Benoit Montreuil

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INTERVISTA CON Benoit Montreuil 
(Direttore del Physical Internet Center at the Georgia Institute of Technologyhttps://www.scl.gatech.edu/research/physical-internet, http://physicalinternetinitiative.org/index.php)

Premessa

La crescente ‘Impronta Ecologica’ dell’uomo e l’ormai non più innegabile ‘Cambiamento Climatico’ stanno spingendo l'essere umano a ripensare il modo in cui conduce le proprie attività sulla Terra. Con il crescere della globalizzazione, la logistica sta assumendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo economico e sociale di ogni Paese. Tuttavia, le attività logistiche hanno anche un impatto ambientale (si stima che la logistica contribuisca per il 5.5% al totale delle emissioni) e presentano non poche inefficienze. Il passaggio da un modello di trasporto point-to-point ad un modello più segmentato, e da un sistema chiuso ad un rete di fornitura  aperta sono fattori chiave per rendere la logistica più sostenibile. Ma quando parliamo di sostenibilità in logistica cosa intendiamo? Può la logistica diventare ‘green?’ In che modo possiamo creare reti logistiche intelligenti (le smart logistic) grazie all'aiuto delle nuove tecnologie? Può l’Internet delle cose (rendere la logistica più sostenibile? Al Georgia Institute of Technology  hanno concepito un nuovo modello operativo, il Physical Internet (L’internet fisico) che cambia totalmente il modo in cui le attività logistiche vengono organizzate. Di cosa si tratta? Il dr. Benoit Montreuil, fondatore e direttore del Physical Internet Center al Georgia Institute of Technology ed esperto di logistica sostenibile, ha risposto a queste e altre domande.

Benoit Montreuil: E 'professore e presidente del Coca-Cola Material Handling & Distribution alla Stewart School of Industrial & Systems Engineering al Georgia Institute of Technology, dove è anche direttore del Physical Internet Center e uno dei leader del Supply Chain & Logistics Institute. Benoit conduce l’International Physical Internet Initiative, coinvolgendo i leader del mondo accademico, industriale e politico di tutto il mondo in progetti di ricerca in tema di logistica intelligente, iper-connessa e sostenibile. I suoi principali interessi di ricerca riguardano lo sviluppo di concetti, metodologie e tecnologie che consentano alle aziende, alle catene di fornitura e alle catene del valore di prosperare in un mondo iper-connesso e in rapida evoluzione. Il dr. Montreuil è uno scienziato di fama mondiale, che ha introdotto - in collaborazione con studenti e colleghi - una serie di importanti campi di ricerca attraverso quasi quattro decenni di analisi, confluiti in 250 pubblicazioni scientifiche, e conferenze scientifiche e professionali a livello internazionale. Ha una vasta esperienza nella consulenza all'industria e al governo. Nel corso del la sua carriera, ha ricevuto numerosi premi, incluso il Rainmaker of the Year, The Physical Internet Pioneer Award per la sua visione straordinaria e stimolante, e la Pythagore Award presso la alma mater UQTR per l'eccellenza della sua carriera scientifica.

 


INTERVISTA- (Settembre 2015)
L'intervista è stata realizzata nel mese di Settembre 2015 e pubblicata nel mese di Febbraio 2016 
Subject
: logistica sostenibile, Physical Internet, Internet delle Cose e logistica


 
 

Highlight 

  • Il livello di inquinamento prodotto dal sistema logistico varia da Paese a Paese, e dipende da diversi fattori: il tipo di industria, il tipo di treni, camion e navi utilizzati per il trasporto della merce, nonché dallo specifico sistema logistico del Paese.
  • in termini assoluti, tra le tre modalità di trasporto, quella marittima contribuisce in modo maggiore alle emissioni di gas serra... Tuttavia, in termini relativi,  la nave rappresenta il mezzo di trasporto più pulito: per ogni tonnellata di merce trasportata su un miglio, in rapporto alle navi da carico, i treni merci producono una quantità di emissioni 1,6 volte superiore; i camion 10 volte; e gli aerei generano emissioni 47 volte maggiori.
  • Logistica sostenibile significa innanzitutto combattere contro le ‘inefficienze’ organizzative…le inefficienze non si limitano a colpire le imprese logistiche; colpiscono tutte le imprese della supply chain.
  • Ogni soggetto coinvolto nella catena di approvvigionamento (sia esso un fornitore, un produttore, una compagnia di navigazione, un centro di distribuzione) opera in modo isolato, massimizzando i propri benefici, seguendo regole e logiche proprie. Questo causa molte inefficienze…
  • la maggior parte delle persone pensano che i termini 'green logistics' e 'logistica sostenibile' abbiano lo stesso significato. Questo non è assolutamente vero! Per essere sostenibile, la logistica lo deve essere da un punto di vista ambientale, sociale ed economico.
  • Il Grande Cambiamento di cui parlo consiste nel passare da una 'rete di approvvigionamento chiusa' ad una 'rete di approvvigionamento aperta;' l’Internet Fisico consentirà tale cambiamento…
  • Veicoli a basse emissioni sono sicuramente un fattore importante nella riduzione delle emissioni di gas serra; ma motori a zero o a basse emissioni e, più in generale, l’utilizzo di fonti rinnovabili nelle infrastrutture logistiche, non sono, almeno per il momento, la preoccupazione principale. La priorità va data all'organizzazione!
 
