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L’Ecologia di Superficie e l’Ecologia Profonda

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Nella vita di tutti i giorni si parla molto di ecologia, ma di solito senza alcun riferimento o inquadramento concettuale, e spesso come se si trattasse di “un contorno” di qualcosa di più importante (di solito, la crescita economica). E’ invece la percezione del modo di vivere della Terra da qualche miliardo di anni

 

 (a cura di Guido Dalla Casa)
 
Arne Naess e l’Ecologia Profonda
 
Come noto, il filosofo norvegese Arne Naess ha diviso il pensiero ecologista in due categorie:
 
- l’ecologia di superficie, che ha per scopo la diminuzione degli inquinamenti e la salvezza di alcuni ambienti naturali senza intaccare la visione del mondo della cultura occidentale;
- l’ecologia profonda, in cui vengono modificate radicalmente le concezioni filosofiche dominanti in Occidente: in questa forma di pensiero si dà un’importanza metafisica alla Natura, superando il concetto restrittivo di “ambiente dell’uomo”. L’Ecologia Profonda, nata convenzionalmente in Occidente con l’articolo “The Shallow and the Deep” di Naess (1972) si può ricondurre nell’ambito delle idee di Gregory Bateson e Fritjof Capra, il noto autore de “Il Tao della Fisica” (1982).
 
Le istanze ecologiste più diffuse, pur utilissime, restano di solito entro i confini dell’ecologia di superficie: tutte le azioni attuali vengono intraprese “per l’uomo”, visto ancora come l’unico riferimento. L’Ecologia Profonda propone invece una visione del mondo NON antropocentrica, ma ecocentrica: il primo valore è la buona salute dell’Ecosfera (o della Terra). Tutte le entità naturali hanno un valore IN SE’ e non in funzione umana.
 
Dopo queste premesse, è evidente che, secondo l’Ecologia Profonda, l’Etica deve comprendere tutte le entità naturali (Etica della Terra).
 
 
Come vive la Terra
 
Vale la pena richiamare qualche nozione sul modo di “vivere” del nostro Pianeta:
- La Terra è un sistema altamente complesso, con numerosissimi effetti di retroazione. Anche tutti gli esseri viventi sono sistemi complessi, come pure gli ecosistemi e alcuni sistemi non-viventi;
- L’Ecosfera è un sistema in grado di correggere le variazioni negative non troppo grandi (come fanno i viventi), entro una certa fascia di variabilità, tenendo conto della scala dei tempi;
- Uno dei cicli più importanti della Vita è il ciclo vitale di respirazione e fotosintesi. Come scambio esterno, quasi tutta l’energia che fluisce attraverso l’Ecosistema è energia solare. Quindi anche l’unica energia “utilizzabile” in condizioni quasi-stazionarie è l’energia solare;
- La Vita (o il funzionamento) della Terra è basata sulla biovarietà, senza la quale il Pianeta non è in grado di mantenere la situazione quasi-stazionaria. Come esempio, un campo coltivato a monocoltura si mantiene solo con pesanti apporti esterni: l’aumento di produttività è illusorio, perché il bilancio complessivo è negativo.
 
 
Il linguaggio economico
 
Il primato dell’economia ci sta portando verso il disastro, verso un mondo senza varietà dei viventi. Nessuna attività umana ha distrutto la Vita quanto la smania economicista che ci sta divorando.
 
Molti movimenti integrati nel sistema, quelli cosiddetti “ambientalisti”, continuano a parlare con il linguaggio dell’economia.  Ci sono poi movimenti utilissimi e animati dalle migliori intenzioni, come la Decrescita felice o quelli “della transizione”, che propagandano idee di cambiamenti notevoli, vogliono giustamente sostituire le fonti energetiche, ma in sostanza tendono a “verniciare di verde” il mondo attuale: troppo spesso usano ancora il linguaggio dell’economia. Non ci salveremo continuando a usare quel linguaggio. Penso che bisognerà andare oltre, abbandonare anche nei discorsi le merci, i beni, il PIL, il mercato, forse anche il denaro e l’economia stessa.
 
 
Le “quattro religioni”
 
Le tre religioni abramitiche (cristianesimo, ebraismo, islam) sono fortemente antropocentriche e filosoficamente uguali: forse è proprio per questo che, di fatto, sono sempre state in forte contrasto fra loro, con fasi alterne.
 
Mente estesa, Anima del Mondo, Inconscio Ecologico, Animismo, esseri senzienti, Madre Terra: non sanno neanche di cosa stiamo parlando, o fanno finta di non saperlo. Forse perché se ci sono queste idee di fondo, o comunque  si trova la Divinità immanente nella Natura, non c’è più bisogno di intermediari: quelle tre visioni del mondo (che in realtà sono una sola) possono andare a casa, e con esse i loro sedicenti rappresentanti.
 
La parte laica dell’Occidente, più che mai seguace della “crescita” e fanaticamente legata al materialismo e alla visione cartesiana-newtoniana del mondo, si comporta nei fatti come un’altra religione: ha fatto un’alleanza con la parte “religiosa”, ha sostituito il merito selettivo dell’evoluzione al diritto divino conservando alla nostra specie tutti i suoi privilegi e il suo distacco dal mondo naturale. La scienza “ufficiale” continua su questa via, in netto disaccordo con le sue stesse conoscenze.
 
Anche la definizione classica della sostenibilità (un processo sarebbe sostenibile se “i nostri discendenti” non ne hanno un danno) è assai fuorviante. Mi sembra molto migliore l’espressione seguente: “L’andamento di un sistema è sostenibile se può durare a tempo indefinito senza alterare in modo apprezzabile l’evoluzione del sistema più grande di cui fa parte”. Tale definizione è priva di riferimenti antropocentrici e tiene conto della vita dell’Ecosfera.
 
Senza un sottofondo animista-panteista che dia un valore in sé (e non in funzione umana) a tutte le entità naturali, sarà ben difficile pervenire a modelli culturali veramente diversi e compatibili con i più grandi cicli naturali che persistono da centinaia di milioni di anni.
 
 
Conclusioni
 
Le degradazioni attuali dovuti alla civiltà industriale sono già così avanti che sarà difficile evitare eventi traumatici, ma possiamo sempre sperare in un “meraviglioso imprevisto”. Girerò in modo “ottimistico” le conclusioni: L’attuale civiltà industriale sempre-crescente è il modello culturale umano più distruttivo per la Vita che sia mai comparso sulla Terra. Quindi la sua prossima fine dovrebbe rallegrarci. Bisognerà comunque gestire la transizione, e non sarà facile.
 
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 Fonte: Long Term Economy  

Guido Dalla Casa,
LTEconomy, 19 Febbraio 2017
  
 
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