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Voglio sapere chi vado a votare!!!

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Democrazia significa “potere del popolo”. L’Italia, così come molti altri Paesi, è considerato un Paese “democratico.” Ma si tratta di una democrazia “reale” o fittizia? In altri termini, l’attuale sistema di governo in Italia garantisce il rispetto della volontà del popolo? La risposta è un secco no! Prendiamo in esame le ultime elezioni politiche. C’erano tre principali partiti/coalizioni in gioco: il Partito Democratico (PD); il Popolo della Libertà (PDL) e il Movimento 5 Stelle (M5S). Le elezioni sono state vinte dal PD. Per capire dove risiede il problema, cerchiamo innanzitutto di afferrare “che cosa” ha votato il popolo e se quel “che cosa” viene difeso. Bene, quando nel 2013 ci siamo recati alle urne per esprimere la nostra volontà abbiamo (in gran numero) dato il consenso a Pierluigi Bersani e al suo programma…Ma dove è andato a finire Bersani? 

 (a cura di Dario Ruggiero)
 
Perché l’Italia non è una Democrazia “vera”? Alcune riflessioni sui risultati delle ultime elezioni
 
Esaminiamo che cosa è accaduto nelle ultime elezioni in Italia (elezioni del 2013). Il PD ha conquistato 344 seggi (il 55%) nella Camera e 123 (il 39%) nel Senato, con il candidato premier Pierluigi Bersani. Tuttavia, chi ha votato per Bersani non aveva la minima conoscenza dei parlamentari del PD, ossia di chi ci avrebbe rappresentato in Parlamento. C’è quindi un chiaro problema di rappresentanza: votiamo una persona e siamo rappresentati da altre persone (che non conosciamo). Questa non è Democrazia!  
 
Ciò che conta in una vera democrazia è che “i parlamentari eletti – in questo caso 344 –, o una parte rappresentativa di essi, siano responsabili nei confronti degli elettori,” garantiscano cioè che ciò per cui l’elettore ha votato (in questo caso il programma presentato da Bersani) venga promosso e rispettato in Parlamento nel corso della legislatura. Tutto questo non accade in Italia: con le ultime elezioni, Bersani non è riuscito a formare un governo; è stato sostituito da Enrico Letta (che non abbiamo votato – in questa fase  eravamo rappresentati da un premier non eletto e da parlamentari che non conoscevamo) e questi, successivamente, da Matteo Renzi (idem).
 
Tutto questo non è Democrazia! Il nostro è un voto sterile! Svegliamoci! Ciò che ci vuole è un maggiore legame tra chi ci rappresenta (i parlamentari) e chi è rappresentato (gli elettori). E’ inutile cambiare 300mila volte la legge elettorale se questo principio non viene rispettato. Solo in questo modo il sistema politico italiano potrà rispettare la volontà del popolo ed essere veramente al servizio del Paese.
 
 
La Democrazia in Italia: caratteristiche
 
Per meglio capire quanto appena affermato vediamo come funziona attualmente il sistema democratico in Italia. Quali sono gli organi dello Stato, chi ci rappresenta, come ci rappresenta e come eleggiamo chi ci rappresenta.
  • Il Parlamento
  1. L’Italia è una Repubblica parlamentare: la volontà popolare è affidata, tramite elezioni politiche, al Parlamento che elegge, a sua volta, il Governo e il Presidente della Repubblica.
  2. Il Parlamento controlla e può revocare il governo: lo strumento a sua disposizione è il voto di fiducia.  
  3. Il Parlamento italiano è diviso in Camera dei deputati e Senato della Repubblica:  viene eletto ogni 5 anni dai cittadini. In totale è costituito da 945 seggi  (630 per la Camera dei deputati e 315 per il Senato).
 