 

Domanda 1: Benvenuto dr. Montreuil. Lei è un esperto di logistica sostenibile. Prima di discutere in dettaglio questo argomento, definiamo cosa intendiamo per logistica e quanto le attività ad essa legate contribuiscono all’inquinamento?

Risposta

Noi tutti sappiamo che i luoghi in cui i beni vengono prodotti spesso non coincidono con quelli in cui essi vengono utilizzati/consumati. Sorge quindi  la chiara necessità di dover trasportare questi beni da un luogo ad un altro (e con l'affermarsi della globalizzazione tale necessità diventa sempre più impellente).

Detto questo, con il termine ‘logistica,’ si intende l’insieme delle infrastrutture (strade, ferrovie, porti, interporti e così via) e delle attività (trasporto e stoccaggio delle merci) che consentono ai materiali e ai prodotti finiti di arrivare a destinazione (sia essa una fabbrica o il consumatore finale).

Quanto la logistica contribuisce all'inquinamento?

Ora è chiaro che le attività di logistica (in modo particolare, lo stoccaggio e il trasporto) consumano molta energia ed emettono gas serra: si stima che la logistica contribuisca per il 5,5% al totale delle emissioni (Fonte: World Economic Forum, 2009).

Tuttavia, il livello di inquinamento prodotto dal sistema logistico varia da Paese a Paese, e dipende da diversi fattori: il tipo di industria, il tipo di treni, camion e navi utilizzati per il trasporto della merce, nonché dallo specifico sistema logistico del Paese.

 

Domanda 2: Quindi molte attività della logistica sono legate movimentazione di merce, su strada, tramite treni, con gli aerei e sugli oceani. Quale di queste quattro modalità di trasporto assume il ruolo principale nella logistica?

Risposta

La modalità di trasporto a noi più familiare è quella su strada, tramite l’utilizzo di camion. Tuttavia, la maggiore quantità di merce viene movimentata attraverso l’uso  di grosse  'navi container:’ oltre l'80% del commercio mondiale avviene via mare! Questo perché la nave rappresenta il mezzo di gran lunga più efficiente nel trasporto su lunga distanza. Tutte le attività legate al trasporto di merce via mare costituiscono quella che viene definita con il termine ‘industria del Maritime’ e rappresentano la parte più significativa del sistema logistico.

Quale di queste modalità di trasporto contribuisce di più all'inquinamento?

Ora è evidente che, data la sua stazza, in termini assoluti, tra le tre modalità di trasporto, quella marittima contribuisce in modo maggiore alle emissioni di gas serra; segue il trasporto su strada e, infine, quello sui treni. Tuttavia, in termini relativi (ossia in termini di merce trasportata) il discorso cambia. Infatti, in realtà la nave rappresenta il mezzo di trasporto più pulito: si calcola che, per ogni tonnellata di merce trasportata su un miglio, in rapporto alle navi da carico, i treni merci producono una quantità di emissioni 1,6 volte superiore; i camion 10 volte; e gli aerei generano emissioni 47 volte maggiori.

http://news.mit.edu/2010/corporate-greenhouse-gas-1108

 

Domanda 3: Passiamo adesso all’oggetto principale della nostra discussione: 'la logistica sostenibile.' In primo luogo, parliamo di inefficienze. Ci dica quali sono le principali inefficienze che colpiscono il sistema logistico globale.

