Gianpiero Tessitore (Vegea)

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INTERVISTA CON Gianpiero Tessitore
(Fondatrice  di ‘Vegea’)      
 

“PRODURRE PELLE E MATERIALI VEGETALI ECO-SOSTENIBILI CON LE BUCCE DELL’UVA

Premessa
L'industria tessile (la fashion industry) è una delle più redditizie e allo stesso tempo inquinanti della Terra. Produce un fatturato annuo di 1.500 miliardi di euro e oltre un miliardo di vestiti all’anno. Se si pensa poi che la produzione mondiale di indumenti è destinata ad aumentare del 63% entro il 2030, appare ovvio che l’industria tessile avrà un impatto sempre maggiore sull’ambiente e sull’ecosistema terrestre. In questa prospettiva stanno nascendo diverse iniziative che tendono a modificare il modo in cui è concepito il processo produttivo e di consumo nel settore tessile. Una di queste è Vegea, un'azienda ecosostenibile che si occupa di produrre materiali vegetali innovativi attraverso la trasformazione delle fibre contenute nelle bucce e nei semi dell’uva in pelle e materiali vegetali animal-free. Come nasce Vegea? Perché usare un modello di business ecosostenibile? Quali caratteristiche ha il processo di creazione dei tessuti dagli scarti dell’uva? A chi è destinato Vegea? Possono modelli come questo di economia circolare soddisfare la domanda mondiale di abbigliamento? Gianpiero Tessitore, fondatore di Vegea, ha risposto a queste e ad altre domande. 
 
Gianpiero Tessitore: è laureato in architettura al Politecnico di Milano, fondatore di Vegea nonché ideatore di Wineleather, l’innovativo processo produttivo che trasforma le fibre e gli oli vegetali presenti nella vinaccia, in un materiale ecologico con le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali della pelle.
 
Vegea: negli ultimi anni, i trend della moda, dei consumi e le abitudini sociali stanno cambiando: i consumatori, soprattutto le nuove generazioni, sono sempre più attenti, informati e consapevoli e c’è una domanda in crescita (ad oggi insoddisfatta) di prodotti green ed animal-free; inoltre, numerose aziende stanno adottando strategie proprie della green economy mostrando crescente attenzione all’ambiente, alla qualità della vita e al lavoro dei propri dipendenti, anche perché oggi, rispetto al passato, esistono regolamentazioni molto più restrittive in tema di salute e protezione ambientale. Accogliendo le esigenze dei consumatori più esigenti e sposando un modello di economia circolare, Vegea nasce nel 2016 come azienda produttrice di materiali vegetali innovativi, da utilizzare nei settori moda, arredo ed automotive, come alternativa ecosostenibile ai tradizionali materiali di derivazione animale o totalmente sintetici.

 

L’intervista è stata realizzata nel mese di agosto 2017 e pubblicata nel mese di dicembre 2017 sul sito www.lteconomy.it
Oggetto: Eco-sostenibilità e qualità nell’industria tessile 
 
L’intervista è stata realizzata da:
Grazia Giordano (scrittrice e co-editor)
 
 

Highlight 

  • … Nel mondo, ogni anno, vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino, da questo processo produttivo possiamo ricavare 6.5 miliardi di chili di vinaccia, per produrre potenzialmente ogni anno 2.6 miliardi di metri quadri di Vegea...

  • … La materia prima abbonda, soprattutto in Italia, che è il primo produttore di vino al mondo e, ad oggi la maggior parte della vinaccia viene smaltita negli inceneritori...

  • Il processo produttivo di Vegea trasforma quello che viene comunemente considerato un derivato della lavorazione vinicola in una materia prima rinnovabile, dall’alto valore aggiunto...

  • Adottare un modello di economia circolare significa rispondere proattivamente alle problematiche del sistema economico lineare che diventa sempre più insostenibile.

  • Investire in ricerca ed innovazione è fondamentale per avere un futuro più sostenibile, dal canto nostro la ricerca non si fermerà mai.

  • Considerati i trend odierni, contrassegnati da una forte sensibilità ecologica dei consumatori, in futuro assisteremo ad un aumento sempre maggiore della domanda di materiali che, come Vegea, hanno un basso impatto ambientale e non sono di derivazione animale.

