Roberta Gentile ‘TU&TU’

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INTERVISTA CON Roberta Gentile
(Fondatrice e Presidente di ‘TU&TU’)      
 

“PRODURRE CAPI DI ABBIGLIAMENTO FEMMINILI ECO-SOSTENIBILI E CRUELTY-FREE

Premessa
L'industria tessile (la fashion industry) è una delle più redditizie e allo stesso tempo inquinanti della Terra. Produce un fatturato annuo di 1.500 miliardi di euro e oltre un miliardo di vestiti all’anno. Se si pensa poi che la produzione mondiale di indumenti è destinata ad aumentare del 63% entro il 2030, appare ovvio che l’industria tessile avrà un impatto sempre maggiore sull’ambiente e sull’ecosistema terrestre. In questa prospettiva stanno nascendo diverse iniziative che tendono a modificare il modo in cui è concepito il processo produttivo e di consumo nel settore tessile. Una di queste è TU&TU, un brand di moda ecosostenibile che opera nel rispetto dell’ecosistema attraverso l’uso esclusivo di fibre naturali Fair Trade aventi il minimo impatto sull’ambiente, come cotone e lino biologici certificati, fibra di bamboo, canapa, tessuti derivati da alghe, soia e proteine vegetali, eco-microfibre e imbottiture ottenute dal riciclo di materiali plastici. Che tipo di vantaggi comporta una produzione di capi di abbigliamento eco-sostenibili? E’ possibile produrre senza far uso di prodotti animali? Perché l’industria tessile deve diventare più sostenibile? Che ruolo ha il consumatore in tutto questo? La moda eco-sostenibile ha un futuro promettente? Roberta Gentile, fondatrice di ‘TU&TU,’ ha risposto a queste e ad altre domande.
 
Roberta Gentile: dopo il diploma in Pianoforte, una laurea in lettere, una in discipline musicali e una ricca attività pianistica sia come solista che camerista, Roberta Gentile decide di imprimere un'ulteriore svolta alla sua vita e nel 2011 concretizza la sua passione per arte, design e moda nel brand TU&TU.
 
TU&TU: è un’impresa tessile ecosostenibile fondata da Roberta Gentile nel 2011. Produce abbigliamento per donna secondo parametri ecologici e cruelty-free, e con grande attenzione all’estetica del prodotto. Sono utilizzate fibre tessili naturali aventi il minimo impatto sull’ambiente e Fair Trade.

 

http://www.tuetu.it/  

  

L’intervista è stata realizzata nel mese di agosto 2017 e pubblicata nel mese di dicembre 2017 sul sito www.lteconomy.it
Oggetto: Eco-sostenibilità e qualità nell’industria tessile 
 
L’intervista è stata realizzata da:
Grazia Giordano (scrittrice/ricercatrice e co-editor)
 
 

Highlight 

  • … mi è sembrato quantomeno irreale che in Italia, patria della moda, non si facesse alcuna attenzione all'aspetto della sostenibilità.

  • I capi TU&TU sono lineari ma sofisticati, funzionali, e di alta qualità, destinati ad una donna contemporanea, dinamica e aggiornata, attenta alle forme e al contenuto stilistico e qualitativo del capo, espressione di una femminilità consapevole e di una sensibilità raffinata...

  • I tessuti eco-sostenibili hanno innumerevoli vantaggi, primo tra tutti l'impronta lieve sull'ambiente: basta pensare alle decine di trattamenti chimici di cui necessita il cotone tradizionale, effettuati spesso da lavoratori e lavoratrici del terzo mondo, senza nessuna protezione, e alla conseguente contaminazione delle falde acquifere.

  • Essendo tessuti di altissima qualità, non necessitano di know how particolari. Basta pensare alla canapa italiana sempre più diffusa, o ai lini europei... Per il cliente finale… al lavaggio il tessuto non cambia...

  • Oltre ovviamente a pelle e pelliccia, non tutti sanno che anche dietro l'industria della lana si celano allevamenti lager, sfruttamento e mutilazioni, la seta ha un procedimento cruento.

  • L'intera filiera tessile andrebbe monitorata: i parametri degli enti di certificazione (come GOTS ad esempio) sono dettagliati ed efficaci, e andrebbero estesi il più possibile.

