Principio


SALVAGUARDIA DEL PIANETA

L’applicazione di questo principio richiede la conoscenza di cosa possa creare danno al pianeta. Appare alquanto difficile a riguardo definire tutte le azioni che hanno creato o possono creare danni al pianeta. E’ possibile ricondurle tuttavia a tre grosse branche:

  • Azioni che danneggiano la biodiversità naturale:
  1. Eccessiva sostituzione del patrimonio naturale con quello artificiale (Costruzioni estese) 
  2. Centrali nucleari che, in caso di disastro, possono causare gravi problemi alla terra;
  3. Eccessiva produzione di rifiuti; 
  4. Sfruttamento intensivo dei terreni (agricoltura intensive); 
  5. Irrazionale diffusione degli OGM; 
  6. Caccia per scopi commerciali o che non tiene conto delle reali esigenze alimentari
  7.  ……
  • Azioni che interferiscono con il delicato equilibrio climatico del pianeta:

a. Eccessivo inquinamento atmosferico :

purtroppo gran parte degli esseri viventi (noi compresi) è in grado di vivere e svilupparsi solo sotto determinate e stabili condizioni climatiche (range di temperature tra i -40 e i 50 gradi; condizioni atmosferiche non estreme – tifoni, uragani etc…). Allo stato attuale già sono state spese tante parole sul “global warming”, ma quanto è stato fatto fino adesso? Viviamo ancora in una società inconsapevole dei rischi a cui va incontro con questo stile di vita consumistico ed egoista (per esempio, l’automobile, tra l’altro ancora a petrolio, è diventato uno sfizio più che un mezzo di trasporto….). Il problema qua risiede nel consumismo e nell’ancora eccessiva dipendenza dal petrolio come fonte energetica.

  • Azioni che creano disuguaglianze e disagio sociali in grado di generare odio e guerre nelle e tra le popolazioni: 
  1. Eccessive disparità tra e all’interno delle popolazioni:

    Ogni territorio deve offrire la possibilità di vivere decentemente alla propria popolazione senza che vi siano forti disuguaglianze negli standard di vita. Solo in questo modo, l’odio tra le persone, il terrorismo, le rivolte, le migrazioni (dovute alla necessità di sopravvivere) potranno subire un forte freno. Ciascun paese deve dotarsi, anche tramite l’aiuto esterno, delle infrastrutture e delle istituzioni in grado di garantire tali condizioni di vita. L’acqua potabile, l’elettricità, il gas ed il sistema di trasporti sono infrastrutture essenziali per garantire una vita decente. Altro tema rilevante è “l’istruzione”: non si devono creare mai le condizioni affinché il figlio di una persona ricca possa avere opportunità di istruzione e di lavoro migliori di un figlio di una persona povera.

Occorre infine incentivare lo sviluppo di quelle tecnologie e quelle azioni in grado di eliminare i danni già prodotti sull’ambiente. Si pensi ad esempio alle coste inquinate o ai cumuli di immondizia nell’oceano o terreni devastati da esplosioni nucleari e dall’accumulo di immondizia.

In base a quanto detto le variabile utilizzate per misurare il comportamento del paese in termini di salvaguardia del pianeta possono classificarsi in variabili di carattere ambientale ( che misurano l’inquinamento e lo sfruttamento di risorse - energia -) e di carattere sociale (che misurano il grado di partecipazione sociale, l’uguaglianza sociale e lo sviluppo delle condizioni di vita):

  • Variabili che misurano l’inquinamento
  1. Emissioni di Co2 (totali e pro capite);
  2. Presenza di foreste (% del territorio);
  3. Area marina protetta (% della superficie totale)
  • Variabili che misurano lo sfruttamento e la creazione di energia
  1. Uso pro capite di energia;
  2. Energia prodotta tramite combustibili rinnovabili (biomassa e biogas) e di rifiuti municipali ed industriali (% dell’ uso totale di energia);
  3. Centrali nucleari operative (totali e per miliardi di per
  • Variabili che misurano il grado di coesione e sviluppo sociale

 i. Indice di sviluppo (Human development index); 

Indicatori

In questa sezione si presenta un indice che, partendo dalle principali variabili di tipo ambientale, posiziona i singoli Paesi in base alla loro attitudine ad inquinare il Pianeta.