Riposta

Beh, ho condotto uno studio approfondito sul tema, pubblicato in Logistics Research nel 2011. Cosa è emerso? Primo: le inefficienze sono presenti in tutte le attività del sistema logistico e in tutte le modalità di trasporto (marittimo, su strada, su treno). Secondo: le inefficienze non si limitano a colpire le imprese logistiche; colpiscono tutte le imprese della supply chain. Ogni soggetto coinvolto nella catena di approvvigionamento (sia esso un fornitore, un produttore, una compagnia di navigazione, un centro di distribuzione) opera in modo isolato, massimizzando i propri benefici, seguendo regole e logiche proprie. Questo causa enormi inefficienze. Migliorare il flusso di informazioni e le regole che collegano tutti questi operatori può rappresentare un grande passo avanti verso la logistica sostenibile. Abbiamo bisogno di un "grande cambiamento" se vogliamo rendere la logistica veramente sostenibile, e adesso abbiamo tutti gli strumenti per attivarlo.

 

Domanda 4: Prima di spiegare in cosa consiste questo 'grande cambiamento,’ rendiamo più chiaro il concetto di ‘logistica sostenibile.’ Che cosa significa logistica sostenibile? Perché sempre più aziende di logistica stanno prendendo in seria considerazione la questione della sostenibilità? E’ la conseguenza di una volontà ecologica, di norme ambientali più restrittive o è una questione di competitività?

Risposta

Prima di tutto vorrei fare chiarezza su un malinteso comune: la maggior parte delle persone pensano che i termini 'green logistics' e 'logistica sostenibile' abbiano lo stesso significato. Questo non è assolutamente vero! Per essere sostenibile, la logistica lo deve essere da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. Questi tre elementi sono strettamente connessi.

1) La sostenibilità economica della logistica. Molte statistiche dimostrano che la logistica rappresenta un elemento molto importante dell'economia: essa genera tra l'8% e il 22% del Prodotto Interno Lordo (PIL) in molti paesi del mondo (e questa percentuale è in costante aumento). Ma non è solo una questione di contributo al PIL! Il modo in cui la logistica viene gestita influenza fortemente la competitività delle imprese, la produttività complessiva di una nazione e i prezzi al consumo. In altre parole la logistica è un settore strategico per l'economia di ogni paese.

2) La sostenibilità ambientale della logistica. Le attività logistiche utilizzano le risorse ed emettono gas serra; esse esercitano una pressione non indifferente sull'ambiente. Tuttavia, la maggior parte delle aziende non sono ancora sufficientemente sensibili a questo tema e finora solo piccoli miglioramenti sono stati fatti. Mi si lasci dire a riguardo che essere ‘green’ non è solo una questione ecologica, ma è anche un’opportunità economica e sociale: quando un’impresa logistica diventa più efficiente e riduce il consumo di energia, anche i suoi costi di produzione diminuiscono, mentre la puntualità e la qualità dei suoi servizi aumentano; l'azienda diventa più competitiva e i consumatori più soddisfatti: il benessere complessivo della società aumenta.

3) La sostenibilità sociale della logistica. Qui ci sono tre aspetti principali da prendere in considerazione: a) occupazione, b) buone condizioni del lavoro e c) qualità dei servizi. Iniziamo dall’occupazione. Molte persone lavorano nel sistema logistico, ma molti di loro, soprattutto quelli impiegati nel settore del trasporto su strada (ad esempio i camionisti) e nei magazzini di stoccaggio merce, operano in cattive condizioni di lavoro. Su questo aspetto occorre da un lato garantire una base occupazionale stabile e dall’altro migliorare le suddette condizioni di lavoro. La sostenibilità sociale della logistica non si limita all’occupazione: la qualità dei servizi logistici è altresì importante. Attualmente, più che in passato, le persone chiedono servizi migliori e prezzi più bassi sia nell’ambito del commercio elettronico che in quello di rivenditori tradizionali. Un miglioramento dei servizi di consegna, una riduzione dei tempi e di tutte le inefficienze del processo di fornitura di beni e servizi porteranno grossi vantaggi al benessere generale della società. Grazie a tali miglioramenti, verranno sprecati meno materiale ed energia: sostenibilità sociale significa anche sostenibilità ambientale!

 

Domanda 5: Ok. E’ arrivato il momento di parlare del ‘Grande Cambiamento’ da lei menzionato in precedenza.  In cosa consiste?

