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Il business farmaceutico: pro e contro

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A cura di Dario Ruggiero (Maggio 2015)

 

Premessa

Questo articolo non è né contro le compagnie farmaceutiche né contro i dottori e l’intero sistema medico. Non è, altresì, uno strumento di promozione della medicina alternativa. L’obiettivo ultimo di questo articolo è quello di promuovere un miglioramento della relazione tra i pazienti e gli specialisti che li assistono nel prendersi cura della propria salute.  

Essenzialmente, una persona può scegliere tra due approcci per prendersi cura della propria salute: l’approccio convenzionale e quello alternativo (medicina naturale). Entrambi i due approcci hanno i propri pro e contro. Se pur non è negli intenti dell’articolo discutere e comparare i benefici dei due approcci, mi si lasci dire che mentre la medicina convenzionale può essere più efficacia nel breve termine, la medicina naturale può avere risultare più efficace sullo stato di salute di lungo periodo. Detto questo, in un sistema giusto, ogni paziente dovrebbe avere la possibilità di scegliere in modo consapevole il metodo che ritiene meglio si allinei al proprio stile di vita.
 
Questo articolo si focalizza sulle relazioni tra i pazienti e il Sistema medico; il punto principale è che, nel corso degli ultimi decenni, questa relazione è stata danneggiata dall’eccessiva intrusività di un’industria farmaceutica sempre più ‘orientata al profitto.’ Le imprese farmaceutiche sono ‘aziende normali’ come tutte le altre aziende. Esse devono realizzare continuamente profitti per poter sopravvivere. A tal fine, negli ultimi decenni esse hanno adottato strategie ben definite per aumentare il proprio ‘giro di affari.’ Ma tutto questo è avvenuto alle spese della salute dei pazienti. Infatti, sempre più pazienti nei Paesi Sviluppati soffrono di effetti collaterali e di malattie croniche. In sostanza, la relazione tra il sistema medico e i pazienti si sta gradualmente rompendo.
 
Lo scopo di questo articolo è quello di promuovere un miglioramento nella relazione tra pazienti, medici e imprese farmaceutiche. Questo perché, non si può pensare ad una società sostenibile nel lungo periodo, quando la qualità della salute in quella società è bassa. La salute è un fattore di estrema importanza per poter sopravvivere come società nel lungo periodo. L’obiettivo ultimo del sistema medico dovrebbe essere quello di assistere i pazienti nel raggiungere i più elevati standard di salute in base all’approccio (convenzionale vs alternativo) che il paziente ha deciso di seguire.
 
Dopo aver fornito un quadro del business farmaceutico (fatturato e principali aziende), si descrivono quali sono le strategie usate dalle imprese farmaceutiche nei Paesi Sviluppati al fine di aumentare il loro fatturato, e si citano i principali libri e documentari pubblicati sull’argomento. Nell’ultima parte dell’articolo vengono descritti gli approcci della medicina alternativa. L’articolo è destinato a tutti coloro che vogliono conoscere di più sul business farmaceutico e i suoi effetti sulla tenuta del sistema medico.
 
 
 
 
Ringraziamenti
 
I migliori ringraziamenti per la realizzazione di questo articolo vanno a Silvestro Montanaro (Giornalista; Ex-Direttore del programma RAI ‘C’era una volta,’ supervisore del documentario:  ‘Inventori di malattie’ realizzato nel 2013), Gabriele Eminente (Direttore Generale di Medici Senza Frontiere Italia) e Jacky Law (autrice del libro ‘Big Pharma') per averci concesso un’intervista sull’argomento (si vedano le interviste con Silvestro Montanaro, Gabriele Eminente and Jacky Law). 
 
 
nel mondo da tempo va avanti ‘un processo di finanziarizzazione’
che ha stravolto fino alle radice più profonde tutta una serie
di luoghi dell’agire umano e sociale..
Tra questi non ne è rimasto illeso quello della ‘salute,’…
(Vincenzo Montanaro, LTEconomy, dicembre 2015)
 
 
La sanità è diventata profitto. Si inventano nuove malattie…
Oggi il medico viene rimborsato a prestazione…
Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché
così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure,oppure si fanno interventi chirurgici inutili…
L’obiettivo non è più la salute, ma il fatturato
(Gino Strada, Fondatore di Emergency,
Intervista a ‘Che Tempo Che Fa,’ 13-04-2013)
 
 
Ogni anno negli stati Uniti gli effetti collaterali delle droghe causano
circa 100.000 morti e 1.500.000 ospedalizzazioni
(Da: Big Buck, Big Pharma, Film Documentary)
 
