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LONG TERM ECONOMY - RAPPORTO 2012

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A cura di Dario Ruggiero (Febbraio 2012)
E’ con estremo piacere che si introduce questa seconda edizione del Rapporto annuale dedicato alla Long Term Economy, un edizine rinnovata nella metodologia e nella struttura. Tale Rapporto fornisce annualmente un esame delle principali variabili sottostanti l’applicazione dei seguenti principi coerenti con il tema della Lomg term economy:
  • Principio 2 (Salvaguardia del pianeta),
  • Principio 3 (Buon genitore),
  • Principio 4 (tecnologia per l’integrazione nell’universo).
 
Sostanzialmente, tali principi, come ben descritto nel sito, si basano rispettivamente su variabili di tipo ambientale (emissioni di Co2, consumo di energia etc..), sociale (tasso di partecipazione al lavoro), economico (debito pubblico, tasso di disoccupazione giovanile etc…), e tecnologico (spese in ricerca e sviluppo, pubblicazioni scientifiche etc…). Pertanto, prendendo ad esempio a riferimento le variabili più importanti, un Paese si dirà pro-Long term economy, qualora si caratterizzi per una bassa propensione ad inquinare, per un debito pubblico basso e per un buon supporto alla ricerca e sviluppo. In realtà le variabili monitorate sono ben superiori a quelle citate.
 
 
 
 
La struttura del Rapporto
 
La seconda edizione del Rapporto sulla Long Term Economy cambia la sua struttura. Oltre a fornire un esame delle principali variabili ambientali, economiche, sociali e tecnologiche utilizzate per monitorare l’economia dei Paesi in una prospettiva di lungo termine (capitoli 2, 3 e 4), è stato inserito un capitolo (capitolo 5) in cui sono stati riportate le sintesi dei principali articoli scritti nel corso dell’anno ed un capitolo (capitolo 6) con gli stralci delle interviste effettuate nell’anno, raggruppati per tematica di appartenenza.
 

Dove si sta dirigendo il mondo: il Long Term Economy trend indicator
 
Il presente Rapporto, oltre a fornire un ranking dei singoli principali Paesi avanzati pro e contro la Long term economy, fornisce anche osservazioni volte a definire il trend medio di tutti i Paesi avanzati e, più in generale, di tutti i Paesi del Mondo, in tema di rispetto dei suddetti principi.
 
In questa prospettiva è stato costruito un indicatore a cui si è dato il nome di Long term economy trend indicator che definisce la tendenza del Mondo e dei Paesi avanzati ad adottare principi coerenti con la Long term economy. L’indicatore, come si vedrà più avanti, parte dall’anno 2000 con base 1.500 e prosegue fino al 2009, ultimo anno a cui sono disponibili tutti i dati su cui esso si basa, e rappresenta un miglioramento del trend dell’anno scorso, per il quale in alcune variabili era stata utilizzata una stima sul 2009. Esso è scomponibile in tre indicatori, ciascuno rappresentativo dei principi sopra descritti:
 
1) Earth protection trend indicator: basato su variabili ambientali (emissioni di Co2 etc…) e sociali (tasso di partecipazione al lavoro);
2) Good parent trend indicator: basato su variabili economiche (Debito pubblico, libertà economica etc…);
3) Technology trend indicator: basato su variabili che misurano il supporto allo sviluppo tecnologico (Spesa in Ricerca e Sviluppo, articoli scientifici etc…).
 