Risposta

Il Grande Cambiamento di cui parlo consiste nel passare da un 'sistema di approvvigionamento chiuso' (in cui ogni operatore lavora secondo la propria logica, con una bassa cultura collaborativa e un numero limitato di partnership verticali e orizzontali) ad una 'rete di approvvigionamento aperta' (dove tutti gli operatori condividono le proprie risorse utilizzando piattaforme digitali, protocolli, strutture logistiche e mezzi di trasporto condivisi).

 

Domanda 6: Quindi abbiamo bisogno di una nuova cultura nella logistica (da modelli chiusi a modelli aperti). Potrebbe spiegarci più in dettaglio in cosa consiste questo ‘sistema di approvvigionamento aperto?’

Risposta

Si tratta di realizzare un modello di logistica globale, efficiente e distribuito, quello che definiamo con il termine di  ‘Physical Internet.’ Per capire come funziona questo modello, occorre sapere con precisione dove è possibile ottenere guadagni di efficienza lungo tutta la catena di approvvigionamento. Qui mi concentrerò su tre livelli: trasporto, distribuzione e produzione.

Cominciamo con il trasporto. L’attuale sistema di trasporto si basa su un modello point-to-point: c’è un unico trasportatore che prende la merce all’origine e lo porta a destinazione finale. Esiste un modello che garantisce una consegna più veloce ed efficiente della merce? I nostri studi dimostrano che la risposta va ricercata in un modello distribuito, multi-segmentato e intermodale. Cerchiamo di capire come funziona. E’ come se stessimo in presenza di una corsa a staffetta. Un primo autista consegna la spedizione ad un hub vicino, prende altra merce e torna a casa. Un secondo autista prende  la spedizione per consegnarla all’ hub successivo, e così via fino a quando l'intera spedizione non arriva a destinazione. E 'stato calcolato (e spiegato in molti miei articoli) che grazie a un sistema siffatto, la merce può raggiungere la propria destinazione in metà del tempo rispetto al sistema tradizionale di trasporto point to point.

Tuttavia non è solo una questione di trasporto. Gli incrementi di efficienza sono ottenibili anche attraverso una gestione più razionale dei centri di distribuzione. Nel sistema logistico attuale, la maggior parte delle aziende private possiedono uno o pochi centri di distribuzione (raramente più di 20), e stipulano contratti  solo con pochi centri di distribuzione indipendenti. Ciò limita le loro capacità di immagazzinaggio e di spostamento delle merci attraverso i continenti. Ma cosa succederebbe se ogni impresa potesse fare affidamento su più centri di distribuzione? La distribuzione dei loro prodotti sarebbe molto più capillare; la merce sarebbe più vicina ai mercati di destinazione e l’attività di spedizione e trasporto sarebbero ridotte e molto più efficienti.

Applichiamo adesso il concetto di distribuzione capillare alla produzione. Cosa accade se un’impresa può contare su un sistema di produzione più distribuito, con fabbriche (in grado di garantire qualità e standard di produzione) localizzate in prossimità dei mercati di esportazione? In un sistema siffatto, i guadagni di efficienza sarebbero ancora maggiori... Il trasporto della merce, e quindi lo spreco di energia e le emissioni di anidride carbonica, sono ridotti al minimo; la consegna delle merci è più puntuale e una quantità minore di merce viene persa durante la fase di trasporto.

Quali saranno le conseguenze per le aziende logistiche?

Supponiamo che un tale sistema di logistica, caratterizzato da una distribuzione e produzione più capillare, venga effettivamente realizzato. Quali saranno le conseguenze per le aziende di logistica? Quale il loro destino? Saranno destinate a scomparire? Nulla di tutto questo... Le imprese logistiche dovranno semplicemente adattarsi e sfruttare le nuove opportunità del mercato; dovranno cambiare il loro modello operativo. Esse dovranno ridefinire il loro valore aggiunto nella catena di approvvigionamento. Ora molte aziende di trasporto lavorano secondo la logica point-to-point. Esse dovranno adattarsi ad un sistema di trasporto a staffetta. Nel settore della distribuzione, opportunità di business emergeranno per le imprese che offrono servizi on-demand di immagazzinaggio attraverso una vasta rete di magazzini e centri di distribuzione; ci sarà infine spazio per le aziende che offrono piattaforme digitali di logistica che permettano ai loro clienti di essere altamente efficiente nello sfruttamento della logistica interconnessa.