 
INDICE
Premessa
1. Quanto vale il business farmaceutico
2. L’industria farmaceutica
3. Big Pharma: le Top50 compagnie farmaceutiche
4. Che cosa è Big Pharma: alcuni libri e documentari
5. Che cosa è Big Pharma: la struttura e gli strumenti di Big Pharma – dal ‘branding’ dei farmaci alla vendita di malattie
6. Perché Big Pharma cerca di aumentare i propri profitti
7. Un altro modo di trattare la salute: organizzazioni umanitarie e medicina alternativa
8. Conclusioni
BIBLIOGRAFIA
 
 
1. Quanto vale il business farmaceutico  
   
‘…Farmaci: un mercato di quasi 1.000 miliardi di dollari,
atteso in crescita a 1.300 miliardi di dollari entro il 2018…’
 
 
In base ai dati della IMS (November 2014), la spesa globale per i farmaci era pari a  605 miliardi di dollari nel 2005; nel 2008 essa era di 795 miliardi di dollari (il 31,4% in più) e nel 2013 a 989 miliardi di dollari (+24,4% rispetto al  2008). Si prevede che essa raggiunga 1.300 miliardi entro il 2018 (un valore più che doppio rispetto a quello registrato nel 2005), in aumento del 30% rispetto al livello del 2013. Il tasso di crescita nel periodo 2013-2018 sarà compreso tra il 4 e il 7%, leggermente più alto del 5,2% registrato negli ultimi 5 anni; l’aumento della spesa sarà principalmente pilotato dall’introduzione di nuovi farmaci speciali, dalla maggiore accessibilità dei pazienti e da un inferiore impatto della scadenza dei brevetti nei mercati sviluppati. La crescita annuale della spesa raggiungerà il suo picco nel 2014 (+70 miliardi di dollari; da confrontare con i +40 miliardi di dollari registrati nel 2013).
 
 
Figura: Spesa globale per farmaci 
 
Fonte: LTEconomy, elaborazione su dati IMS (November 2014)
 
 
Nel 2013 gli Stati Uniti hanno rappresentato il 36% della spesa globale per farmaci, seguiti dai pharmerging market[1] e dai 5 principali  mercati europei. Questi sono i principali mercati individuati dalla IMS nel suo Global Outlook for Medicines.
 
Entro il 2018, in molti Paesi ci sarà un aumento nella spesa farmaceutica pro capite. La crescita della spesa negli Stati Uniti rimarrà forte e superiore alla crescita della popolazione. Nei Paesi pharmerging ci sarà un aumento della spesa pro-capite, ma rimarrà un gap sostanziale rispetto ai Paesi Sviluppati. Solo Francia e Spagna osserveranno una contrazione nella spesa farmaceutica pro- capite tra il 2013 e il 2018. Si prospetta una forte crescita in Cina (+70% nei prossimi 5 anni).
 
 
Figura: Spesa globale per farmaci nel 2013: principali mercati
* Pharmerging: China, Brazil, Russia, India, Algeria, Argentina, Colombia, Egypt, Indonesia, Mexico, Nigeria, Pakistan, Poland, Romania, Saudi Arabia, South Africa, Thailand, Turkey, Ukraine, Venezuela, Vietnam.
** Top 5 European Markets: Germany, France, Italy, U.K., Spain.
Fonte: LTEconomy, elaborazione su dati IMS (November 2014)
 
 
L’andamento demografico sarà il fattore principale per la crescita della domanda dei farmaci durante i prossimi cinque anni: l’aumento delle diagnosi e del trattamento di condizioni croniche e l’invecchiamento della popolazione spingeranno la crescita della spesa per farmaci nei Paesi Sviluppati, mentre la crescita della popolazione e la maggiore accessibilità ai farmaci saranno il driver principali di crescita nei Paesi emergenti.  
 
I Paesi Sviluppati – in particolare gli Stati Uniti, i 5 principali Paesi Europei e il Giappone – si confermano i mercati con la crescita maggiore in termini assoluti della spesa farmaceutica, mentre, nei prossimi 5 anni, il contributo dei pharmerging market aumenterà fino a raggiungere il 50% dell’aumento della spesa nel 2018. 
 