  • …Stiamo anche realizzando i primi prototipi di vestiti, borse e scarpe che esibiremo ufficialmente in occasione di un nostro evento dimostrativo che avrà luogo in Ottobre, a Milano. 

 

 
1. Gentile Gianpiero Tessitore, grazie per essere qui con noi. Lei è il fondatore di Vegea, azienda innovativa che produce fibre per il settore moda e arredo utilizzando lo scarto dell’uva. Da Come è nata questa idea? Quali sono gli obiettivi di Vegea e a chi si rivolgono i suoi prodotti?
 
Sono un architetto, e lavorando per anni su progetti di arredo, mi sono scontrato con la problematica di non riuscire a trovare una valida alternativa, diffusa sul mercato, ai materiali di rivestimento di origine animale ed a quelli totalmente sintetici. Vegea nasce sia da un percorso professionale, che da una mia scelta etica orientata verso un profondo rispetto per gli animali e per l’ambiente.
 
L’ industria della moda è uno sei settori più inquinanti al mondo, se consideriamo tutta la filiera produttiva, partendo dall’acquisizione delle materie prime, fino ad arrivare allo smaltimento dei prodotti. L’ idea di approfondire ricerche ed iniziare collaborazioni specifiche è nata proprio dalla necessità di trovare soluzioni sostenibili alle gravi problematiche che questo ed altri settori generano, venendo incontro alle esigenze dei consumatori più informati e sensibili alle tematiche ambientali.

La Wineleather di Vegea, la pelle vegetale ricavata dalla vinaccia

Fonte: Vegea
 
 
 
2. Perché ha scommesso proprio sulle fibre derivanti dalla vinaccia e non da altre fibre naturali più diffuse? Quali sono i pregi e i difetti (qualità, costi, impatto ambientale etc…)?
 
La ricerca è partita nel 2014, quando, in collaborazione con l’Università di Firenze e con centri di ricerca specializzati, ho iniziato ad analizzare le caratteristiche di diverse fibre vegetali che potessero essere trasformate in materiali ecosostenibili. Dopo anni di dura ricerca, Francesco Merlino, chimico ambientale che collaborava presso l’Università di Firenze ed ora mio socio, ha scoperto che la vinaccia (bucce, semi e raspi dell’uva che si ricavano dalla produzione del vino) contiene fibre ed oli vegetali che sono ideali per essere trasformati in un materiale vegetale davvero innovativo. Nel mondo, ogni anno, vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino, da questo processo produttivo possiamo ricavare 6.5 miliardi di chili di vinaccia, per produrre potenzialmente ogni anno 2.6 miliardi di metri quadri di Vegea. La materia prima abbonda, soprattutto in Italia, che è il primo produttore di vino al mondo e, ad oggi la maggior parte della vinaccia viene smaltita negli inceneritori. Il processo produttivo di Vegea trasforma quello che viene comunemente considerato un derivato della lavorazione vinicola in una materia prima rinnovabile, dall’alto valore aggiunto, proprio per questo motivo, molte aziende vinicole sono interessate a collaborare con noi e con alcune di esse abbiamo già preso accordi per la fornitura gratuita della vinaccia.
 
 
3. La sua azienda si avvale di processi produttivi e macchinari innovativi e peculiari? È richiesto un know-how particolare rispetto a quello delle aziende tessili tradizionali?
 
Per la lavorazione di Vegea possiamo utilizzare macchinari già esistenti nelle aziende tessili e di produzione di pelle sintetica, che andranno opportunamente modificati ed integrati per adattarli perfettamente al nostro processo produttivo.
 
La Wineleather di Vegea e le sue applicazioni nel settore arredo
Fonte: Vegea
 
 
4. Vegea rientra a pieno titolo nella cd. ‘Economia Circolare.’ In base alla sua esperienza nell’utilizzo degli scarti agricoli, quanto ritiene sia importante questo nuovo modello per la sostenibilità della manifattura?
 
