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L’era digitale: quanto protetta è la nostra proprietà digitale?

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Oggi la maggior parte del nostro tempo la dedichiamo alla creazione di informazioni sui nostri smart-phone, tablet e pc; impieghiamo il nostro tempo per creare oggetti nel nostro mondo virtuale: articoli, libri, nostri pensieri, diari, pagine social, relazioni… ma ciò che abbiamo e costruiamo nel nostro mondo virtuale è più vulnerabili rispetto a ciò che abbiamo nel mondo fisico reale. Allora oggi per ognuno di noi vale la pena capire come possiamo valorizzare e soprattutto difendere il nostro mondo virtuale in modo che il nostro tempo (prezioso) non venga bruciato da un hacker o dall’azienda di turno che detiene i nostri dati e le nostre pubblicazioni. 

 
 (a cura di Dario Ruggiero)
 
 
Un tuffo nel passato
 
Torniamo a 30-40 anni fa. Il pc e gli smart-phone non erano ancora un bene di massa. Il frutto del nostro lavoro, del nostro impiego di tempo trovava sempre risultanza in un oggetto fisico (sia esso stato un manufatto o un opera dell’attività intellettuale) o in una relazione reale (di amicizia o sentimentale). Il livello di protezione di ciò che producevamo con il nostro impegno fisico e mentale era piuttosto alto: nel caso di un oggetto, potevamo fisicamente limitarne l’accesso a soggetti estranei in modo da ridurne le potenzialità di furto; nel caso di una relazione, non c’è dubbio che la possibilità di mantenere una relazione nel mondo reale è superiore a quella che si riscontra nel mondo virtuale.
 
 
Torniamo al presente
 
Oggi gran parte del nostro tempo (lavorativo e libero) lo impieghiamo per produrre informazioni digitali tramite lo smart-phone, il tablet o il pc. L’informazione è il risultato del nostro impegno fisico e mentale. Ora, questo tipo di bene ha un livello di protezione potenzialmente molto basso. La mia pagina sul social X in realtà non è mia, ma appartiene al social X che, da un momento all’atro può decidere di chiuderla se non la ritiene conforme alle sue policy. Il nostro sito-web può essere attaccato dagli hacker etc…
 
 
Cosa fare?
 
La migliore strategia di difesa soprattutto per coloro che impiegano gran parte del loro tempo nel creare informazioni sul web e nel costruire e mantenere relazioni virtuali è la ‘previdenza.’ Fate un Back-up periodico del vostro sito-web e salvate a parte i vostri contatti; in altre parole cercate di ridurre quanto più possibile la vulnerabilità del prodotto generato dall’impiego del vostro prezioso tempo.
 
 
Conclusioni
 
Con l’arrivo del web, abbiamo potuto estendere la nostra capacità relazionale a soggetti che 30-40 anni fa non avremmo mai potuto raggiungere. D’altro verso, è aumentato il tempo impiegato nel creare e preservare relazioni virtuali rispetto alle relazioni reali. Allo stesso tempo è aumentata la nostra capacità di creare informazioni e trasmetterle agli altri e oggi gran parte del nostro tempo lo impieghiamo nel creare e trasmettere informazioni. Ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo da proteggere e dobbiamo attrezzarci a farlo. Chi ci tiene alle proprie relazioni virtuali e alle informazioni create e trasmesse sul web ha un arma importante a sua disposizione per conservarle e valorizzarle: la previdenza.

 

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Fonte: Long Term Economy
 
 
Dario Ruggiero,
LTEconomy, 03 Ottobre 2017
   
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