 
2. L’industria farmaceutica
 
La storia: un business nato nel…
 
Le origini dell’industria farmaceutica moderna risale alla fine del diciannovesimo secolo, con la nascita di alcune importanti società: F. Hoffmann-La Roche & Co., fondata nel 1896 in Basilea (Svizzera), e Eli Lilly fondata nel 1876 negli Stati Uniti. La Svizzera, la Germania, l’Italia, gli Stati Uniti, seguiti dal Regno Unito, dal Belgio e dall’Olanda sono stati i Paesi che hanno dato i natali  alle prime imprese farmaceutiche. Alcune scoperte negli anni venti e trenta, come l’insulina e la penicillina, diedero forte impulso allo sviluppo del settore farmaceutico, che in quegli anni era ancora del tutto un settore emergente. Tra il 1940 e il 1950 ci furono importanti cambiamenti. In particolare, venne introdotta una precisa distinzione tra farmaci con obbligo di prescrizione (prescription drugs) e farmaci senza obbligo di prescrizione (over-the-counter drugs). Nel 1960, infatti, 4/5 delle vendite totale di farmaci riguardavano medicinali vendibili soltanto con la prescrizione di un medico, mentre, all'inizio degli anni ’30, la maggior parte delle medicine era venduta ancora senza alcuna prescrizione e quasi la metà veniva preparata dai farmacisti locali. Negli anni sessanta l’industria farmaceutica registrò una rapida espansione, grazie ad alcune significative scoperte che portarono alla produzione e alla commercializzazione di nuovi farmaci: la prima pillola anticoncezionale, il cortisone, farmaci per la pressione sanguigna, i primi tranquillanti etc….Questi prodotti erano protetti da brevetti permanenti in un quadro legislativo ancora in fase iniziale. Negli anni settanta vennero introdotti i primi farmaci per la cura del cancro. Un intervento legislativo ha circoscritto la validità della protezione brevettuale in un periodo fisso e limitato (tipicamente 20 anni dalla registrazione), portando così alla nascita dei farmaci generici (generics), costituiti dagli stessi principi del farmaco originale, ma venduti ad un prezzo ridotto.  La nascita dei farmaci generici, se da un lato ha apportato dei benefici ai consumatori, dall’altro ha portato ad un calo del fatturato delle imprese farmaceutiche allo scadere della copertura brevettuale, e ad una drastica riduzione nel tempo di recupero degli investimenti in R&S, con una conseguente pressione sui prezzi dei farmaci brevettati. Negli anni ottanta e novanta molti governi nazionali, al fine di contenere la crescita della spesa sanitaria, hanno iniziato ad esercitare una forte pressione a che le cause farmaceutiche riducessero il prezzo dei farmaci e vendessero prodotti di valore. Le aziende farmaceutiche dovevano essere più innovative ed efficienti allo stesso tempo. Tutto questo portò adottare strategie di fusione che hanno dato vita ad aziende di dimensioni e portata senza precedenti nel campo farmaceutico (le cosiddette Big Pharma). Nel 1994, per esempio, l'American Home Products si è unita all'Ayerst e Wyeth; nel 1995, la Glaxo si è fusa con la Wellcome e la Pharmacia con la Upjohn; nel 1996, dalla fusione della Ciba-Geigy e della Sandoz è nata la Novartis; nel 1999, la tedesca Hoechst e la francese Rhône-Poulenc hanno dato vita alla Aventis; nel 2000, la Pfizer si è fusa con la Warner Lambert e nel 2003 ha assorbito la Pharmacia; nel 2004 la Aventis è stata acquistata dalla Sanofi-Synthélabo, a sua volta frutto di una lunga catena di fusioni e acquisizioni. A partire dagli anni ’90, le aziende farmaceutiche oltre che alle fasi produttive hanno dato un’importanza sempre crescente alla fase di commercializzazione dei prodotti. Con l’avvento di internet i consumatori hanno iniziato ad acquistare i primi farmaci online. Negli Stati Uniti ci fu una proliferazione dell’Direct too Consumer Advertising (DTC). I nuovi antidepressivi, come il Prozac, diventarono dei best-seller. Oggi 5 aziende dominano il mercato: la Novartis, la Pfizer, la Roche, la Sanofi e la Merck & Co. A metà degli anni ottanta si assistette inoltre alla comparsa di una nuova tipologia di player: le biotechnology startup. Si tratta, tuttavia, di imprese piccole che operano nel campo della biologia molecolare e che occupano ancora una piccola porzione del mercato farmceutico.
 