 

Domanda 7: In che modo la tecnologia ci supporterà nel raggiungere un sistema logistico più ‘pulito’ e ‘sostenibile?’

Risposta

La tecnologia gioca un ruolo di primaria importanze. Essa contribuisce in molti modi alla  realizzazione del Physical Internet. In particolare, tre sono le tecnologie di supporto:

1) Teconologia di trasporto, movimentazione e immagazzinaggio: in primo luogo vorrei citare ‘la versione intelligente’ dei containar e delle attrezzature per l’immagazzinamento e la movimentazione di merci (ossia con dotazione di sensori e dispositivi intelligenti). Se questa innovazione contribuirà nell’efficientamento dell’apparato logistico, altre innovazione consentiranno una drastica riduzione nelle emissioni di CO2. Sto parlando in particolare di veicoli intelligenti e a basse emissioni, veicoli elettrici o comunque dotati di  motori a basso consumo, ma anche di una maggiore diffusione dell’energia rinnovabile da parte dei soggetti che operano lungo la catena di approvvigionamento.  Grazie a questo tipo di tecnologia, la logistica diventa ecologicamente più sostenibile.

2) Information Technology: negli ultimi dieci anni è emerso un nuovo dirompente concetto, qualcosa che sta per cambiare profondamente il modo in cui pensiamo e svolgiamo le nostre attività quotidiane ed economiche: ‘l’Internet delle cose.' Oggi possediamo ‘oggetti e dispositivi sempre connessi alla rete’ e possiamo 'accedere in tempo reale ad un ampio ventaglio di informazioni.' Applichiamo tutto questo alla logistica! Questo significa dotare di smart tag e sensori tutti i mezzi e strumenti utilizzati nella rete logistica (camion, container, lotti di merci e così via) in modo che possano essere facilmente individuati in qualsiasi punto della supply chain; in questo modo la merce diventa molto più tracciabile. Grazie all'internet delle cose, i centri di distribuzione gestiscono in modo più efficiente il proprio magazzino merci e tutto il sistema logistico sta diventando più iper-connesso ed efficiente.

3) Stampa 3D: un’altra tecnologia dirompente è la stampa 3D. Essa rappresenta un modo totalmente nuovo di concepire la produzione; con i materiali giusti e grazie a software appropriati, le stampanti 3D sono in grado di creare specifici prodotti. Nel corso degli ultimi decenni, la tecnologia 3D ha fatto enormi progressi. Sono state sviluppate stampanti 3D sempre più sofisticate e più economiche e molte di esse hanno un vasto impiego in diversi settori produttivi. Ora, cosa accadrebbe se le aziende manifatturiere decidessero di stabilire delle proprie filiali in altre parti del mondo e produrre localmente (con gli aiuti della tecnologia 3D) i loro prodotti o semiprodotti? I guadagni di efficienza nella catena di approvvigionamento della merce e dei prodotti sarebbero ancora più impressionanti!

 

Domanda 8: Molto esaustivo, Dot. Montreuil…Ma adesso parliamo dei progressi fatti dai singoli Paesi nel settore della logistica. Quali sono i Paesi dotati di sistemi logistici più sostenibili e all’avanguardia?

Risposta

Molti paesi nel mondo conferiscono alla logistica un ruolo strategico nelle loro politiche di sviluppo... I Paesi Bassi hanno un sistema logistico molto efficiente. Ovviamente, in questo caso ha inciso il fatto che essi sono stati per secoli al centro del commercio mondiale maturando così una vasta esperienza nel settore dei trasporti e della logistica. Tuttavia, al fine di preservare la propria leadership nel settore della logistica, i Paesi Bassi hanno messo a punto e stanno implementando il National Innovation Programme for logistics volto a sviluppare la cosiddetta 'Smart Logistics.' Restando in Europa, la Germania, la Francia e l'Austria stanno altresì investendo molto nel miglioramento della logistica. Al di fuori del continente europeo, Stati Uniti, Singapore e Cina stanno effettuando molti investimenti finalizzati a migliorare la propria infrastruttura logistica.

Sono questi i Paesi che stano investendo di più anche nella ‘Green Logistics?’

