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La Giornata Della Terra 2017

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La Giornata della Terra è una grande manifestazione ambientale, istituita nel 1970, una giornata in cui tutti i cittadini del mondo dovrebbero unirsi per rispettare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Le Nazioni Unite la celebrano ogni anno il 22 aprile. Governi, istituzioni e gruppi ecologisti cercano di sensibilizzare la popolazione sull’inquinamento di aria, acqua e suolo, sulla distruzione degli ecosistemi, sull’estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e sull'esaurimento delle risorse, tutti effetti dell’attività umana.  

 

 (a cura di Guido Dalla Casa)
 
 
Gli eventi
 
Fra le iniziative più singolari, citiamo quella della NASA, che propone di “adottare un pezzetto del nostro Pianeta”. Infatti l’Agenzia spaziale americana ha deciso di dare in adozione la Terra, suddivisa in 64.000 porzioni. Basta visitare il sito dedicato, scrivere il proprio nome e cliccare su “Adopt”. Apparirà una schermata, con un certificato di adozione in cui saranno presenti i dati dell'area, provenienti dai satelliti Nasa in orbita attorno alla Terra. Della piccola fetta adottata conosceremo la qualità dell'aria, la vegetazione e le altre informazioni ambientali importanti. È possibile condividere il certificato NASA sui social media.
 
Per quanto riguarda l’Italia: Earth Day Italia, in accordo con il Ministero dell'Ambiente, ha deciso di incentrare le celebrazioni della 47a Giornata Mondiale della Terra sul tema dell'educazione ambientale favorendo così l'incontro tra la scuola e il mondo dell'offerta formativa promossa da istituzioni e organizzazioni. Sono numerosi in tutta Italia gli eventi nati per celebrare l’Earth Day 2017..
 
 
I consigli
 
Si può agire in molti ambiti migliorando le attuali prestazioni a livello sia mondiale sia locale: dal riciclo dei materiali alla conservazione di risorse naturali come  petrolio, carbone e gas (che dovrebbero restare sotto terra), dal divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi alla cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi e le paludi. Per scoprire tutti gli eventi in programma nel nostro Paese si può visitare la mappa interattiva disponibile sul sito ufficiale www.earthdayitalia.org.   
 
Qualcuno ha pensato di riassumere in 5 R e 5 S le azioni che ci aiutano a dare un senso più green alle nostre giornate, partendo dal presupposto che la parola d'ordine nei nostri stili di vita dovrebbe diventare RIDURRE, provando a compiere almeno qualcuna delle seguenti azioni:
 
-Ricicla: Ridurre l’enorme quantità di scarti che viene prodotta quotidianamente da ciascuno di noi. –Spegni: A volte l’auto privata è indispensabile: per raggiungere luoghi un po’ isolati, per trasportare bagagli e oggetti pesanti.... Ma ci sono anche molte situazioni in cui possiamo farne benissimo a meno e goderci una bella passeggiata o una bella pedalata all’aria aperta.
-Recupera: Non tutti gli oggetti che non usiamo più sono così vecchi o rovinati da dover essere gettati via; è sempre meglio donarli. –Smaterializza: bollette, estratti conto e documenti vari, gran parte di questa corrispondenza potrebbe essere sostituita da semplicissime procedure online.
Riusa: “vecchio” e “rovinato” non sono sinonimi di “inutile”. –Sostieni: Ci sono delle realtà che hanno puntato tutto su ricerca ed eco-sostenibilità: sosteniamole. Compriamo frutta, verdura e generi alimentari di stagione e a km zero.
–Risparmia: Vivere in modo ecosostenibile significa tagliare gli sprechi, ad esempio facendo attenzione a non sprecare acqua ed energia. –Scopri: Turismo ecologico e responsabile, parchi nazionali e oasi naturalistiche, orti botanici e agriturismi.
Rifletti: Prima di compiere qualsiasi scelta, fermiamoci a riflettere se esiste un'alternativa altrettanto efficace, ma più rispettosa dell'ambiente. - Semina: Un piccolo gesto in grado di far nascere una vita sul balcone, in terrazzo, nel giardino; proviamo a far germogliare qualche foglia verde.
 
 
Cosa manca
   
La Giornata e le iniziative che ne conseguono hanno il grande pregio di tenere viva l’attenzione sulla situazione del Pianeta e sull’enorme importanza del problema globale. Sono stati elencati alcuni consigli, tutti lodevolissimi. Però mi sembra che manchi qualcosa: un sottofondo di pensiero che colleghi il tutto.
 
Non sono messe in evidenza le cause profonde che hanno provocato e continuano a provocare il disastro ecologico:
 
La spaventosa sovrappopolazione umana che affligge la Terra (7.3 miliardi di umani con un aumento di ben 90 milioni all’anno);
L’eccesso di consumi che distrugge la Vita;
I gravi danni al Pianeta causati dal ciclo della carne.
 
Manca una vera raccomandazione a ridurre drasticamente tutti i consumi, non solo quelli energetici. Sembra quasi che si voglia trasmettere un messaggio di “verniciare di verde” il mondo attuale (economia green), non di cambiare drasticamente il sistema. Manca la percezione che la causa prima del problema è la crescita economica, che sostituisce  materia inerte (strade, costruzioni, impianti) a sostanza vivente (foreste, praterie, barriere coralline, paludi): pretende di “rifare il mondo”.
 
La civiltà industriale, nata circa due secoli fa ma che ha manifestato la sua natura distruttiva solo da un secolo (dato che procede con legge esponenziale), sta per finire perché è incompatibile con il funzionamento del sistema più grande di cui fa parte. Qualunque discorso serio sul prossimo futuro dovrebbe iniziare così: “Il modello culturale umano denominato civiltà industriale, fondato sull’incremento indefinito dei beni materiali ed espressione attuale della cultura occidentale, è fallito. Dobbiamo gestire il transitorio verso modelli completamente diversi riducendo il più possibile gli eventi traumatici, che sembrano ormai  inevitabili.”
 
Forse c’è una grande difficoltà a trattare l’argomento con queste premesse, ma è soltanto perché ogni modello culturale è incapace di concepire la propria fine.
 
Il primato dell’economico deve assolutamente finire. Un grosso aiuto può venire da un pensiero appena nascente che comprende diversi movimenti, anche se numericamente non molto rilevanti: l’Ecologia Profonda, gli studi sulla mente animale, la mente estesa, l’Ecopsicologia, lo studio delle culture native e orientali antiche, il miglioramento dei rapporti con gli altri esseri senzienti (fino a pervenire a forme di simbiosi), la critica alla civiltà, e così via.
 
Anche la definizione classica della sostenibilità (un processo sarebbe sostenibile se “i nostri discendenti” non ne hanno un danno) va modificato, ad esempio con l’espressione seguente: “L’andamento di un sistema è sostenibile se può durare a tempo indefinito senza alterare in modo apprezzabile l’evoluzione del sistema più grande di cui fa parte”. Tale definizione è priva di riferimenti antropocentrici e tiene conto della vita (o del funzionamento) dell’Ecosfera. Non guasterebbe poi un sottofondo con qualche riferimento di tipo spirituale, sintetizzabile con questa citazione dell’astrofisico canadese Hubert Reeves:
 
“L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile,
senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”.
 
 
La Long Term Economy è un modello economico in grado di condurci verso questo nuovo modo di pensare. Scopri di più sulla Long Term Economy.
 

 Fonte: Long Term Economy  

Guido Dalla Casa,
LTEconomy, 22 Aprile 2017
  
 
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