 
La struttura
 
Il business farmaceutico include tre settori principali: Pharmaceutical; Biotechnology; Life  Science and Medical Device. Il settore dei Pharmaceutical è dominato dai cosiddetti ‘ethical drug,’ che includono sia i farmaci convenzionali che quelli più complessi (ad esempio i vaccini) per i quali è necessaria la prescrizione. Gli ethical drug rappresentano il core business delle multinazionali farmaceutiche; tuttavia, il settore dei Pharmaceutical include anche gli ‘over-the-counter’(OTC), che sono farmaci che possono essere venduti direttamente al consumatore senza la prescrizione medica. Sia gli ethical drug che gli OTC possono essere ‘di marca’ (branded) o ‘generici’ (generic o unbranded). L’industria biotecnologica, invece, comprende medicine fatte di molecole naturali complesse, spesso create da cellule viventi. Il settore della Life Science Medical Device, infine, include le machine, gli strumenti e gli accessori utilizzati dall’industria farmaceutica, medica e biotecnologica. 
 
 
3. Big Pharma: le Top50 compagnie farmaceutiche 
 
 
‘Quasi 600 miliardi di dollari le vendite globali delle prime 50 compagnie farmaceutiche nel 2013;
il valore equivale al PIL aggregato degli ultimi 82 Paesi (quasi la metà) nel mondo.
Le vendite delle prime 5 compagnie farmaceutiche sono state pari a 205 miliardi di dollari,
pari al PIL degli ultimi 55 Paesi nel mondo.’
 
 
Figura– le prime 50 compagnie farmaceutiche: vendite globali nel 2013
Fonte: LTEconomy, elaborazione su dati IMS (June 2014)
 
 
La Tabella seguente contiene informazioni finanziarie sulle cosiddette Big Pharma, ovvero le aziende leader nel settore farmaceutico, ordinate in base al valore del fatturato da loro realizzato nel 2013. Nel 2013 la prima compagnia farmaceutica per valore del fatturato è stata la Novartis (46 miliardi di dollari), che ha visto un incremento dell’84,4% rispetto al 2005. Pfizer, con un fatturato di 45 miliardi di dollari, risulta essere la seconda azienda farmaceutica (anche se non ha visto alcun sostanziale incremento rispetto al dato del 2005).  L’azienda Roche, localizzata in Svizzera, risulta terza (con valore del fatturato pari a 39,1 miliardi di dollari, più che triplicato rispetto al 2005). La francese Sanofi si classifica quarta (con un fatturato di 37,7 miliardi di dollari e un incremento di ‘appena’ il 16,6% rispetto al 2005). Merck & Co è la quinta azienda farmaceutica in termini di fatturato (37,5 miliardi di dollari nel 2013; in crescita del 70,5% dal valore del 2005).  Nel complesso, le prime 5 aziende farmaceutiche nel 2013 hanno realizzato un fatturato di 205,4 miliardi di dollari, in crescita del 50% rispetto ai 136,5 miliardi realizzati dalle stesse aziende nel 2005. Le prime 10 aziende farmaceutiche hanno invece realizzato un fatturato di 328,4 miliardi di dollari e le prime 20 aziende un fatturato di 466,5 miliardi. Nel complesso le Top50 hanno registrato un fatturato aggregato di 598,4 miliardi di dollari nel 2013.
 
 
Tabella – Le prime 20 compagnie farmaceutiche nel 2013
Company
Country
Sales (2005) - $m
Sales (2013) - $m
% change
Novartis
Switzerland
                 24,960
                 46,017
84.4%
Pfizer
USA
                 44,280
                 45,011
1.7%
Roche
Switzerland
                 12,900
                 39,143
203.4%
Sanofi
France
                 32,340
                 37,701
16.6%
Merck & Co
USA
                 22,010
                 37,519
70.5%
GlaxoSmithKline
England
                 33,960
                 33,055
-2.7%
Johnson & Johnson
USA
                 22,320
                 26,475
18.6%
Astra Zeneca
England
                 23,950
                 24,523
2.4%
Eli Lilly
India
                 14,650
                 20,119
37.3%
AbbVie
USA
 -
                 18,790
-
Amgen
USA
                 12,900
                 18,192
41.0%
Teva Pharmaceutical Industries
Israel
                   4,700
                 17,563
273.7%
Bayer
Germany
                   7,560
                 15,594
106.3%
Novo Nordisk
Denmark
                   5,360
                 14,886
177.7%
Boehringer Ingelheim
Germany
                 10,840
                 14,468
33.5%
Takeda
Japan
                   8,530
                 13,591
59.3%
Bristol-Myers Squibb
USA
                 15,250
                 12,306
-19.3%
Gilead
USA
                   1,810
                 10,804
496.9%
Astellas Pharma
Japan
                   8,040
                 10,431
29.7%
Daiichi  Sankyo
Japan
                   3,060
                 10,268
235.6%
Fonte: LTEconomy, elaborazione su dati IMS (June 2014)
 
 
4. Che cosa è Big Pharma: alcuni libri e documentari 
 
Molti libri e film-documentari sono stati pubblicati sulla crescente (spesso giudicata negativa) influenza delle multinazionali farmaceutiche sul sistema medico mondiale. Molti di questi libri e documentari sostengono che oggi ‘il profitto,’ piuttosto che la salute dei pazienti, rappresenta il fattore guida, la priorità da perseguire, per queste aziende. In questo modo, molte compagnie farmaceutiche (come è il caso di Novartis e Pfizer) hanno raggiunto giri di affari multi-miliardari. Le campagne di comunicazione giocano un ruolo di primo piano nella crescita delle vendite di queste imprese sia nei Mercati Sviluppati che in quelli in Via Di Sviluppo. 
 