La separazione e la valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione vinicola, come le bucce, i semi ed i raspi dell’uva sono imperativi importanti per la sostenibilità. Nel processo produttivo di Vegea, tali derivati di natura organica, anziché rappresentare un fastidioso costo da gestire, vengono trasformati in un materiale dall’alto valore aggiunto, senza l’impiego di sostanze tossiche inquinanti e senza alcuno spreco di acqua, implementando così nuovi modelli di agricoltura ed economia circolare.
 
Oggi, le aziende sono sempre più attente a ridurre gli scarti di produzione ed i costi relativi allo smaltimento dei rifiuti prodotti. Adottare un modello di economia circolare significa rispondere proattivamente alle problematiche del sistema economico lineare che diventa sempre più insostenibile, inefficiente e costoso in quanto si affida allo sfruttamento di risorse non rinnovabili per soddisfare i bisogni di un numero sempre maggiore di consumatori.
 
 
5. La storia di Vegea inizia grazie ad approfonditi studi in collaborazione con alcuni Centri di Ricerca. Quanto è importante la ricerca scientifica per aumentare l’eco-sostenibilità di questo settore? Le università e i centri di ricerca italiani si stanno orientando in questa direzione?
 
Investire in ricerca ed innovazione è fondamentale per avere un futuro più sostenibile, dal canto nostro la ricerca non si fermerà mai, con l’obiettivo di sviluppare modelli sempre più virtuosi che portino ad un minor impatto ambientale possibile.
 
Alcuni colori della Wineleather di Vegea
Fonte: Vegea
 
 
6. Vegea ha vinto il Global Change Award 2017 indetto della H&M foundation, il concorso internazionale più importante nell’innovazione del fashion business. Quanto è stato importante questo premio per lei e la sua azienda?
 
Saremo sempre grati ad H&M foundation per aver fortemente creduto nel nostro progetto, al punto da selezionarci tra 3.000 innovazioni provenienti da tutto il mondo, come i vincitori del primo premio del Global Change Award, il concorso internazionale più importante dell’innovazione circolare del fashion business. Il premio vinto ci ha dato tantissima visibilità ed esposizione mediatica, oltre ad un grant che stiamo utilizzando per portare avanti la ricerca e per industrializzare il processo produttivo di Vegea.
 
 
Il fondatore di Vegea, Gianpiero Tessitore, con la sua Wineleather
 
Fonte: Vegea
 
 
 
7. Ad aprile 2017, Vinitaly ha ospitato i primi prototipi di arredo realizzati da Vegea nel centro storico di Verona. Come sono stati accolti i vostri prodotti? Crede che in futuro sia destinata ad aumentare la domanda per prodotti vegetali ed ecosostenibili?
 
I prototipi di arredo che abbiamo esposto lo scorso aprile al Vinitaly hanno ricevuto un grandissimo apprezzamento, sia all’interno della fiera che nel centro storico di Verona. Da tutti ci viene riconosciuto quanto con Vegea siamo riusciti a creare la perfetta combinazione tra il mondo del vino e quello del design. Stiamo lavorando proprio con l’obiettivo di creare collaborazioni importanti e speciali sinergie con il settore vinicolo e, data la varietà e la qualità dei vitigni autoctoni italiani, il nostro Paese rappresenta il territorio davvero ideale per la produzione di Vegea, il nuovo made in Italy, che rappresenta in chiave ecosostenibile il connubio di diverse eccellenze Italiane, quali moda, vino ed artigianato, note in tutto il mondo come icone di stile e simbolo di altissima qualità.
 
Considerati i trend odierni, contrassegnati da una forte sensibilità ecologica dei consumatori, in futuro assisteremo ad un aumento sempre maggiore della domanda di materiali che, come Vegea, hanno un basso impatto ambientale e non sono di derivazione animale.
 
 
8. Quali sono i suoi progetti per il futuro?
 
Al momento siamo in una fase di implementazione brevettuale e di produzione pilota di Vegea. Stiamo anche realizzando i primi prototipi di vestiti, borse e scarpe che esibiremo ufficialmente in occasione di un nostro evento dimostrativo che avrà luogo in ottobre, a Milano.
 
Nel prossimo futuro saremo impegnati nell’ industrializzazione del processo produttivo e stringendo partnership con brand di moda, arredo ed automotive definiremo le strategie di marketing per il lancio sul mercato.
 
 
 
 
 

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