni non riguardano solo la congestione e l'inquinamento: l’obiettivo è anche quello di evitare che ogni singolo cittadino abbia una o più automobili nel proprio garage così come è accaduto in America nel corso degli ultimi 100 anni (una cosa del genere in India sarebbe disastrosa!!). Anche nel Medio Oriente, le autorità e le istituzioni cittadine (a Dubai ad esempio) stanno sviluppando piani per garantire un sistema di mobilità urbana efficiente e sicuro.
 
 
Domanda 8: Il Cleanweb Movement è nato nel 2011. Quanti progressi sono stati fatti da allora?
 
Risposta
Il Movimento Cleanweb deve il proprio successo ai principi che ha saputo portare e sta portando avanti: 1) aggregare la volontà delle persone; 2) trovare soluzioni concrete; 3) rendere la vita nelle comunità migliore e più sostenibile. Il numero dei partecipanti ai nostri eventi è cresciuto e il numero di sponsor è aumentato nel tempo. Nel 2013 abbiamo fonsato la Cleanweb Initiatives in collaborazione con Facebook, la Sunil Paul Foundation, la American Clean Sky Foundation ed altri sponsor. Ma la più importante validazione del nostro lavoro giunge dalle aziende di successo (nate grazie al movimento cleanweb e/o sulla base dei suoi ideali) come Sidewalk Lab (una società di Alphabet (Google)), che indicativa in parte della tendenza di Google ad impiegare ingenti investimenti nel tentativo di migliorare la vita urbana attraverso l’uso delle tecnologie.
 
 
Domanda 9: Quale sarà il futuro del Movimento Cleanweb?
 
Risposta
Per quanto riguarda il futuro, devo innanzitutto dire che ora, a circa 5 anni dalla sua origine, la nozione di cleanweb è stata sostituita dal più recente concetto di ‘urban tech:’ la tecnologia che migliora l'ambiente urbano. Infatti, esso, insieme al movimento per la creazione di smart cities, sta guadagnando una crescente approvazione in tutto il mondo. Personalmente io accolgo con favore tutti quei movimenti e quelle ideologie che promuovono ed accelerano il progresso verso città più pulite, sicure e sostenibili. Essi rappresentano degli strumenti indispensabili per realizzare la visione di un'umanità sostenibile tanto richiesta anche da Papa Francesco nella sua enciclica, "Laudato Si."
 
Sidewalk Labs (di Alphabet (ex Google)) è un importante esempio della crescente attenzione rivolta al ‘tech urbano.’ E’ possibile stare al passo con gli sviluppi di questa azienda connettendosi all'hashtag #urbantech  e al sito http: //www.sidewalk labs.com/
 
Per quanto riguarda il cleanweb, in diverse città (San Francisco, Londra e Boston) esistono comunità attive che continuano a realizzare periodici hackathon. Questa è la bellezza di un approccio open-source!! Un modello messo in moto nel 2011 per diffondere in modo esponenziale  le ‘innovazioni’ e le ‘creazioni’ degli individui che hanno un’innata attitudine per la collaborazione e la condivisione, di persone che vogliono migliorare il mondo grazie all’usa dell’IT e dell’innovazione che emerge nei ‘commons’ virtuali e fisici. Lunga vita al Cleanweb!
 
 
 
 

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