Sto analizzando da tempo la questione immobiliare e più vado avanti con le mie valutazioni più mi rendo conto che è un settore che fa male al genere umano e non genera alcun benessere.

Non mi riferisco soltanto alle mega truffe o bolle del settore immobiliare che si alternano nei vari stati come se fosse l’usslnico modo di fare casa, nè alla mal costruzione, nè alla dubbia validità della produzione nel settore edilizio, nè alla sovracostruzione o all’ abusivismo, nemmeno al volume di debito e eventi nefasti che ha portato nelle famiglie e nemmeno alla condizione misera di chi non ha una casa. Tutte questioni queste che comunque scomparirebbero se si adottasse il progetto che vado a spiegare che unisce qualcosa dello spirito socialista ma vissuto secondo il canone liberale.

Quello a cui mi voglio riferire sono i parametri personali troppo cangianti dell’era moderna. La nostra personalità si evolve o adatta con rapidità a nuovi eventi, non tanto il mondo esteriore. Parlo di adattamento perchè non necessariamente possiamo credere che sia un miglioramento semplicemente l’esigenza in quel momento di vivere in un ambiente differente. I fattori che ci inducono a cambiare casa possono essere molteplici relazionati a eventi nella sfera personale, affettiva, lavorativa e spirituale. Ogni volta che entra qualcuno nella nostra vita siamo pressionati dal dargli un ambiente favorevole per vivere ma non sempre è così semplice: potrebbe trattarsi di un figlio, una moglie, un partner o un amico. Ci sono persone che hanno uno spirito adattabile alle esigenze abitative dell’altro, altre, più rigide, che non lo sono affatto.

La medesima variabilità si presenta nel nostro medesimo percorso interno. Possiamo essere attratti dalla vita in città e in altri momenti dalla vita in campagna, dalla solitudine o dall’incontro con la massa, dalla natura o dal mero affarismo e commercio, dai servizi come dalla loro totale assenza, dal deserto o dal mare  e così via. Aggiungo che in una fase della nostra vita siamo solleticati dall’estro di restrutturare o creare qualcosa di nuovo nell’immobile e in altri questa esigenza scompare. Allo stesso modo possiamo pensare che in gioventù o in un ambiente esteriore contaminato siamo più attratti dall’avere una casa grande dove recuperare il nostro benessere mentre col passare degli anni ci rendiamo conto che più è piccola meglio ci viviamo per diverse ragioni. Le nostre condizioni di salute altrettanto influiscono sul tipo di comfort che esigiamo in una casa.

Già solo per affrontare una di queste cose come trovare la casa giusta per la propria moglie nel posto giusto si può diventare pazzi. Ci possono volere anni e l’operazione concludersi con il divorzio. Il motivo primario che sottende tutte le truffe del mercato è che la maggior parte delle persone avendo, secondo lo stile antico italiano, vissuto primariamente fissi in un posto, non hanno esperienza sulle questioni immobiliari. Altri si trovano nella medesima condizione solo per vivere distrattamente o spensieratamente.  In linea di massima non sono nemmeno in grado di valutare se un immobile è realmente meglio di un altro. Nel caso specifico non mi riferisco al suo valore reale o stato delle installazioni o della struttura, ma anche semplicemente se può corrispondere alle proprie abitudini di vita. Può essere anche una villa milionaria ma finchè non ci vivi non te ne rendi conto… In questo caso specifico, se si tratta di un acquisto di valore o rappresentanza, si aggiunge lo stress di far credere che abbia realmente quel valore e che si è fatto un buon investimento, almeno fino alla vendita…

Tutte queste evenienze generano una pressione psicologica ingiustificata su se stessi e sugli altri, espongono a truffe, destabilizzano la famiglia. Vorrei anche chiarire che la famiglia è quella unità indipendente anche fatta di un single che vuole procedere a se stante nella vita. La famiglia non è la casa ma un nucleo di persone legate da un sentimento. Con questo rimarco anche che se l’affetto, l’amicizia o l’amore non c’è non c’è nemmeno la famiglia.

