Clair Brown (Economia del Budda)

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INTERVISTA CON Clair Brown 
(Economista, autrice del libro Buddhist Economics)

“ECONOMIA DEL BUDDA: COME PASSARE DAL ECONOMIA EGOCENTRICA ALLA PROSPERITÀ CONDIVISA IN UN MONDO SOSTENIBILE”

Economia del Budda: è il modello economico usato dai monaci buddisti? Certo che no... È il modello proposto da Clair Brown, docente di economia e direttore del Centro per il lavoro, la tecnologia e la società dell'Università della California, a Berkeley. Secondo la professoressa Clair Brown, oggi ci troviamo di fronte a due grandi sfide: 1) la crescente disuguaglianza; 2) il Cambiamento Climatico. E questi due problemi sono la conseguenza del modello economico tradizionale, ovvero del modello del libero mercato, che spinge verso il consumismo, l'egoismo e il dominio della natura, lasciando le persone a soffrire in un mondo squilibrato. L'economia del Budda è un'alternativa; va oltre il materialismo egocentrico e ricerca una prosperità condivisa in un mondo sostenibile. Quali sono i suoi principi di base? Nelle mani di chi è la responsabilità di un simile cambiamento? Come raggiungere la felicità e che cos'è un'economia compassionevole? Quali sono i passi da seguire per creare il modello dell'economia del Budda?

Emanuele Bompan (Economia Circolare)

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INTERVISTA CON Emanuele Bompan
(Giornalista ambientale e geografo, autore del libro Che cosa è l’Economia Circolare)

“ECONOMIA CIRCOLARE: UN CAMBIAMENTO NECESSARIO, MA MAGGIORE AUDACIA E’ RICHIESTA A TUTTI”

Economia Circolare: sempre più spesso si sente parlare di “Economia Circolare,” ed anche i politici stanno iniziando ad utilizzare il termine con sempre maggiore frequenza. Ma ancora ben poco si conosce del modello e soprattutto manca l’audacia per abbandonare il “vecchio” modello dell’Economia Lineare (che si sta dimostrando fallente nel lungo termine) ed abbracciare il “nuovo” modello dell’Economia Circolare (che ha, se attuato per bene, grandissime potenzialità di sopravvivere nel lungo termine). Ancora una volta l’essere umano si trova a dover affrontare la sua paura inconscia del “nuovo” ed è per questo, che Emanuele Bompan, giornalista, tra i massimi esperti in Italia sul tema dell’Economia Circolare, ci manda questo messaggio: maggiore audacia! Nei giovani, nel sistema educativo e nei politici. Ecco il messaggio finale di Emanuele:

Ai giovani: Non avete paura di essere i leader che cavalcano questi nuovi modelli di fare impresa ed economia. Siate innovativi e dinamici, sappiate cogliere pienamente questa trasformazione.

Ai politici: Non basta la conoscenza economica e giuridica di base! Abbiate la saggezza di informarvi sulla sostenibilità e su questa parte importante della sostenibilità che è l’economia circolare.”

Che cosa è l’Economia Circolare? Quali sono i suoi 3 principi di base? Chi sono gli attori coinvolti? A che punto stiamo in Italia e all’estero e quali sono i fattori necessari al suo sviluppo? Emanuele Bompan ha risposto a queste e ad altre domande.

Gunter Pauli (Blue Economy)

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INTERVISTA CON Gunter Pauli
(Economista, iniziatore Blue Economy)

“BLUE ECONOMY: COME FAR CRESCERE L’ECONOMIA LOCALE”

Blue Economy: che cosa ti viene in mente la prima volta che ti imbatti in questa espressione? Molti diranno “un'economia legata agli oceani oppure al cielo…” ed effettivamente ci sono branche di studi che vanno in questa direzione... ma c'è un modello ben più visionario che non possiamo non studiare ed apprezzare: la Blue Economy di Gunter Pauli. Essa prende esempi dalla natura per sviluppare un sistema economico sostenibile che promuove la produzione locale senza ulteriori investimenti di risorse nella Green Economy. Introdotto per la prima volta nel 1994, questo ora conta oltre 180 casi concreti e dimostra che è possibile generare maggiori entrate, più posti di lavoro e competere sul mercato globale tenendo conto dei fattori sociali, economici e ambientali. Quali sono i suoi principi di base? Chi detiene la responsabilità di un simile cambiamento? Com'è la situazione in Italia? Come istruire i bambini e le nuove generazioni in un 21° secolo in cui l’efficienza nella gestione delle risorse naturali diventerà sempre più importante? Gunter Pauli, economista, iniziatore della Blue Economy, ha risposto a queste e ad altre domande.

Harj Dhaliwal (Hyperloop One)

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INTERVISTA CON Harj Dhaliwal 
(Direttore Generale Middle East & India at Hyperloop One)

“HYPERLOOP: PRESTO UNA REALTA’ IN ALCUNI PAESI”

A volte un'innovazione dirompente cambia il modo in cui le persone organizzano le loro attività, la vita sociale e lavorativa (ad es. il treno, l’auto, la stampa, internet etc ...) (questo tipo di innovazioni vengono definite da Shumpeter ‘distruzione creatrice’). La prossima sarà probabilmente l'Hyperloop. Concepita dall’imprenditore visionario Elon Musk, la tecnologia è ora sviluppata da Hyperloop One (già Hyperloop Technologies Inc.), Hyperloop Transportation Technologies (HTT) e da Transpod. Con una velocità 2-3 volte più elevata rispetto al treno ad alta velocità e un servizio on demand, la tecnologia hyperloop riduce i tempi di viaggio ed aumenta esponenzialmente la connettività all'interno e tra i paesi. Molti progetti sono in fase di sviluppo in Medio Oriente, in modo particolare in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Presto l’hyperloop nei paesi del GCC (Gulf Cooperetion Council) potrebbe diventare una realtà. Ma anche alcuni paesi europei stanno lavorando su questa tecnologia e, con una giusta visione di lungo periodo, riusciranno ad agguantare questo importante cambiamento tecnologico. Quali sono i vantaggi di questa forma di trasporto? In quali paesi si potrà prima viaggiare in una capsula hyperloop? Che cosa occorre per sviluppare l'infrastruttura? Harj Dhaliwal, Managing Director Middle East & India di Hyperloop One, ha risposto a queste e ad altre domande.

Arunima Malik (Università di Sydney)

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INTERVISTA CON Arunima Malik 
(Docente in Sostenibilità - Università di Sydney)

“TURISMO: RIDURRE LE EMISSIONI E’ POSSIBILE, MA UNO SFORZO GLOBALE E’ NECESSARIO”

A tutti noi piace viaggiare... Ma quanto contano le nostre scelte di viaggio in termini di emissioni di CO2? Come possiamo ridurle? La risposta arriva da uno studio condotto da Arunima Malik (Università di Sydney) che ha coinvolto un team di ricercatori provenienti da Cina, Indonesia e Australia. Lo studio è chiaro: l'8% delle emissioni globali è da imputare al turismo, ma è possibile agire e fare molto per ridurle. In Questa Intervista con la Long Term Economy, Arunima Malik ci ha fornito maggiori dettagli circa l’analisi e i risultati.