Harj Dhaliwal (Hyperloop One)

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INTERVISTA CON Harj Dhaliwal 
(Direttore Generale Middle East & India at Hyperloop One)

“HYPERLOOP: PRESTO UNA REALTA’ IN ALCUNI PAESI”

A volte un'innovazione dirompente cambia il modo in cui le persone organizzano le loro attività, la vita sociale e lavorativa (ad es. il treno, l’auto, la stampa, internet etc ...) (questo tipo di innovazioni vengono definite da Shumpeter ‘distruzione creatrice’). La prossima sarà probabilmente l'Hyperloop. Concepita dall’imprenditore visionario Elon Musk, la tecnologia è ora sviluppata da Hyperloop One (già Hyperloop Technologies Inc.), Hyperloop Transportation Technologies (HTT) e da Transpod. Con una velocità 2-3 volte più elevata rispetto al treno ad alta velocità e un servizio on demand, la tecnologia hyperloop riduce i tempi di viaggio ed aumenta esponenzialmente la connettività all'interno e tra i paesi. Molti progetti sono in fase di sviluppo in Medio Oriente, in modo particolare in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Presto l’hyperloop nei paesi del GCC (Gulf Cooperetion Council) potrebbe diventare una realtà. Ma anche alcuni paesi europei stanno lavorando su questa tecnologia e, con una giusta visione di lungo periodo, riusciranno ad agguantare questo importante cambiamento tecnologico. Quali sono i vantaggi di questa forma di trasporto? In quali paesi si potrà prima viaggiare in una capsula hyperloop? Che cosa occorre per sviluppare l'infrastruttura? Harj Dhaliwal, Managing Director Middle East & India di Hyperloop One, ha risposto a queste e ad altre domande.

Arunima Malik (Università di Sydney)

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INTERVISTA CON Arunima Malik 
(Docente in Sostenibilità - Università di Sydney)

“TURISMO: RIDURRE LE EMISSIONI E’ POSSIBILE, MA UNO SFORZO GLOBALE E’ NECESSARIO”

A tutti noi piace viaggiare... Ma quanto contano le nostre scelte di viaggio in termini di emissioni di CO2? Come possiamo ridurle? La risposta arriva da uno studio condotto da Arunima Malik (Università di Sydney) che ha coinvolto un team di ricercatori provenienti da Cina, Indonesia e Australia. Lo studio è chiaro: l'8% delle emissioni globali è da imputare al turismo, ma è possibile agire e fare molto per ridurle. In Questa Intervista con la Long Term Economy, Arunima Malik ci ha fornito maggiori dettagli circa l’analisi e i risultati.

Christine Loh (Hong Kong)

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INTERVISTA CON Christine Loh 
(Chief Development Strategist alla Hong Kong University of Science and Technology)

“HONG KONG: IL GAS NATURALE RIMPIAZIERA’ IL CARBONE”

Hong Kong e cambiamenti climatici.... Che cosa sta facendo per ridurre le emissioni? E’ vero, il cambiamento climatico è un problema globale e ogni paese dovrebbe fare i suoi sforzi per ridurre le emissioni di carbonio e adattarsi agli eventi estremi nel miglior modo possibile. Ma Hong Kong ha le sue peculiarità. Qual è il punto di vista di questa città ad alta densità demografica sui cambiamenti climatici? Christine Loh, Chief Development Strategist presso la Hong Kong University of Science and Technology e Sottosegretario all'Ambiente nel governo di Hong Kong (2012-17), ha risposto a queste e ad altre domande.

Pippa Malmgren (Economista americana, proprietaria H. Robotics)

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INTERVISTA CON Pippa Malmgren 
(Economista americana, proprietaria H. Robotics)

“IL ‘DATASPHERE:’ CI AIUTERA’ AD ESSERE PIU’ SOSTENIBILI?"

Tecnologia o non tecnologia, è questo il problema? Abbiamo incontrato Pippa Malmgren, un'analista americana. Ha prestato servizio come consulente particolare del Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in questioni di politica economica ed è ex-membro del Working Group on Financial Markets. È anche una imprenditrice-tech, fondatrice di H Robotics, produttore di droni industriali. Abbiamo discusso sullo scenario economico, sui suoi emergenti segnali e sul ruolo che l'Intelligenza Artificiale (IA) giocherà nel nostro futuro: ci aiuterà a superare alcune delle più importanti crisi ecologiche, economiche e sociali che abbiamo di fronte?

Stefano Boeri (Architetto e Professore ordinario di Progettazione urbanistica)

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INTERVISTA CON Stefano Boeri 
(Architetto e Professore ordinario di Progettazione urbanistica)

“LA CITTA’ FORESTA: COME RENDERE LE CITTA’ DEL FUTURO EFFICIENTI, SOSTENIBILI E IN ARMONIA CON LA NATURA"

La crisi ambientale attualmente in atto è una sfida che ci riguarda molto più da vicino di quanto si possa pensare. Quando parliamo di sostenibilità ambientale, il nostro pensiero viaggia subito molto lontano da noi: erosione delle foreste, scioglimento dei ghiacciai, desertificazione, inquinamento dei mari…In realtà, le città in cui viviamo sono le principali responsabili di tutto questo perché producono il 70% delle emissioni di CO2 immesse nell’atmosfera. Per essere più precisi, la responsabilità è nel modo in cui funzionano e sono state concepite. Così come attualmente strutturate, le nostre città sono del tutto incapaci di rispondere alla crisi ambientale in atto e in futuro sono destinare a diventare sempre più insostenibili e invivibili. Per evitare ciò, è necessario un profondo ripensamento delle nostre città e della loro architettura. Stefano Boeri, architetto e Professore Ordinario di Urbanistica presso il Politecnico di Milano, ha cercato di dare una soluzione a questo problema attraverso la progettazione delle Città Foresta e dei Boschi verticali. 

Secondo Stefano Boeri, le città devono riuscire ad assorbire l’anidride carbonica che producono e possono farlo attraverso la forestazione urbana, in cui gli alberi e la vegetazione diventano elemento fondamentale dell’architettura delle città.

Qual è il principale difetto delle nostre attuali città? In cosa consiste una Città Foresta? Che differenza c’è rispetto alla ‘smart city’? Valorizzare l’ambiente’ e ‘garantire elevati livelli di efficienza’ delle nostre attività nei contesti urbani sono obiettivi incompatibili? Stefano Boeri, fondatore dello Studio Stefano Boeri Architetti, ha risposto a queste e ad altre domande.