Uno dei primi libri a denunciare lo strapotere di un numero limitato di grandi multinazionali nell’agenda globale della salute è stato Big Pharma: Exposing the Global Healthcare Agenda (2006) di Jacky Law. Questo libro ha portato alla luce un sistema in cui la ricerca smoderata del profitto ha messo da parte l’importanza del benessere pubblico. Ai tempi della pubblicazione, gli organi legali soffrivano un’intensa pressione da parte delle lobby farmaceutiche, e le imprese spendevano molti più soldi nel marketing che nella ricerca e sviluppo. Il costo per la creazione e il lancio di nuove medicine cresceva senza sosta, mentre il numero di nuovi prodotti originali era in declino. Il libro fu scritto nel 2004, e, secondo l’autrice, Jacky Law (LTEconomy, dicembre 2014), il panorama è cambiato da allora, non solo perché ‘la rete internet’ ha dato voce ai pazienti, ma anche perché oggi alle medicine è richiesto di essere efficaci nel mondo reale oltre che nei confini ristretti di un laboratorio.
 
Altri libri sul tema sono (maggiori dettagli sono disponibili nella versione in PDF dell'articolo):
 
Marcia Angell (2005), The Truth About The Drug Companies: How They Deceive Us And What To Do About It. 
Howard Brody (2007), Ethics, the Medical Profession, and the Pharmaceutical Industry.
Greg Critser (2007), Generation Rx: How Prescription Drugs Are Altering American Lives, Minds, and Bodies.
Merrill Goozner (2005), The $800 Million Pill. The Truth behind the Cost of New Drugs
Jerome P. Kassirer (2005), On the Take: How Medicine's Complicity with Big Business Can Endanger Your Health. 
Ray Moynihan (2006), Selling Sickness: How the World's Biggest Pharmaceutical Companies Are Turning Us All Into Patients. 
 
Così come i libri, molti documentari evidenziano la crescente importanza del business farmaceutico nell’influenzare il sistema globale della salute. Il box seguente da alcune informazioni su alcuni dei migliori documentari sull’argomento. 
 
 
 Box - Big Pharma: principali documentari
 
 
BIG BUCKS, BIG PHARMA Marketing Disease & Pushing Drugs
(Media Education Foundation, 2006) –
 
Questo è un documentario chiaro che spiega quali sono le principali strategie seguite dall’industria farmaceutica al fine di incrementare i propri profitti finanziari; spiega, inoltre, gli effetti negative sulla nostra salute caudati dall’implementazione di tali strategie. Il documentario ha identificato, in particolare, quattro strategie: 1) Branding Drugs (uso di pubblicità diretta al consumatore); 2) Swimming in pills, consistente nell’inondare il mercato di farmaci attraverso la creazione dei cosiddetti ‘me-too drugs’; 3) Disease Mongering, ossia ampliare il mercato ridefinendo gli standard e i valori della salute normale; 4) No free lunch, che si avvale della promozione aggressiva ai professionisti del settore.
 
 
 
Inventori di Malattie (Inventors of Deseases)
(Programma italiano, RAI 3, condotto dal giornalista Silvio Montanaro, 2013)
 
Si tratta di un documentario realizzato nell’ambito del programma italiano della RAI, C’era una volta’ (1999-2013). Nel documentario, Silvio Montanaro ci mostra come la salute sia ormai diventata oggetto di un ‘grande business.’ Le imprese farmaceutiche sono diventate grandi imprese finanziarie, alla continua ricerca di profitto.  Al fine di incrementare i propri profitti e le loro vendite, esse letteralmente ‘creano nuove malattie.’ A tal fine utilizzano complesse strategie di comunicazione che portano i pazienti a pensare di essere ammalati anche quando effettivamente non lo sono, o portano all’utilizzo massivo di vaccini anche quando non c’è un vero rischio di epidemia.
 
