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Cambiamento Climatico (2018): ultime evidenze su temperatura, concentrazione di CO2 e scioglimento dei ghiacci

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Il cambiamento climatico è un tema molto dibattuto. Nonostante la comunità scientifica, grazie ai numerosi rapporti dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), sia piuttosto concorde sul fatto che a) il cambiamento climatico esiste, 2) il cambiamento climatico origina da cause antropogeniche (dall’uomo), 3) il cambiamento climatico negli ultimi 200 anni ha proceduto a ritmi nettamente più veloci (si stima 170 volte più velocemente) rispetto al resto della storia del pianeta, a livello mediatico ancora c’è chi nega queste affermazioni sostenendo che il cambiamento climatico sia naturale e noi non possiamo fare niente per cambiare il corso degli eventi. Questo articolo propone le tre principali misure (conseguenze) del cambiamento climatico (concentrazione di CO2 nell’atmosfera; Temperatura globale della superficie terrestre e degli oceani; estensione dei ghiacci artici). Queste tre misure convergono in un'unica direzione: la Terra procede verso un surriscaldamento sempre maggiore e a ritmi serrati.

 
 (a cura di Dario Ruggiero)
 
 
La concentrazione di CO2 nell’atmosfera
 
IL Cambiamento climatico rappresenta la più importante sfida per l’Umanità nel prossimo futuro. Capire quali sono le sue cause è un elemento iniziale (e allo stesso tempo un elemento chiave) per affrontare questa sfida. Una delle sue cause principali è sicuramente la concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera. Infatti, in base alle osservazioni fatte sui ghiacciai dell’Antartico e della Groenlandia, emerge un’evidente correlazione tra la concentrazione di CO2 e la temperatura atmosferica (maggiore è la concentrazione, più elevata sarà la temperatura).
 
La concentrazione di CO2 nell’atmosfera è misurata in parti per milioni (ppm). Le misurazioni sono effettuate su 4 osservatori di base dal Global Greenhouse Gas Reference Network. Il più importante di questi osservatori (spesso preso come riferimento principale della misura) è quello di Mauna Loa (il luogo scelto da Charles D. Keeling, il ricercatore che diede inizio agli studi sulla porzione di CO2 nell’atmosfera).
 
Il 9 maggio 2013 è una data molto significativa in quanto la concentrazione di CO2 all’osservatorio di Mauna Loa ha raggiunto per la prima volta le 400 parti per milione (ppm). Esso è un valore molto elevato, se si considera il fatto che in epoca pre-industriale era pari a 280 ppm.
 
Secondo le ultime osservazioni del centro di Mauna Loa, nella quarta settimana di dicembre 2017 è stato di 407,2 ppm, dato molto più elevato rispetto a quello osservato nella quarta settimana di dicembre 2016 (404,7) e di dicembre 2015 (402,1) e nei primi mesi del 2018 è ulteriormente aumentato (208,9 nella quarta settimana di febbraio 2018). Questo significa che se non si agisce in modo immediato, nel giro di 50 anni o anche meno ci ritroveremo con un livello di concentrazione che supera le 500 ppm, considerata la soglia oltre cui ci sarà un severo cambiamento climatico.
 
Grafico – Concentrazione di CO2 in ppm, Mauna Loa, dati settimanali
Fonte: LTEconomy (www.lteconomy.it) – elaborazione su dati ESRL-NOAA
 
Per maggiori informazioni sulla tematica si veda l’articolo FOCUS – La concentrazione di CO2 nell’atmosfera: stiamo per imitare l’era del Pliocene? E l’intervista a Pieter Tans, entrambi pubblicati su www.lteconomy.it.
 
 
La temperatura globale
 
I dati sull’andamento della temperatura globale confermano anno dopo anno la presenza di un surriscaldamento globale. Infatti, in base ai dati del NOAA Climate National Climate Data Center, la temperatura media della superficie terrestre ed oceanica nel mese di dicembre 2017 è stata di 0,80°C al di sopra della media storica (pari a 12,2°C), segnando il terzo più caldo dicembre (insieme a quello del 2016) nella storia della registrazione.
 
Le analisi vengono effettuate con riferimento sia alla superficie terrestre (1,45°C superiore alla media del 20° secolo) che a quella oceanica (0.56°C superiore alla media del 20° secolo).
 
Per quanto riguarda l’intero 2017 (gennaio-dicembre), la temperatura media globale è stata di 0,84°C superiore alla media del 20° secolo.
 
Per quanto concerne i dati più recenti, nel mese di gennaio 2018 è stato registrato un altro record di caldo (0,71°C sopra la media del 20° secolo di 12,0°C); esso rappresenta il 42° gennaio consecutivo con temperature superiore alla norma.
 
