News

Tributo ai Parchi nazionali italiani

on .

Prima degli anni ’80 avevamo in Italia solo quattro parchi nazionali (Gran Paradiso , Stelvio, Abruzzo e Circeo), il più antico sorto nel 1922; poi, via via ne sono stati aggiunti altri 20 che tuttavia coprono  un’estensione complessiva che non supera il 5% del territorio nazionale (% insufficiente per la verità). La recente diatriba tra corpo parlamentare e organizzazioni della società civile in materia di governance dei parchi dimostra che non si è raggiunto ancora un interesse comune superiore per la tutela del “bene” in questione rispetto agli interessi particolari. La riforma in discussione in Parlamento mostra non pochi difetti ed un’elevata complessità che non certo si addice ad una tematica di cotanta importanza per la conservazione di risorse di estremo valore per il nostro territorio.

 

 (a cura di Rosario Borrelli e Dario Ruggiero)
 
Lo stato della situazione
 
Oggi sono pochi i parchi  (Parco della Calabria, del Pollino, Gennargentu) che presentano delle effettive criticità organizzative: hanno aree estese in territori in cui sono presenti ritardi e disoccupazione, manca completamente una ricettività alberghiera, tale da valorizzare adeguatamente il Parco, e in alcuni manca l’Organo di gestione. Incuria, episodi  malavitosi , come incendi dolosi appiccati allo scopo di favorire i rimboschimenti e assumere personale sono  solo un esempio del degrado.
 
Completamente diverso è il contesto della maggioranza dei Parchi, ciascuno con proprie peculiarità, che  garantiscono le tutele e la salvaguardia del territorio e della fauna, anche mediante una integrazione sostenibile con le attività locali.
 
Pertanto, solo una minima parte dei Parchi di recente istituzione necessitava di dotarsi di organi, norme e presìdi in grado di compensare la carenza storicamente presente e la scarsa vocazione degli abitanti
 
 
La recente proposta di Legge a.c.4144
 
Con la recente proposta di Legge a.c.4144 "Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette", invece, si è voluto stravolgere l’assetto di Parchi storici aventi un movimento turistico e una tenuta complessiva già ampiamente consolidata.
 
Le associazioni ambientaliste non potevano tacere: esse  risentono tuttavia di scarsa attenzione in sede di legislazione, di una marginalità rispetto alle scelte politiche, nonostante siano dotate di  mezzi e conoscenze tecniche qualificati, una conoscenza dei luoghi e degli ecosistemi. Esse individuano nella proposta di legge  una strategia di trasformazione ‘produttiva’ che sarebbe deleteria per la conservazione degli ambienti e della fauna, ma anche per la fruizione sostenibile delle aree, cosi come si è sviluppata nel corso di centinaia di anni con le popolazioni locali
 
 
Che cosa le associazioni ambientaliste criticano della legge
 
Attività come le escursioni, l’osservazione, lo studio, il trekking, ma anche attività produttive come il pascolo, il turismo, il campeggio, la canoa hanno ben mostrato come sia possibile che in una  natura incontaminata le popolazioni si giovino dei suoi benefìci esclusivi nel pieno rispetto dei territori e delle altre specie esistenti; ma altra cosa è introdurre attività a forte impatto ambientale che richiedono strutture e attraggono un turismo rampante.
 
Tutto ciò verrebbe smantellato per aprire la strada a investimenti privati, alle royalties, alla Confagricoltura, al Ministero del Turismo creando organismi di gestione con meccanismi perversi e contorti che andrebbero a favorire la speculazione, distruggendo un patrimonio conservato da tempo immemorabile.
 
Alcuni provvedimenti  (per i dettagli tecnici si rimanda agli articoli in bibliografia)  stravolgerebbero i nostri Parchi nazionali. (esclusione del Parco del Delta del Po, frantumazione del Parco dello Stelvio, pista di sci allo Stelvio per i Mondiali, introduzione di Confagricoltura e Ministero del Turismo tra gli organismi di gestione (centralizzati) e di province  in quelli decentrati; norme che consentono caccia; farraginosità dei meccanismi di nomina e di gestione; dulcis in fundo, si fa per dire, quote ‘rosa’ nelle nomine )
 
 
La Critica del WWF
 
La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi: "la proposta di riforma che approda oggi (27 marzo) in Aula alla Camera, dopo essere stata approvata al Senato, è una grande opportunità perduta: se il testo non verrà emendato ma licenziato frettolosamente, anziché rilanciare e rafforzare i Parchi italiani li indebolirà."
 
Nonostante la Costituzione attribuisca allo Stato il compito di proteggere la natura, con la nuova legge, di fatto, le Aree protette passerebbero sotto la diretta influenza degli Enti territoriali, rischiando di essere ostaggio di logiche partitocratiche e localistiche.
 
Oggi, secondo la presidente del WWF Italia, il Parlamento sembra incapace di ascoltare il mondo al di fuori del Palazzo mentre con la Legge Quadro del 1991 (la 394) si aprì al confronto con la società civile e la comunità scientifica.
 
 
Conclusioni
 
Quanto sta accadendo in riferimento alla legge sui Parchi Nazionali mostra ancora una volta l’assenza di una visione nazionale sugli elementi su cui puntare al fine di preservare le risorse migliori che abbiamo nel lungo periodo. Non si tratta di difendere questo o un altro parco, gli interessi delle associazioni o quelle dei parlamentari. L’unico interesse che va protetto è quello di dare alle generazioni futuro un Paese migliore di quello attuale e per questo occorre una legge semplice e che garantisca il benessere e lo sviluppo dei parchi nel lungo periodo. Questa è una legge estremamente importante che meriterebbe più attenzione dai nostri organi parlamentari.
 
 
La Long Term Economy è un modello economico in grado di condurci verso questo nuovo modo di pensare. Scopri di più sulla Long Term Economy.
 

 Fonte: Long Term Economy  

Rosario Borrelli e Dario Ruggiero,
LTEconomy, 31 Marzo 2017
  
 
Articoli correlati:
 
“Legge sui parchi, secondo la Lav il testo è pessimo. La prossima settimana il voto alla Camera dei deputati”
 
Parco dello Stelvio, no allo smembramento tra Lombardia e Trentino -
 
WWF – “Le nostre aree protette sono a rischio” -
 
Fabio Balocco, “Legge sui parchi, arrivano le modifiche: è così che si intende tutelare la natura?”, Il Fatto Quotidiano -
 
Dario Ruggiero, "Ecologia profonda", LTEconomy,
 
Intervista con Douglas Tompkins, LTEconomy,
 
   
 

Diventa un sostenitore della Long Term Economy!!

La Long Term Economy è un associazione non-profit che ha l'obiettivo di aumentare il benessere in una prospettiva di lungo periodo preservando il capitale naturale, culturale e sociale. L'associazione lavora a che i nostri figli possano avere un futuro migliore.

Diventa un sostenitore della Long Term Economy: fai la tua donazione oppure dai il tuo contributo