Catherine McKenna (Governo del Canada)

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INTERVISTA CON Catherine McKenna
(Ministro dell’ambiente e del Cambiamento Climatico presso il governo del Canada)      
 

“IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: UN’OPPORTUNITÀ PER MUOVERCI VERSO UN’ECONOMIA SENZA CARBONIO”

Premessa

Il Cambiamento Climatico è una questione ‘locale e globale.’ Questo è chiaro al governo canadese, che ha svolto un ruolo chiave nella stesura dell’accordo di Parigi. La sostenibilità è una priorità per il Canada, che il 9 dicembre 2016 ha adottato il Pan-Canadian Framework on Clean Growth and Climate Change, un piano per una crescita a zero-emissioni e per un adattamento al Cambiamento Climatico. In che modo va affrontato il Cambiamento Climatico? Perché è un’opportunità che ogni singolo Paese dovrebbe cogliere? Quanti e che tipo di investimenti genererà l’economia della sostenibilità? Che ruolo sta svolgendo il Canada nei trattati internazionali? Catherine McKenna, Ministro dell’ambiente e del Cambiamento Climatico presso il governo del Canada, ha risposto a queste e ad altre domande.

Kate Raworth (L’economia della ciambella)

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INTERVISTA CON Kate Raworth
(Autrice del libro ‘L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo’)      
 

“SARÀ LA ‘CIAMBELLA’ LA NOSTRA BUSSOLA PER IL 21° SECOLO”

Premessa

Quando per la prima volta ci si imbatte nell’espressione “Economia della ciambella”, la nostra deduzione è che: a) o ci troviamo di fronte ad uno scherzo; b) o di fronte ad un modello per gestire meglio l’acquisto e la fornitura di cibo. Non è così! Il modello economico della ciambella (la Doughnut economy) proposto dalla famosa economista di Oxford, Kate Raworth, è un qualcosa di molto più profondo, un approccio al tempo stesso filosofico e pragmatico, sulla questione dell'economia sostenibile. Pensare che ci siano due linee, due limiti, due confini, oltrepassati i quali possono scatenarsi una serie di conseguenze negative per lo sviluppo umano, è di estrema utilità e praticità per i cittadini, gli accademici, le imprese e le istituzioni di tutto il mondo. Kate Raworth, nel suo libro L’economia della “ciambella”, sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo, spiega in modo chiaro e scientifico le basi per lo sviluppo sostenibile

In questa intervista (Fonte: rivista Materiale Innovativo), Kate Raworth ha risposto ad alcune importanti domande sulla Doughnut Economy.

Per Bolund (Governo della Svezia)

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INTERVISTA CON Per Bolund 
(Ministro per i mercati finanziari e i consumatori in Svezia)      
 

“SOSTENIBILITÀ: UN FATTORE CHIAVE PER LA PROFITTABILITÀ DEGLI INVESTIMENTI NEL LUNGO TERMINE”

Premessa

La Svezia è uno dei Paesi più all’avanguardia in materia di sostenibilità. È considerata il Paese più sostenibile del mondo secondo il RobecoSAM’s Country Sustainability Ranking study. La lotta al Cambiamento Climatico è una delle tre priorità strategiche della Svezia e il nuovo disegno di legge per il Cambiamento Climatico (febbraio 2017) intende ridurre del 70% le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti entro il 2030. Ma non è solo una questione di pianificazione... La concretezza di questi piani è sostenuta da un passato di molte iniziative che vanno in questa direzione: ne sono un esempio i cd. District Heating (come quello situate a Göteborg) che hanno l’obiettivo di ridurre drasticamente la dipendenza dal petrolio e le emissioni di CO2; nel quartiere Ålidhem di Umeå, circa 400 appartamenti residenziali - costruiti negli anni '60 e '70 - sono stati ristrutturati con l'obiettivo di ridurre il consumo energetico del 50%. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi dell’impegno svedese in tema di sostenibilità e lotta al Cambiamento Climatico. Ma che cosa rende questo Paese così diverso? Qual è la sua futura strategia in tema di sostenibilità? La sostenibilità è un peso per lo sviluppo? Perché un Paese dovrebbe investire nella sostenibilità? Che tipo di miglioramento può essere fatto in Italia? Per Bolund, Ministro per i mercati finanziari e I consumatori in Svezia, ha risposto a queste ed altre domande.