 
 
5. Che cosa è Big Pharma: la struttura e gli strumenti di Big Pharma – dal ‘branding’ dei farmaci alla vendita di malattie 
 
Le grandi imprese farmaceutiche sono sottoposte alle stesse identiche regole economiche a cui è sottoposta qualsiasi altra azienda, di qualsiasi altro settore: incrementare le vendite al fine di essere economicamente sostenibili. Mentre nei Paesi in Via di Sviluppo i clienti principali sono rappresentati dai governi nazionali e locali, nei Paesi Sviluppati, la maggiore attenzione è rivolta ai pazienti. In questo paragrafo ci focalizzeremo sulle strategie di vendita utilizzate nei Paesi Sviluppati che, come ben descritto nel documentario Big Bucks, Big Pharma Marketing Disease & Pushing Drugs, esse sono riconducibili alle seguenti: 1) Branding Drugs; 2) Creazione di me-too drugs; 3) Vendita di malattie (e cambiamento degli standard di salute); 4) Promozione ai professionisti del settore.
 
 
Branding drugs
 
Nei Paesi Sviluppati, tradizionalmente le imprese farmaceutiche promuovevano i propri farmaci ai medici. Oggi, specialmente negli Stati Uniti, esse stanno puntando direttamente al consumatore, ai pazienti. Questa strategia di comunicazione prende il nome di Direct to Consumer Advertising (DTC). La DTC utilizza le stesse tecniche di comunicazione utilizzate nel pubblicizzare qualsiasi altro prodotto: associare un brand al prodotto utilizzando immagini positive, di persone in piena salute che vivono pienamente la propria vita. Il problema è che le immagini di persone felici e in perfetta salute utilizzate nel pubblicizzare i farmaci può comportare disinformazione in termini di sicurezza dei farmaci. Ci sono effetti collaterali che possono causare anche Danni cronici alla salute dei pazienti.
 
 
Creazione di ‘me-too drugs’ (inondare di farmaci il mercato)
 
La maggior parte dei farmaci nuovi che vengono introdotti nel mercato vengono confrontati solo con dei placebo. Essi non rappresentano delle innovazioni reali rispetto ai farmaci già presenti nel mercato. Questo ha determinato una esplosione di nuovi farmaci, molti dei quali non sono più efficaci dei farmaci già esistenti. Alcuni farmaci hanno molti duplicati con la stesa efficacia e stessi effetti collaterali, come nel caso dei farmaci per le allergie. Questi duplicati prendono il nome di ‘me-too drugs.’ I costi di produzioni per questi farmaci sono inferiori perché non richiedono sforzi e investimenti nelle fasi di Ricerca e Sviluppo. La competizione, tuttavia, si sposta ‘dalla fase di Ricerca a quella del marketing e comunicazione.’ Questo tipo di competizione spinge in alto i prezzi dei medicinali, nonostante essi non siano tanto più efficaci dei farmaci già esistenti.
 
Un classico esempio di quanto stiamo affermando viene dal caso del farmaco Nexium. Quando il produttore del Prilosec, AstraZeneca, dovette far fronte alla scadenza del brevetto, che valeva 6 miliardi di dollari all’anno, introdusse un nuovo farmaco, il Nexium, per il trattamento del bruciore di stomaco e del reflusso acido. C’era solo una piccola differenza chimica nei due farmaci, che sostanzialmente avevano la stessa efficacia e gli stessi effetti collaterali.  Solo la confezione era diversa. Tuttavia,  i pazienti e i medici vennero incoraggiati ad utilizzare il Nexium anziché i più convenienti farmaci generici e over-the-counter. Fu messa in atto una aggressiva campagna pubblicitaria e i rappresentanti dell’azienda AstraZeneca iniziarono a promuovere il Nexium addirittura prima che il brevetto del Prilosec scadesse.
 
 
Vendita di malattie (Disease Mongering)
 
Questa strategia è forse la più dannosa e pericolosa di tutte. Essa consiste nel fare credere alle persone (potenziali pazienti) che sono malati quando in realtà non lo sono. In questo modo il mercato delle persone ‘realmente malate’ viene allargato al più ampio mercato delle persone in salute. Uno dei metodi utilizzati a questo scopo consiste nel modificare quelle che sono le linee guide, gli standard di riferimento, della salute ‘normale.’ Questo è accaduto, ad esempio, con gli standard relativi alla pressione del sangue e al colesterolo. Un altro strumento per ottenere un ampliamento del mercato è dato dalle campagne di comunicazione.
 