Il Long term economy trend indicator riferito al Mondo mostra un calo piuttosto sostanziale tra il 2000 ed il 2004 (quando ha sfiorato la soglia dei 1440 punti) ed una graduale risalita fino al 2009 quando ha sfiorato i 1460, valore comunque al di sotto del punteggio registrato nel 2000, per cui, nel complesso l’indice è peggiorato tra il 2000 e il 2009 (cfr Fig 1.1). I Paesi avanzati, dal 2000 al 2009 hanno migliorato il loro indice, grazie al recupero avutosi tra il 2006 e il 2009. In effetti, per questa classe di Paesi, la spaccature dell’indicatore nelle sue componenti mostra un miglioramento costante per l’indice del buon genitore e per quello dello sviluppo tecnologico in tutto il periodo considerato, mentre, a partire dal 2006 la tendenza dell’indice di salvaguardia del pianeta (Earth protection trend indicator) diventa piatta e registra un miglioramento sensibile nel 2009; tuttavia ciò è dovuto più a cause estrinseche che a comportamenti voluti da parte di questi Paesi: la causa principale di questo miglioramente è in grossa parte imputabile alla riduzione dei consumi dovuta alla crisi economica del 2009. Per quanto riguarda il Mondo invece, l’unico indicatore che si riduce, nonostante anche in questo caso ci sia stato un sensibile miglioramento nel 2009, è quello relativo alla salvaguardia del pianeta, ma questo viene in parte compensato, specie a partire dal 2004, dall’andamento positivo degli altri due indici (cfr Fig 1.1, 1.2 e 1.3).












Oltre al Long term economy trend indicator, è stato calcolato un altro indicatore con l’obiettivo di confrontare in modo "statico” il comportamento relativo di 42 Paesi avanzati: il Long term economy index. Come meglio definito nell’Appendice 2 alla Premessa, l’edizione 2012 di tale indice tiene conto delle diverse variabili ambientali, sociali, economiche e tecnologiche con l’ultimo aggiornamento disponibile. Pertanto, secondo i dati più recenti in termini di bassa propensione ad inquinare, alta partecipazione al lavoro, basso indebitamento pubblico, ambiente favorevole alla libertà economica, elevata quota di spesa in ricerca e sviluppo e pubblicazione di articoli scientifici, la Svezia e la Svizzera sono i Paesi che presentano il miglior mix di comportamento nelle variabili appena descritte; entrambe assumono un punteggio di 0,78 nell’edizione del 2012, valore leggermente superiore a quello registrato dalla Danimarca (0,75), dalla Finlandia (0,72) e dalla Nuova Zelanda (0,68). I Paesi avanzati che si caratterizzano per una visione meno orientata ad un Economia funzionale al lungo periodo sono l’Argentina, l’Italia, la Grecia, La Russia e l’Arabia Saudita. Nel prosieguo del Rapporto si osserverà dove i suddetti Paesi presentano i valori più negativi che ne hanno determinato il suddetto posizionamento.
 
Tabella  – Long Term index 2011 edition
(advanced countries ranking)
Best 21 countries   Worst 21countries
Ranking Country 2011 2012   Ranking Country 2011 2012
Sweden 0,76 0,78   22° Slovenia 0,54 0,53
Switzerland 0,77 0,78   23° United States 0,53 0,52
Denmark 0,74 0,75   24° France 0,51 0,52
Finland 0,70 0,72   25° Spain 0,52 0,52
New Zealand 0,69 0,68   26° Belgium 0,49 0,51
Austria 0,63 0,63   27° China 0,51 0,50
Australia 0,63 0,63   28° Japan 0,49 0,50
Netherlands 0,62 0,62   29° Czech Republic 0,47 0,47
Norway 0,61 0,61   30° India 0,48 0,47
10° Israel 0,59 0,61   31° Luxembourg 0,46 0,46
11° Germany 0,57 0,59   32° Poland 0,43 0,45
12° United Kingdom 0,58 0,59   33° Slovak Republic 0,45 0,44
13° Brazil 0,57 0,58   34° Mexico 0,45 0,44
14° Estonia 0,55 0,57   35° Hungary 0,43 0,44
15° Iceland 0,54 0,56   36° Turkey 0,42 0,42
16° Canada 0,58 0,56   37° South Africa 0,45 0,41
17° Chile 0,60 0,55   38° Argentina 0,39 0,38
18° Ireland 0,56 0,55   39° Italy 0,37 0,37
19° Korea, Rep. 0,51 0,54   40° Russian Federation 0,35 0,36
20° Portugal 0,54 0,54   41° Greece 0,35 0,33
21° Indonesia 0,52 0,53   42° Saudi Arabia 0,31 0,30
Fonte: ns elaborazione su fonti varie
 

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