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La deforestazione nel Bacino del Congo in Africa si riduce..Perchè?

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L’ATTIVITÀ di “logging” nel Bacino del Congo (in cui è localizzata una delle foreste pluviali più grandi al mondo), secondo uno studio pubblicato  nel Philosophical Transactions della Royal Society, ha subito un forte rallentamento. Le immagini satellitari del Bacino del Congo in africa rivelano che la deforestazione è diminuita di circa un terzo rispetto al 2000. Secondo i ricercatori, questo è la conseguenza di uno “shift” nella struttura economica del Paese, passato da un economia fortemente agricola ad una maggiormente focalizzata su prodotti da miniere e petrolio. Manca ancora insomma una forte pressione attiva nella protezione di questo patrimonio naturale.
 
Il dottor Simon Lewis, presso l'Università di Leeds ha dichiarato quanto segue: "La maggior parte delle ricerche sulle foreste si focalizzano sulla foresta Amazzonica e sul Sud Est asiatico; manca, invece una fotografia di quello che sta succedendo nel bacino del Congo in Africa centrale.”
 
La foresta pluviale nel bacino del Congo è seconda sola alla foresta amazzonica per dimensioni. Essa copre quasi 2 milioni di kmq e ha una salute molto migliore del previsto. Grazie alle immagini satellitari è stato possibile monitorare il cambiamento nel tempo della foresta. Nel 1990 venivano abbattuti ogni anno quasi 3.000 kmq di foresta. Tra il 2000 e il 2010, il tasso di deforestazione si è rallentato, con meno di 2.000 km quadrati di foresta pluviale persi ogni anno.
 
"I risultati sono stati sorprendenti," sostiene il dottor Lewis. "Essi sono dovuti in parte alla presenza di una rete di aree protette. Ma anche a una mancanza di espansione delle attività agricole, e alla riorganizzazione delle attività economiche in quest’area dell’Africa, che dipendono sempre più da attività minerarie e petrolifere e meno da attività agricole”.
 
Un altro studio pubblicato sulla stessa rivista ha evidenziato le differenze tra gli alberi nel bacino del Congo e quelli di altre foreste pluviali nel mondo. Secondo tale studio, le specie africane sono in media molto più alti rispetto a quelli in Amazzonia. Questo implica che  le foreste nel bacino del Congo immagazzinano una quantità maggiore di carbonio Perdere parti di questa foresta pluviale avrebbe un impatto rilevante sul cambiamento climatico, sulla biodiversità e sule comunità che dipendono l'ambiente.
 
L’attività di “logging” potrebbero continuare grazie all’adozione di schemi internazionali di protezione, come il REDD - Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in Developing Countries – delle Nazioni Unite,  ma l'aumento della popolazione e la conseguente necessità di più cibo potrebbero rappresentare una minaccia per la foresta. Per cui è necessario che questi patrimoni vengano protetti da politiche attive piuttosto che lasciate al caso come sta effettivamente avvenendo.
 




Dalla BBC
 
July 22th  2013