Tutti i paesi menzionati stanno lavorando molto duramente per rendere la logistica più sostenibile anche da un punto di vista ambientale. Alcuni di essi sono già un passo avanti, come i Paesi del Nord Europa. Altri Paesi si stanno attrezzando. Un esempio è dato da Panama che sta investendo molto nella 'logistica verde.' Molte iniziative volte a ridurre le emissioni di CO2 e a rendere la logistica più rispettosa dell’ambiente sono intraprese dai porti. Un esempio è dato dal porto di Los Angeles, che ha fissato obiettivi ambiziosi per il taglio delle emissioni delle navi che vi approdano; un altro esempio proviene dall'Europa: la  European Sea Port Organization ha pubblicato un Green Guide, indirizzata a raggiungere l'eccellenza nella sostenibilità ambientale dei porti. In Cina, è stata istituita la Green Freight China Initiative. Iniziative di questo tipo sono in corso anche in India e in Messico.

 

Domanda 9: Quale dei seguenti fattori è più importante per rendere la logistica più ‘green’: veicoli e infrastrutture con basse emissioni (alimentate da fonti rinnovabili) o un organizzazione più efficiente del sistema logistico?

Risposta

Veicoli a basse emissioni sono sicuramente un fattore importante nella riduzione delle emissioni di gas serra; questo vale in modo particolare in tema di mobilità delle persone, ma quando parliamo di logistica, motori a zero o a basse emissioni e, più in generale, l’utilizzo di fonti rinnovabili nelle infrastrutture logistiche, non sono, almeno per il momento, la preoccupazione principale. Come ho detto prima, la priorità in questo caso è l'organizzazione! Occorre dotarsi di un sistema più interconnesso, che utilizzi al meglio le potenzialità offerte dall’infrastruttura digitale al fine di ridurre le tante inefficienze attualmente presenti lungo l’intera catena di approvvigionamento.  

 

Domanda 10: Infine, quali sono i problemi principali, e quali i maggiori facilitatori di un sistema logistico sostenibile?

Risposta

Cominciamo con i fattori facilitatori. Quello che mi chiedo è: che cosa può aiutarci a ridurre i product-mile (la distanza tra la fabbrica e il consumatore di beni)? Che cosa può aiutarci ad ottimizzare la distribuzione di prodotti di una impresa in tutto il mondo? Che cosa può aiutarci a ridurre la distanza tra i centri di distribuzione e consumatori? Che cosa può contribuire a rendere il trasporto di merci più efficiente? La risposta è una sola: 'i miglioramenti tecnologici ...'

I miglioramenti tecnologici rappresentano il primo driver della logistica sostenibile. Per quanto riguarda la fase produttiva, la stampa 3D e un avanzato sistema di comunicazione possono consentire alle aziende una maggiore delocalizzazione della produzione (avvicinando in questo modo il prodotto al consumatore e riducendo di conseguenza i product-mile). Nella fase di distribuzione, di nuovo l’ITC può facilitare le collaborazioni a lunga distanza (aumentando le possibilità di partnership tra produttori e distributori e tra gli stessi distributori, consentendo alle imprese di avere una distribuzione dei prodotti più capillare ed efficiente). Per quanto riguarda, infine, il trasporto, l'Internet delle cose rende il trasporto merci molto più efficiente esso consente il passaggio da un sistema point-to-point a un sistema multi-segmentato e a staffetta.

Non solo innovazione tecnologica…ma anche culturale…

Mi si lasci esprimere un ultimo concetto. Affinché il Physical Internet diventi una realtà, l'innovazione deve essere multiforme: da una lato abbiamo bisogno di innovazioni tecnologiche, di processo e infrastrutturali; dall’altro, occorre un deciso cambiamento nei modelli di business, nella cultura delle imprese e negli aspetti legali che regolamentano il settore della logistica.  

Il Physical Internet sfida i paradigmi dominanti esistenti, i modelli mentali e di business. La mancanza di innovazione sotto questi aspetti, può seriamente rallentare i miglioramenti nel sistema logistico. Per esempio, diverse aziende si chiedono: a conti fatti, un sistema logistico iper-connesso darà i suoi benefici? Quali benefici posso ottenere investendo nel Physical Internet? In che modalità e termini dovrò trasformare la mia offerta nella catena del valore? Diverse aziende prosperano sullo stato attuale (inefficiente) della logistica; molte di queste aziende sono restie al cambiamento. Ma questo è un approccio imprenditoriale sbagliato! Le aziende open-minded, quelle più propense al cambiamento hanno maggiori probabilità di successo in futuro. Sono le aziende capaci di carpire e rispondere alle esigenze emergenti della società, in prima linea nello sviluppo di un sistema logistico più efficiente.

  

 

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