  • Pioniera dell'eco-sostenibilità in Europa è stata senza dubbio la Germania, affiancata da altri paesi nordici. In Italia trovo un crescente trend, soprattutto nel Nord Italia. 
  • … educare ed informare il cliente finale è determinante, per portarlo a compiere una scelta consapevole. Noto una crescente sensibilità: la cattiva qualità dei capi fast-fashion scontenta molti, e svaluta l'ebbrezza dell'acquisto a prezzo stracciato

 

 
1. Gentile Roberta, grazie per essere qui con noi. Lei è la fondatrice di ‘TU&TU.’ Come è nata in lei l’idea di creare un’impresa tessile eco-sostenibile? Quale tipo di abbigliamento produce e a chi si rivolge?
 
Si è trattato più che altro di uno sbocco naturale di un mio percorso personale, segnato dall'interesse per i temi ecologici, la scelta vegetariana e la passione per arte e moda. Questo si è affiancato all'osservazione del mercato, anche come consumatrice: mi è sembrato quantomeno irreale che in Italia, patria della moda, non si facesse alcuna attenzione all'aspetto della sostenibilità o, laddove presente, senza nessuna ricerca stilistica. Da queste osservazioni è nata l'idea di dare vita a un brand attuale e attento allo stile, made in Italy, eco-sostenibile e animal-free in ogni suo aspetto.
 
I capi TU&TU sono lineari ma sofisticati, funzionali, e di alta qualità, destinati ad una donna contemporanea, dinamica e aggiornata, attenta alle forme e al contenuto stilistico e qualitativo del capo, espressione di una femminilità consapevole e di una sensibilità raffinata, con un tocco di romanticismo, in cerca di uno stile fatto di gusto, personalità e un pizzico di ironia.
 
 
La Collezione Urbanity di TU&TU
Fonte: TU&TU
 
 
2. Per la produzione dei suoi capi, lei ha scelto di ricorrere esclusivamente a fibre tessili ecosostenibili di origine vegetale e fair-trade (cotone e lino biologici, fibra di bambù, canapa, alghe, soia e proteine vegetali, eco-microfibre e imbottiture da riciclo di materiali plastici). Quali sono le peculiarità di questi tessuti? Quali i vantaggi (per l’azienda, per le persone, per l’ambiente) rispetto ai prodotti di sintesi dell’industria tessile commerciale? Quali gli svantaggi?
 
I tessuti eco-sostenibili hanno innumerevoli vantaggi, primo tra tutti la live impronta sull'ambiente: basta pensare alle decine di trattamenti chimici di cui necessita il cotone tradizionale, effettuati spesso da lavoratori e lavoratrici del terzo mondo, senza nessuna protezione, e alla conseguente contaminazione delle falde acquifere. Per il consumatore finale, acquistare cotone biologico non significa solo evitare il contatto con sostanze nocive sulla propria pelle, ma bensì effettuare una scelta, un gesto forte di tutela dell'ambiente e di coloro che si collocano nei vari punti della lunga catena di produzione, dal seme al capo finito. Gli unici svantaggi sono legati al fatto che si tratta di prodotti relativamente nuovi sul mercato, quindi è ancora difficile reperire una varietà di scelta pari ai tessuti convenzionali: cartelle colori complete, stampe adatte al gusto italiano, varietà di lavorazioni.
 
 
3. Queste fibre tessili richiedono un know-how (tecnologie e processi di produzione) particolare? Quali difficoltà ha incontrato per la creazione di un’azienda tessile ecosostenibile?
 
Essendo tessuti di altissima qualità, non necessitano di know how particolari. Basta pensare alla canapa italiana sempre più diffusa, o ai lini europei: textures ricche che “parlano da sole”, tessuti di bellissima mano e ottima caduta. Per il cliente finale, poi, la garanzia che al lavaggio il tessuto non cambia, pare quasi migliorare data l'assenza di finissaggi (che scongiurano l'effetto / capo da catena fast-fashion, il quale al primo lavaggio perde corpo perché tenuto insieme da collanti).
 
Le difficoltà sono le stesse legate alla fondazione e gestione di una qualunque impresa, con particolare accento sul reperimento di materiali (ora sempre più diffusi per fortuna) e sui canali di vendita, in un periodo non facile per i rivenditori.
 
 
Alcuni abiti della collezione “Oceano” di TU&TU per la primavera – estate 2017
Fonte: TU&TU
 
 
4. Nel marzo 2015 il suo brand ha aderito al progetto ANIMAL FREE FASHION promosso da LAV (LEGA ANTIVIVISEZIONE) a favore di una moda etica, raggiungendo il massimo livello di rating etico (VVV+). Ci spiegherebbe perché il settore tessile dovrebbe fare a meno dei prodotti di origine animale? Quali sono gli svantaggi e i vantaggi?
 
