Kate Raworth (L’economia della ciambella)

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INTERVISTA CON Kate Raworth
(Autrice del libro ‘L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo’)      
 

“SARÀ LA ‘CIAMBELLA’ LA NOSTRA BUSSOLA PER IL 21° SECOLO”

Premessa

Quando per la prima volta ci si imbatte nell’espressione “Economia della ciambella”, la nostra deduzione è che: a) o ci troviamo di fronte ad uno scherzo; b) o di fronte ad un modello per gestire meglio l’acquisto e la fornitura di cibo. Non è così! Il modello economico della ciambella (la Doughnut economy) proposto dalla famosa economista di Oxford, Kate Raworth, è un qualcosa di molto più profondo, un approccio al tempo stesso filosofico e pragmatico, sulla questione dell'economia sostenibile. Pensare che ci siano due linee, due limiti, due confini, oltrepassati i quali possono scatenarsi una serie di conseguenze negative per lo sviluppo umano, è di estrema utilità e praticità per i cittadini, gli accademici, le imprese e le istituzioni di tutto il mondo. Kate Raworth, nel suo libro L’economia della “ciambella”, sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo, spiega in modo chiaro e scientifico le basi per lo sviluppo sostenibile

In questa intervista (Fonte: rivista Materiale Innovativo), Kate Raworth ha risposto ad alcune importanti domande sulla Doughnut Economy.

Per Bolund (Governo della Svezia)

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INTERVISTA CON Per Bolund 
(Ministro per i mercati finanziari e i consumatori in Svezia)      
 

“SOSTENIBILITÀ: UN FATTORE CHIAVE PER LA PROFITTABILITÀ DEGLI INVESTIMENTI NEL LUNGO TERMINE”

Premessa

La Svezia è uno dei Paesi più all’avanguardia in materia di sostenibilità. È considerata il Paese più sostenibile del mondo secondo il RobecoSAM’s Country Sustainability Ranking study. La lotta al Cambiamento Climatico è una delle tre priorità strategiche della Svezia e il nuovo disegno di legge per il Cambiamento Climatico (febbraio 2017) intende ridurre del 70% le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti entro il 2030. Ma non è solo una questione di pianificazione... La concretezza di questi piani è sostenuta da un passato di molte iniziative che vanno in questa direzione: ne sono un esempio i cd. District Heating (come quello situate a Göteborg) che hanno l’obiettivo di ridurre drasticamente la dipendenza dal petrolio e le emissioni di CO2; nel quartiere Ålidhem di Umeå, circa 400 appartamenti residenziali - costruiti negli anni '60 e '70 - sono stati ristrutturati con l'obiettivo di ridurre il consumo energetico del 50%. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi dell’impegno svedese in tema di sostenibilità e lotta al Cambiamento Climatico. Ma che cosa rende questo Paese così diverso? Qual è la sua futura strategia in tema di sostenibilità? La sostenibilità è un peso per lo sviluppo? Perché un Paese dovrebbe investire nella sostenibilità? Che tipo di miglioramento può essere fatto in Italia? Per Bolund, Ministro per i mercati finanziari e I consumatori in Svezia, ha risposto a queste ed altre domande.

David Lin (Global Footprint Network)

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INTERVISTA CON David Lin 
(Direttore di ricerca - Global Footprint Network)      
 