Grafico – Anomalie nella temperature media mensile nel periodo 2012-2017
Fonte: LTEconomy, elaborazione su NOAA National Climate Data Center
 
Per maggiori informazioni sulla tematica si veda l’articolo: TEMPERATURA GLOBALE: continuano le anomalie - dicembre 2017, il terzo più caldo dicembre nella storia delle osservazioni su www.lteconomy.it
 
 
L’estensione dei ghiacci artici
 
In base ai dati del National Snow and Ice Data Center (NSIDC), continuiamo a perdere ghiaccio in entrambi i poli della Terra… Il mese di dicembre 2017 ha registrato la seconda più bassa estensione dei ghiacci nelle osservazioni satellitari. La bassa estensione dei ghiacci non ha riguardato solo il polo artico: anche l’Antartico sta registrando record negativi di estensione.
 
L’estensione del ghiaccio artico nel mese di dicembre 2017 è stata mediamente pari a 11,75 milioni di chilometri quadrati, il secondo valore più basso (per il mese) registrato nella storia satellitare (1979-2017). L’estensione è stata di 1,09 milioni di chilometri quadrati sotto la media di lungo periodo (1981-2010).
 
Se consideriamo i dati del 2015, del 2016, e del 2017 possiamo osservare come la perdita di estensione di ghiaccio artico sia compresa tra 750mila km quadrati (inverno 2015) e 1,4 milioni di km quadrati (estate 2016). La figura ci dà un messaggio chiaro: l’estensione dei ghiacci artici è divenuta ‘cronicamente’ più bassa del passato.
 
Cattive notizie anche per i primi mesi del 2018…Sia il mese di gennaio che quello di febbraio hanno registrato un minimo nell’estensione dei ghiacci artici rispetto ai 38 anni di osservazione satellitare.
 
Figura - La perdita di estensione del ghiaccio artico sta aumentando nel corso degli anni
(Perdita di estensione del ghiaccio artico a giugno e dicembre rispetto alla media del mese bel periodo 1981-2010)
Fonte: LTEconomy on NSIDC
 
 
Per maggiori informazioni sulla tematica si veda l’articolo: Arctic Melting: a dicembre l’estensione dei ghiacci artici è stata circa 1 milione di km2 sotto la media 1981-2010 su www.lteconomy.it
 
 
Alcune considerazioni conclusive
 
I dati rilasciati dalle più importanti istituzioni mondiali in campo climatico confermano la persistenza di un cambiamento accelerato nelle condizioni climatiche. L’ultimo rapporto sui rischi percepiti (Global Risk Report 2018) elaborato dal World Economic Forum piazza il cambiamento climatico tra i rischi con maggior impatto e probabilità di accadimento e il tema ha scalato posizioni dopo posizioni nel corso degli ultimi anni (D. Ruggiero, “Global Risk Report 2018: i rischi ambientali e tecnologici dominano lo scenario” – www.lteconomy.it). Gli eventi climatici estremi (tra siccità a tempeste di pioggia in luoghi non abituati a questi tipi di fenomeni) sono aumentati di frequenza ed intensità. Tutto questo va affrontato con sano ottimismo: è arrivato il tempo per cui la nostra società affronti il tema della ‘sostenibilità’ in modo deciso cambiando drasticamente i modelli economici ed energetici su cui si basa. Occorre ridurre la nostra Impronta Ecologica cercando di minimizzare la perdita di benessere materiale (il che è possibile con le attuali conoscenze tecnologiche). Terra, natura, capitale umano e culturale sono le cose da proteggere e tutto questo richiede lungimiranza (una visione di lungo periodo) nelle istituzioni, nelle imprese e nei cittadini.
 
 
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Dario Ruggiero,
LTEconomy, 11 marzo 2018
  
Dario Ruggiero, (febbraio 2018), "CONCENTRAZIONE DI CO2 NELL’ATMOSFERA: nel 2070 toccheremo la soglia del non ritorno?"
 
Dario Ruggiero, (febbraio 2018),"TEMPERATURA GLOBALE: continuano le anomalie - dicembre 2017, il terzo più caldo dicembre nella storia delle osservazioni"
 
Dario Ruggiero, (febbraio 2018), "Arctic Melting: a dicembre l’estensione dei ghiacci artici è stata circa 1 milione di km2 sotto la media 1981-2010"
 
Dario Ruggiero, (febbraio 2018), "Global Risk Report 2018: i rischi ambientali e tecnologici dominano lo scenario"
  
 
Dario Ruggiero, (05 settembre 2017), "Lottiamo per un nuovo sistema: ad ottobre nasce la piattaforma-social www.ltemovement.org"
 
Emanuele Bompan, (agosto 2017), Intervista con Kate Raworth: L'Economia della Ciambella
 
Dario Ruggiero, (giugno 2017), '
Un'introduzione all’economia della “ciambella”, Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo', 
 
"Che cosa è la Long Term Economy," LTEconomy
 
 
Rosario Borrelli, (16 luglio 2017), "Da una costola della società moderna nasce il Movimento per un’Economia di Lungo Percorso", LTEconomy
 
Dario Ruggiero (a cura di), Intervista con David Lin (Global footprint Network, Direttore di Ricerca), "Come stoppare l'avanzata dell'Overshoot Day", LTEconomy
  

 

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