TU&TU aderisce orgogliosamente al progetto LAV. Si tratta di una scelta legata al mio sentire più profondo: laddove è possibile evitare sofferenza agli esseri viventi, trovo doveroso farlo. Oltre ovviamente a pelle e pelliccia, non tutti sanno che anche dietro l'industria della lana si celano allevamenti lager, sfruttamento e mutilazioni, la seta ha un procedimento cruento. Sento semplicemente di voler evitare tutto questo.
 
 
5. Potrebbero le fibre naturali sostituire completamente quelle di origine animale senza perderne in qualità? Perché le fibre di derivazione animale sono ancora così diffuse?
 
Vestire senza componenti animali è una sfida oggi possibile. La tecnologia odierna permette di ottenere tessuti caldi quanto la lana, imbottiture ecologiche, calde e leggere quanto la piuma e lavorazioni che nulla invidiano a seta e pelle. E' inevitabile che i tessuti animali siano ancora molto diffusi, e sarebbe irrazionale pretendere il contrario. La linea di TU&TU consiste, seppur con gentilezza e rispetto delle convinzioni altrui, nel proporre alternative, spesso sorprendenti e inaspettate.
 

Altri capi della collezione “Oceano” di TU&TU per la primavera – estate 2017
 
Fonte: TU&TU
 
 
6. Secondo diverse ricerche, l’industria tessile risulta essere tra le più inquinanti. Secondo lei, cosa si dovrebbe fare per migliorare la sostenibilità dell’intero settore? In quali regioni qui in Italia e in quali Paesi nel mondo si sta sviluppando una maggiore cultura della sostenibilità nell’abbigliamento?
 
L'intera filiera tessile andrebbe monitorata: i parametri degli enti di certificazione (come GOTS ad esempio) sono dettagliati ed efficaci, e andrebbero estesi il più possibile. Le aziende per prime andrebbero educate a maggiore responsabilità e assoluta trasparenza. Pioniera dell'eco-sostenibilità in Europa è stata senza dubbio la Germania, affiancata da altri paesi Nordici. In Italia trovo un crescente trend, soprattutto nel Nord Italia: numerose eco-boutique stanno aprendo lungo la penisola. Anche l'America sta dando un forte contributo in questo ambito e ultimamente, l'Australia. Personalmente trovo che in Italia, patria della moda, potremmo e dovremmo fare molto di più. 
 
 
7. Forse la “domanda” andrebbe un po’ “educata…” Ritiene che l’educazione possa giocare un ruolo fondamentale nel rendere il consumatore più consapevole e l’industria tessile più sostenibile?
 
Per rendere l'intera filiera sostenibile, educare ed informare il cliente finale è determinante, per portarlo a compiere una scelta consapevole. Noto una crescente sensibilità: la cattiva qualità dei capi fast-fashion scontenta molti, e svaluta l'ebbrezza dell'acquisto a prezzo stracciato. Catene di negozi chiudono, i desideri dei millenials sono sempre più difficili da interpretare e anticipare. In un contesto così fluido, il richiamo ai valori di qualità, durabilità, ha senza dubbio un appeal molto positivo, considerando poi che il cliente si sente gratificato dalla consapevolezza di effettuare una scelta, percependosi così soggetto attivo Non più consumatore da sfruttare ma collaboratore ad un progetto di ampio respiro.
 
 
Alcuni capi della Collezione “Neuma” di TU&TU
Fonte: TU&TU
 
 
8. Quali sono i suoi progetti per il futuro? Crede che la domanda per capi di abbigliamento di qualità e rispettosi dell’ambiente aumenterà? Che consigli vuole dare a chi ha intenzione di investire in questi nuovi campi del settore Moda?
 
Nel futuro vorremmo portare TU&TU, che ora è una piccola realtà, ad essere maggiormente conosciuto e distribuito in Italia e all'estero, fiduciosi in una crescita del mercato in questo settore di nicchia. E' in corso la preparazione di una linea gioielli ed è già nata la prima capsule collection uomo. Tuttavia, l'aspetto che più mi preme mantenere vivo è il senso profondo del marchio: la scelta personale ed etica dei tessuti, la ricerca stilistica, il contatto diretto e collaborativo con negozi e clienti, perché TU&TU rimanga sempre un marchio in cui prevalga la dimensione personale ed umana.
 
 
 
 
 

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