  • Il Presidente della Repubblica
  1. Viene eletto ogni sette anni dal Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali dei rispettivi Consigli (3 per ogni regione), con la maggioranza qualificata (2/3 dell'assemblea) o con la maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi. Ha il potere di sciogliere le camere e di nominare il governo. Non può essere sfiduciato dal Parlamento. La sua eventuale destituzione deve essere decisa dalla Corte costituzionale.
 
  • Il Governo
  1. E’ composto dal presidente del Consiglio dei ministri e dai vari ministri. Nominato dal Presidente della Repubblica, deve presentarsi alle camere per chiedere la fiducia. Una mozione di sfiducia può essere presentata in qualsiasi momento da 1/10 dei componenti di una camera, e nel caso il governo sia sfiduciato il Presidente della Repubblica può nominarne un altro o, se non riesce a trovare nessuna coesione tra le forze politiche di maggioranza, firma il decreto di scioglimento anticipato delle due camere sancendo il ritorno del paese a elezioni.
 
  • La Corte Costituzionale
  1. E’ un organo di garanzia costituzionale cui è demandato il compito di giudicare la legittimità degli atti dello Stato e delle Regioni, dirimere eventuali conflitti di attribuzione tra i poteri di dette istituzioni e tra le Regioni stesse, esprimersi su eventuali atti di accusa nei confronti del presidente della Repubblica e verificare l'ammissibilità dei referendum abrogativi.
 
  • La legge elettorale
  1. Il Porcellum: le elezioni politiche del 2013 si tennero con il sistema introdotto dalla legge n. 270 del 21 dicembre 2005 (la cosiddetta "Legge Calderoli", definita anche Porcellum). La legge prevede un sistema proporzionale corretto, con premio di maggioranza, senza possibilità di indicare preferenze per i parlamentari. Per la Camera dei deputati, la lista (o coalizione di liste) che ottiene la maggioranza dei voti ma che non consegue i 340 seggi, è assegnataria di una quota ulteriore di seggi, in modo da raggiungere tale numero. Per il Senato della Repubblica, la legge prevede che la lista o coalizione di liste che ottiene la maggioranza dei voti nella Regione ma che non consegue il 55% dei seggi da questa assegnati, sia assegnataria di una quota ulteriore di seggi, in modo da raggiungere tale numero.
  2. L’Italicum e il post-italicum: dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato il Porcellum incostituzionale, il 6 maggio del 2015 è stata approvata una nuova legge elettorale, valida per la sola Camera dei Deputati: l’Italicum. Essa prevedeva in origine un sistema maggioritario a doppio turno con premio di maggioranza, soglia di sbarramento e cento collegi plurinominali con capilista "bloccati". Nel gennaio 2017 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il turno di ballottaggio, lasciando il premio di maggioranza per la lista che dovesse ottenere il 40% al primo (e quindi unico) turno. La Corte ha inoltre dichiarato incostituzionale la possibilità per i capilista bloccati che dovessero essere eletti in più collegi di scegliere discrezionalmente l'effettivo collegio di elezione: la scelta viene quindi affidata ad un sorteggio. Il sistema elettorale per la Camera dei Deputati diventa così un sistema proporzionale a correzione maggioritaria.
In sintesi, in Italia è il Parlamento a rappresentare la volontà dei cittadini: ha il potere di eleggere il Presidente della Repubblica e di decidere chi ci deve governare.
 
 
Conclusioni
 
E’ evidente che il sistema democratico in Italia non funziona bene. Manca il legame diretto tra i cittadini e i loro rappresentanti. Recuperare questo rapporto è essenziale. Sono i parlamentari le persone che dobbiamo andare a votare, le persone che devono difendere la volontà popolare. Una legge elettorale ben fatta (indifferentemente proporzionale o maggioritaria) dovrebbe rispettare questo principio.
 
Solo in questo modo potremmo avere una democrazia solida ed un governo che agisca in nome della volontà del popolo.
 
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 Fonte: Long Term Economy  

 
Dario Ruggiero,
LTEconomy, 13 Febbraio 2017
   
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