  

LTEconomy Principle 2 Index
La seguente tabella classifica i Paesi avanzati in base alla loro capacità di salvaguardare il Pianeta. Tale indicatore, che chiamiamo LTEconomy Principle 2 Index o anche Opposition to Pollution Index, prende in considerazione il posizionamento dei singoli Paesi in base alle seguenti variabili: emissioni di Co2 pro capite; consumo di energia; percentuale di energia utilizzata attraverso lo sfruttamento di combustibili rinnovabili. Le variabili sono state standardizzate in modo tale che, per ciascuna di esse, i Paesi possono assumere un indicatore che va da 0 (peggior valore) a 1 (miglior valore); la media di questi indici ci dà l’ Opposition to Pollution Index (LTEconomy Principle 2 Index). L’ndice del 2014 utilizza per ciascuna variabile l’ultimo aggiornamento disponibile (2010 per l’emissione di Co2, 2012 per l’utilizzo di energia e per i combustibili rinnovabili). In base a tale indicatore, nel 2014 nelle prime cinque posizioni troviamo Brasile, India, Indonesia, Cile e Portogallo. Questi sono in pratica i Paesi che emettono meno anidride carbonica e consumano meno energia a livello pro capite e, allo stesso tempo, fanno un uso maggiore di combustibili rinnovabili. Dall’altro lato, Australia, Stati Uniti, Arabia Saudita, Islanda e Lussemburgo occupano le ultime cinque posizioni.
 
Tabella - LTEconomy Principle2 Index dal 2012 al 2014
(Valore Massimo=1; Valore Minimo=0; Advanced Countries ranking)
Ranking
Country
2012 Index
2013 Index
2014 Index
Trend
Ranking
Country
2012 Index
2013 Index
2014 Index
Trend
Brazil
0,81
0,81
0,81
-
22°
Greece
0,53
0,54
0,56
India
0,80
0,81
0,81
-
23°
New Zealand
0,52
0,53
0,54
Indonesia
0,80
0,80
0,81
24°
Finland
0,52
0,54
0,54
-
Chile
0,68
0,70
0,71
25°
United Kingdom
0,52
0,54
0,54
-
Portugal
0,64
0,65
0,67
26°
Germany
0,51
0,53
0,53
-
Sweden
0,63
0,64
0,64
-
27°
Ireland
0,50
0,51
0,52
Mexico
0,63
0,64
0,64
-
28°
Japan
0,48
0,50
0,50
-
Denmark
0,59
0,62
0,63
29°
Belgium
0,46
0,49
0,50
Turkey
0,63
0,63
0,63
-
30°
Israel
0,48
0,49
0,49
-
10°
Hungary
0,60
0,62
0,62
-
31°
Czech Republic
0,47
0,48
0,49
11°
Austria
0,59
0,61
0,62
32°
Estonia
0,49
0,51
0,47
12°
Switzerland
0,60
0,60
0,62
33°
Netherlands
0,45
0,46
0,46
-
13°
Argentina
0,61
0,61
0,62
34°
Norway
0,43
0,46
0,44
14°
China
0,63
0,61
0,61
-
35°
Korea, Rep,
0,44
0,43
0,42
15°
Spain
0,56
0,58
0,59
36°
Russian Federation
0,41
0,42
0,41
16°
Italy
0,55
0,57
0,58
37°
Canada
0,31
0,33
0,35
17°
France
0,56
0,57
0,57
-
38°
Australia
0,31
0,30
0,33
18°
Poland
0,56
0,57
0,57
-
39°
United States
0,28
0,29
0,31
19°
Slovak Republic
0,55
0,57
0,57
-
40°
Saudi Arabia
0,30
0,29
0,29
-
20°
Slovenia
0,54
0,56
0,57
41°
Iceland
0,25
0,25
0,26
21°
South Africa
0,55
0,54
0,56
42°
Luxembourg
0,19
0,21
0,22
Fonte: elaborazione LTEconomy