In sostanza, le imprese farmaceutiche sono alla ricerca continua di nuove malattie da trattare con farmaci già esistenti in modo da ammortizzare al massimo i costi sostenuti per creare i loro farmaci. Il caso del Paxil e del Disturbo da Ansia Sociale negli USA è istruttivo a riguardo. L’azienda produttrice del Paxil, GlaxoSmithKline, ha dato l’incarico ad una azienda di public relation di coordinare una campagna mediatica volta ad incrementare la platea di persone che pensavano di essere affette dal Disturbo di Ansia Sociale, una condizione da trattare con l’utilizzo del Paxil. Ne è risultato che alcune persone, semplicemente un po’ più timide del normale, pensavano di essere colpite da tale disturbo ed hanno fatto uso di un medicinale di cui in realtà non avevano bisogno.  
 
Quale è il vero problema? E’ che tali persone possono soffrire poi di gravi effetti collaterali. L’uso di anti-depressivi da parte dei bambini, ad esempio, è stato spesso correlato ad un aumento del rischio di suicidio.
 
 
Promozione ai professionisti del settore
 
Pranzi, eventi, ticket per eventi, campioni di medicine. Questi rappresentano gli strumenti principali attraverso cui i rappresentanti commerciali delle aziende farmaceutiche incentivano i medici a prescrivere farmaci ‘di marca,’ invece dei farmaci generici. La combinazione della pubblicità diretta al consumatore, le visite ai dottori dai rappresentanti commerciali, i campioni di farmaci, tutti insieme contribuiscono alla prescrizione di determinati farmaci piuttosto che di altri nel momento in cui il paziente si reca dal medico a causa di un determinato malanno. 
 
 
6. Perché Big Pharma cerca di aumentare i propri profitti  
 
Le compagnie farmaceutiche sono imprese normali. In quanto tali esse devono accrescere le proprie vendite e i propri profitti al fine di sopravvivere in un mercato sempre più competitivo. Questo significa ‘trovare sempre più pazienti da curare.’ Inoltre, le più grandi aziende farmaceutiche sono società quotate in borsa. I loro manager sono ‘obbligati’ a fare crescere le vendite e i profitti delle aziende che gestiscono al fine di far aumentare il valore delle ‘azioni’ della società. In questo modo essi conservano la loro posizione e ottengono premi elevati sui loro stipendi.
 
 
“….Fino a 40-50 anni fa, infatti, nonostante ci fossero anche allora delle contraddizioni, la salute era considerata una specie di ‘patrimonio universale’ e il medico era il soggetto titolato a prendersene cura. Oggi le grandi aziende farmaceutiche (che governano il sistema) si preoccupano principalmente della loro ‘attrazione borsistica.’…. La missione della cura è stata completamente sostituita da quella del profitto: nel lungo periodo, un’azienda quotata in borsa con profitti costantemente bassi è destinata a fallire….”
 
Silvestro Montanaro
 
(Giornalista; Ex-Direttore del programma RAI ‘C’era una volta,' supervisore del documentario: 'Inventori di Malattie')
dicembre 2014 (www.lteconomy.it)
 
 
7. Che cosa è Big Pharma: la struttura e gli strumenti di Big Pharma – dal ‘branding’ dei farmaci alla vendita di malattie 
 
Questo paragrafo è dedicato all’emergere di ‘un sistema medico laterale,’ un sistema fatto da organizzazioni umanitarie ‘non-profit’ che aiutano le persone più bisognose, e da quei dottori e professionisti che hanno cercato e/o stanno cercando di creare un modo alternativo di considerare e trattare la salute, basato sulla medicina preventiva anziché su quella curativa.
 
 
Le organizzazioni umanitarie ‘non-profit’
 
Assicurare assistenza e cure con ‘neutralità’ e ‘imparzialità’ in tutto il mondo. Questo è l’obiettivo di alcune organizzazioni umanitarie ‘non-profit’ che operano nel campo dell’assistenza medica. Le persone cha hanno bisogno di cure e di assistenza medica dovrebbero ottenerle a prescindere dal fatto che siano ricche o povere. Troppo spesso, tuttavia, molte persone, soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo, non ottengono nemmeno i servizi medici di emergenza. Perché? La mancanza di strutture e di un’adeguata organizzazione, la scarsità di risorse umane e finanziarie, un sistema medico sempre più orientato al profitto sono alcuni (non esaustivi) fattori.
 
Per far fronte a questa scarsità di assistenza alle persone povere e bisognose, sono state create alcune organizzazioni non-profit. Due organizzazioni, in particolare, stanno svolgendo un lavoro encomiabile in tutto il mondo: 1) Medici Senza Frontiere (MSF) fondata nel 1971 e oggi operativa in più di 70 Paesi; 2) Emergency, un’organizzazione non-profit italiana, nata nel 1994.
 