“COME RIPORTARE IN AVANTI LA DATA DELL’ OVERSHOOT DAY

Premessa

Il Cambiamento Climatico è un fenomeno antropogenico? Ci sono molti dati scientifici che lo dimostrano. Ma c’è ancora un dibattito in corso su tale questione. Tuttavia, oggi c’è un fatto che non si può negare: noi, esseri umani, usiamo e sprechiamo troppe risorse naturali! Il nostro modello economico e sociale si pone l’obiettivo di migliorare il benessere materiale, senza dare adeguata importanza all’efficienza con cui le risorse naturali della Terra vengono utilizzate. Questo fatto è stato ben studiato, dimostrato e comunicato dal Global Footprint Network (GFN). Questa organizzazione (fondata da Mathis Wackernagel) ci fornisce due importanti misure: 1) l’ Impronta Ecologica (l’ammontare di ettari di terreno di cui abbiamo bisogno per soddisfare il nostro consumo di risorse) e 2) l’Overshoot Day (la data ipotetica in cui abbiamo già consumato tutte le risorse naturali che ci è concesso consumare in un anno; per cui, per soddisfare i nostri consumi successivi, preleveremo dallo stock di risorse del pianeta, danneggiandolo). Secondo il GFN, l’Overshoot Day quest’anno è caduto il 2 agosto. Che cosa è l’Overshoot Day? In che cosa consiste la campagna “#movethedate”? Come calcolare la propria Impronta Ecologica? In che modo la metrica dell’Impronta Ecologica può migliorare la qualità della nostra vita? David Lin, Research Director al Global Footprint Network, ha risposto a queste e ad altre domande.

Wanjira Mathai (Green Belt Movement)

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INTERVISTA CON Wanjira Mathai 
(Presidente - Green Belt Movement - Kenia)          
 

“COME AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN KENIA

Premessa

Pensiamo per un attimo alla nostra vita quotidiana: ci svegliamo presto la mattina, facciamo una doccia con "acqua corrente" (che si ottiene semplicemente ruotando la manopola del rubinetto), e possiamo rifornirci di cibo ovunque vogliamo durante tutto il giorno. Sembra tutto così normale che non riusciamo ad immaginare persone che vivono diversamente da come viviamo noi. Eppure tutto questo non è possibile per molte persone che vivono in Kenya. Negli anni settanta, le donne keniane delle zone rurali lamentavano tre problemi: 1) un prosciugamento dei fiumi; 2) un calo nella sicurezza  alimentare e 3) meno legna da ardere. Per dare una risposta a queste esigenze, nel 1977 la professoressa Wangari Maathai, Premio Nobel per la Pace nel 2004, ha fondato il Green Belt Movement (GBM), un organizzazione che propone innanzitutto azioni di adattamento e mitigazione al Cambiamento Climatico. Sin dalla sua istituzione, molti paesaggi sono stati ripristinati e c’è stato un significativo miglioramento nelle condizioni di vita delle donne in Kenya. Il Green Belt Movement ha sede in Kenya, con uffici negli Stati Uniti e in Europa. Tra le sue principali iniziative: 1)  Impianto di alberi e ripristino dei corsi d’acqua (Tree Planting and Water Harvesting); 2) politiche per le donne e advocacy (Gender Livelihood and Advocacy); 3)  lotta al Cambiamento Climatico (Climate Action). Quali sono le principali campagne del GBM? Quali sono le peculiarità nella lotta al Cambiamento Climatico in Africa? Quale ruolo possono avere i paesi africani nello sviluppo di modelli economici sostenibili nel XXI secolo? Wanjira Mathai, presidente del Green Belt Movement ha risposto a queste e ad altre domande.

Giuseppe Onufrio (Geopolitica e Cambiamento Climatico)

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INTERVISTA CON Giuseppe Onufrio
(Direttore Generale - Greenpeace Italia)          


GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO…

Premessa

Oggi, più che mai la lotta al Cambiamento Climatico e alla più generale Crisi Ecologica sta vivendo una fase critica per la sua successiva evoluzione. Da una parte, c’è una crescente consapevolezza a livello mondiale dell’effettivo deterioramento delle risorse naturali a causa dell’intervento umano (crescita movimenti ecologisti, intensità e frequenza maggiore di eventi internazionali sulla tematica, investimenti crescenti nelle rinnovabili etc…); dall’altro, lo scenario geopolitico sembra fare un po’ da deterrente a questa crescente volontà globale a supporto di un sistema economico e sociale sostenibile. Riusciranno i recenti accordi internazionali (Parigi e Marrakech) a dare un’accelerazione sostanziosa alla lotta al Cambiamento Climatico? Come Trump può effettivamente ridurre l’efficacia di tali accordi? Cosa possono fare gli altri Paesi? Giuseppe Onufrio, Direttore Generale di Greenpeace Italia ha risposto a queste e ad altre domande.