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Sulle dismissioni in Italia...

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A cura di Dario Ruggiero (giugno 2012)
 
Premessa
 
L’obiettivo di breve, medio e lungo termine delle dismissioni del patrimonio pubblico italiano (immobiliare e non), allo studio del governo Monti e della Banca d’Italia, punta a ridurre di 20 miliardi il debito pubblico italiano quest’anno e di 200 miliardi nell’arco del prossimo quinquennio, con l’obiettivo di arrivare il prima possibile ad un rapporto tra debito e Pil pari al 110 per cento.
 
 
 
 
Bene, sull’obiettivo non c’è da discutere; il debito pubblico italiano va assolutamente ridotto! Ma è questo il modo più “giusto” per farlo? Io direi proprio di no! In questo modo lo Stato – il bene comune – si impoverisce ed i ricchi privati (famiglie private ricche) restano ricchi. Insomma ancora una volta, anche se in modo meno visibile, è il popolo che paga … Questo modo di ridurre il debito pubblico non ha individuato “chi è veramente il debitore” (anche se in questo più che incolpare Monti, incolperei tutta la politica che gli ruota attorno – Monti in sostanza ha le mani legate! …); in sostanza difetta nel criterio di giustizia.
 
Torniamo un attimo indietro …; a partire dagli anni “70 il debito pubblico è fortemente aumentato; grazie a ciò, alcune persone (non poche) si sono arricchite beneficiando delle manovre espansive del governo negli anni passati (insomma, tali persone si sono arricchite nei periodi di grassa). Ora sono queste persone che vanno colpite e che devono contribuire in modo maggiore alla riduzione del debito pubblico italiano; sono loro i veri debitori ed è questo il modo più giusto per scrollarci di dosso i debiti che soffocano la nostra Italia.

Nel corso del mese di giugno nelle banche si sono presentate persone a pagare l’IMU per 6-7-10 immobili a testa. Beh, io direi che se ci sono persone che posseggono tanto e, allo stesso tempo, famiglie mono reddito di dieci persone che vivono in 50 metri quadri con una pensione decurtata e con un welfare che va impoverendosi, la direzione intrapresa non è proprio quella più giusta; e non so quando la società possa ulteriormente reggere.

In queste poche frasi c’è il motivo essenziale del perché, anziché toccare il patrimonio dello stato e gli standard di vita delle persone meno abbienti, debba essere attuata una vera imposta sui grandi patrimoni; che essa venga fatta oggi o anche tra due anni va assolutamente fatta e programmata fin da adesso!
 

This article by Dario Ruggiero
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