Daniel Lapedus (Rethinking Economics Movement)

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INTERVISTA CON Daniel Lapedus 
(Responsabile Communications & Funding del Rethinking Economics Movement)      
 

“UN MOVIMENTO PER ‘RIPENSARE L’ECONOMIA…’ 

Premessa

Quanto l’economia insegnata nelle università si avvicina al mondo reale? Molti studenti e professori ormai mettono in dubbio I metodi con cui l’economia viene insegnata: li considerano chiusi, intransigenti e fallenti. Tutto è iniziato in Australia quattro decenni fa. Studenti e professori dell'Università di Sydney furono i primi a mettere in luce i limiti degli insegnamenti economici e riuscirono ad aprire un dipartimento di economia politica che tuttora esiste. Nel 1992 è stata pubblicata una lettera nel American Economic Review firmata da nove premi Nobel tra cui Paul Samuelson e Robert Solow che chiede un’educazione economica più aperta.  Poi è venuto il 2007/8 - una crisi finanziaria globale che ha scosso non solo l'economia globale, ma le fondamenta dell'economia stessa. Un corpo globale di studenti si è riunito a Tubingen, in Germania nel 2012 per condividere esperienze e discutere su come cambiare le cose. I gruppi hanno cominciato a crescere a Londra (LSE, UCL), Cambridge e Manchester. Il movimento Rethinking Economics è stato poi formalmente fondato da Yang Yuan nel 2013. Da allora, una rete globale di rethinker è cresciuta in tutto il mondo ed organizza costantemente  conferenze e eventi. Ma che cosa è esattamente il Rethinking Economics Movement? Come è possibile aderirvi? Quali sono i suoi principi? Che effetti può avere sulla società? Può aiutare a risolvere sfide impellenti come il Cambiamento Climatico? Daniel Lapedus, Responsabile Communications & Funding del Rethinking Economics (RE), ha risposto a queste e ad altre domande.

David Lin (Global Footprint Network)

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INTERVISTA CON David Lin 
(Direttore di ricerca - Global Footprint Network)      
 

“COME RIPORTARE IN AVANTI LA DATA DELL’ OVERSHOOT DAY

Premessa

Il Cambiamento Climatico è un fenomeno antropogenico? Ci sono molti dati scientifici che lo dimostrano. Ma c’è ancora un dibattito in corso su tale questione. Tuttavia, oggi c’è un fatto che non si può negare: noi, esseri umani, usiamo e sprechiamo troppe risorse naturali! Il nostro modello economico e sociale si pone l’obiettivo di migliorare il benessere materiale, senza dare adeguata importanza all’efficienza con cui le risorse naturali della Terra vengono utilizzate. Questo fatto è stato ben studiato, dimostrato e comunicato dal Global Footprint Network (GFN). Questa organizzazione (fondata da Mathis Wackernagel) ci fornisce due importanti misure: 1) l’ Impronta Ecologica (l’ammontare di ettari di terreno di cui abbiamo bisogno per soddisfare il nostro consumo di risorse) e 2) l’Overshoot Day (la data ipotetica in cui abbiamo già consumato tutte le risorse naturali che ci è concesso consumare in un anno; per cui, per soddisfare i nostri consumi successivi, preleveremo dallo stock di risorse del pianeta, danneggiandolo). Secondo il GFN, l’Overshoot Day quest’anno è caduto il 2 agosto. Che cosa è l’Overshoot Day? In che cosa consiste la campagna “#movethedate”? Come calcolare la propria Impronta Ecologica? In che modo la metrica dell’Impronta Ecologica può migliorare la qualità della nostra vita? David Lin, Research Director al Global Footprint Network, ha risposto a queste e ad altre domande.