Secondo Gabriele Eminente, Direttore Generale di Medici Senza Frontiere, le attività di tali organizzazioni sono destinate a crescere in futuro, perché l’assistenza nelle aree tradizionali di intervento (Paesi colpiti da conflitti ed epidemie) non si ridurranno, mentre cresceranno nuove tipologie di emergenze (disastri nei Paesi maggiormente colpiti dal cambiamento climatico e le basse condizioni di salute in megalopoli sempre più grandi e numerose). 
 
 
E’ triste dirlo, ma penso che ci sarà un bisogno crescente di MSF nel futuro.. Perché? Ci sono più di una ragione:
1) l’assistenza nelle aree tradizionali di intervento non si ridurrà;
2) ci sono nuove aree di intervento che emergono;
3) crescita nelle megalopoli di vaste aree di popolazioni che vivono in condizione di uno basso stato di salute…
 
Gabriele Eminente
(Direttore Generale di Medici Senza Frontiere - Italia)
dicembre 2014 (www.lteconomy.it)
 
 
Riformare i professionisti del settore
 
Oltre  a queste organizzazioni umanitarie che operano sul campo, altre organizzazioni non-profit sono state create con lo scopo di cambiare il modo in cui il sistema medico opera. Una di queste è l’organizzazione No Free Lunch, fondata da Bob Goodman nel 1999, con l’obiettivo di informare i medici circa l’influenza dannosa di Big Pharma. Un crescente numero di attivisti nel mondo sta lottando contro il crescente potere dell’industria farmaceutica al fine di rimettere la salute dei pazienti al centro del sistema medico globale.
 
 
La medicina alternativa
 
Questo non è certamente l’ambito più appropriato per studiare i pro e i contro della medicina alternativa. Tuttavia, è utile dare ai lettori le basi su cui poggiano questi metodi e menzionare alcuni degli approcci più importanti e più seguiti. Molti di questi metodi si basano sull’assunzione che ciò che la medicina convenzionale definisce ‘malattie,’ nella medicina alternative sono considerati ‘sintomi’ dovuti ad una presenza eccessiva di elementi tossici nel nostro organismo. Secondo la medicina alternativa, curare (nascondere) questi sintomi è un errore; ciò che dovrebbe essere curato è l’eccesso di tossine. Numerosi metodi sono stati sviluppati con questo obiettivo. Giusto per menzionarne alcuni:  omeopatia, naturopatia, chiropratica, medicina energetica, diverse forme di agopuntura, medicina cinese tradizionale, medicina ayurvedica, la nuova medicina germanica del dr. Hamer. Alcune terapie che sembrano essere molto efficaci, soprattutto nel curare patologie croniche, sono la terapia Gerson (che si basa sull’utilizzo di enteroclismi abbinati ad una dieta basata principalmente sull’assunzione di estratti di frutta) e il sistema igienista di Shelton (che prevede l’uso del digiuno e di una dieta basata prevalentemente, se non esclusivamente, sull’assunzione di frutta e verdura). Infine, la maggior parte di questi metodi danno grande importanza alla relazione esistente tra anima, spirito e corpo; la serenità mentale rappresenta un elemento indispensabile per riguadagnare uno stato di buona salute. 
 
 
8. Conclusioni
 
La salute è un elemento chiave per sviluppare una società prosperosa, armoniosa e felice. I pazienti devono ottenere la migliore assistenza al fine di preservare la propria salute. Pertanto, la relazione tra i pazienti e il sistema medico rappresenta un fattore fondamentale per lo sviluppo e la sopravvivenza della nostra società. Tutti gli attori coinvolti (politici, imprese farmaceutiche, medici, medici alternativi) dovrebbero collaborare al fine di migliorare questa relazione. Una società senza una ‘salute reale’ è destinata a fallire…. 
 
 
 
BIBLIOGRAFIA

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LTEconomy, (dicembre 2014), Intervista con Jacky Law (autrice del libro ‘Big Pharma'),  http://www.lteconomy.it/it/interviste-it/topic-interview-it/514-jacky-law   

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Interviste con Gino Strada:

- Che Tempo Che Fa (03-04-2013) - http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4f0f3d36-79a6-4b5f-83ed-5288c0aea39a.html

- Che Tempo Che Fa (17-05-2014) -  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6767ebfb-4694-470e-89f4-b48c0363b1ca.html

 

 

 

This article by Dario Ruggiero
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ENDNOTE


[1] Per conoscere quali mercati sono inclusi nella definizione di Pharmerging market utilizzata da IMS, si veda la pagina successiva.

 
 
 

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