La compravendita degli immobili per queste ragioni è poco sicura visto dal punto di vista del nucleo famigliare, lenta e di esito incerto. Ogni volta che si cambia ci si espone a sorprese e molti si domandano se abbia realmente un significato comprare una casa anche a titolo di investimento giacchè si possono deprezzare e non sempre ci sono le condizioni anche economiche  o l’esperienza in famiglia per avviare restrutturazioni o manutenzioni adeguate. In alcuni paesi oltre alla gravosità decennale di un mutuo ti puoi scontrare con una pressione fiscale esagerata che, capitalizzata anno per anno,  confluisce nella depredazione integrale del valore. Se aggiungiamo che alcune o molte criticità della casa si riscontrano troppo tardi capiamo che tutto sta andando per il verso scorretto.

Quello dell’ affitto è un mercato altrettanto fallimentare, non tutela le controparti in tempo di crisi, alcune normative permettono di chiedere troppe mensilità in anticipo, anche qui le truffe si sprecano. Non sempre è così facile affittare e una volta affittato non hai la certezza di avere una casa perchè la legislazione apre a cavilli di ogni genere per sbatterti fuori di casa anche se sei un buon inquilino. La ricerca anche qui della casa risulta complicata alquanto e in molti casi costosa.

In media in tempi di crisi l’unica casa che puoi avere è quella ereditata ma anche qui, anche fossero tante, ti potresti rendere conto che nessuna di quelle può corrispondere alle tue abitudini di vita, che molte sono invendibili perchè troppo vecchie, che non hai i soldi per restrutturarle e così via. Basta anche una piccolo dettaglio per renderle inservibili: quello, tra altri, di non avere la patente o un mezzo proprio perchè sono troppo lontane dai punti di raccolta del servizio di trasporti pubblici.

Allora mi domando se siamo già pronti per deprivatizzare la casa. Cioè creare un collettivo che aderisca a un progetto più dinamico del concetto di casa con tutti i contrafforti e la protezione pubblica e governativa. Le case ci sono, sono quelle invendute, quelle non affittate, quelle ereditate e inservibili che potrebbero essere redirezionate in questo progetto sociale. Ci sono gli immobili dei paesi in via di abbandono. Possiamo aggiungere quelle che al governo non costerebbe nulla costruire.

E poi si lascia tutto all’intelligenza artificiale in base alle nostre esigenze. Quelli che hanno capacità professionale ed economica per restrutturare cercheranno quelle da sistemare, sempre con supervisione ovviamente. Ci sarà chi la vuole vuota chi ammobiliata. La casa la vivi come se fosse tua ma non è tua. Se ti piace ci rimani altrimenti fai altre prove e ti muovi. La casa si adatta alla tua vita e alle tue variabili. Il contratto con il pubblico è che qualsiasi cosa succeda hai sempre una casa.

Non sapete quanto si può apprendere cambiando. Potreste accorgervi che l’oggetto della vostra invidia di classe sia una casa poco funzionale e invivibile e molto di più. Poi ognuno si assesta laddove più gli compete. Non è da escludere nemmeno che un ricco si fermi nella semplice casa di campagna di un povero. È tutto relativo.

Dare subito una casa ai giovani è anche un modo di farli crescere prima e di allenarli nelle questioni immobiliari. È quello il momento nel quale si forma l’esperienza, l’abilità nel risolvere le questioni burocratiche, legali, di manutenzione e restrutturazione. Potrebbe poi diventare poi una professione fare l’architetto, l’amministratore,  il designer d’ interni e così via o semplicemente acquisire le informazioni per far vivere al meglio la tua famiglia in futuro.

Sarebbe bello se  si attuasse in ogni stato in modo da soddisfare l’esigenza di viaggaire e incontrare nuove culture. Anche viaggiando si impara e si apprendono soluzioni in ambito abitativo e architettoniche interessanti.

Se tutti aderiranno a questo progetto sarà più facile anche demolire l’inservibile  e ricostruire anche se come ho detto le esigenze abitative sono molto diverse e variegate, quello che pensi sia inservibile oggi non lo sarà magari domani. Sicuramente si avrà a livello governativo uno stato reale dell’abitabilità nel paese.

 

 

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

His Holiness the Imperial Buddha

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

Long Term Economy Chair ( Italy )

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Paolo David Sacco

Sua Santità il Budda Imperiale. GGA. Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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